COMBONIANUM – Formazione e Missione

— Sito di FORMAZIONE PERMANENTE MISSIONARIA — Uno sguardo missionario sul mondo e sulla Chiesa — MISSIONARY ONGOING FORMATION — A missionary look on the world and the Church

Un grano di sale, mattutino (8)

“Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri” (Marco 9,50)
Una parola, un granello di sale al giorno per dare sapore alla tua giornata. 


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LA TORRE DI BABELE

Non credo all’opinione diffusa che, allo scopo di rendere feconda una discussione, coloro che vi partecipano debbano avere molto in comune. Anzi, credo che più diverso è il loro retroterra, più feconda sarà la discussione. Non c’è nemmeno bisogno di un linguaggio comune per iniziare: se non ci fosse stata la torre di Babele, avremmo dovuto costruirne una.

Oggi ricorriamo a una fonte piuttosto difficile: la citazione è desunta nientemeno che dal Poscritto alla logica della scoperta scientifica del filosofo viennese Karl Popper (1902-1994). Il senso è, però, limpido: la diversità è necessaria. In realtà la torre di Babele è il simbolo di un’unità obbligata e artificiosa, una globalizzazione forzata. Infatti, il sogno dell’imperialismo di Babilonia è quello di imporre «un unico labbro», come si dice nell’originale ebraico della Genesi, cioè una sola lingua, una sola cultura, una sola concezione della vita, precettata a tutti. Il risultato è paradossale e antitetico ed è la confusione, come reazione all’uniformità imposta. L’autentica diversità è, invece, ben altro: è la ricchezza dei colori dell’arcobaleno.

La tradizione giudaica affermava che Dio, quando creò l’umanità, lo fece con un unico conio, eppure ogni persona – a differenza di ciò che accade per le monete – è sempre diversa dall’altra, anche a livello fisico (si pensi solo alle impronte digitali). Unica è la dignità, ossia l’appartenenza all’essere umani, infinita è la pluralità dei volti e delle anime. Il rabbí Giacobbe Isacco di Lublino degli antichi ebrei Chassidim polacchi diceva: «In ogni uomo c’è qualcosa di prezioso che non si trova in nessun altro.

Si deve, perciò, rispettare ognuno secondo le virtù che egli solo possiede e che non ha nessun altro».

Ma attenzione: il crinale tra diversità benefica e confusione malefica è sottilissimo.

Avvenire 08/02/2011
http://www.novena.it


gianfranco-ravasi-3da IL MATTUTINO di Gianfranco Ravasi,  presidente del Pontificio Consiglio della cultura.
Le riflessioni proposte quotidianamente dal cardinale su Avvenire, nel suo “Mattutino” (2002-2007 e 2011), offrono delle preziose occasioni per sostare qualche minuto in meditazione interrompendo la frenesia della giornata.
Il libro con la raccolta di queste riflessioni può essere acquistato in libreria.


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Questa voce è stata pubblicata il 08/02/2018 da in ITALIANO, Un grano di sale.

San Daniele Comboni (1831-1881)

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