COMBONIANUM – Formazione Permanente

UNO SGUARDO MISSIONARIO SUL MONDO E LA CHIESA Missionari Comboniani – Formazione Permanente – Comboni Missionaries – Ongoing Formation

Sulle tracce di Maria (1) Lourdes

Trascrizione della trasmissione radiofonica “Sulle tracce di Maria”, condotta da Diego Manetti (Radio Maria) 

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Lourdes, così guariscono i cuori

Un caro saluto da parte di Diego Manetti a tutti e un ben ritrovati con una nuova puntata di “Sulle tracce di Maria”, con l’intento di seguire – passo dopo passo – il cammino di Maria tra gli uomini, ripercorrendo alcune delle più importanti tracce che la Vergine ha lasciato nel mondo, ovvero i santuari a Lei dedicati, intesi come risposta umana all’iniziativa di Maria di rivolgersi all’umanità con apparizioni o messaggi in precisi momenti della storia.

La traccia mariana che andremo a esaminare questa volta è forse la più famosa e la più cara alla devozione popolare mariana di tutto il mondo: si tratta infatti della Basilica dedicata a Nostra Signora di Lourdes, in memoria delle apparizioni della Immacolata Concezione a una ragazzina di 14 anni di nome Bernadette. Bastano questi pochi elementi per far nascere in chiunque un ricordo, un pensiero, una preghiera rivolti alla Vergine Maria. Quella di Lourdes è infatti una delle apparizioni più famose e meglio conosciute della storia.

Non intendo soffermarmi tanto sul contesto storico, sociale e religioso dell’epoca – per conoscere il quale ci si può rivolgere a una delle moltissime pubblicazioni presenti in libreria al giorno d’oggi – quanto piuttosto sul messaggio che la Madonna consegnò alla piccola Bernadette, in quel borgo alle falde dei Pirenei, nel 1858.

Abbiamo detto che le apparizioni di Lourdes sono forse le più note. E allora qualcuno potrà chiedersi: ma era davvero necessario dedicare ancora attenzione a questo evento che tutti conoscono? Una simile obiezione potrebbe esser ancor più rinforzata se pensiamo che sono decine i libri attualmente in commercio sull’argomento, e ancor più se consideriamo che se si clicca su Google alla ricerca di “Lourdes”, i rimandi sono circa 24 milioni di pagine web. Insomma, un’enormità di informazioni. Eppure, in tutto questa montagna di dati, documenti, racconti, testimonianze, non sempre viene messo al centro quello che è il cuore dell’evento mariano che si è compiuto a Lourdes, ovvero il fatto che la Vergine sia apparsa come “Immacolata Concezione”, consegnando alla giovane veggente un messaggio per l’umanità.

Se anche non sarà la storia il nostro principale orizzonte di trattazione, da essa pur occorre partire, per richiamare alla memoria almeno i tratti essenziali dei fatti che occorsero tra il febbraio e il luglio 1858, eventi che tutti conoscono, o credono di conoscere.

Siamo dunque nel 1858, a Lourdes, borgo francese di circa 4.000 anime ai piedi dei Pirenei, la catena montuosa che separa la Francia dalla Spagna. Nel pressi del villaggio, alla grotta di Massabielle, oltre il fiume Gave, la Vergine Maria apparve 18 volte alla piccola Bernadette Soubirous (1844-1879), all’epoca quattordicenne.

La prima apparizione è datata 11 febbraio 1858. Per sapere che cosa accadde quel giorno, la cosa migliore è riandare alle parole della stessa Bernadette:

«La prima volta che fui alla grotta era il giovedì 11 febbraio. Andavo a raccogliere la legna con due altre ragazzine. Quando fummo al mulino io domandai loro se volevano vedere dove l’acqua del canale andava a congiungersi col Gave. Esse mi risposero di sì. Di là noi seguimmo il canale e ci trovammo davanti a una grotta, non potendo andare più lontano. Le mie due compagne si misero in condizione di attraversare l’acqua che era davanti alla grotta. Esse attraversarono l’acqua. Si misero a piangere. Domandai loro perché piangessero. Mi dissero che l’acqua era fredda. Io le pregai di aiutarmi a gettare delle pietre nell’acqua per vedere se potessi passare senza scalzarmi. Mi dissero di fare come loro, se volevo. Io andai un po’ più lontano a vedere se potevo passare senza scalzarmi ma non potei. Allora ritornai davanti alla grotta e mi misi a scalzarmi. Avevo appena tolto la prima calza che sentii un rumore come se ci fosse stato un colpo di vento. Allora voltai la testa dalla parte del prato (dal lato opposto alla grotta). Vidi che gli alberi non si muovevano. Allora ho continuato a scalzarmi. Sentii ancora lo stesso rumore. Appena alzai la testa guardando la grotta, scorsi una signora in bianco.

Aveva un vestito bianco, un velo bianco e una cintura azzurra e una rosa su ogni piede, del colore della catenella del suo rosario. Allora fui un po’ impressionata. Credevo di sbagliarmi. Mi strofinai gli occhi. Guardai ancora e vidi sempre la stessa signora. Misi la mano in tasca; vi trovai il mio rosario. Volevo fare il segno della croce. Non potei arrivare con la mano fino alla fronte. La mano mi cadeva. Allora lo sbigottimento s’impadronì più fortemente di me. La mia mano tremava. Tuttavia non fuggii. La signora prese il rosario che teneva tra le mani e fece il segno della croce. Allora provai una seconda volta a farlo e potei. Appena ebbi fatto il segno di croce scomparve il grande sbigottimento che provavo. Mi misi in ginocchio. Ho recitato il rosario in presenza di quella bella signora. La visione faceva scorrere i grani del suo, ma non muoveva le labbra. Quando ebbi finito il mio rosario, mi fece segno di avvicinarmi, ma non ho osato. Allora disparve all’improvviso».

E’ un racconto che abbiamo sentito tante volte, e immagino che molti di voi, seguendolo, abbiano magari socchiuso gli occhi, facendo riandare la mente all’ultima volta che si sono trovati dinnanzi a quella grotta. Ricordo la prima volta che vi sono stato anch’io, durante quella vacanza-pellegrinaggio che, nell’estate del 2008, mi ha portato a visitare i più importanti santuari mariani d’Europa con alcuni cari amici. Trovarsi dinnanzi alla grotta che tante volte avevo visto in filmati, immagini e fotografie mi procurò un’emozione davvero intensa, frutto della consapevolezza che in quello stesso posto, dinnanzi a quelle stesse pietre, 150 anni prima la Vergine si era degnata di apparire a Bernadette. Le stesse pietre, la stessa quiete. Forse perché era di notte, quando vi siamo giunti. Eppure, nel silenzio rotto solo dalle preghiere, una voce pareva dire al cuore di ognuno di noi: la Madonna è stata qui, la Madonna è qui, anche ora. E’ forse questo pensiero che ha portato il Francesco, allora 12enne, il più giovane della nostra comitiva, a inginocchiarsi subito dinnanzi alla grotta, proprio come Bernadette in quell’11 febbraio.

La prima apparizione è dunque silenziosa, tutta intessuta di preghiera, quasi come se Maria volesse aiutare la piccola a prendere confidenza con Lei, a poco a poco. Perché i dubbi sono tanti, e Bernadette crede di essersi sbagliata, oppure che sia una visione frutto del maligno.

Per cui alla seconda apparizione, la domenica seguente, 14 febbraio, quando Bernadette torna alla grotta, non appena la Vergine le appare ecco che le getta addosso dell’acqua benedetta. Per tutta risposta, la Vergine sorride, compiaciuta, restando però in silenzio mentre la piccola termina la recita del Rosario.

Verrebbe da chiedersi a questo punto come potesse risultare così spontaneo per Bernadette raccogliersi in preghiera dinnanzi alla celeste visione. Non si è sempre detto che si trattava di una ragazzina ignorante, che non sapeva leggere né scrivere, al punto che non aveva fatto neppure la Prima Comunione? Tutto vero, ma guai a dimenticare la scuola di preghiera e di fede che per Bernadette era rappresentata dal vivere quotidianamente in una famiglia talmente povera di mezzi da dover vivere nel Cachot, il vecchio carcere del paese ormai dismesso, ma così ricca di fede da recitare il Santo Rosario tutte le sere, insieme.

Giungiamo così alla terza apparizione, del 18 febbraio, in cui la Vergine si rivolge a Bernadette:

« …vi furono alcune persone importanti che mi consigliarono di prendere della carta e dell’inchiostro e di domandarle, se aveva qualcosa da dirmi, di avere la bontà di metterlo per scritto. Ho detto le stesse parole alla signora. Si mise a sorridere e mi disse che ciò che aveva da dirmi non era necessario scriverlo, ma se volevo avere la compiacenza di andarci per quindici giorni. Le risposi di sì. Mi disse anche che non mi prometteva di farmi felice in questo mondo, ma nell’altro».

Ecco il primo, grande messaggio che la Madonna consegna alla giovane veggente. A una lettura frettolosa, paiono parole cariche di tristezza: Bernadette non sarà felice durante la sua vita terrena. Ecco, se ci fermassimo a questa interpretazione ci sarebbe da chiedersi per quale motivo la Madonna abbia dovuto scomodarsi per recare un messaggio tanto triste alla fanciulla! Ma se facciamo più attenzione, se mettiamo da parte i nostri pensieri per leggere con il cuore le parole della Vergine, ecco che il messaggio assume tutto un altro tono, poiché la Madonna promette a Bernadette la felicità eterna. Ma ci pensate? Che cosa può essere la prospettiva di una vita terrena di dolore e di tribolazione dinnanzi alla prospettiva della felicità e della gioia eterne? Con questa consapevolezza ben radicata porteremmo nel cuore sentimenti di vera gratitudine nei confronti di Cristo che a prezzo del Suo Sangue ci ha guadagnato la possibilità di godere di questa eterna beatitudine. E sapremmo affrontare senz’altro con maggior sopportazione e pazienza le prove e le difficoltà della vita di ogni giorno. Questo è dunque il messaggio di Maria, che anche oggi risuona nelle parole della Regina della Pace quando ci invita a innamorarci della vita eterna che è il nostro futuro!

Torniamo ora alle apparizioni. Accolto l’invito della Vergine a recarsi alla grotta per quindici giorni, Bernadette ha altre 13 apparizioni tra il 19 febbraio e il 4 marzo 1858.

Nell’apparizione del 19 febbraio, durante la recita del Santo Rosario alla presenza di numerosi fedeli, improvvisamente si levarono sibili demoniaci tutto intorno alla grotta a turbare la preghiera e il raccoglimento di Bernadette. A quel punto la Vergine fece appena un cenno del capo e immediatamente tornò il silenzio. Questo episodio è molto significativo, ben più di quanto si possa pensare riducendolo a puro aneddoto devozionale. Infatti evidenza come la presenza di Maria sia invisa al Maligno che subito scende in campo per confondere Bernadette e sottrarle la pace e la serenità che la visione celeste le infondevano. In questo intervento diabolico si vede come si rinnovi l’antico conflitto tra la donna e il serpente – così sapientemente tratteggiato da Padre Livio nel nostro libro “L’Ora di Satana” -, quello che l’Apocalisse stessa dipinge come la lotta tra il Drago e la Donna vestita di Sole.

Nella apparizione di mercoledì 24 febbraio, la Signora – così la chiamava infatti Bernadette – pronuncia le seguenti parole: «Penitenza! Penitenza! Penitenza! Pregherete Dio per i peccatori. Andate a baciare la terra per la conversione dei peccatori».

Ecco che il messaggio della Vergine si precisa, ponendosi in continuità con quegli inviti alla penitenza e alla riconciliazione con Dio che già avevano segnato le apparizioni mariane a Caravaggio, a Laus, a La Salette. E’ il momento di fare penitenza, perché la misura è ormai colma e la Vergine, come già disse a La Salette, fatica a trattenere il braccio di Suo Figlio dal giusto castigo. Quanto è urgente questo invito alla penitenza? Basta osservare il fatto che l’esortazione è ripetuta per ben tre volte dalla Madonna, per comprendere che l’umanità non deve sprecare tempo. E’ un invito rivolto a tutti, affinché si ritorni a Dio, letteralmente cioè ci si “converta”, abbandonando la schiavitù del peccato. La conversione dei peccatori – tramite la preghiera di intercessione – è la missione che la Vergine affida a Bernadette e attraverso di lei a tutti noi. Non è un compito facile. Richiede costanza, spirito di sacrificio e disponibilità a farsi piccoli, umiliandosi fino a baciare la terra per i peccatori, come la Vergine chiede alla piccola veggente di fare.

Nell’apparizione del giorno seguente, 25 febbraio, la Signora dice a Bernadette: «Andate a bere e a lavarvi alla sorgente. Mangerete l’erba che lì si trova». Ma non c’erano fonti in quel luogo, né sorgenti. La ‘Signora’ allora indica un punto esatto. Bernadette vi si reca e, poiché non vede l’acqua, comincia a scavare con le sue mani, impiastricciandosi la faccia e mangiando fili d’erba: un’erba amara che simboleggia la fatica della preghiera e azione di intercessione in favore dei peccatori e che profetizza le amarezze delle prove che Bernadette sarebbe stata chiamata ad affrontare di lì a poco. Vedendola mangiare l’erba, tutti i presenti si burlano di lei. Ma, poco dopo, da quella piccola buca scavata nella terra dalle mani di Bernadette, comincia a scorrere acqua in abbondanza. Un cieco si bagna gli occhi con quell’acqua e riacquista la vista all’istante.

Da allora la sorgente non ha mai cessato di sgorgare. È l’acqua di Lourdes, che prodigiosamente guarisce ancora oggi ogni sorta di mali, spirituali e fisici, senza minimamente diffondere il contagio alle migliaia di malati immersi nelle piscine. È anche il ricordo più caro che ogni pellegrino ama portare con sé, facendo ritorno a casa dalla “cittadella di Maria”.

L’acqua scaturita prodigiosamente è un simbolo riccamente presente nella Bibbia e in particolare nei Vangeli, legato alla purificazione e alla vita nuova che Gesù – Via, Verità e Vita – è venuto a portare all’umanità, purificazione cui possiamo accedere in virtù della grazia del Battesimo che rigenera l’amicizia con Dio e libera dal peccato originale.

La Vergine chiede a Bernadette che le venga costruita una cappella e che i sacerdoti si rechino alla grotta in processione. Ecco dunque che ci troviamo ancora una volta dinnanzi all’invito che Maria rivolge agli uomini affinché rispondano all’iniziativa celeste, edificando una cappella che ricordi quegli eventi miracolosi, rafforzando la fede, la devozione e la memoria di quella che è una meravigliosa “traccia” del cammino della Madonna nel mondo.

Ma la richiesta incontra la ferma opposizione del parroco di Lourdes, l’abate Peyramale che, a conferma degli avvenimenti di Massabielle, domanda a Bernadette che chieda alla Signora un segno: che dica finalmente il suo nome, che si riveli. Bernadette, che intanto ha ricevuto dalla Signora tre segreti – con la proibizione di rivelarli ad alcuno – prova a chiedere alla Madonna di rivelare il suo nome, ma a questa sua richiesta Ella si limita a sorridere, silenziosa. E’ il 25 marzo 1858. Al quarto tentativo di conoscere l’identità della Signora,  accade quanto è la stessa Bernadette a dirci:

«La Signora stava in piedi, sopra il roseto, e si mostrava come appare nella medaglia miracolosa. Allora, tenendo le due braccia aperte, alzò gli occhi guardando il cielo, poi mi disse, giungendo le mani all’altezza del petto: “Io sono l’Immacolata Concezione”»

Ecco, finalmente l’identità della Signora è rivelata. Quattro anni prima, nel 1854, Papa Pio IX, con la bolla Ineffabilis Deus, aveva dichiarato l’Immacolata Concezione di Maria un dogma, cioè una verità della fede cattolica, confermando la dottrina già definita da Alessandro VII nel 1661; ma questo Bernadette non poteva saperlo. Ricordiamo poi che la fanciulla non conosceva la lingua francese ma parlava solo il dialetto patois, idioma che la Vergine stessa utilizza per comunicare con lei anche quando le si rivela: “Que soy era Immaculada Counceptiou”. Così, nel timore di dimenticare tale espressione per lei incomprensibile, la ragazza partì velocemente verso la casa del parroco, ripetendogli tutto d’un fiato la frase appena ascoltata. L’abate, sconvolto, non ha più dubbi: capisce che la Signora è veramente la Vergine Maria e che Bernadette ha detto la verità.

Seguono ancora due apparizioni, il 7 aprile e il 16 luglio del 1858. In quest’ultima in particolare, la Madonna appare a Bernadette “più bella che mai”. In tutto la Signora è apparsa a Bernadette per 18 volte.

Da questo momento il cammino verso il riconoscimento ufficiale delle apparizioni può procedere speditamente, fino alla Lettera pastorale firmata nel 1862 dal Vescovo di Tarbes che, dopo un’accurata inchiesta, consacrava per sempre Lourdes alla sua vocazione di Santuario mariano internazionale, scrivendo: «La nostra convinzione si è formata sulla testimonianza di Bernadette, ma soprattutto in base ai fatti che si sono prodotti che non possono essere spiegati che con un intervento divino… il sentimento religioso non ha mai presentato in lei un carattere di esaltazione; non sono stati riscontrati nella ragazza né disordine intellettuale, né alterazione dei sensi… tali circostanze nel loro complesso non permettono di credere in una allucinazione; la ragazza ha dunque realmente visto e inteso un essere che diceva di essere l’Immacolata Concezione; non potendo questo fenomeno essere spiegato naturalmente, siamo portati a credere che l’apparizione sia soprannaturale! (…) Non sembra che Lei (l’Immacolata Concezione, NdA) voglia confermare con un monumento (la cappella, NdA) l’oracolo infallibile (la definizione del dogma dell’Immacolata Concezione, NdA) del successore di S. Pietro (Pio IX, NdA)?».

Da questo momento comincia la storia dei miracoli di Lourdes e dei Pellegrinaggi incessanti da ogni parte del mondo, mentre si vanno spegnendo pian piano i riflettori sulla vicenda umana della piccola veggente di Massabielle. Bernadette, desiderosa di nascondersi agli occhi del mondo, entra come religiosa nella congregazione delle “Suore della Carità di Nevers”. E’ il 1866. Vi rimarrà per 13 anni, svolgendo umilmente il servizio di infermiera e di sacrestana, prodigandosi con delicatezza e generosità secondo quello che diventa il suo programma di vita: “Non vivrò un solo istante senza amare”. Intanto, la malattia avanza implacabile: asma, tubercolosi, tumore osseo al ginocchio. “Macinata come un chicco di grano” – così dirà ella stessa – l’11 dicembre 1878 è definitivamente costretta a letto. Muore il 16 aprile 1879, mercoledì di Pasqua, alle tre di pomeriggio.

Beatificata nel 1925, è canonizzata da Pio XI l’8 dicembre 1933, Festa dell’Immacolata Concezione.

Frattanto a Lourdes alla prima chiesa, in stile neogotico, costruita nel 1864 sullo sperone di roccia sovrastante la grotta, fa seguito la seconda, detta Basilica del Rosario, in stile romanico-bizantino. Infine, nel 1958, nel centenario delle apparizioni, fu costruita la grande basilica intitolata a Pio IX e consacrata dall’allora Cardinale Roncalli, capace di ospitare fino a 20.000 persone.

I pellegrini che si sono recati alla cittadella di Maria negli anni per chiedere grazie e miracoli sono stati decine e decine di milioni. A fronte di questi numeri, i miracoli ufficialmente riconosciuti dalla commissione medico-teologica di Lourdes sono 69 in tutto, fino a oggi. Tra i quali, anche la grazia concessa a un mio concittadino, Evasio Ganora, di Casale Monferrato, guarito da grave infermità nel 1950, che in ricordo del miracolo fece costruire presso la propria abitazione, sulla collina alle porte della città, una splendida riproduzione a grandezza naturale della grotta di Lourdes, presso la quale ancora oggi vi è intenso movimento di pellegrini e di fedeli. Oltre a quello di Ganora, va ricordato un altro miracolo che ha per protagonista un’altra conterranea: Suor Luigina Traverso, originaria di Novi Ligure, guarita prodigiosamente all’età di 30 anni, nel 1965, il cui caso ha ottenuto il riconoscimento l’11 ottobre 2012. Una data significativa, se pensiamo che in quel giorno Benedetto XVI ha inaugurato l’Anno della Fede…

Dicevamo 69 miracoli dunque. Potrebbero sembrare pochi, rispetto ai milioni di pellegrini che a Lourdes si sono recati in cerca di guarigione. Ma anche qui, tutto sta nello sguardo di chi si pone di fronte a questa realtà. Se è vero che sono infatti “solo” 69 le guarigioni fisiche ritenute miracolose, a quanto ammontano le guarigioni spirituali che l’Immacolata ha operato a Lourdes? E non era forse questa la richiesta fatta a Bernadette, cioè di pregare per la conversione dei peccatori, cioè per la guarigione dei cuori? E non è forse questa la condizione indispensabile per guadagnare quella felicità eterna che la Vergine ha promesso a Bernadette allora e promette a ognuno di noi oggi, se solo ci mettiamo nelle Sue mani per andare, per Suo tramite, a Suo Figlio Gesù?

E in questo cammino di conversione e guarigione del cuore, non siamo soli. Nel cercare quotidianamente di liberarci dalla schiavitù del peccato, vincendo le insidie del Maligno, è Maria stessa che ci si pone accanto, come sostegno, e innanzi, come modello. Come modello, perché è Lei che ha vinto per prima il potere del Diavolo – nascendo per grazia di Dio libera da quel peccato originale che è segno di come il mondo giaccia sotto il potere del Maligno – e proprio questo ricorda a noi e a Bernadette presentandosi come “Immacolata Concezione”. Come sostegno, poi, perché possiamo invocarla sempre sicuri che non ci farà mancare la sua protezione, come vogliamo fare, fiduciosi, anche questa volta al termine del nostro cammino sulle tracce di Maria:

Lourdes 3PREGHIERA DEL GIUBILEO DI LOURDES

Dio nostro Padre, fra tutte le creature tu hai fatto sbocciare Maria, la creatura perfetta, l’“Immacolata Concezione”.

Qui, a Lourdes, lei stessa ha pronunciato questo nome che Bernardetta ha ripetuto.

L’Immacolata Concezione è un grido di speranza: il male, il peccato e la morte non sono più i vincitori. Maria, segno precursore, aurora della salvezza!

Signore Gesù, tu ci hai dato Maria come Madre.

Ella ha condiviso la tua Passione e la tua Risurrezione.

Qui, a Lourdes, si è mostrata a Bernardetta rattristata per i nostri peccati ma raggiante della tua luce.

Attraverso Lei ti confidiamo tutte le gioie e le pene: le nostre, quelle dei malati e quelle di tutta l’umanità.

Spirito Santo, tu sei lo Spirito dell’amore e dell’unità.

Qui, a Lourdes, attraverso Bernardetta, Maria ha chiesto di costruire una cappella e di venire in processione.

Ispira la Chiesa che il Cristo ha costruito sulla fede di Pietro: radunala nell’unità.

Guida il pellegrinaggio della Chiesa: che sia fedele e audace!

Per tutte le grazie ricevute in questo luogo, per tutte le conversioni, tutti i perdoni, tutte le guarigioni, per le vocazioni e le promesse che tu hai confermato o che tu hai fatto nascere qui, per la gioia del servizio che tu ci dài di gustare: Madonna di Lourdes, noi ti ringraziamo!

Con tutti i nostri fratelli e sorelle, con i popoli senza pace e senza giustizia, con i giovani che cercano la loro strada, tu che ti sei mostrata come una giovane donna alla giovinetta Bernardetta; con le vittime d’un lutto, d’una malattia, d’un handicap, d’un fallimento, con tutti coloro che hanno motivo di disperarsi: Madonna di Lourdes, noi ti preghiamo!

Poiché tu sei il sorriso di Dio, il riflesso della luce di Cristo, la dimora dello Spirito Santo ; poiché hai scelto Bernardetta nella sua miseria; poiché tu sei la Stella del mattino, la Porta del Cielo e la prima creatura risorta:

Madonna di Lourdes, noi ti ammiriamo, ti acclamiamo e insieme a te cantiamo le meraviglie di Dio.

Sulle tracce di Maria
Dal programma di Radio Maria condotto da Diego Manetti
08-12-2013 

http://www.lanuovabq.it/it/lourdes-cosi-guariscono-i-cuori

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Questa voce è stata pubblicata il 10/02/2018 da in ITALIANO, Sulle tracce di Maria.

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