COMBONIANUM – Formazione e Missione

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Santo del giorno : Policarpo

Santo del giorno

Una rassegna quotidiana dei Santi, maestri e testimoni del Vangelo di tutti i tempi che come fari luminosi orientano il nostro cammino di cristiani e missionari.

23 Febbraio
Policarpo.
Credere sulla parola, gesto davvero profetico 


Policarpo.jpg


Credere sulla parola significa affidarsi all’altro e alla sua testimonianza. E proprio questa operazione di fiducia furono chiamati a compiere i “cristiani di seconda generazione” come san Policarpo, che non incontrò Gesù, ma che fu istruito da coloro che lo avevano conosciuto. E a porlo alla guida della Chiesa di Smirne nell’anno 100 furono gli stessi Apostoli, come scrive sant’Ireneo, suo discepolo. A Policarpo le parole dei testimoni come sant’Ignazio che aveva accolto durante il suo tragitto da prigioniero verso Roma bastarono per fargli toccare con mano la verità del Vangelo. In gioco c’era un’eredità preziosa: la diffusione del messaggio del Risorto. Una sfida che Policarpo accolse con coraggio. Nel 154 era a Roma per discutere della data della Pasqua; l’anno seguente, dopo il suo rientro, morì martire durante una persecuzione scoppiata a Smirne.
Altri santi. San Giovanni Theristi, monaco (995-1050); beato Vincenzo Stefano Frelichowski, martire (1913-1945).

Matteo Liut
Avvenire

Dalla «Lettera della chiesa di Smirne sul martirio di san Policarpo»
Come sacrificio gradevole e accetto

Quando il rogo fu pronto, Policarpo si spogliò di tutte le vesti e, sciolta la cintura, tentava anche di togliersi i calzari, cosa che prima non faceva, perché sempre tutti i fedeli andavano a gara a chi più celermente riuscisse a toccare il suo corpo. Anche prima del martirio era stato trattato con ogni rispetto, per i suoi santi costumi. Subito fu circondato di tutti gli strumenti che erano stati preparati per il suo rogo. Ma quando stavano per configgerlo con i chiodi disse: «Lasciatemi così: perché colui che mi dà la grazia di sopportare il fuoco mi concederà anche di rimanere immobile sul rogo senza la vostra precauzione dei chiodi». Quelli allora non lo confissero con i chiodi ma lo legarono.
Egli dunque, con le mani dietro la schiena e legato, come un bell’ariete scelto da un gregge numeroso, quale vittima accetta a Dio preparava per il sacrificio, levando gli occhi al cielo disse: «Signore, Dio onnipotente, Padre del tuo diletto e benedetto Figlio Gesù Cristo, per mezzo del quale ti abbiamo conosciuto; Dio degli Angeli e delle Virtù, di ogni creatura e di tutta la stirpe dei giusti che vivono al tuo cospetto: io ti benedico perché mi hai stimato degno in questo giorno e in quest’ora di partecipare, con tutti i martiri, al calice del tuo Cristo, per la risurrezione dell’anima e del corpo nella vita eterna, nell’incorruttibilità per mezzo dello Spirito Santo. Possa io oggi essere accolto con essi al tuo cospetto quale sacrificio ricco e gradito, così come tu, Dio senza inganno e verace, lo hai preparato e me l’hai fatto vedere in anticipo e ora l’hai adempiuto.
Per questo e per tutte le cose io ti lodo, ti benedico, ti glorifico insieme con l’eterno e celeste sacerdote Gesù Cristo, tuo diletto Figlio, per mezzo del quale a te e allo Spirito Santo sia gloria ora e nei secoli futuri. Amen». Dopo che ebbe pronunciato l’Amen e finito di pregare, gli addetti al rogo accesero il fuoco. Levatasi una grande fiammata, noi, a cui fu dato di scorgerlo perfettamente, vedemmo allora un miracolo e siamo stati conservati in vita per annunziare agli altri le cose che accaddero.
Il fuoco si dispose a forma di arco a volta come la vela di una nave gonfiata dal vento e avvolse il corpo del martire come una parete. Il corpo stava al centro di essa, ma non sembrava carne che bruciasse, bensì pane cotto oppure oro e argento reso incadescente. E noi sentimmo tanta soavità di profumo, come di incenso o di qualche altro aroma prezioso.(13, 2-15, 3; Funk, Patres apost. 1, 297-299)

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Questa voce è stata pubblicata il 23/02/2018 da in ITALIANO, Santo del giorno.

San Daniele Comboni (1831-1881)

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