COMBONIANUM – Formazione e Missione

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Sulle tracce di Maria (2)

Trascrizione della trasmissione radiofonica “Sulle tracce di Maria”, condotta da Diego Manetti (Radio Maria) 

Madonna di Fatima.

Madonna di Fatima

La traccia mariana che andiamo a esaminare questa volta ci porta a Fatima, un villaggio situato al centro del Portogallo, a circa 125 km a nord di Lisbona. Anche se il nome che è tanto caro alla devozione popolare è proprio quello di “Fatima”, i fatti che andremo a esaminare questa sera non si sono svolti precisamente nel villaggio, bensì in una limitrofa località denominata Cova da Iria.

Partiamo dunque dai fatti, riassumendo quanto sono certo sarà noto a tutti voi: il 13 maggio 1917 la Vergine Maria si presenta come “Regina del Santo Rosario”, apparendo a tre pastorelli del posto: Lucia dos Santos, Francesco e Giacinta Marto, rispettivamente di dieci, nove  e sette anni. In tutto ci saranno 6 apparizioni, il 13 di ogni mese, fino ad ottobre del 1917. Prima di queste apparizioni, i tre fanciulli avevano ricevuto una sorta di preparazione tramite apparizioni da parte dell’Angelo della Pace. Al termine delle apparizioni della Vergine, i ragazzi si trovano a custodire messaggi e segreti di importanza mondiale, facendosi portatori di uno specifico invito da parte della Madonna: occorre pregare il Santo Rosario e fare penitenza per la conversione dei peccatori, in particolare per la Russia.

Nello svolgersi dei fatti, in quel 1917, si assiste a un concorso sempre maggiore di folle, fino al notissimo miracolo del sole che contraddistingue l’ultima apparizione, il 13 ottobre 1917, e avviene dinnanzi a circa 70.000 fedeli.

Dopo un approfondito esame dei fatti, le apparizioni vengono riconosciute come autenticamente soprannaturali nel 1930. Questo dà ulteriore impulso alla edificazione del complesso sacro che comprende una basilica maggiore, intitolata a Nostra Signora di Fatima, e alcuni conventi.

Il 13 maggio 2000 Giovanni Paolo II a Fatima ha beatificato Francesco e Giacinta, morti rispettivamente nel 1919 e nel 1920. Lucia, entrata nel 1925 nel convento della Dorotee, si trasferisce nel 1948 nel monastero di Coimbra. Suor Lucia è morta nel 2005.

Seguendo il criterio evangelico del “vieni e vedi”, anche questa volta vi invito a seguirmi in questo particolare pellegrinaggio spirituale verso Fatima, raccontandovi quanto ho visto quando mi ci sono recato, insieme ad alcuni amici, alcuni anni or sono. Anzitutto bisogna precisare che il cuore del complesso sacro, che negli anni è venuto ampliandosi notevolmente, è la Cappellina delle Apparizioni. In essa si venera la statua che è opera dello scultore José Ferreira Thedim e che è fatta in legno, precisamente con cedro proveniente dal Brasile, misurando 1,10 mt di altezza. Posta nella cappellina il 13 giugno 1920, nel corso delle celebrazioni solenni è incoronata con una corona realizzata a Lisbona da 12 artisti che vi lavorarono gratuitamente per 12 mesi, fino a fabbricare il prezioso monile – arricchito da 313 perle e 2679 pietre preziose – offerto il 13 ottobre 1942 dalle donne portoghesi come ringraziamento per la mancata inclusione del Portogallo nel secondo conflitto mondiale. In essa è incastonata la pallottola che, utilizzata per colpire il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II nel corso del fallito attentato del 13 maggio 1981, fu offerta dallo stesso Santo Padre come ringraziamento alla Regina del Rosario per la protezione accordatagli.

Se la cappellina è il cuore del santuario, non si può però trascurare la basilica vera e propria. Iniziata nel 1928, fu consacrata il 7 ottobre 1953. All’interno ospita 15 altari, dedicati ai 15 misteri del Santo Rosario, come omaggio alla dedicazione alla Regina del Rosario. Le bellissime vetrate rappresentano scene delle apparizioni e invocazioni e litanie della Madonna. Sempre in linea con la devozione al Santo Rosario, nella basilica trovano posto le statue dei grandi apostoli del Rosario e della devozione al Cuore Immacolato di Maria: S. Antonio Maria Claret, S. Domenico di Guzmán, S. Giovanni Eudes e S. Stefano di Ungheria. Nel 1952 fu installato nella basilica il monumentale organo da 12.000 canne.

Il santuario ospita le tombe di Giacinta, Francesco e Suor Lucia.

La grande spianata dinnanzi alla basilica, sulla quale si effettuano le solenni processioni con la statua della Madonna ogni 13 maggio, conduce fino a un edificio detto della riconciliazione, ove si trovano confessionali e spazi per la meditazione e il raccoglimento, quasi che si volesse dare ai pellegrini l’occasione di prepararsi prima di dirigersi alla cappellina delle apparizioni – sulla sinistra della grande piazza, a circa 200 mt dai confessionali – e successivamente alla grande Basilica centrale. Quando mi trovavo a Fatima sono stato colpito dal fatto che a ogni ora del giorno e delle notte era possibile notare pellegrini che avanzavano in ginocchio lungo una sorta di striscia di marmo lucido che segna la pavimentazione della spianata fino alla cappellina, itinerario penitenziale che permette di compiere un pellegrinaggio nel pellegrinaggio.

A tre km circa dalla basilica è possibile ripercorrere il cammino dei pastorelli, rivivendo le atmosfere e i luoghi dell’epoca, immergendosi nella campagna – brulla e sassosa – limitrofa al complesso sacro del santuario. La povertà del luogo è una ulteriore conferma di come la Madonna scelga davvero le persone e le situazioni più umili per rivolgere i suoi messaggi d’amore all’umanità…

Questi i tratti principali del santuario, in sintesi. Proviamo ora a ripercorrerne in dettaglio alcune tappe dei fatti, per cogliere il cuore del messaggio che, consegnato al popolo portoghese in quel 1917, tocca ancora noi oggi. E facciamo questo privilegiando quello già adottato nel libro pubblicato qualche tempo fa con Padre Livio, I segreti di Medjugorje, laddove, nel trattare di Fatima, abbiamo cercato anzitutto di mettere in rilievo gli aspetti salienti di questo ciclo di apparizioni mariane che maggiormente ci permettessero di comprendere il senso dei tempi che stiamo vivendo, collocandoli nella prospettiva della storia della salvezza.

Potremmo infatti dire che – a partire dalle apparizioni di Rue du Bac, nel 1830, passando per le apparizioni di La Salette (1846), fino a giungere a Fatima – si dipana un contesto di profezie mariane che svelano il progredire del Male e preparano l’uomo alla fase più acuta del combattimento escatologico. Vediamo dunque più da vicino come Fatima possa inserirsi in questo cammino che la Madonna percorre tra gli uomini, in modo particolare nel XIX e XX secolo, per svelare, anticipandoli, i piani del Diavolo che vuole attaccare l’umanità, per portarla alla distruzione e alla morte eterna.

Ci troviamo dunque in Portogallo, come già ricordato, e nel 1917 la Madonna appare a tre pastorelli – Giacinta, Francesco e Lucia – consegnando loro messaggi e segreti, proprio come già avvenuto per Massimino e Melania a La Salette. Prima di esaminare più da vicino quelli che sono i testi che hanno per noi forse l’interesse profetico più elevato, cioè i segreti di Fatima – o, meglio, il segreto, suddiviso poi in tre parti, che sono state rivelate dalla Chiesa in diversi momenti storici -, vorrei però partire da una parte del messaggio pubblico che ritengo carico di valore profetico.

Quando pensiamo a Fatima abbiamo infatti presente il messaggio della Vergine, fatto di richiamo alla conversione, alla penitenza, al sacrificio per i peccatori, alla preghiera, e tutto questo in perfetta continuità con le apparizioni mariane da Rue du Bac in avanti. Però non dobbiamo dimenticare che prima delle apparizioni del 1917 i pastorelli ricevono un dono particolare, quasi di preparazione, che è la visita dell’Angelo della Pace, nel 1915, cui già abbiamo accenato. Questo Angelo comunica loro una preghiera che credo possa anticipare, svelare, quello che sarebbe stato poi tutto il secolo a venire: «Mio Dio, credo, adoro, spero e vi amo, domando perdono per tutti quelli che non credono, non adorano, non sperano, e non vi amano». Ecco, in questa piccola preghiera, che più volte i pastorelli fin da allora useranno ripetere, sembra quasi adombrarsi il rischio della perdita della fede, che sarà poi un segno distintivo del periodo del combattimento escatologico e dello scatenamento del male.

Quanto sia rischiosa la perdita della fede lo si capisce poi semplicemente richiamando alla memoria l’esortazione evangelica di Gesù: «Se non vi convertite, perirete tutti» (Lc 13, 3). Questo drammatico ammonimento lega una catastrofe spirituale (la mancanza di conversione) ad una catastrofe materiale (la morte), come espressione non tanto del potere punitivo del Signore – che domina la storia e il mondo – quanto piuttosto della sua misericordia: se infatti il male non fosse sanzionato da conseguenze negative, ecco che ciascuno di noi si sentirebbe ancora più attratto dal peccato, scivolando in breve verso la perdizione eterna. In fondo, è quanto abbiamo visto anche nel caso di La Salette, quando la Madonna dice: «Se non vi convertirete, il grano diventerà polvere».

Allora, dobbiamo saper leggere le vicende umane nella loro connessione con gli avvenimenti spirituali. Il mondo tronfio di oggi, che nel nome della scienza umana pretende di fare a meno di Dio, pecca di presunzione, rinnovando la vana pretesa del volo di Icaro, allorché l’uomo voleva, con ali fatte di cera, raggiungere il cielo. Ma le ali si sono sciolte e l’uomo è precipitato. Ecco: la presunzione di essere padroni del mondo porta alla catastrofe. Proprio in collegamento con gli ammonimenti di La Salette, anche a Fatima l’Angelo ci mette su questa dimensione d’onda, dicendoci di fare attenzione all’ateismo, alla perdita della fede, all’apostasia, poiché creano le premesse che ci han portato prima a due conflitti mondiali e, ora, al pericolo dell’autodistruzione.

È dunque nell’ottica spirituale che vanno compresi i fatti del mondo e le possibili conseguenze materiali: in fondo l’Angelo della Pace annuncia proprio il rischio della perdita della fede, ponendo subito al centro quella che è la questione decisiva, cioè il conservare la fede.

Credo che, nella stessa ottica, le tre parti del segreto di Fatima mettano in evidenza proprio quelle che sono le conseguenze di ordine spirituale più importanti. A beneficio dei nostri ascoltatori, vorrei dunque presentare la prima parte di questo segreto, che è la visione dell’Inferno. Scrive dunque Suor Lucia:

«La Madonna ci mostrò un grande mare di fuoco, che sembrava stare sotto terra. Immersi in quel fuoco, i demoni e le anime, come se fossero braci trasparenti e nere o bronzee, con forma umana che fluttuavano nell’incendio, portate dalle fiamme che uscivano da loro stesse insieme a nuvole di fumo, cadendo da tutte le parti simili al cadere delle scintille nei grandi incendi, senza peso né equilibrio, tra grida e gemiti di dolore e disperazione che mettevano orrore e facevano tremare dalla paura. I demoni si riconoscevano dalle forme orribili e ributtanti di animali spaventosi e sconosciuti, ma trasparenti e neri. Questa visione durò un momento. E grazie alla nostra buona Madre del Cielo, che prima ci aveva prevenuti con la promessa di portarci in Cielo (nella prima apparizione), altrimenti credo che saremmo morti di spavento e di terrore».

Si tratta di un drammatico richiamo al rischio estremo che si corre nel continuare da impenitenti a perseverare nella via del male. Un rischio che è tanto maggiore se si considera come oggi sia mancante nella Chiesa una specifica catechesi sull’Inferno che sia teologicamente fondata, rispettosa delle parole di Cristo e dei pronunciamenti dei Concili e del Catechismo della Chiesa Cattolica. Ci sono autorevoli vescovi che hanno dichiarato che su questo punto si parla troppo poco, e giustamente, mentre dalla parte opposta abbiamo una sorta di contro-catechesi ad opera di teologi e predicatori che tendono a eliminare l’Inferno dalla prospettiva della teologia.

Se dovessimo parlare di una odierna “lobby anti-infernista”, potremmo dire che essa si esprime non sempre in attacchi espliciti al dogma dell’Inferno, limitandosi a volte a seminare dubbi, insistendo sul fatto che non possiamo dire quanti o chi siano all’Inferno. Se questo è vero, è però indubitabile che la via che percorrono quelli che vanno all’Inferno sia molto larga, come dice il Signore. Allora, potremmo anche mettere in dubbio che Giuda, per fare un caso estremo, sia all’Inferno, benché le parole del Vangelo: «Sarebbe meglio per quell’uomo se non fosse mai nato» (Mt 26, 24) siano tali per cui io non vorrei mai essere nei suoi panni. Ma non possiamo dubitare che all’Inferno ci siano degli uomini, oltre ai demoni, secondo quanto dice Gesù stesso: «Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli» (Mt 25, 41). Negare questa certezza di fede significa oscurare la verità, ecco perché è una grave colpa passare sotto silenzio la realtà dell’Inferno. Neppure si dovrebbero tacere le condizioni per cui si va all’Inferno, perché il Catechismo della Chiesa Cattolica dice chiaramente che uno che muore impenitente, anche con un solo peccato mortale, non si salva. Ma deve essere ben chiaro cos’è l’impenitenza: essa consiste nel rifiuto radicato della Divina Misericordia per cui anche all’ultimo istante si resiste all’amore di Dio, scegliendo l’Inferno.

Tutte queste sono verità di cui oggi sempre meno si parla e sempre più si dubita, per quanto con papa Francesco si debba registrare una importante inversione di tendenza poiché sovente il Pontefice affronta il tema “demonio” o “inferno” nelle sue catechesi. Ma sono pochi i sacerdoti e i pastori che lo imitano, per cui non mi meraviglio che la Madonna – già un secolo fa – a Fatima abbia ribadito evangelicamente la verità dell’Inferno. «Molte anime vanno all’Inferno, perché non c’è nessuno che prega per loro»: Maria ci dice che proprio questo oscuramento della verità sull’Inferno allarga la via delle anime che vanno all’Inferno, perché non ci si prepara più al combattimento spirituale, non si prega più perché la gente non vada all’Inferno. Questo severo ammonimento sulla realtà dell’Inferno contraddistingue le moderne apparizioni mariane poiché questo è in particolare il tempo in cui le anime vanno all’Inferno.

Come ha detto Giovanni Paolo II, il mondo d’oggi rischia il peccato dall’impenitenza finale, perché dicendo che non c’è Dio, oscurandosi la Fede, dicendo che non c’è il peccato, dicendo che l’Uomo è padrone del mondo, uno muore impenitente, muore senza chiedere il perdono dei peccati. Questo non succedeva nel Medioevo, quando c’era la fede, quando c’erano grandi peccatori, ma anche grandi penitenti, perché comunque il peccato era rischiarato dalla fede, c’era la malvagità ma comunque sotto il cielo della fede che portava alla Penitenza. Oggi invece c’è la malvagità sotto il cielo dell’incredulità che porta all’impenitenza e quindi al pericolo dell’Inferno: ecco perché la Madonna sottolinea così fortemente la presenza dell’Inferno, ripetendo all’uomo che un mondo senza Dio significa che non c’è né felicità, né salvezza eterna, ma anzi porta con sé l’Inferno già su questa terra.

Il silenzio sull’Inferno fa parte di quel falso profetismo che viene denunciato da Gesù nel Vangelo e che in fondo rappresenta un volto dell’inganno Satanico, una parte dell’Impostura anticristica. Lo ha capito bene Giovanni Paolo II quando ha detto: «L’umanità è giunta al bivio della vita e della morte»; in fondo è quello che diceva anche la Madonna a Fatima. Nell’attuale momento storico, ritengo che l’umanità abbia scelto decisamente la via della morte, perché ha scelto la via dell’incredulità, e su questa strada rischia l’autodistruzione. La Madonna a Fatima evidenzia dunque quella che è la sua più grande preoccupazione, cioè che noi viviamo il tempo dello scatenamento Satanico, in cui molte anime rischiano la Perdizione Eterna. Il drammatico paradosso è che siamo in tempi in cui l’Inferno rischia di riempirsi, mentre mai come in questo tempo si è detto che l’Inferno, se c’è, è vuoto!

In questo momento di grave rischio di dannazione per l’umanità, credo che un ruolo importante giochi proprio l’invito della Madonna a fare molta attenzione perché l’Inferno ce lo costruiamo già noi su questa terra. A questo proposito penso che la seconda parte del segreto di Fatima sia illuminante, perché fa capire le conseguenze del peccato degli uomini. Scrive infatti Lucia:

«In seguito alzammo gli occhi alla Madonna che ci disse con bontà e tristezza: Avete visto l’Inferno dove cadono le anime dei poveri peccatori. Per salvarle, Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al Mio Cuore Immacolato. Se faranno quel che vi dirò, molte anime si salveranno e avranno pace. La guerra sta per finire (è vero, termina infatti nel 1918, ndr); ma se non smetteranno di offendere Dio, durante il Pontificato di Pio XI (che sarà Papa dal 1922, dopo Bendetto XV, ndr) ne comincerà un’altra ancora peggiore. Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta (il cielo rosso fuoco visibile nella notte tra il 24 e 25 gennaio 1938, ndr), sappiate che è il grande segno che Dio vi dà che sta per castigare il mondo per i suoi crimini, per mezzo della guerra, della fame e delle persecuzioni alla Chiesa e al Santo Padre. Per impedirla, verrò a chiedere la consacrazione della Russia al Mio Cuore Immacolato e la Comunione riparatrice nei primi sabati. Se accetteranno le Mie richieste, la Russia si convertirà e avranno pace; se no, spargerà i suoi errori per il mondo, promovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa. I buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire, varie nazioni saranno distrutte. Finalmente, il Mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre Mi consacrerà la Russia, che si convertirà, e sarà concesso al mondo un periodo di pace».

È un messaggio dal grande valore profetico, anche per l’effettivo riscontro storico delle predizioni in esso contenute. La Madonna non si limita a svelare il combattimento escatologico, ma ne indica, diciamo così, anche i protagonisti: abbiamo la Russia da una parte, il Santo Padre dall’altra. E ne indica anche le fasi e gli eventi, entrando addirittura in particolari – ad esempio nominando Pio XI quando ancora non si sapeva che Achille Ratti avrebbe assunto tale nome salendo al soglio pontificio nel 1922, dopo Benedetto XV – che hanno uno straordinario valore profetico e ci fanno capire il profondo dominio del futuro da parte di Dio, oltre a costituire un elemento di veridicità di queste apparizioni.

Vorrei però mettere in rilievo il tema del castigo divino, su cui spesso si corre il rischio di pericolosi fraintendimenti. Quando la Madonna dice che Dio punirà il mondo per mezzo della guerra, non dobbiamo dimenticare che sono gli uomini all’origine di ogni conflitto armato. La guerra dunque è un castigo di Dio nel senso che è causata dall’uomo che, rifiutando Dio, cade in preda all’odio e alla malvagità. Il Cielo vuole evitare questa guerra, per cui la Madonna profetizza: «Se non vi convertirete, ci sarà una guerra», preannunciando le conseguenze del peccato e dell’impenitenza. La Vergine non si limita a mettere in guardia l’umanità del rischio che sta correndo, ma offre altresì la possibilità di evitare la guerra attraverso la consacrazione della Russia al Suo Cuore Immacolato. Ecco, avremmo potuto evitare la Seconda Guerra Mondiale se la Russia si fosse convertita, e non perché Dio avrebbe arbitrariamente sospeso il corso delle vicende umane, ma perché questo riavvicinamento degli uomini a Dio avrebbe di per sé impedito l’esplosione del conflitto.

Confrontando gli avvenimenti di allora con i nostri tempi, dobbiamo rilevare che il segreto di Fatima si colloca in un tempo in cui non c’è ancora l’odierna potenza atomica, per cui la Seconda Guerra Mondiale si è fermata proprio allo scoppio di due bombe atomiche, evitando però l’autodistruzione del mondo. Oggi invece, se ci fosse un’altra guerra globale sarebbe l’ultima, sarebbe la fine del mondo.

Se non si deve tacere la drammatica prospettiva che abbiamo appena presentato, occorre però non dimenticare il contesto in cui emerge la consapevolezza di questi rischi: è la Madonna che è venuta a Fatima ad avvisare l’umanità – mettendola in guardia dalla prospettiva di una Seconda Guerra Mondiale, ma dicendo anche chiaramente che il rischio vero è l’Inferno, cioè la morte eterna. Se poniamo mente al fatto che la Vergine, per comando di Dio, si è presentata agli uomini per svelare il piano di Satana – cioè il condurre l’umanità all’autodistruzione materiale e spirituale attraverso la ribellione e il rifiuto di Dio – non possiamo non sentirci confortati. Potrei dire forse che proprio il percorrere insieme a voi le tracce mariane che di volta in volta presento sia proprio un modo per ricordare a me e a voi che se è vero che stiamo camminando su un terreno minato, con il rischio della vita, è anche più vero che la Madonna è qui per avvertirci, per guidarci fuori dalle sabbie mobili, conducendoci sicuri al porto della salvezza.

La prospettiva alla luce della quale dunque noi camminiamo è quella di un Amore Materno, che è chinato sul cammino del mondo. Sull’iniquità del mondo veglia la Divina Misericordia che ha inviato Maria, Madre di Misericordia, per portare il mondo alla salvezza. Con questa speranza noi camminiamo, sempre pronti comunque alla conversione, alla testimonianza, alla resistenza della fede fino al martirio.

Dopo aver esaminato le prime due parti del segreto di Fatima – quella sull’Inferno e quella relativa invece alla Seconda Guerra Mondiale all’invito di Maria alla Consacrazione della Russia al Suo Cuore Immacolato – siamo finalmente giunti alla terza parte di questo segreto, che è quella che forse ha suscitato più discussioni e polemiche in passato, perché forse più ricca di elementi profetici. Seguiamo dunque insieme quanto scrisse Suor Lucia in merito:

«Dopo le due parti che già ho esposto, abbiamo visto al lato sinistro di Nostra Signora un poco più in alto un Angelo con una spada di fuoco nella mano sinistra; scintillando emetteva fiamme che sembrava dovessero incendiare il mondo; ma si spegnevano al contatto dello splendore che Nostra Signora emanava dalla sua mano destra verso di lui: l’Angelo indicando la terra con la mano destra, con voce forte disse: Penitenza, Penitenza, Penitenza! E vedemmo in una luce immensa che è Dio: qualcosa di simile a come si vedono le persone in uno specchio quando vi passano davanti un Vescovo vestito di Bianco – abbiamo avuto il presentimento che fosse il Santo Padre. Vari altri Vescovi, Sacerdoti, religiosi e religiose salire una montagna ripida, in cima alla quale c’era una grande Croce di tronchi grezzi come se fosse di sughero con la corteccia; il Santo Padre, prima di arrivarvi, attraversò una grande città mezza in rovina e mezzo tremulo con passo vacillante, afflitto di dolore e di pena, pregava per le anime dei cadaveri che incontrava nel suo cammino; giunto alla cima del monte, prostrato in ginocchio ai piedi della grande Croce venne ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di arma da fuoco e frecce, e allo stesso modo morirono gli uni dopo gli altri i Vescovi, i Sacerdoti, religiosi e religiose e varie persone secolari, uomini e donne di varie classi e posizioni. Sotto i due bracci della Croce c’erano due Angeli ognuno con un innaffiatoio di cristallo nella mano, nei quali raccoglievano il sangue dei Martiri e con esso irrigavano le anime che si avvicinavano a Dio. (Tuy, 3-1-1944)».

Quando si parla del terzo segreto di Fatima credo che si debba tener presente quello che aveva detto nel 2000 Giovanni Paolo II, quando fu svelato il terzo segreto. Quel giorno, era il 13 maggio, si teneva la celebrazione per la beatificazione di Giacinta e Francesco. Dinnanzi alla piazza del santuario, gremita di pellegrini, il cardinale Sodano enunciava i contenuti fondamentali del terzo segreto, il cui testo sarebbe stato pubblicato di lì a poco. In quell’occasione, per l’omelia Giovanni Paolo II scelse di commentare il brano dell’Apocalisse che descrive la lotta fra la Donna vestita di sole e il Dragone infernale (Ap 12). Ecco, credo che questa sia la corretta interpretazione del terzo segreto di Fatima.

San Giovanni infatti, alla luce della parola di Dio e  con la diretta illuminazione del cielo, ha svelato il senso degli avvenimenti del suo tempo – cioè la grande persecuzione che si stava abbattendo contro la Chiesa da parte dell’Impero Romano – inserendoli nel quadro del grande combattimento escatologico fra le forze del Bene – cioè Cristo vincitore del male e della morte, e Maria al suo fianco in quanto Corredentrice e Regina – e l’impero delle Tenebre. Come ha fatto San Giovanni, occorre inserire in questa prospettiva escatologica i contenuti dei segreti di Fatima, altrimenti se ne perde il vero significato. Certo, questo conflitto che precede la venuta di Cristo nella Gloria ha già comunque la sentenza finale che è la vittoria di Cristo Risorto e il Giudizio finale, di cui parla l’Apocalisse e di cui parla anche Gesù Cristo nei Vangeli: alla fine dei tempi, il Diavolo e le bestie, e tutti i loro seguaci verranno gettati nello stagno di fuoco e di zolfo, con tutti i malvagi. In questa prospettiva, Maria, profetessa degli ultimi tempi, ci svela il combattimento che è in atto, affinché ne siamo coscienti e attivi protagonisti.

In questo disvelamento del piano satanico, Maria offre indicazioni storiche concrete, che nel tempo acquistano sempre più forza a mano a mano che si realizzano. Dinnanzi alla predizione del Comunismo, negli anni Trenta molti ebbero a lamentare l’assenza di una profezia sul Nazismo. Eppure abbiamo visto quanto è successo: il Nazismo è stato spazzato via in pochi anni, mentre il Comunismo si è diffuso nel mondo, impregnando l’umanità di una visione atea e materialistica. Quindi la Madonna aveva ragione a puntare il dito sul comunismo sovietico, che ha prodotto conseguenze più nefaste e perduranti, provocando oltre cento milioni di morti.

Mentre la Madonna esorta a guardarsi dallo scatenamento diabolico, al tempo stesso assicura che il Suo Cuore Immacolato trionferà. Questa è la grande luce che illumina il terzo segreto di Fatima: il combattimento escatologico viene rivelato in tutta la sua drammaticità, ma ci viene altresì ricordato che la vittoria finale è (già) di Dio.

Il sangue dei martiri, di cui si parla nel testo che abbiamo appena letto, è quello che Dio chiede alla Chiesa perché si salvino la anime dall’Inferno, quindi la persecuzione della Chiesa, come la persecuzione di Cristo, è una persecuzione Redentrice ed è permessa da Dio per salvare le anime. Il sangue dei martiri è dunque la chiave per comprendere il terzo segreto, poiché in virtù di questo sangue fedele la Madonna ferma la spada di fuoco dell’Angelo e il mondo evita il castigo divino. Questo significa che il sangue dei martiri è l’antidoto a quell’umanità perversa e corrotta che, mettendo se stessa al posto di Dio, genera l’Inferno sulla terra. Mi torna in mente un’espressione di Benedetto XVI: «Togliete Dio dalle prigioni dove l’hanno rinchiuso». Ecco, mentre Satana è sciolto dalle catene, Dio è chiuso in prigione, per opera dell’uomo che vuol prendere il posto di Dio. Quindi quando la Madonna ferma la spada di fuoco evita la distruzione del mondo, non intesa come arbitrario castigo divino, ma come l’autodistruzione che l’umanità impenitente infligge a se stessa.

Tornando alla promessa del trionfo del Cuore Immacolato di Maria, da più parti si lamenta il fatto che, crollato il comunismo e tornata la fede in Russia, di tale trionfo non se ne scorge traccia. A questi io ribatto che il crollo del Comunismo sovietico è una grandissima vittoria della Madonna, come pure lo è il fatto che il mondo sia sopravvissuto fino a oggi. Questi sono indizi del trionfo del Cuore Immacolato di Maria che va compiendosi nella storia.

Ma è una storia in cui il mistero di Iniquità è drammaticamente scatenato. Ricordiamoci i due volti di Satana come li descrive il Vangelo di Giovanni: menzognero e omicida fin dal principio (Gv 8, 44), il Diavolo diffonde il proprio fumo ingannatore anche nella Chiesa, oltre che nel mondo con la dittatura del relativismo, spargendo semi di menzogna. L’inganno più letale è che l’uomo può salvarsi da solo, senza Dio. Un tempo c’erano le eresie, che confondevano i tratti del Cristo Redentore, sul cui ruolo fondamentale però non si dubitava; adesso invece l’impostura mira ad eliminare completamente la figura del Salvatore, facendo dell’uomo il nuovo dio.

Il secondo tratto satanico è l’omicidio: se guardiamo agli ultimi cento anni notiamo come la guerra sia una caratteristica permanente, con un crescendo di vittime e di potenziale distruttivo delle armi impiegate che fa pensare che la terza guerra mondiale, se ci sarà, sarà senz’altro l’ultima, quella in grado di annientare il mondo. Non dimentichiamoci che la Regina della Pace ha proprio detto che il diavolo vuole distruggere persino il pianeta su cui viviamo, poiché distruggendo l’opera della Creazione e della Redenzione recherebbe spregio a quel Creatore che non può in alcun modo superare. E qui, lo ripeto, si parla della distruzione del mondo, del rischio più grave che l’umanità abbia mai corso, in uno scenario di morte e disfacimento che l’uomo si è costruito con le proprie mani. Ecco, in questa situazione la Madonna ci dice che è venuta a fermare la spada dell’Angelo, cioè la mannaia che noi stessi, scegliendo il peccato e rifiutando Dio, abbiamo sospeso sulla nostra testa.

Alla luce di tutto questo, mi pare giusto citare le parole dell’allora cardinale Ratzinger che, in un’intervista pubblicata l’11 Novembre 1984 su “Jesus”, disse che il terzo segreto non era stato ancora pubblicato per «evitare di far scambiare la profezia religiosa con il sensazionalismo». Mi sembra che, nell’opera di menzogna Satanica, ci siano dunque questi due estremi: da una parte chi riduce tutto a termini spiritualistici, cioè di pura astrattezza; dall’altro invece chi lancia messaggi apocalittici o catastrofici, fomentando l’ansia e la paura, ma senza incidere sulla reale conversione dell’uomo, ed è il timore che emerge dalle parole di Ratzinger.

Ora, credo che la menzogna diabolica abbia colpito anche il messaggio di Fatima. Penso a un punto in particolare, sul quale è dovuta intervenire la stessa Suor Lucia. Si tratta dell’invito, che la Madonna ha rivolto, di consacrarle la Russia per evitare una serie di errori e orrori anche ben peggiori. Ebbene, il 13 Maggio 1982, un anno dopo il famoso attentato contro Giovanni Paolo II, e poi il 25 Marzo 1984, il Santo Padre ha consacrato il mondo al Cuore Immacolato di Maria. In particolare nella seconda occasione, in Piazza San Pietro, davanti a 250.000 fedeli presenti, Giovanni Paolo II disse: «Illumina specialmente quei popoli di cui tu aspetti la nostra consacrazione e il nostro affidamento».  Bastarono queste poche parole – «aspetti la nostra consacrazione» – per far dire ad alcuni: ecco, allora la Consacrazione in realtà non è stata ancora fatta, non è stata ancora compiuta.

Si sono aperti ampi dibattiti, al punto che  è dovuta intervenire Suor Lucia con un opuscoletto pubblicato dalle edizioni Carmelo di Coimbra, che si intitola Come vedo il messaggio nel corso del tempo e degli avvenimenti, in cui si trova il seguente brano: «Questa promessa di pace si riferisce alle guerre promosse in tutto il mondo dagli errori diffusi dalla Russia. Questa consacrazione è stata fatta pubblicamente dal Santo Padre Giovanni Paolo II a Roma, il 25 marzo 1984, davanti alla statua della Madonna che si venera nella Cappellina delle Apparizioni in Cova d’Iria a Fatima. Il Santo Padre – dopo aver scritto a tutti i vescovi del mondo chiedendo che si unissero a lui in quest’atto di consacrazione che stava per realizzare – la fece portare a Roma, di proposito, per mettere bene in evidenza che la consacrazione che stava per compiere dinnanzi a questa statua era quella richiesta dalla Madonna a Fatima».

Ora, nessuna persona ha più autorità di Lucia per dire se la consacrazione è valida o non è valida, quindi atteniamoci a quello che dice Suor Lucia, anche perché se la Madonna l’ha tenuta in vita per così tanto tempo – rispetto a Giacinta e Francesco che sono invece morti in tenere età – è perché voleva fare di lei la sua messaggera. Ritengo che Lucia, oltre a essere una veggente e una religiosa, è anche una figura di valore come donna, è straordinaria, fedele, combattiva. Aggiungo questo per ribadire che non c’è dubbio che la consacrazione, se Suor Lucia ha detto così, è stata fatta secondo la richiesta della Madonna.

Il problema di maggior rilievo non è se la modalità con cui è stata fatta la consacrazione, quanto piuttosto capire perché Dio ha voluto che fosse consacrata la Russia alla Madonna, ispirando poi la consacrazione a Maria del mondo e del nuovo millennio. Dio ha voluto tale consacrazione per far capire che il mondo, al di là di tutti i falsi ottimismi diffusi dalle menzogne diaboliche, corre il serio pericolo di cadere preda dei piani satanici. Quindi la Madonna, che è incaricata da Dio di schiacciare la testa al serpente, per vincerlo, è Colei cui l’umanità tutta deve affidarsi, consacrandosi al Suo Cuore Immacolato. Sul capo di ogni uomo grava infatti una mannaia, una spada di fuoco, che è il rischio dell’autodistruzione del mondo: dietro a tutto questo c’è Satana, ci sono le porte dell’Inferno, da cui ci salva Maria per incarico di Dio. Ecco perché la Madonna raccomanda la consacrazione: perché è la via di salvezza che Dio stesso ha scelto, come preannunciato fin dal protovangelo della Genesi in cui la Donna si oppone al serpente. Di questo era ben consapevole Giovanni Paolo II che, ispirato dal cielo, ha consacrato anche il terzo millennio alla Madonna.

Per entrare in quest’ottica sarebbe sufficiente prendere sul serio il monito di Gesù: «Se non vi convertite, perirete tutti» (Lc 13, 3). Infatti, quando chiesero a Pio IX, che ne aveva letti i testi, che cosa contenessero i segreti di La Salette, questi disse proprio che non facevano che riportare quello che c’è scritto nel Vangelo: se l’uomo non si converte, è morto. Notiamo qui una profonda continuità con i messaggi profetici dei segreti svelati dalla Madonna e le profezie bibliche, come ulteriore prova di veridicità delle apparizioni mariane.

Il monito di Gesù – convertitevi o perirete tutti – è quanto mai vero in questa fase della storia, in cui il mondo corre il rischio dell’autodistruzione. Il rischio è così elevato in questi tempi che la Madonna ha moltiplicato le occasioni per esortare alla conversione: da Fatima ai giorni nostri, passando per Amsterdam, per Garabandal, per Ghiaie di Bonate, per Kibeho… Ecco, questo moltiplicarsi delle apparizioni è un indizio della gravità della situazione presente: o l’umanità si converte e ritorna a Dio, e allora questo secolo sarà un tempo di pace, oppure se si persiste nel voler costruire un mondo nuovo senza Dio non ci sarà futuro, né vita eterna, bensì il fuoco dell’autodistruzione e dell’Inferno. Questo è il bivio di fronte al quale ci troviamo e che Fatima ben preannuncia con l’immagine di Maria che trattiene la spada di fuoco sospesa sul mondo.

Tornando al tema del trionfo del Cuore Immacolato di Maria, da più parti a un certo punto si obiettò che non si poteva certo scorgere un tale trionfo fintanto che nel mondo c’erano delitti, guerre e malvagità. A questi Suor Lucia, nell’opuscoletto già citato, rispondeva così:

«Dopo tutto questo (cioè dopo la consacrazione della Russia alla Madonna, ndr) ci sono ancora ciechi che non vedono o non vogliono vedere e dicono: ma ci sono ancora guerre nel mondo e la Madonna ha promesso la pace. Sì, la Madonna ha promesso la pace riguardo alle guerre promosse in tutto il mondo dal comunismo ateo, ma non riguardo alle guerre civili che sempre ci furono e sempre ci saranno fino a quando Dio non trasformerà questo mondo – come disse Gesù Cristo – in una nuova terra e un nuovo cielo. (…) Ma questo giorno non è ancora arrivato, sarà quando Dio lo avrà stabilito, nei piani della sua immensa misericordia. (…) ed è a riguardo di queste guerre (quelle promosse dal comunismo ateo, ndr) che la Signora dice che il suo Cuore Immacolato trionferà (…) Vedo nel messaggio come una preparazione per liberare il popolo di Dio dalla maggiore eresia apparsa nel mondo (il comunismo, ndr) (…) e liberarlo dal pericolo di una guerra nucleare (atomica) che avrebbe distrutto gran parte dell’opera creatrice e redentrice di Dio: il suo popolo scelto per la vita eterna».

Credo che Suor Lucia, benché fosse reclusa nel Carmelo, sapesse leggere la storia molto meglio di tanti analisti di politica internazionale. Al di là delle sue giuste precisazioni rispetto alla consacrazione e alle conseguenze del comunismo, come si potrebbe obiettare che la Madonna non ha mantenuto le sue promesse? Chi un po’ conosce la storia sa benissimo che tutti gli sconvolgimenti politici sono avvenuti con massacri immani. Bene, quando è crollato il Comunismo sovietico – un impero che controllava mezzo mondo, che aveva armi nucleari da distruggere tutta la terra, che sembrava immortale – esso è caduto come sono cadute le mura di Gerico al suono della tromba, senza che si scatenasse quel terzo conflitto mondiale che ovunque si temeva.

Giovanni Paolo II nel suo Testamento ringrazia Dio perchè ha salvato il mondo dalla distruzione, per ora, facendo cadere il comunismo senza che ci fosse spargimento di sangue. E dopo questo, ecco che si sono liberate tutte quelle Chiese a lungo soggiogate e adesso la fede sta rifiorendo. Certo, ci vorrà tempo per guarire le ferite, ma intanto i segnali di pronta ripresa già ci sono: tutti i Paesi dell’Est hanno i seminari pieni, mentre noi all’Ovest, liberi da ogni dittatura politica, siamo stati sedotti da Satana, dal mentitore, e l’ateismo l’abbiamo scelto democraticamente, con il risultato che le vocazioni sono calate ovunque in maniera drammatica.

Ma per scorgere tutto questo occorre un grande discernimento e una lettura della storia alla luce della fede. Ma non dobbiamo avere paura: la Madonna conosce il cuore dell’uomo e sa quello che si prepara per l’umanità, occorre solo fidarsi. In quest’ottica l’immagine del Santo Padre colpito a morte, che si ritrova nel testo del terzo segreto, appare già una chiave di lettura delle presenti persecuzioni contro la Chiesa, per quanto non si possa escludere, al di là di questa lettura simbolica, che la visione conservi anche un carattere profetico destinato specificamente a compiersi sulla scena della storia.

Per concludere l’esame delle apparizioni di Fatima, possiamo dire che la Madonna prepara dunque con la sua intercessione l’intervento in aiuto dell’umanità sofferente e della Chiesa perseguitata, ma il mondo – e noi stessi – spesso neppure se ne accorge. Alla luce di quello che è veramente il cuore del messaggio di Fatima, dobbiamo sentirci richiamati senz’altro all’urgenza della conversione di ogni giorno, alla preoccupazione sincera per quello che è il nostro futuro, ma al tempo stesso siamo esortati a confidare sempre con grande speranza in Maria che intercede per noi.

di Diego Manetti

07-12-2014

http://www.lanuovabq.it/

 

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Un commento su “Sulle tracce di Maria (2)

  1. Luca Zacchi
    13/05/2015

    L’ha ribloggato su Luca Zacchi, energia in relazionee ha commentato:
    Riflettendo sull’Inferno e sul mistero dell’iniquità, con Maria, umile Sua serva, illuminati dalla Sua Parola.

    Mi piace

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Questa voce è stata pubblicata il 24/02/2018 da in ITALIANO, Sulle tracce di Maria, Vergine Maria con tag .

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