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La Madonna nell’arte (2)

La Madonna dei Pellegrini.

La Madonna dei Pellegrini di Caravaggio nella basilica di Sant’Agostino in Roma: dalla leggenda alla realtà storica, di Andrea Lonardo.

La Madonna nella pittura (2) La Madonna dei Pellegrini.

«Le cose dipinte, et imitate dal naturale piacciono al popolo, perché egli è solito a vederne di sì fatte e l’imitazione di quel che a pieno conosce, li diletta»: così mons. Giovanni Battista Agucchi scriveva nel suo Trattato fra il 1607 ed il 1615. Questa affermazione di un contemporaneo di Caravaggio permette di precisare la novità della pittura di Caravaggio, come appare con evidenza nella Madonna dei Pellegrini o di Loreto. (…)

Ciò che, soprattutto, merita attenzione nella Madonna di Caravaggio è il diverso abbigliamento della Vergine e dei due pellegrini. La Madonna indossa gli abiti che la tradizione le attribuiva – sebbene ai tempi di Caravaggio la simbolica dei colori potesse aver perso la sua evidenza, certo la Madonna dei Pellegrini indossa vesti di tonalità blu e rosse, i colori che tradizionalmente rappresentano l’umano ed il divino – mentre i pellegrini sono vestiti con abiti di foggia contemporanea all’età del Caravaggio…

Con questo mezzo espressivo si vuole comunicare l’assoluta contemporaneità della Vergine e del suo Bambino con i pellegrini che giungono alla Santa Casa di Loreto. Maria ed il suo Figlio appartengono certamente ad un periodo storico che precede di secoli l’età contemporanea, pure essi sono “tuttora” viventi e storicamente contemporanei dell’uomo che a loro si rivolge.

Della Madonna merita sottolineare ancora la posizione delle gambe e dei piedi, che sono alzati da terra, pur toccando la soglia della casa di Loreto. È l’unico particolare che ricorda l’iconografia tradizionale della Vergine di Loreto, rappresentata in volo con la Casa della Vergine che la tradizione vuole portata dagli angeli da Nazaret alla località marchigiana.

Al candore dei piedi della Vergine – e del Bambino – si contrappongono, ma anche si relazionano idealmente, i piedi sporchi del pellegrino. Qui è la vera novità espressiva del Merisi: il mondo divino della Vergine e del Bambino si offre ad un’umanità che ha i piedi sporchi, si offre a questa umanità e non ad una umanità idealizzata ed irreale.

Deve essere sottolineato anche il posteriore del pellegrino che si impone all’osservatore – la stessa scelta figurativa si trova nella Crocifissione di San Pietro per la cappella Cerasi, dove il primo oggetto che si offre allo sguardo sono le natiche del crocifissore. Niente di irriverente in tutto questo: il Caravaggio vuole porre sotto gli occhi di ognuno la crudezza dell’esistenza umana che, pure, è toccata dalla presenza del divino – il pittore si mostra qui discepolo di Michelangelo, colui che dipinse il posteriore più famoso della storia dell’arte, quello del Padre eterno nella volta della Cappella Sistina, nel riquadro della creazione del sole e della luna. Siamo in un’orizzonte cristiano, dove l’umano è stato abilitato dall’incarnazione a rappresentare il divino…

I rilievi fin qui presentati vanno completati con alcune altre sottolineature. Nel quadro è evidente innanzitutto la linea diagonale a partire dalla quale Caravaggio ha impostato l’opera: essa parte dal volto del Bambino – che è così, in qualche modo, più importante di quello della Vergine – attraversa il suo corpo e la sua gamba sinistra, continua nelle mani giunte del pellegrino, poi lungo il suo corpo e raggiunge, infine, il suo piede destro che è nell’angolo della tela.

Questa disposizione non solo conferisce unità all’opera, ma mostra la relazione tra il Bambino Gesù ed il pellegrino: essi si toccano, sono in contatto.

Evidente è anche il ventaglio che la diagonale crea con lo stipite della porta della Santa Casa e con i due bastoni dei pellegrini. Questa seconda figura comunica invece un senso di apertura, di vastità, di spazio, nel quale la relazione fra la Madonna con il Bambino ed i pellegrini sembra abitare.

Le sottolineature della differenza e, insieme, della relazione che esiste fra il gruppo della Madonna con il Bambino e quello dei due pellegrini lauretani inginocchiati esprimono alcuni contenuti essenziali della fede cristiana: da un lato la grazia di Dio che offre se stessa, non rifiutandosi, ma anzi prevenendo l’opera dell’uomo, evidente nel presentarsi sulla soglia della Madonna appena scesa dal cielo con il suo piccolo per farsi incontro all’uomo ed alla donna, e, dall’altro, il valore del pellegrinaggio, una delle opere meritorie proposte nei secoli dalla chiesa come occasione di maturazione spirituale e di crescita nella fede.

Andrea Lonardo (estratti)

http://www.gliscritti.it/

 

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Un commento su “La Madonna nell’arte (2)

  1. ISIDRO
    02/05/2015

    La Virgen con el Niños nos acompaña siempre estemos donde estemos,….

    Mi piace

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Questa voce è stata pubblicata il 02/05/2018 da in Arte, ITALIANO, La Madonna nell’arte, Vergine Maria.

San Daniele Comboni (1831-1881)

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