COMBONIANUM – Formazione e Missione

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La Madonna nell’arte (3)

Santa Maria in Domnica alla Navicella.

La Madonna nell’arte (3) Santa Maria in Domnica alla Navicella

La chiesa di Santa Maria in Domnica alla Navicella (Roma) è stata fondata come piccolo oratorio nel settimo secolo. Collocata sulla sommità del colle Celio, sorge in un importante snodo stradale della Roma antica e nei pressi di numerose postazioni militari. Molto probabilmente venne edificata sui resti di una caserma dei vigili del fuoco, dove usavano radunarsi i cristiani.

Papa Pasquale I (817-824) è il pontefice che ristrutturò completamente l’antica chiesa conferendogli quello che, sostanzialmente, è ancora l’aspetto attuale. L’interno della chiesa è a pianta basilicale con tre navate divise da colonnati che sostengono arcate con tre absidi.

La chiesa è dominata dal mosaico absidale, raffigurante la Beata Vergine Maria che, seduta in trono, è in procinto di consegnare Gesù bambino benedicente ai fedeli.

Ai suoi piedi, con lo sguardo rivolto verso il popolo, Pasquale I (raffigurato con il nimbo quadrato ad indicare che era vivente durante la composizione del mosaico) si prostra ai piedi della Vergine e del Signore Gesù. Le schiere angeliche fanno da corona a questa scena.

Generalmente si sostiene che i tratti della Vergine e degli angeli siano stati eseguiti secondo il canone artistico bizantino e monastico. Potrebbe trattarsi in questo caso di una realizzazione da parte di artisti orientali accolti a Roma durante la persecuzione iconoclasta. Ma il rapporto fra Oriente ed Occidente nell’alto medioevo è oggetto di studi che si stanno sviluppando, mostrando che molti stilemi non erano specificamente orientali, bensì erano abituali anche in occidente.

Oltre ai personaggi raffigurati deve essere sottolineata la “fioritura” a cui il mosaico ci fa assistere: ci sono infatti fiori dappertutto, elementi della natura e il festone. In questa maniera il mosaicista ha voluto sottolineare come tutto fiorisca e rifiorisca con la venuta del Cristo e della sua salvezza.

Nell’arco è raffigurato Cristo Salvatore racchiuso in una mandorla (segno della vita e della gloria eterne) e seduto su una sfera (a rappresentare la sua signoria sull’universo) affiancato da due angeli e dai dodici Apostoli.

Si tratta della raffigurazione iconografica della missio apostolorum, cioè dell’invio degli apostoli per la predicazione del Vangelo in tutto il mondo: «Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo». Ognuno di essi ha in mano un rotolo, segno della Parola di Dio a lui affidata, o un libro a rappresentare i Santi Vangeli.

In basso (a sinistra e a destra) sono raffigurati Mosè ed Elia, per ricordare la Trasfigurazione (durante la II domenica di Quaresima, detta della Trasfigurazione, si svolge in questa chiesa la tradizionale Stazione Quaresimale).

L’iscrizione del mosaico recita:

«Questa casa prima era stata ridotta in rovine, ora scintilla perennemente decorata con vari metalli e la sua magnificenza splende come Febo nell’universo che mette in fuga le tenebre della tetra notte. O Vergine, il probo vescovo Pasquale ha fondata per te questa aula regale che deve rimanere splendida nei secoli».

http://www.gliscritti.it/

 

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Questa voce è stata pubblicata il 03/05/2018 da in Arte, ITALIANO, La Madonna nell’arte, Vergine Maria.

San Daniele Comboni (1831-1881)

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