Uomini armati hanno gettato ieri nel caos la capitale Bangui: attaccate chiesa cattolica, moschea ed ospedali. Ucciso anche un sacerdote. Il bilancio di morti e feriti è ancora provvisorio.
Sono almeno 16, e fra esse un prete cattolico, le persone rimaste uccise in un’ondata di attacchi di violenza armata etnico-religiosa che martedì ha colpito una chiesa cattolica, dove sono state gettate bombe a mano durante la Messa, una moschea e strutture mediche nella capitale della Repubblica Centrafricana, Bangui. Lo rivelano l’Onu, fonti ospedaliere e l’ong Medici senza frontiere (Msf).

Bangui, nella chiesa di Notre Dame di Fatima – riferiscono fonti locali e siti di informazione religiosa – erano riuniti centinaia di fedeli per celebrare la fraternità di San Giuseppe. Improvvisamente sono comparsi, durante la Messa, uomini armati che hanno cominciato a gettare delle granate. La chiesa di Notre Dame, nella capitale centrafricana, era già stata attaccata nel maggio del 2014. L’edificio di culto si trova molto vicino al quartieri PK5, l’enclave musulmana spesso al centro di scontri.

Il sacerdote ucciso è padre Albert Toungoumalè-Baba. I feriti sono almeno 60.

Una condanna “energica, senza mezzi termini” del massacro è stata espressa dal cardinale Dieudonnè Nzapalainga, arcivescovo di Bangui. In una dichiarazione giunta al Sir il cardinale Nzapalainga fa appello “al governo e alla Minusca” (le forze Onu nel Paese),
“perché sia fatta luce” sull’accaduto, “si possa sapere la verità” e “venga resa giustizia alla popolazione centrafricana”. Nel messaggio l’arcivescovo di Bangui esprime il suo dolore per le vittime, i feriti e le loro famiglie e si chiede con inquietudine: “Cosa sta succedendo, è in corso una manipolazione? C’è una strumentalizzazione, c’è una volontà di dividere il Paese? C’è una agenda nascosta?”. “Da decenni, cosa abbiamo fatto di questo Paese – constata -. Colpi di Stato, ribellioni a ripetizione. Il risultato è davanti a noi: morti, saccheggi e distruzione e gli ultimi eventi drammatici ci ricordano che la violenza non è una soluzione ai nostri problemi”.

Tajani: stop al genocidio dei cristiani

“Si fermi il genocidio dei cristiani, esprimo a nome del Parlamento europeo le più vive condoglianze alle famiglie delle vittime delle recenti persecuzioni religiose e degli attentati terroristi”; così il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani aprendo la
seduta della miniplenaria a Bruxelles, in riferimento a un prete ucciso nelle Filippine e a un attentato in Centrafrica. “Questo parlamento dice basta, non ci possiamo rassegnare a vedere persone trucidate per il solo fatto di professare la loro fede”.
Anche sulla lotta al terrorismo “non possiamo abbassare la guardia”.

Papa Francesco in occasione del Giubileo nel novembre 2015 era andato a Bangui e lì aveva aperto la prima Porta santa dell’Anno della Misericordia.