COMBONIANUM – Formazione e Missione

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La Madonna nell’arte (12)

Artisti amici di Paolo VI.

Trento Longaretti (Treviglio, Bergamo1916) 1999 olio su tela cm 50x40Giovanni Battista Montini, a Milano come arcivescovo, e poi a Roma come Pontefice, era in rapporto di amicizia con numerosi artisti, credenti e non credenti, di cui incoraggiava la creazione artistica nel rispetto più assoluto dell’autonomia dell’arte. Non per nulla volle integrare una “Galleria di Arte religiosa moderna” nei Musei Vaticani, ben distinguendo la “religiosità dell’arte” dall’”arte sacra”, finalizzata alla liturgia. Tra questi artisti molti si sono confrontati con il tema di Maria nei modi più diversi; ricordo alcuni tra i più significativi.

Trento Longaretti, direttore della Accademia Carrara di Bergamo, in un olio su tavola divide la scena trasversalmente su due piani triangolari, in basso un Paolo VI in abiti pontificali e l’immagine del duomo di Milano e del cupolone di San Pietro, in alto Maria con il Bambino, circondata dagli angeli, a significare l’unità della Chiesa nel tempo e nell’eternità.

Aldo Carpi., Madonna con Bambino e teatranti

Aldo Carpi, docente a Brera, fu internato nei campi di Mauthausen e di Gusen, e al rientro in patria fu acclamato direttore dell’Accademia. Carpi non ha mai voluto dire il nome del collega che lo aveva denunciato alla polizia fascista per avere aiutato una ragazza ebrea. L’artista ha una vena narrativa popolare, ricca di colore e di originalità. Nel quadro di Paolo VI in Terra Santa immagina il Pontefice seduto ai bordi del Giordano a colloquio con un pescatore nella barca che approda. Nella serie dei “carabinieri” c’è anche una tela in cui Gesù è arrestato da due carabinieri; nella serie delle “maschere” Maria con il Bambino viene presentata da un clown bianco agli altri teatranti; potrebbe essere il Pontefice che media e raccorda il mondo del soprannaturale con la vita quotidiana del popolo. Paolo VI aveva una grande stima di questo artista, tanto da ricordarlo nella omelia del 1974 per la Giornata mondiale della pace insieme a Massimiliano Kolbe, Gandhi, Albert Schweitzer con queste parole: «Ha testimoniato la possibilità di vivere nell’amore in mezzo all’odio, di vivere una giustizia che trascende le giustizie egoistiche che mettono limiti e avanzano continuamente delle rivendicazioni al nostro prossimo, dando se stesso, servendo gli altri, con pazienza, con umiltà, con bontà».

Enrico Manfrini, AssuntaEnrico Manfrini-madonnaPassando agli scultori, bisogna considerare la magnifica Assunta di Enrico Manfrini, che nella vigorosa ed elegante costruzione piramidale esprime una grazia e una leggerezza che si concentrano nel volto sorridente di Maria. A questo artista si debbono le porte del Duomo di Siena, che si accompagnano alle sculture di Giovanni Pisano e di Tino di Camaino. Jean Guitton ricorda questo giudizio di Paolo VI, durante una conversazione a Castelgandolfo: «Ho molto apprezzato l’opera di Manfrini, che ripensa i primitivi, ma è un primitivo molto cosciente dei suoi mezzi, che attua un ritorno a una certa infanzia con il dominio di una eccezionale sapienza». Questo scultore romagnolo trasferitosi a Milano, dove segue i corsi di scultura di Messina, a cui succede nella cattedra, animato da un profondo spirito religioso, si dedica all’arte sacra soddisfacendo numerose committenze in Italia, in Europa e anche in America. Tra le sue Via Crucis, rilevante quella per il monastero di Santa Croce a Dublino e quella per la cattedrale di Lecco. È presente nel Santuario di Loreto con sedici formelle sulla Vita di Maria. Nell’anno 2000 ha realizzato la porta di bronzo per la basilica di San Paolo fuori le mura a Roma.

Eugenio Scorzelli, La VisitazioneLo scultore più vicino a Paolo VI fu Eugenio Scorzelli, figlio di un pittore napoletano, autodidatta, che si fa conoscere alla Biennale di Venezia del 1942. Dopo un primo approccio naturalistico volge verso modi espressionistici. A partire dagli anni Sessanta si dedica all’arte sacra. Paolo VI gli procura uno studio nella Città del Vaticano. Segue con attenzione il Concilio Vaticano II fissando in disegni e medaglie gli eventi più significativi e i ritratti dei protagonisti. Molto importanti la porta Vita di Maria per la chiesa di Santa Maria sopra Minerva, e La porta della preghiera, per la basilica di San Pietro a Roma, che nei quattro pannelli illustra quattro preghiere: il Pater Noster di Gesù, il Benedictus di Zaccaria, il Magnificat di Maria, il Nunc dimittis di Simeone. In numerose scene di questi pannelli è presente Maria. Il frammento riprodotto qui accanto riguarda l’incontro di Maria con Elisabetta ed è sufficiente per comprendere e ammirare come l’artista sappia esprimere nella sobria gestualità i sentimenti delle persone. Scorzelli è noto anche per il pastorale con il Crocifisso preparato per Paolo VI, che i successori hanno adottato nelle loro peregrinazioni in tutto il mondo. Paolo VI quando vide questo pastorale esclamò: «È forte, carica di espressività. È una fionda tesa al cielo».

Madonne dei nostri tempi

di Piero Viotto

 

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Questa voce è stata pubblicata il 12/05/2018 da in Arte, ITALIANO, La Madonna nell’arte, Vergine Maria.

San Daniele Comboni (1831-1881)

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