COMBONIANUM – Formazione Permanente

UNO SGUARDO MISSIONARIO SUL MONDO E LA CHIESA Missionari Comboniani – Formazione Permanente – Comboni Missionaries – Ongoing Formation

La Madonna nell’arte (17)

La “Madonna d’Ognissanti” di Giotto.

Realizzata attorno al 1310, su richiesta della potente comunità degli Umiliati, fu posta sull’altare maggiore della chiesa fiorentina di Ognissanti. Oggi è conservata nella Galleria degli Uffizi.

Giotto_Ognissanti_Madonna

Secondo la versione più accreditata, Giotto, figlio di Bondone, era nato verso il 1267 a Vespignano, presso Vicchio nel Mugello. Il padre era un contadino e in un primo momento lo allogò come apprendista nell’Arte della lana a Firenze, permettendogli di frequentare la bottega di Cimabue. Poi, vista l’inclinazione del figlio, si risolse di mandarlo dal pittore senza altra occupazione.

I suoi primi impegni sono tutti ipotetici: forse lavorò nella decorazione della Basilica Superiore di San Francesco ad Assisi, affrescando alcuni episodi tratti dall’Antico Testamento. Nel frattempo, è quasi certo che abbia compiuto un viaggio a Roma, dove ampliò la sua cultura artistica avvicinando le opere dell’antichità classica, le pitture di Pietro Cavallini e le sculture di Arnolfo da Cambio. Ritornò, poi, ad Assisi, dove affrescò le storie di San Francesco, sempre nella Basilica Superiore. È, forse, di questo periodo il frammento in San Giovanni in Laterano, dove Giotto rappresentò Papa Bonifacio VIII che indice il primo giubileo della storia.

Dal 1303 iniziò a lavorare agli affreschi della cappella degli Scrovegni, a Padova. Il committente era Enrico degli Scrovegni. Il ricco banchiere patavino aveva fatto costruire una cappella di famiglia sui resti dell’antica arena cittadina. Terminati i lavori, Giotto tornò a Roma per attendere ai cartoni del mosaico della Navicella in San Pietro. Lavorò, poi, a Firenze, in Santa Croce, alle cappelle Peruzzi e Bardi. Fu al servizio di Roberto D’Angiò a Napoli, ma non resta nulla che possa ragguagliarci sui progressi del maestro nell’arte sua, se non un segno evidente nella produzione dei pittori locali. Il 18 luglio 1334 pose le fondamenta del campanile della cattedrale fiorentina. Ma non giunse a vederne la conclusione; morì l’8 gennaio 1337 e fu sepolto con tutti gli onori in Santa Reparata, l’antica cattedrale di Firenze.

La Maestà fu realizzata attorno al 1310 e posta sull’altare maggiore della chiesa fiorentina di Ognissanti. Committente era la potente comunità degli Umiliati, che si erano stabiliti in quella zona fuori dalle mura cittadine ed erano dediti, oltre che alla perfezione religiosa, alla lavorazione della lana e del vetro.

Una novità assoluta nella pittura dell’epoca

Nonostante la presenza di arcaismi, come il fondo oro e la proporzione gerarchizzata delle fi gure, la Maestà di Giotto è di una novità assoluta nell’ambito della pittura fiorentina del primo Trecento. In quest’opera, il pittore recupera la spazialità tridimensionale empirica propria degli antichi e supera la frontalità tipica delle icone bizantine. Le innovazioni interessano anche le fi gure di Maria e del piccolo Gesù, che hanno una solidità mai vista in opere precedenti. Anche il chiaroscuro dei panni è netto e teso a dare “verità alle vesti”. Maria è seduta su un trono cuspidato, di schietto gusto gotico con aperture a bifore trilobate, creato con una prospettiva che rimanda al seggio della Madonna di Santa Trinità di Cimabue, oppure al trono della “Giustizia” nella Cappella degli Scrovegni, affrescato dallo stesso Giotto; è decorato con marmi variegati e con ornamenti vicini alla produzione cosmatesca.

Gli sguardi di tutti i personaggi che la affiancano, sono rivolti alla Vergine; gli angeli in primo piano recano doni: i primi due hanno vasi colmi di fiori (primi esempi, in ambito medioevale, di “natura morta”), metafore della purezza e della santità di Maria, i successivi una corona e un cofano, simboli della sua regalità. Interessanti sono i due personaggi che si intravvedono nelle due aperture ai fianchi del trono: creano una sorta di trittico, del quale occupano i due sportelli laterali.

Differenziandosi dalle pitture più antiche, Giotto colloca le diverse figure di contorno spaziate, le une dietro le altre, non appiattite su un unico piano e, se pur ancora rigidamente simmetriche, tutte hanno una fisionomia ben definita. La tavola è conservata nella Galleria degli Uffizi a Firenze, dove è collocata vicina a due analoghe composizioni, una di Cimabue (la Madonna di Santa Trinità), l’altra di Duccio di Buoninsegna (Madonna Rucellai).

Natale MAFFIOLI SDB

http://www.donbosco-torino.it/

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 17/05/2018 da in Arte, ITALIANO, La Madonna nell’arte, Vergine Maria.

San Daniele Comboni (1831-1881)

Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi via e-mail.

Segui assieme ad altri 1.601 follower

Follow COMBONIANUM – Formazione Permanente on WordPress.com
maggio: 2018
L M M G V S D
« Apr    
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
28293031  

  • 187,913 visite

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica. Immagini, foto e testi sono spesso scaricati da Internet, pertanto chi si ritenesse leso nel diritto d'autore potrà contattare il curatore del blog, che provvederà all'immediata rimozione del materiale oggetto di controversia. Grazie.

Tag

Advento Africa Afrique Amore Anthony Bloom Arabia Saudita Arte sacra Bibbia Bible Biblia Boko Haram Book of Genesis Cardinal Newman Carême Chiamate in attesa Chiesa China Chrétiens persécutés Cina Contemplazione Cristianos perseguidos Cuaresma Curia romana Daesh Dal rigattiere di parole Dialogo Diritti umani Economia Enzo Bianchi Eucaristia Europa Famiglia Family Família Fede France Gabrielle Bossis Genesi Gianfranco Ravasi Giovani Giubileo Gregory of Narek Guerra Guglielmo di Saint-Thierry Gênesis Henri Nouwen Iglesia India Iraq ISIS Islam Italia Jacob José Tolentino Mendonça Kenya La bisaccia del mendicante La Cuaresma con Maurice Zundel La preghiera giorno dopo giorno Laudato si' Le Carême avec Maurice Zundel Lectio Lent LENT with Gregory of Narek Libro del Génesis Magnificat Martin Lutero martiri Matrimonio Maurice Zundel Migranti Misericordia Missione Natal Natale Natale (C) Nigeria Noël P. Cantalamessa Pace Padri del Deserto Pakistan Paolo VI Papa Francesco Papa Francisco Pape François Paz Pedofilia Perdono Persecuted Christians Persecution of Christians Persecuzione dei cristiani Pittura Pope Francis Poveri Povertà Prayers Profughi Quaresima (C) Quaresima con i Padri del Deserto Quaresma Quaresma com Henri Nouwen Raniero Cantalamessa Rifugiati Sconfinamenti della Missione Silvano Fausti Simone Weil Sinodo Siria Sud Sudan Terrorismo Terrorismo islamico Testimonianza Thomas Merton Tolentino Mendonça Turchia Uganda Vatican Vaticano Venerdì Santo Virgin Mary

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: