COMBONIANUM – Formazione Permanente

UNO SGUARDO MISSIONARIO SUL MONDO E LA CHIESA Missionari Comboniani – Formazione Permanente – Comboni Missionaries – Ongoing Formation

Commento al vangelo della X settimana del Tempo Ordinario

X settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)
Commento al vangelo
di Paolo Curtaz


 

15

Domenica 10 Giugno > 
(DOMENICA – Verde)
X DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)
Gen 3,9-15   Sal 129   2Cor 4,13-5,1   Mc 3,20-35: Satana è finito.
Lunedì 11 Giugno > 
(Memoria – Rosso)
San Barnaba
At 11,21-26;13,1-3   Sal 97   Mt 10,7-13: Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.
Martedì 12 Giugno > 
(Feria – Verde)
Martedì della X settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)
1Re 17,7-16   Sal 4   Mt 5,13-16: Voi siete la luce del mondo.
Mercoledì 13 Giugno > 
(Memoria – Bianco)
Sant’Antonio di Padova
1Re 18,20-39   Sal 15   Mt 5,17-19: Non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento.
Giovedì 14 Giugno > 
(Feria – Verde)
Giovedì della X settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)
1Re 18,41-46   Sal 64   Mt 5,20-26: Chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio.
Venerdì 15 Giugno > 
(Feria – Verde)
Venerdì della X settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)
1Re 19,9.11-16   Sal 26   Mt 5,27-32: Chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio.
Sabato 16 Giugno > 
(Feria – Verde)
Sabato della X settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)
1Re 19,19-21   Sal 15   Mt 5,33-37: Io vi dico: non giurate affatto.
Domenica 17 Giugno > 
(DOMENICA – Verde)
XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)
Ez 17,22-24   Sal 91   2Cor 5,6-10   Mc 4,26-34: È il più piccolo di tutti i semi, ma diventa più grande di tutte le piante dell’orto.

Lunedì 11 Giugno > (Memoria – Rosso) San Barnaba
At 11,21-26;13,1-3   Sal 97   Mt 10,7-13: Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date..

Commento su Mt 10,7-13
Barnaba, che celebriamo oggi, è una delle figure di riferimento della primitiva comunità cristiana. La sua storia coinvolge e commuove ancora: Barnaba è diventato discepolo, ha venduto un campo per aiutare la comunità, è l’unico ad avere avuto il coraggio di andare a cercare Saulo e a garantire per lui. Lo ha accompagnato durante i suoi primi viaggi missionari e, soprattutto, è passato alla storia per essere un grande incoraggiatore. Figlio dell’esortazione, Barnaba ha saputo sostenere le neonate comunità cristiane pagane guardate con parecchia diffidenza da Gerusalemme. Di quanti “Barnaba” abbiamo bisogno, oggi! Nella Chiesa, anzitutto, dove è frequente incontrare persone severe, censori implacabili, spara sentenze che, in nome dell’ortodossia e della presunta tradizione rilasciano patentini di cattolicità. Ma anche nel mondo, dove lo scoramento sembra prevalere e si fa a gara per distruggere il positivo che riusciamo a costruire. Impegniamoci, oggi, a diventare anche noi “figli dell’esortazione”: a incoraggiare, ad aiutare gli altri a vedere le cose positive, i progressi che fanno, le cose buone che possiedono…         

Martedì della X settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)
1Re 17,7-16   Sal 4   Mt 5,13-16: Voi siete la luce del mondo.

Commento su Matteo 5,13-16
Come si fa a salare il sale? Se il sale perde il suo sapore e la sua funzione non serve più a niente e viene gettato via, giustamente. Siamo noi discepoli a rendere salato il mondo, ad insaporirlo. E se noi discepoli perdiamo credibilità, se infiacchiamo le nostre vite, se trascuriamo la fedeltà al vangelo, se non compiamo opere buone (e belle, riconoscibili) davanti agli altri, chi può dare speranza al mondo? Siamo sale: sbaglia chi pensa di dover trasformare tutta la realtà in sale! Non importa il numero dei cristiani ma la loro testimonianza credibile. Sbaglia chi vagheggia una società cristiana tutta costruita sulla legge di Dio. Siamo sale: sbaglia chi si accontenta di una fede esteriore, di un’appartenenza fiacca e svilita, di una disciplina vissuta controvoglia. Siamo sale: con i cristiani la vita ha più senso, acquista una maggiore profondità, svela la sua profonda dignità. Stiamo attenti a non lasciarci andare allo scoraggiamento, a credere che la fede è solo affare nostro. Il giorno in cui non bruceremo più d’amore, il mondo morirà di freddo.

Mercoledì 13 Giugno > (Memoria – Bianco) Sant’Antonio di Padova
1Re 18,20-39; Sal 15; Mt 5,17-19: Non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento.

Commento su Mt 5,17-19
Gesù non è anarchico, un creativo che distrugge tutto ciò che l’ha preceduto, un guru carismatico che pensa di avere sempre ragione. Si pone in profonda e fedele continuità con la più autentica esperienza religiosa di Israele cui si ispira. A chi lo accusa di contraddire la Legge, di porsi al di sopra e al di fuori della tradizione, Gesù risponde con veemenza: sono loro (ad essersi posti fuori dalla Legge, inventandosi precetti che sono frutto della tradizione degli uomini. Gesù sa distinguere molto bene ciò che deriva dalla rivelazione di Dio e ciò che, invece, deriva dall’abitudine degli uomini. Perciò intende riportare alla sua origine la Legge di Dio, lasciando che le opinioni, le consuetudini elaborate col passare dei secoli vengano prese per ciò che sono: abitudini sane e belle da non elevare al rango di Parola divina. Anche nella nostra Chiesa e nelle nostre comunità, troppo spesso, confondiamo i piani: un conto è il Vangelo, un conto l’opinione del parroco! Una cosa l’esperienza bi-millenaria della Chiesa, un’altra lo stile introdotto da questa o quella aggregazione ecclesiale! Sappiamo dare il giusto peso alle cose di Dio e a quelle degli uomini. Anche se sono uomini di Chiesa.      

Giovedì della X settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)
1Re 18,41-46   Sal 64   Mt 5,20-26: Chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio.

Commento su Matteo 5,20-26
Gesù passa dalla teoria ai fatti. Se ha espresso il suo parere riguardo all’interpretazione della Torah, sconfessando l’equiparazione della Legge scritta con la selva di precetti e indicazioni della Legge orale, adesso entra nel dettaglio. Per tre capitoli, nel cosiddetto “discorso della montagna”, Gesù mette a fuoco delle precise situazioni per uscire dall’asfittica prospettiva rabbinica e osare, volando alto. Ciò che caratterizza l’interpretazione scandalosa di Gesù è la sua volontà di riportare la casistica all’origine del precetto. Il brano di oggi si concentra bene sull’idea di violenza e di omicidio: se i rabbini distinguevano chi bisognava evitare di uccidere (i nemici, ovviamente, si potevano serenamente ammazzare), Gesù giunge a invitare i discepoli a considerare omicidio anche la violenza verbale, il pettegolezzo, la malignità, a prendere l’iniziativa per riconciliarsi col fratello, a mettersi nei panni degli altri, senza sentirsi migliori o speciali. Una pagina dura, intransigente, folle, che ricorda ai discepoli il valore della profezia, della testimonianza, del paradosso. Il Maestro per primo vivrà queste indicazioni, fornendoci un chiaro esempio di come il vangelo possa radicalmente cambiare la prospettiva della vita…      

Venerdì della X settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)
1Re 19,9.11-16   Sal 26   Mt 5,27-32: Chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio.

Commento su Mt 5,27-32
È esigente Gesù. Smonta pezzo per pezzo le nostre interpretazioni annacquate delle sue richieste… Quante volte ci avviciniamo alla fede come se Dio fosse l’Agenzia delle Entrate: le tasse bisogna pur pagarle, ma meno se ne pagano e meglio è! A qualcosa bisogna pur credere, ma se per credere bisogna anche convertirsi, allora contrattiamo il minimo sindacale. Negli affetti, ad esempio: qualche pensiero osceno non fa certo male, qualche fantasia non procura danni, tanto poi resto fedele al mio coniuge… Gesù propone un atteggiamento completamente diverso: Dio ha voluto sin dall’inizio la coppia, un uomo e una donna che si amassero per tutta la vita, compagni di viaggio verso la pienezza. L’interpretazione riduttiva e maschilista del rapporto di coppia non è il sogno di Dio, non è il progetto che egli ha voluto. Gesù ce lo ricorda, dicendo che vale la pena di sacrificare ogni cosa per perseguire questo sogno, per realizzare questo progetto. Prendiamo sul serio le parole del Maestro: la fede può davvero illuminare e cambiare radicalmente la nostra vita, anche quando si tratta della vita affettiva e di coppia. Che bello poterlo dire in questi fragili tempi in cui si ha paura di amare!      

Sabato della X settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)
1Re 19,19-21   Sal 15   Mt 5,33-37: Io vi dico: non giurate affatto.

Commento su Mt 5,33-37
Il terzo tema che Gesù affronta durante il durissimo discorso della montagna riguarda l’autenticità e la verità. Il giuramento era una pratica piuttosto diffusa e serviva a garantire l’onestà di un patto e della persona che lo assumeva. Gesù va oltre, esagera, vola altissimo: non è certo giurando su Dio o sul tempio o sul tesoro del tempio che si garantisce l’onestà dell’affermazione. Allora taglia corto: meglio non giurare. Non abbiamo potere su nulla, nemmeno su noi stessi, sul nostro destino. Non possiamo cambiare nemmeno una virgola di ciò che diciamo e facciamo, siamo fragili e limitati. Allora perché giurare? Meglio essere sinceri, sempre, essere trasparenti. Ma per esserlo dobbiamo anzitutto imparare ad esserlo con noi stessi, confrontandoci con lo specchio della Parola. Solo in Dio scopriamo chi siamo, a cosa siamo destinati. Solo in Dio possiamo non avere paura, accogliere le nostre ombre, lasciarle illuminare dallo Spirito, chiamare per nome e cognome i nostri peccati senza che, per questo, ci assalga lo scoramento. In Dio impariamo ad essere davvero noi stessi, senza finzioni.      

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Questa voce è stata pubblicata il 10/06/2018 da in ITALIANO, Liturgia, Settimana - commento.

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