COMBONIANUM – Formazione Permanente

UNO SGUARDO MISSIONARIO SUL MONDO E LA CHIESA Missionari Comboniani – Formazione Permanente – Comboni Missionaries – Ongoing Formation

Commento al Vangelo della XIV Settimana del Tempo Ordinario

XIV Settimana del Tempo Ordinario 

Lunedì 9 Luglio > 
(Feria – Verde)
Lunedì della XIV settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)
Os 2,16-18.21-22   Sal 144   Mt 9,18-26: Mia figlia è morta proprio ora; ma vieni ed ella vivrà.
Martedì 10 Luglio > 
(Feria – Verde)
Martedì della XIV settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)
Os 8,4-7.11-13   Sal 113B   Mt 9,32-38: La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai!
Mercoledì 11 Luglio > 
(FESTA – Bianco)
SAN BENEDETTO
Pr 2,1-9   Sal 33   Mt 19,27-29: Voi che mi avete seguito, riceverete cento volte tanto.
Giovedì 12 Luglio > 
(Feria – Verde)
Giovedì della XIV settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)
Os 11,1-4.8-9   Sal 79   Mt 10,7-15: Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.
Venerdì 13 Luglio > 
(Feria – Verde)
Venerdì della XIV settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)
Os 14,2-10   Sal 50   Mt 10,16-23: Non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro.
Sabato 14 Luglio > 
(Feria – Verde)
Sabato della XIV settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)
Is 6,1-8   Sal 92   Mt 10,24-33: Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo.
Domenica 15 Luglio > 
(DOMENICA – Verde)
XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)
Am 7,12-15   Sal 84   Ef 1,3-14   Mc 6,7-13: Prese a mandarli.

Commento al Vangelo del giorno

Commento al Vangelo del giorno

di Paolo Curtaz

Lunedì della XIV settimana del Tempo Ordinario
Mt 9,18-26: Mia figlia è morta proprio ora; ma vieni ed ella vivrà.

Vuole solo toccare il lembo del mantello, l’emorroissa. Una vita di malattia e di isolamento: se già il flusso mestruale rendeva impura una donna, figuriamoci un problema come quello descritto! Impura e condannata a non avere relazioni: il solo contatto fisico poteva trasmettere l’impurità rituale. Una norma frutto dell’approssimativa conoscenza scientifica dell’epoca. E lei trasgredisce una legge, toccando il Maestro, eppure lo fa. A volte è necessario trasgredire per incontrare Dio e così avviene, non è lei a contaminare il Signore, ma Gesù che contamina lei con la sua purezza. Ora è guarita, ora è nuovamente donna. Così come la ragazza data per morta che Gesù riporta in vita nonostante lo scetticismo insormontabile degli amici del padre. Il Signore, oggi, sana ogni nostra malattia interiore e riporta in vita il fanciullo che abita in ciascuno di noi e che troppo spesso è mortificato dal mondo degli adulti. Questo, come Chiesa, dobbiamo annunciare: che Gesù è venuto a sanare e salvare chi si fida di lui, chi lo cerca, chi desidera anche solo sfiorare il suo mantello. Viviamo oggi da redenti, da salvati: il Signore ci dona la vita!

Martedì della XIV settimana del Tempo Ordinario
Mt 9,32-38: La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai!

Non abbiamo mai visto nulla di simile: non abbiamo mai visto persone ammutolite dalla vita imparare a confidarsi a raccontare le proprie emozioni, a parlare di sé, a trovare le parole, illuminati dalla Parola. Non abbiamo mai visto nulla di simile: persone guarite nel profondo, rese libere dal vangelo. Non abbiamo mai visto nulla di simile: un Dio compassionevole, attento al nostro dolore, alle nostre paure, che vede quanto siamo sbandati, che sa quanto dolore portiamo nel cuore. Non abbiamo mai visto nulla di simile: che Dio decida di guarire la nostra solitudine inventando la Chiesa che è la compagnia di Dio agli uomini. Questo siamo chiamati a diventare: non struttura, non organizzazione, ma profezia di un mondo altro e alto, di un modo diverso di vivere insieme, di crescere e costruire il sogno di Dio. Dio non toglie il dolore del mondo, ma abita il mondo attraverso uomini e donne che, pur davanti al dolore, hanno accolto, raccontano e vivono giorno per giorno, questo nostro Dio. È ciò che siamo chiamati a fare oggi, diventare la consolazione di Dio per tutti coloro che incontreremo sulla nostra strada.

Mercoledì 11 Luglio (FESTA – Bianco) SAN BENEDETTO
Mt 19,27-29: Voi che mi avete seguito, riceverete cento volte tanto.

Nel cuore dell’estate la Chiesa celebra con gioia uno dei suoi figli più preziosi: Benedetto, che in un momento tragico della storia dell’Europa e della Chiesa, seppe trovare un modo tutto nuovo di stare con Cristo rifondando l’umanità.

Benedetto, benedetto! Di nome e di fatto! Il suo desiderio di rifugiarsi nel Signore, lontano dal mondo, quel bisogno assoluto di galleggiare sulle macerie di un mondo in disfacimento attingendo e rielaborando precedenti esperienze di vita comunitaria fatte da altri, hanno “inventato” il monachesimo occidentale. La sua regola, a distanza di un millennio, risplende per il suo equilibrio e il suo buon senso e ancora attira migliaia di uomini e donne a lasciare tutto per vivere sotto la guida di un abate sulle strade della sequela di Cristo. Benedetto ricorda alla nostra società e alla nostra Chiesa, troppo spesso ridotta ad agenzia di servizi religiosi, la priorità dell’interiorità, della meditazione e della preghiera. Come bene scrive nella sua regola, il discepolo non deve anteporre nulla all’amore di Cristo. Troppe volte, invece, anche se credenti, anche se discepoli, troviamo mille cose da fare prima di fermarci e di lasciarci amare dalla tenerissima presenza del Maestro. I monaci, ancora oggi, sono lì a dimostrare all’umanità che vale la pena vivere dedicando ogni energia alla ricerca di Dio e all’ascolto della Parola. Imitiamone il cammino nella condizione in cui viviamo!

Giovedì della XIV settimana del Tempo Ordinario
Mt 10,7-15: Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.

Siamo chiamati a predicare, durante il percorso, strada facendo. Quindi a non fermarci, come se fossimo arrivati. E senza aspettare di saperne di più, di essere dei Maestri, di essere e sentirci pronti. Quando annunciamo il vangelo siamo comunque in strada, viandanti con i viandanti, cercatori con i cercatori. A volte è proprio questa tensione verso la pienezza ciò che manca alla nostra Chiesa, che troppe volte si propone come se già sapesse, come se già avesse concluso, guardando dall’alto i poveracci che non credono o credono male. No, amici, non è così, fra noi. Per essere testimoni credibili dobbiamo davvero essere in costante tensione ideale, desiderando anche noi crescere nella conoscenza del Signore. E quello che dobbiamo dire è ciò che abbiamo sentito ed accolto: il regno di Dio si è avvicinato, si è fatto vicino, è accanto. La conversione, allora, consiste nel girare lo sguardo e vedere ed accorgersi, e convertirsi. È gratuito l’annuncio, non è fonte di guadagno, ed è onesto. È il desiderio profondo di sanare gli altri come noi siamo stati sanati a spingerci verso chi ancora non conosce il Vangelo. Leggendo questa pagina ci rendiamo conto di quanto ancora siamo lontani!

Venerdì della XIV settimana del Tempo Ordinario
Mt 10,16-23: Non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro.

Viviamo tempi difficili e nubi scure si addensano all’orizzonte. In questi ultimi decenni il cristianesimo ha preso il primo posto nella triste classifica delle religioni maggiormente perseguitate nel mondo. Ogni giorno centinaia di discepoli subiscono minacce e violenze, anche fisiche, a causa del Vangelo. In alcuni paesi, inoltre, il radicalismo islamico, che nulla ha a che vedere col Corano!, fomenta l’odio che giunge ad uccidere coloro che invece il testo sacro dell’Islam protegge. In Europa, invece, assistiamo al bizzarro fenomeno del diffondersi di un laicismo che giustifica ogni opinione… purché non sia cristiana! La Chiesa continua ad essere accusata di miopia e di chiusura semplicemente perché, democraticamente, esprime le proprie opinioni, poco gradite agli ambienti radicali che ormai hanno in pugno l’opinione pubblica. A noi, per ora, non succede di dover rischiare la vita nel testimoniare il Signore. Gesù, però, l’aveva previsto: il discepolo non è più grande del Maestro e può essere chiamato a dare la vita per il vangelo. Scuotiamoci dal nostro cristianesimo di poltrona e pantofole e sentiamoci in profonda comunione con chi, ancora oggi, si professa cristiano rischiando la pelle!

Sabato della XIV settimana del Tempo Ordinario
Mt 10,24-33: Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo.

Gesù incoraggia i suoi, mandati ad annunciare il Regno, operai nella messe inviati a consolare il gregge senza pastore. Essenzialità, comunione, credibilità… sono queste le condizioni di cui Gesù ha parlato nei giorni scorsi. E la bella parentesi della festa di ieri ci ha richiamato all’importanza della spiritualità e della preghiera in questo annuncio. Oggi, però, Gesù rassicura i suoi davanti all’eventualità della persecuzione e dell’incomprensione che potranno incontrare (tutt’altro che impossibile): se il Maestro è stato duramente contestato e rifiutato anch’essi possono incappare nella stessa sorte. Ma non hanno da temere: Dio conosce i suoi, li sostiene, li protegge come protegge gli uccellini che si librano nell’aria… Oggi il cristianesimo è diventata la religione più perseguitata al mondo; ogni anno sono migliaia i fedeli che vengono uccisi a causa della loro fede. e ciò che spaventa è che questo feroce odio contro i cristiani è in crescita anche nei paesi civili e democratici, là dove la Chiesa viene accusata di ogni nefandezza e di ostacolare il ‘progresso’. Teniamo duro, allora, il Signore ci sostiene.

XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)
Mc 6,7-13: Prese a mandarli.

Gesù manda i dodici avanti a sé, per preparargli la strada. Siamo mandati a preparare la venuta del Signore, non a sostituirlo, a testimoniare la sua presenza, attraverso la nostra esperienza. La Chiesa è a totale servizio del Regno, lo accoglie e, per quanto riesce, lo realizza.

Marco pone delle condizioni all’annuncio, una sintesi per ricordare ai discepoli con quale stile sono chiamati ad annunciare il Regno. I discepoli sono mandati ad annunciare il Regno a due a due. Non esistono navigatori solitari tra i credenti, tutta la credibilità dell’annuncio si gioca nella sfida del poter costruire comunità. Parlare della comunità in termini astratti è bello e poetico. Vivere nella mia comunità, con quel membro del gruppo, con quel viceparroco, con quel cantore, è un altro affare. Gesù ci tiene alla scommessa della convivenza, fatta per amore al Vangelo. Al di sopra delle simpatie e dei caratteri, Gesù ci invita ad andare all’essenziale, a non fermarci alle sensazioni di pelle, a credere che la testimonianza della comunione, nonostante noi, può davvero spalancare i cuori. La Chiesa non è il club dei bravi ragazzi, non ci siamo scelti, Gesù ci ha scelto per avere potere sugli spiriti immondi. La Parola che professiamo e viviamo caccia la mondezza dai cuori, la parte tenebrosa che ci abita. Fare comunione pone un limite alle ombre che abitano in ciascuno di noi: senza eliminarle, la luce che porta il vangelo ci illumina e, così facendo, ci rende luminosi gli uni per gli altri.

 

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Questa voce è stata pubblicata il 08/07/2018 da in ITALIANO, Liturgia, Settimana - commento.

San Daniele Comboni (1831-1881)

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