– COMBONIANUM – Formazione e Missione

–– Sito di FORMAZIONE PERMANENTE MISSIONARIA –– Uno sguardo missionario sulla Vita, il Mondo e la Chiesa A missionary look on the life of the world and the church –– VIDA y MISIÓN – VIE et MISSION – VIDA e MISSÃO ––

ONU: Cibo sempre più caro per i paesi poveri

441

È sempre più alto il costo delle importazioni alimentari per i paesi più poveri. Lo denuncia il nuovo rapporto Food Outlook della Fao, precisando che le spese sostenute sono quasi quintuplicate dal 2000 a oggi e che sono destinate ancora a crescere del tre per cento quest’anno a causa dei prezzi di pesce, cereali e commodities. Si parla di un valore di 1,43 trilioni di dollari.
Le importazioni di cibo sono cresciute dell’otto per cento l’anno dal 2000, ma la crescita è rimasta sempre in doppia cifra per la maggior parte dei paesi più poveri. I costi per l’importazione rappresentano il 28 per cento degli introiti totali dall’esportazione di merce per i paesi meno sviluppati, quasi il doppio rispetto al 2005; una percentuale che per i paesi sviluppati è del 10 per cento.

L’autore del rapporto, l’economista della Fao Adam Prakash, sottolinea che «si dimostra una tendenza che è andata deteriorandosi nel tempo, preannunciando una sfida crescente, soprattutto per i paesi più poveri, che cercano di venire incontro ai propri bisogni alimentari di base, attraverso i mercati internazionali».

Per effetto dell’aumento dei prezzi alimentari, molte persone nei paesi in via di sviluppo mangiano meno, acquistano prodotti meno cari o hanno una dieta meno variata.

Il rapporto dedica un capitolo a parte alla crescita del commercio di frutti tropicali minori, come guava e litchi, prodotti per l’86 per cento in Asia per un valore di 20 miliardi di dollari. Sono prodotti che vengono consumati soprattutto a livello locale e spesso contribuiscono in modo sostanziale al reddito e ai bisogni nutrizionali dei piccoli produttori, ma stanno iniziando a riscontrare un interesse a livello internazionale per il loro contributo a una dieta sana. In particolare la guava è il frutto più grande di questa categoria, assieme a jackfruit, longan, litchi, durian, rambutan, mangostano e cosiddetto frutto della passione, per lo più coltivato in Brasile. A oggi, solo circa il 10 per cento della produzione è commercializzata all’estero, soprattutto all’interno dell’Asia, con la Thailandia come maggiore esportatore, ma i sostenuti prezzi all’ingrosso nei mercati dei paesi sviluppati indicano un ampio potenziale commerciale per gli esportatori dei paesi a basso reddito che deve ancora essere sviluppato.

L’Osservatore Romano, 13-14 luglio 2018 
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 16/07/2018 da in Attualità sociale, Giustizia e Pace, ITALIANO con tag , , .
Follow – COMBONIANUM – Formazione e Missione on WordPress.com

Categorie

Traduci – Translate

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica. Immagini, foto e testi sono spesso scaricati da Internet, pertanto chi si ritenesse leso nel diritto d’autore potrà contattare il curatore del blog, che provvederà all’immediata rimozione del materiale oggetto di controversia. Grazie.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: