COMBONIANUM – Formazione e Missione

— Sito di FORMAZIONE PERMANENTE MISSIONARIA — Uno sguardo missionario sul mondo e sulla Chiesa — MISSIONARY ONGOING FORMATION — A missionary look on the world and the Church

XVI Domenica del Tempo Ordinario (B) Lectio

XVI Domenica del Tempo Ordinario (B)
Marco 6,30-34

XVI_DOMENICA_TEMPO_ORDINARIO

1. Messaggio nel contesto

“Venite voi soli in disparte”, dice Gesù ai suoi che rientrano dalla prima semina, per condurli sul posto dove darà il pane. Nella sinagoga (= “riunione”) al centro sta la Parola; qui al centro sta colui che li ha inviati, e ora li invita in solitudine, nel deserto. Sarà la nuova sinagoga, popolo riunito per ascoltare la sua parola e ricevere il suo cibo.

Questo brano redazionale è il preludio immediato che inquadra e dà la chiave interpretativa per la moltiplicazione dei pani. Ci dice le caratteristiche di fondo della Chiesa, che è in stretta connessione con l’eucaristia. Infatti l’eucaristia fa la Chiesa, e la Chiesa fa l’eucaristia.

La comunità dei discepoli innanzitutto è costituita dal riunirsi davanti a Gesù, unico referente di tutti e di ciascuno. La missione, come parte da lui, così porta a lui, senza distogliere da lui, anzi conducendo a lui gli altri.

In questa riunione o “sinagoga” c’è un confronto di ciò che si fa e si dice con quanto lui ha fatto e detto (At 1,1), misura di tutto. La nostra profezia è il ricordo di lui, compimento di ogni promessa.

In questo dialogo con la Parola sentiamo l’invito al deserto, ossia all’esodo, per trovare il vero riposo, in intimità con lui, che ci comunica il suo segreto. Sarà l’eucaristia, dove mangiamo e viviamo con lui e di lui, insieme a tutti quelli che lo vorranno seguire.

Gesù è colui che chiama all’esodo e invita al deserto. La legge e la manna saranno la sua parola e il suo pane.

I discepoli, chiamati per essere con lui ed essere inviati, diventano una comunità che fa di lui il centro del proprio agire, pensare e parlare. Nel confronto con lui percepiscono il suo invito al deserto, dove, nella solitudine con lui, Parola fatta pane, troveranno il loro cibo.

2. Lettura del testo

30 si radunano gli apostoli davanti a Gesù. La missione non è una fuga o un’evasione. Non ha come fine l’andata, ma il ritorno, perché ha nel Signore il suo cuore.

e gli narrarono tutto quanto fecero e quanto insegnarono. Il dialogo con lui, al quale raccontano e sul quale commisurano tutto, è ciò che li fa Chiesa. Lui, con ciò che ha fatto e ha detto, e che il vangelo ci narra (cf At 1,1), è la pietra di paragone di quanto noi facciamo e diciamo.

31 Venite voi soli in disparte. Chi si confronta con la Parola, è sempre invitato a entrare più profondamente nel mistero. In 4,10.34 Gesù spiegava ai suoi, in solitudine appartata, il segreto del Regno. Ora dà loro il suo pane. Questo invito è analogo a quello di Mt 11,28: “Venite a me, voi tutti che siete stanchi e affaticati, ecc.”. Al giogo della legge sostituirà quello della conoscenza e dell’amore reciproco tra Padre e Figlio, che lui è venuto a offrirci col suo pane.

in luogo deserto. Sarà al di là del mare, sull’altra sponda rispetto a dove noi siamo. Gesù chiama a un nuovo esodo, e attira i suoi nel deserto, per parlare al loro cuore. Lì conosceranno chi è il Signore (cf Os 2,16-22).

e riposatevi. Il riposo è la terra promessa, immagine di ciò che Dio ha veramente promesso: lui stesso. Solo in lui troviamo casa. Altrove siamo sempre esuli, fuggiaschi o pellegrini.

Erano molti che andavano e venivano (cf 2,2; 5,31). La folla è un impedimento a questa intimità, a meno che si decida a seguirlo nel deserto.

neppure di mangiare avevano tempo. Come in 3,20. Uscire da questa folla non suona né disprezzo né menefreghismo: è vivere la propria dignità di persona – interlocutore “privato” di Dio. È il miglior aiuto che possiamo dare all’altro, esempio a fare altrettanto (cf v. 33).

32 se ne andarono nella barca in un luogo deserto in disparte. Questo dettaglio, ripetuto, completa la vita dell’apostolo: è con lui, è inviato da lui, e torna a lui per trovare uno spazio di silenzio, in solitudine con lui. Qui egli ritrova se stesso, la pienezza della propria vita da cui scaturisce la sua missione.

33 li videro partire / li precedettero. Il loro ritiro con Gesù è la parte più fruttuosa di tutta la loro attività apostolica: causa l’esodo di manipoli di messe, ormai matura per diventare popolo attraverso la parola e il pane (cf anche 3,7 ss).

34 vide molta folla, ed ebbe compassione di loro. La compassione o misericordia non è un attributo di Dio. È Dio stesso, nel più profondo del suo abisso di amore gratuito, che verrà alla luce sulla croce. Questa compassione è l’origine del pane – la sua vita data per noi peccatori.

erano come pecore che non avevano pastore. Mosè così pregò per il suo popolo sbandato: “Il Signore, il Dio della vita in ogni essere vivente, metta a capo di questa comunità un uomo che li preceda nell’uscire e nel tornare, perché la comunità del Signore non sia un gregge senza pastore” (Nm 27,16 s). Gesù si candida pastore non per desiderio di potere, ma perché agnello immolato, che dà la sua vita per le pecore (Gv 10,11). Secondo la promessa, Dio stesso si fa pastore del suo popolo (Ez 34,1 ss). Quando lui sarà percosso e i suoi si sperderanno, egli assicura che non li abbandonerà, ma li precederà sempre con un amore più forte della morte. Il pane appena dato ne è il pegno (14,27).

cominciò a insegnare loro molto. Il primo pane che dà, è la sua parola. Infatti “non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio” (Dt 8,3). Il cibo materiale, presto o tardi, verrà meno, come la stessa vita. Ma la sua parola e la sua fedeltà dura in eterno. Questo lungo insegnamento allude all’abbondante catechesi che precede l’eucaristia: il banchetto della Parola precede quello del Pane. Senza quello, questo non è conosciuto; e quindi né desiderato né accolto per quello che è. Lo cercheremmo solo per sfamarci, come fece la folla (Gv 6,26). Non date le perle ai porci (Mt 7,6)!

3. Esercizio

  1. Entro in preghiera, come al solito.
  2. Mi raccolgo, osservando il luogo dove i discepoli raccontano a Gesù sulla loro missione, prima a terra e poi in barca.
  3. Chiedo ciò che voglio: confrontare con lui ciò che faccio e dico, e accettare il suo invito all’intimità con lui.
  4. Traendone frutto, vedo, ascolto e guardo le persone: chi sono, che dicono, che fanno.
  5. Passi utili: Es 19; Ger 15,16-19; Ap 3,20.

SILVANO FAUSTI

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Questa voce è stata pubblicata il 19/07/2018 da in anno B, Domenica - lectio, ITALIANO, Liturgia, Tempo ordinario (B) con tag .

San Daniele Comboni (1831-1881)

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