COMBONIANUM – Formazione e Missione

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Nella patria dei sognatori immigrati

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Donald Trump è figlio di un immigrato tedesco. Barack Obama è figlio di un migrante kenyano. Sadiq Khan, sindaco di Londra, è un musulmano, figlio di migranti pachistani. Il presidente argentino Mauricio Macri e papa Francesco sono figli di migranti italiani. Nel fallimento dell’approvazione della legge sullo ius soli, il minimo sindacale per il riconoscimento dei diritti degli immigrati di seconda generazione in Italia, c’è il ritratto di una classe politica in bancarotta etica, incapace di vedere lontano.

Gli immigrati integrati a rango di cittadini, sono la linfa vitale degli Stati Uniti. Steve Jobs era figlio di un siriano, adottato da un cittadino americano. Gli amministratori delegati delle 100 prime grandi aziende Usa, tra cui Google, Facebook e Gm, hanno scritto una lettera al presidente Trump, che vuole alzare muri e rimandare a casa i cervelli stranieri. La richiesta è “Don’t leave the dreamers”, “non toglieteci i sognatori”. Si teme che ci sia una diminuzione di arrivi di giovani talenti che hanno reso più forti e innovative le loro aziende.

Dove vanno i migranti e i rifugiati? Dove c’è la possibilità di trovare un lavoro. Senza un riequilibrio economico, senza delle politiche che mirino a limitare le distanze invece che ad aumentarle, la situazione non può che peggiorare.

La crescita demografica nei prossimi anni sarà drammatica nei paesi più poveri, se non accompagnata da una pari crescita economica. Mentre la popolazione dei paesi occidentali sarà stabile: 1,25 miliardi del 2013, a 1,28 miliardi nel 2050. Il declino demografico dell’Occidente sarà limitato proprio dai flussi migratori. Integrazione è la parola chiave per trasformare l’immigrato in risorsa per la società e l’economia.

Già ora in Italia ci sono lavori che lasciamo fare solo a loro. I nostri vecchi sono assistiti da persone che arrivano dai paesi dell’Est o dall’America Latina… Perché? Perché costano poco. E perché nessun italiano a quel prezzo vuol farlo. Il problema è che per trasformare gli stranieri in risorsa bisogna che diventino cittadini, con diritti e doveri, come tutti. A partire dal diritto di voto. In Italia la strada da fare è davvero lunga.

di Riccardo Barlaam
9.3.2018
http://www.nigrizia.it

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Questa voce è stata pubblicata il 03/08/2018 da in Attualità sociale, ITALIANO con tag .

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