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Francesco a Dublino (2) Papa Francesco e la «grande avventura» della vita in famiglia

Il dialogo del Pontefice con i partecipanti all’Incontro mondiale al Croke Park Stadium. E la famiglia diventa speranza anche per la pace nel mondo


Papa a Dublino

Papa Francesco arriva al Croke Park Stadium per la festa dell’Incontro mondiale della famiglie a Dublino (Ansa)


Stefania Falasca, inviata a Dublino
Avvenire sabato 25 agosto 2018

Al Croke Park Stadium di Dublino, pronunciando il discorso-chiave del suo viaggio in terra d’Irlanda, papa Francesco ha riproposto i tratti e gli accenti più intimi del magistero su matrimonio e famiglia da lui esposto nella Lettera apostolica Amoris laetitia, che è stata distribuita a tutti i partecipanti alle giornate dublinesi. Ha ripetuto che nel volersi bene dei congiunti – marito e moglie, genitori e figli, nonni e nipoti – brilla il riflesso del disegno buono del Creatore per le vite delle creature. Ha suggerito ancora una volta che la vita familiare può essere una grande avventura, all’altezza dell’attesa di gioia vera che potenzialmente segna il cammino di ogni creatura umana. E alle famiglie, che sono «la grande maggioranza del popolo di Dio» ha detto che con la loro «testimonianza evangelica» possono «aiutare Dio a realizzare il suo sogno», vivendo la santità quotidiana «senza squilli di tromba» quando offrono i loro piccoli gesti ordinari di amore, perdono e misericordia sono come icone dell’amore di Dio e della sua santità nel mondo. Papa Francesco ha poi sottolineato che il mistero e il miracolo della perseveranza nel matrimonio non è l’esito di uno sforzo ma sgorga tutto dalla grazia dell’amore di Cristo, che può guarire «le nostre infermità», aiutare a compiere gesti di perdono «rinnovati ogni giorno», e a non perdersi nel cammino, davanti alle fatiche e alle sofferenze della vita familiare, fino a diventare germe di unità e di pace a servizio di tutta la famiglia umana.

Battezzare presto i bambini

Rivolto alle migliaia di famiglie affollate nello Stadio di Dublino, il vescovo di Roma ha descritto anche la Chiesa come «una sola famiglia in Cristo, diffusa su tutta la terra». Una famiglia immensa «in cui si gioisce con quelli che sono nella gioia e si piange con quelli che sono nel dolore o si sentono buttati a terra dalla vita. Una famiglia in cui si ha cura di ciascuno, perché Dio nostro Padre ci ha resi tutti suoi figli nel Battesimo. «Ecco – ha rimarcato papa Bergoglio – perché continuo a incoraggiare i genitori a far battezzare i figli appena possibile, perché diventino parte della grande famiglia di Dio». Il desiderio di Dio – ha aggiunto il Papa – è «che ogni famiglia sia un faro che irradia la gioia del suo amore nel mondo. Significa che noi, dopo aver incontrato l’amore di Dio che salva, proviamo, con o senza parole, a manifestarlo attraverso piccoli gesti di bontà nella routine quotidiana e nei momenti più semplici della giornata».

Un “luogo” della santità quotidiana

Proprio la famiglia – ha suggerito il Successore di Piero, riproponendo riflessioni espresse nella sua ultima Esortazione apostolica Gaudente et exsultate – è l’ambito dove si può sperimentare la compagnia dei «santi “della porta accanto”, di tutte quelle persone comuni che riflettono la presenza di Dio nella vita e nella storia del mondo».

La santità – ha aggiunto papa Francesco – è «silenziosamente presente nel cuore di tutte quelle famiglie che offrono amore, perdono e misericordia quando vedono che ce n’è bisogno, e lo fanno tranquillamente, senza squilli di trombe». E nelle pieghe della vita familiare «Gesù può sempre essere trovato; lì dimora in semplicità e povertà, come fece nella casa della Santa Famiglia di Nazaret».

Un dono di grazia

Nell’esperienza del matrimonio cristiano – ha fatto notare il Papa – la bellezza, l’attrattiva e la fecondità che possono connotare la vita familiare non sono l’esito di uno sforzo, di un irrigidimento, ma di un dono di grazia. «Giorno dopo giorno» ha scandito papa Francesco «Gesù ci riscalda col suo amore facendo in modo che penetri tutto il nostro essere. Dal tesoro del suo Sacro Cuore, riversa su di noi la grazia che ci occorre per guarire le nostre infermità e aprire la mente e il cuore ad ascoltarci, capirci e perdonarci gli uni gli altri.

Il perdono che guarisce le ferite

Molte considerazioni di papa Francesco al Croke Park Stadium hanno preso le mosse dalle testimonianze di vita familiare che hanno preceduto il suo intervento. Riferendosi alla storia di “perdono familiare” raccontata da una famiglia del Burkina Faso, papa Bergoglio ha indicato proprio nel perdono il “prodigio quotidiano” necessario in ogni autentica avventura familiare, il «dono speciale di Dio che guarisce le nostre ferite e ci avvicina agli altri e a lui. Piccoli e semplici gesti di perdono, rinnovati ogni giorno» ha fatto notare il Papa «sono il fondamento sul quale si costruisce una solida vita familiare cristiana. Ci obbligano a superare l’orgoglio, il distacco e l’imbarazzo e a fare pace. «Mi piace dire» ha aggiunto il Vescovo di Roma, riproponendo un “classico” della sua predicazione «che nelle famiglie  abbiamo bisogno di imparare tre parole: “scusa”, “per favore” e “grazie”».

Il perdono quotidiano di cui parla papa Francesco è anch’esso un dono di grazia, non il termine di un impegno volontaristico: «Gesù» ha aggiunto il Papa «ci perdona sempre. Con la forza del suo perdono, anche noi possiamo perdonare gli altri, se davvero lo vogliamo. Non è quello per cui preghiamo, quando diciamo il Padre nostro? I figli imparano a perdonare quando vedono che i genitori si perdonano tra loro». Tale dinamismo di gratuità è anche la sorgente «dell’insegnamento di Gesù circa la fedeltà nel matrimonio. Lungi dall’essere un freddo obbligo legale» ha spiegato il Papa «si tratta soprattutto di una potente promessa della fedeltà di Dio stesso alla sua parola e alla sua grazia senza limiti».

Uno sguardo critico sulla famiglia “social”

Riferendoai alla testimonianza di Nisha e Ted, arrivati dall’India, il Papa ha fatto cenno anche alle possibilità e alle insidie rappresentate per la vita familiare dai social media. Le reti della comunicazione digitale possono certo aiutare le famiglie a mantenere vive trame di rapporti. È importante, tuttavia, che questi mezzi non diventino mai una minaccia alla vera rete di relazioni di carne e sangue, imprigionandoci in una realtà virtuale e isolandoci dai rapporti autentici.

Tra le persecuzioni del mondo

I vincoli d’amore familiare rappresentano «sorgenti di forza e di pace persino in mezzo alla violenza e alla distruzione, causate da guerra e persecuzione».

Papa Francesco lo ha detto facendo riferimento alla testimonianza di Enass e Sarmaad dell’Iraq, legati alla figura di padre Ragheed Ganni, il sacerdote iracheno martirizzato a Mosul nel 2007. Dopo la morte di padre Ganni – ha rimarcato il Papa – «le loro famiglie hanno scelto il perdono e la riconciliazione piuttosto che l’odio e il rancore. Hanno visto, alla luce della Croce, che il male si può contrastare solo col bene e l’odio superare solo col perdono. In modo quasi incredibile, sono stati capaci di trovare pace nell’amore di Cristo, un amore che fa nuove tutte le cose. Stasera condividono questa pace con noi».

Famiglie “larghe”

Le famiglie – ha proseguito papa Francesco – sono ovunque chiamate «a andare avanti, pur in mezzo a difficoltà e limiti». Ed è l’amore di Cristo, che rinnova ogni cosa «a rendere possibile il matrimonio e un amore coniugale contraddistinto da fedeltà, indissolubilità, unità e apertura alla vita».

Il vescovo di Roma lo ha sottolineato facendo riferimento alla testimonianza di Mary e Damian, genitori con dieci figli. Papa Francesco ha anche riproposto la famiglia come luogo dove rinnovare «l’alleanza tra le generazioni», lontano da ogni modello di “famiglia nucleare” eccessivamente chiusa in se stessa. «I nostri nonni» ha insistito il Papa «ci insegnano il significato dell’amore coniugale e genitoriale. Loro stessi sono cresciuti in una famiglia e hanno sperimentato l’affetto di figli e figlie, di fratelli e sorelle. Per questo costituiscono un tesoro di esperienza e di sapienza per le nuove generazioni. È un grande errore non domandare agli anziani le loro esperienze o pensare che parlare con loro sia una perdita di tempo».

Il Papa ha anche ringraziato la testimonianza della nomade Missy: «Lei – ha detto papa Bergoglio – ci ha detto che, tra i nomadi, la famiglia è sempre stata una fonte di forza e di solidarietà. La sua testimonianza ci ricorda che, nella casa di Dio, c’è un posto alla mensa per tutti».

Concludendo il suo intervento, il Papa ha definito le famiglie «speranza della Chiesa e del mondo», allargando lo sguardo alla loro missione a vantaggio dell’intera famiglia umana: «Con la vostra testimonianza al Vangelo, potete aiutare Dio a realizzare il suo sogno. Potete contribuire a far riavvicinare tutti i figli di Dio, perché crescano nell’unità e imparino cosa significa per il mondo intero vivere in pace come una grande famiglia».

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Questa voce è stata pubblicata il 26/08/2018 da in Attualità sociale, ITALIANO con tag , .

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