COMBONIANUM – Formazione e Missione

— Sito di FORMAZIONE PERMANENTE MISSIONARIA — Uno sguardo missionario sulla Vita, il Mondo e la Chiesa — Blog of MISSIONARY ONGOING FORMATION — A missionary look on the life of the world and the church

Francesco nei Paesi Baltici (1) Lituania


L1

Domenica 23 settembre 2018

Gianni Cardinale, inviato nei Paesi Baltici
Avvenire domenica 23 settembre 2018

papa-francesco-lituania

SANTA MESSA E ANGELUS
nel Parco Santakos a Kaunas

La seconda giornata del Papa in Lituania è iniziata con il trasferimento a Kaunas, sede della seconda arcidiocesi e antica capitale del Paese, dove ha presieduto la messa domenicale nel parco Santakos davanti a più di centomila fedeli, in prima fila anche la presidente Grybauskaite. Nell’omelia ha evocato “l’occupazione”, “l’angoscia” dei “deportati”, la “delazione”, il “tradimento”, vissuti durante il dominio sovietico.

E ha invitato a fuggire “il desiderio di potere e di gloria” tipico di coloro “che non riescono a guarire la memoria della loro storia” e quindi non accettano “di impegnarsi nel presente”, mettendosi a discutere su chi ha “brillato di più” o “è stato più puro nel passato”.

Il Pontefice ha esortato a evitare questo “atteggiamento sterile e vano” e ha proposto come “antidoto” lo stare vicino, lo “stare in mezzo” alle minoranze etniche, ai disoccupati costretti ad emigrare, agli anziani, ai “giovani che non trovano senso alla vita perché hanno perso le loro radici”.

Ha invocato insomma una Chiesa “in uscita” che si spende per “i più piccoli, i dimenticati, quelli che vivono nelle periferie esistenziali”. Dopo la messa, la recita dell’Angelus. E qui che Papa Francesco ha ricordato che 75 anni fa la Lituania “assisteva alla definitiva distruzione del Ghetto di Vilnius”, momento culminante dell’”annientamento di migliaia di ebrei che era già iniziato due anni prima”.

“Facciamo memoria di quei tempi, – ha rimarcato il Pontefice – e chiediamo al Signore che ci faccia dono del discernimento per scoprire in tempo qualsiasi nuovo germe di quell’atteggiamento pernicioso, di qualsiasi aria che atrofizza il cuore delle generazioni che non l’hanno sperimentato e che potrebbero correre dietro quei canti di sirena”.

INCONTRO con SACERDOTI, RELIGIOSI/E, CONSACRATI/E, SEMINARISTI
nella Cattedrale di Kaunas

Finita la messa, il Pontefice ha pranzato con i vescovi e quindi ha incontrato i sacerdoti, le religiose e i seminaristi. Nella cattedrale di Kaunas, tra molti applausi, ha parlato più volte a braccio, fornendo anche indicazioni concrete ai chierici e alle suore presenti. Li ha esortati a fare memoria dei martiri che li hanno preceduti (“non dimenticatevi dei vostri antenati”) e a fuggire “lo spirito della secolarizzazione, della noia” che è la tentazione della “seconda generazione”.

Rivolgendosi ai preti giovani li ha invitati a “prendere un’altra strada” piuttosto che “vivere nella mediocrità”. E ha ricordato che “la tristezza spirituale è una malattia” seminata “dal diavolo” che nasce quando non si è più “innamorati del Signore”. In questi casi, ha aggiunto, è bene fermarsi e “chiedere consiglio” ad “un prete saggio o una suora saggia” esperti nell’”andare avanti nell’amore”. Altrimenti questa “tristezza non guarita in tempo”, ha spiegato con un sorriso, “farà di voi dei ‘zitelloni’ e delle ‘zitellone’”. Papa Francesco ha poi aggiunto che alla tristezza spirituale va collegata quella di “confondere la vocazione con un’impresa, con una ditta di lavoro”.

La “vita di seguire Gesù”, ha rimarcato, “non è la vita di funzionario e funzionaria”. E a questo proposito ha raccomandato di coltivare una doppia “vicinanza”, al Tabernacolo (“a tu per tu con il Signore”) e “alla gente” perché il Signore “vuole pastori e pastore di popolo, e non chierici di Stato”.

Infine il Pontefice ha raccomandato ai sacerdoti di manifestare la propria vicinanza al popolo soprattutto essendo “misericordiosi” e “soprattutto nel confessionale”. E alle suorine ha chiesto di essere “madri”, ricordando che la “mamma Chiesa” non è non è “zitellona” e “non chiacchiera”, mentre invece “ama, serve, fa crescere”. “Se farete così – ha concluso – da vecchi avrete un sorriso bellissimo e degli occhi brillanti! Perché avrete l’anima piena di tenerezza, di mitezza, di misericordia, di amore, di paternità e maternità”.

VISITA E PREGHIERA NEL MUSEO DELLE OCCUPAZIONI
E LOTTE PER LA LIBERTA’

A Vilnius il Pontefice sosta al Monumento delle Vittime del Ghetto e nell’Angelus a Kaunas mette in guardia dal risorgere dell’antisemitismo. Il dialogo con i religiosi

Il 23 settembre 1943 venne distrutto il Ghetto di Vilnius. Settantacinque anni dopo Papa Francesco si trova in visita nella capitale lituana e fa memoria di quel momento tragico per il popolo israelitico, proclamato Giorno del genocidio ebraico dallo Stato. Lo fa nell’Angelus pronunciato a Kaunas esortando a “scoprire in tempo qualsiasi germe di quell’atteggiamento pernicioso” che è l’antisemitismo. E lo fa a Vilnius sostando in silenzioso e intenso raccoglimento davanti al Monumento per le vittime del ghetto.

E’ questo uno dei momenti più commoventi del secondo giorno del viaggio apostolico nei Paesi Baltici. Così come la visita al Museo delle occupazioni e lotte per la libertà, cupa testimonianza delle persecuzioni subite dalla società e dalla Chiesa cattolica durante l’occupazione nazista e il dominio sovietico. Il successore di Pietro ha visitato alcune celle dell’edificio e ha acceso una candela in memoria delle tante vittime della Gestapo (dal ’41 al ’44) e del Kgb (più di mille gli uccisi, dal ‘44 fino agli anni Sessanta).

Con lui anche una vittima di quelle stanze, l’arcivescovo Sigitas Tamkevicius, gesuita, arcivescovo emerito di Kaunas. Papa Francesco anche qui non ha fatto discorsi e ha ascoltato in silenzio le spiegazioni dell’arcivescovo di Vilnius Gintaras Grausas. Poi davanti al Monumento per le vittime delle occupazioni ha recitato una preghiera scritta appositamente. Anche qui, come al ghetto, c’è la presidente Dalia Grybauskaite. Tantissimi i lituani che hanno voluto essere presenti a questo evento dal forte significato simbolico. Nell’orazione il Pontefice ha ricordato quei “lituani e provenienti da diverse nazioni” che “hanno sofferto nella loro carne il delirio di onnipotenza di quelli che pretendevano di controllare tutto”.

E ha invocato il Signore affinché la Lituania sia “faro di speranza”, sia “terra della memoria operosa che rinnova gli impegni contro ogni ingiustizia”, promuova “creativi sforzi nella difesa dei diritti di tutte le persone, specialmente dei più indifesi e vulnerabili” e sia “maestra nel riconciliare e armonizzare le diversità”.

“Signore – ha concluso prima della benedizione – non permettere che siamo sordi al grido di tutti quelli che oggi continuano ad alzare la voce al Cielo”.



papalituania-1024x683

Sabato 22 settembre 2018
Il Papa in Lituania:
«Ospitalità verso giovani, stranieri, poveri»

Gianni Cardinale, inviato nei Paesi Baltici
Avvenire sabato 22 settembre 2018

Il primo giorno del viaggio che fino a martedì porterà il Pontefice anche in Lettonia ed Estonia. Il discorso alle autorità, l’incontro coi giovani, la visita al Santuario Mater Misericordiae

IL VOLO DEL PAPA A VILNIUS IN LITUANIA

“Sono tre Paesi che si somigliano, ma sono diversi” tra loro. “Hanno una storia comune ma anche diversa”. “È un bel lavoro per la vostra attenzione”. È con queste parole che papa Francesco ha iniziato il suo incontro i giornalisti accreditati sul volo che lo ha portato a Vilnius, capitale della Lituania, prima tappa del viaggio che in 4 giorni lo porterà anche in Lettonia ed Estonia. il Pontefice è stato introdotto dal “portavoce” vaticano Greg Burke che ha ricordato come questo sia il 25 viaggio apostolico di papa Bergoglio.

Il Pontefice dopo il suo breve intervento ha come di consueto salutato personalmente uno ad uno tutti i giornalisti presenti nel volo. Nell’aeroporto di Vilnius papa Bergoglio è stato accolto dalla presidente Dalia Grybauskaite e da due bimbi in abito tradizionale che gli hanno offerto dei fiori, quindi si è trasferito nel Palazzo presidenziale per la visita di cortesia alla signora Capo di Stato e il successivo incontro, nel piazzale antistante l’edificio, con le autorità e il corpo diplomatico.

IL PROGRAMMA DELLA VISITA NEI PAESI BALTICI

IL PRIMO DISCORSO DI PAPA FRANCESCO ALLE AUTORITÀ LITUANE

“Ospitare le differenze”, che “per mezzo del dialogo, dell’apertura e della comprensione” possono “in ponte di unione tra l’oriente e l’occidente europeo”. Questo infatti può essere “il frutto di una storia matura, che come popolo voi offrite alla comunità internazionale e in particolare all’Unione Europea”.

È questo il primo messaggio che Papa Francesco lancia alla Lituania, nel primo discorso tenuto del suo 25°viaggio apostolico che lo ha portato nei Paesi baltici. Papa Francesco parla davanti alle autorità del Paese e il corpo diplomatico. La presidente Dalia Grybauskaite nel suo saluto ha appena ricordato le “prove difficili” attraversate dalla Chiesa e dalla società durante l’occupazione tedesca e la dominazione sovietica.

Con i “crimini” del “nazismo” e dello “stalinismo”. Papa Francesco ricorda anche lui le “molteplici prove e sofferenze”, fino al “martirio”, nell’ultimo secolo. Ricorda la storica visita di san Giovanni Paolo II del 1993. Ricorda che nel corso della sua storia la Lituania “ha saputo ospitare, accogliere, ricevere popoli di diverse etnie e religioni. Tutti hanno trovato in queste terre un posto per vivere: lituani, tartari, polacchi, russi, bielorussi, ucraini, armeni, tedeschi…; cattolici, ortodossi, protestanti, vetero-cattolici, musulmani, ebrei…”. Tutti, rammenta il Pontefice, “sono vissuti insieme e in pace fino all’arrivo delle ideologie totalitarie che spezzarono la capacità di ospitare e armonizzare le differenze seminando violenza e diffidenza”.

Di qui l’invito ai lituani a “trarre forza dal passato”, che significa “recuperare la radice e mantenere sempre vivo quanto di più autentico e originale vive in voi e che vi ha permesso di crescere e di non soccombere come Nazione”. E cioè: “la tolleranza, l’ospitalità, il rispetto e la solidarietà”. Con un insegnamento per l’oggi. Infatti nello “scenario mondiale in cui viviamo”, segnato da “voci che seminano divisione e contrapposizione – strumentalizzando molte volte l’insicurezza e i conflitti – o che proclamano che l’unico modo possibile di garantire la sicurezza e la sussistenza di una cultura sta nel cercare di eliminare, cancellare o espellere le altre, voi lituani avete una parola originale vostra da apportare: ‘ospitare le differenze’”.

IL PAPA AL SANTUARIO DELLA MATER MISERICORDIAE A VILNIUS

Anche nel suo secondo appuntamento di Vilnius papa Francesco ha esortato la Lituania a essere “una Patria che sceglie di costruire ponti e non muri, che preferisce la misericordia e non il giudizio”. E ai cristiani ha chiesto di essere una “comunità che sa annunciare Gesù Cristo, nostra speranza” al fine di “costruire una Patria capace di accogliere tutti” ricevendo dalla Vergine Maria “i doni del dialogo e della pazienza, della vicinanza”. Lo fa incontrando, malati e orfani con i familiari nel Santuario in prossimità dell’antica Porta dell’Aurora dove è collocata l’immagine della “Vergine della Misericordia”.

Prendendo spunto dalla storia il Pontefice ricorda come Maria insegni che “si può proteggere senza attaccare, che è possibile essere prudenti senza il malsano bisogno di diffidare di tutti”. Papa Francesco insiste. “Quando ci chiudiamo in noi stessi per paura degli altri, – afferma – quando costruiamo muri e barricate, finiamo per privarci della Buona Notizia di Gesù”.
Papa Francesco poi ricorda che “è la carità la chiave che ci apre la porta del Cielo”. Lo fa riferendosi ai bambini orfani e alle loro famiglie “con le piaghe sanguinanti”, piaghe che “sono quelle di Gesù”, piaghe “reali” e “concrete” che “gridano perché noi portiamo ad esse la luce risanatrice della carità”.

INCONTRO con i GIOVANI
nella piazza antistante la Cattedrale

La prima giornata di papa Francesco in Lituania si chiude con l’incontro con i giovani lituani. In decine di migliaia si sono assiepati nella piazza antistante la cattedrale. L’arcivescovo Gintaras Grusas saluta il vescovo di Roma come “pellegrino della speranza portata dalla luce di Cristo”.

Ci sono due testimonianze e poi parla il Pontefice. Invita i giovani a “puntare sulla santità a partire dell’incontro e dalla comunione con gli altri, attenti alle loro necessità”. Li esorta alla “preghiera” e li sollecita ad “aiutare gli altri”, ad essere attenti ai coetanei che se ne vanno dal Paese per “mancanza di opportunità”, a quelli che sono vittime “della depressione, dell’alcol e delle droghe”.

Papa Francesco invita ad andare “controcorrente” rispetto all'”individualismo che isola” e che rende “egocentrici e vanitosi”. E soprattutto esorta a “cercare i vecchi” per farsi “raccontare le radici del vostro popolo, le gioie, le sofferenze, i valori”. Perché “la nostra vera identità presuppone l’appartenenza a un popolo”. Infatti, sottolinea, non esistono “identità “di laboratorio”” e neanche, puntualizza, “identità ‘distillate’” o “purosangue”.

Il successore di Pietro sprona i giovani poi ad essere “coraggiosi” e a partecipare a quella “rivoluzione della tenerezza” voluta da Gesù. La vita, rimarca, non è “un’opera di teatro o un videogioco”, ma “è sempre un camminare cercando la direzione giusta”. “Non permettete – insiste – che il mondo vi faccia credere che è meglio camminare da soli. Da soli non si arriva mai”.

Il Pontefice sprona i giovani ad essere “coraggiosi” e a partecipare a quella “rivoluzione della tenerezza” voluta da Gesù. Perché la vita non è “un’opera di teatro o un videogioco”, ma “è sempre un camminare cercando la direzione giusta” stando attenti a non “confondere il cammino con un labirinto”.

Infine la chiamata a non aver paura ad abbracciare “la causa” di Gesù, “quella del Vangelo”. “Molti vorranno occupare i vostri cuori – conclude Papa Francesco – infestare i campi delle vostre aspirazioni con la zizzania, ma alla fine, se doniamo la vita al Signore, vince sempre il buon grano”

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 24/09/2018 da in Attualità ecclesiale, ITALIANO con tag , , .

San Daniele Comboni (1831-1881)

Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi via e-mail.

Segui assieme ad altri 595 follower

Follow COMBONIANUM – Formazione e Missione on WordPress.com
settembre: 2018
L M M G V S D
« Ago   Ott »
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930

  • 232.024 visite

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica. Immagini, foto e testi sono spesso scaricati da Internet, pertanto chi si ritenesse leso nel diritto d'autore potrà contattare il curatore del blog, che provvederà all'immediata rimozione del materiale oggetto di controversia. Grazie.

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: