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Ottobre. Il Papa: preghiamo con il rosario per la Chiesa attaccata dal demonio

Papa Francesco chiede a tutti i fedeli di recitare quotidianamente il Rosario nel mese mariano di ottobre. E di concludere con due invocazioni


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Papa Francesco ha deciso di invitare tutti i fedeli, di tutto il mondo, a pregare il Rosario ogni giorno, durante l’intero mese mariano di ottobre e a unirsi così in comunione e in penitenza, come popolo di Dio, nel chiedere alla Madonna e a san Michele Arcangelo di proteggere la Chiesa dal diavolo, che sempre mira a dividerci da Dio e tra di noi. Lo rende noto un comunicato della Santa Sede.

Avvenire sabato 29 settembre 2018

«Preghiamo per proteggere la Chiesa attaccata dal diavolo»

(Stefania Falasca, Avvenire) Nel tempo presente, in cui il mistero della Chiesa sopporta anche l’enigma della persecuzione interna di chierici e delle «mute di cani selvaggi» travestiti da angeli della purificazione, il Papa si rivolge con un appello al popolo cristiano chiedendo preghiere speciali. Francesco ha deciso di invitare i fedeli di tutto il mondo a pregare il Rosario ogni giorno, durante l’intero mese mariano di ottobre e «a unirsi così in comunione e in penitenza, come popolo di Dio, nel chiedere alla Santa Madre di Dio e a san Michele Arcangelo di proteggere la Chiesa dal diavolo, che sempre mira a dividerci da Dio e tra di noi».

È stata ieri una nota ufficiale della Sala Stampa della Santa Sede a comunicare questa decisione del Pontefice. Una decisione che dice da sola qual è la partita che si gioca nella Chiesa, nella quale da sempre sono proprio le persecuzioni interne quelle più violente. «Le divisioni sono l’arma che il diavolo ha più alla mano per distruggere la Chiesa da dentro» ha del resto più volte fatto presente papa Francesco. La preghiera, aveva osservato l’11 settembre in un’omelia a Santa Marta, citando il primo libro di Giobbe, è invece l’arma contro il «grande accusatore » che «gira per il mondo cercando come accusare». Dopo le accuse dell’ex nunzio apostolico, l’arcivescovo Carlo Maria Viganò, che si erano concluse con la richiesta delle dimissioni del Papa, Francesco ha così ribadito che con chi cerca «soltanto lo scandalo e la divisione», dinanzi ai «cani selvaggi» che cercano la guerra e non la pace, l’unica strada da percorrere è quella del «silenzio» e della «preghiera». Il silenzio, come quello Cristo di fronte alle domande insincere dei farisei, e la preghiera, come «i mistici russi e i grandi santi di tutte le tradizioni consigliano, nei momenti di turbolenza spirituale». Perché è con il suo silenzio che Gesù vince quelle che «non erano persone ma una muta cani selvaggi», vince «il diavolo che aveva seminato la menzogna nel cuore». E lo scacco è «proteggersi sotto il manto della Santa Madre di Dio con l’invocazione Sub tuum praesidium: «Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio. Non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, ma liberaci da ogni pericolo, o Vergine Gloriosa e Benedetta».

Ed è proprio con questa che è la più antica invocazione collettiva a Maria, risalente al III secolo, che lascia intravedere la consuetudine da parte della comunità cristiana di rivolgersi direttamente alla Madonna, invocando il suo aiuto nelle ore difficili, che «il Santo Padre – ha informato ieri la Sala Stampa vaticana – chiede ai fedeli di tutto il mondo di pregare perché la Santa Madre di Dio, ponga la Chiesa sotto il suo manto protettivo: per preservarla dagli attacchi del maligno, il grande accusatore, e renderla allo stesso tempo sempre più consapevole delle colpe, degli errori, degli abusi commessi nel presente e nel passato e impegnata a combattere senza nessuna esitazione perché il male non prevalga». E ha quindi aggiunto che il Papa «ha anche chiesto che la recita del Rosario durante il mese di ottobre si concluda con la preghiera scritta da Leone XIII: “San Michele Arcangelo, difendici nella lotta, sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del demonio. Supplichevoli preghiamo che Dio lo domini e Tu, Principe della Milizia Celeste, con il potere che ti viene da Dio, incatena nell’inferno satana e gli spiriti maligni, che si aggirano per il mondo per far perdere le anime”».

Michele, citato nella Bibbia nel libro di Daniele come primo dei custodi del popolo d’Israele e definito arcangelo nella lettera di Giuda e nel libro dell’Apocalisse, è colui che conduce gli altri angeli alla battaglia contro il drago, il demonio, e lo sconfigge. I fatti di questa lotta sono ora sotto gli occhi di tutti: l’uso strumentale dello scandalo pedofilia, utilizzato per battaglie di potere nella Chiesa, la martellante messa in stato d’accusa del Pontefice che ad altro non richiamano se non agli scenari delle ultime bolge dell’inferno dantesco, come quelle degli scismatici e dei seminatori di discordie, e più giù ancora dei falsari della parola e dei traditori, dove in quelle plaghe, «sozzamente» piene di anime mutilate, «si paga il fio/ a quei che scommettendo acquistan carco», che così pagano nel creare divisioni e discordie.

Nei giorni scorsi, prima della sua partenza per i Paesi baltici, Francesco aveva incontrato padre Fréderic Fornos, direttore internazionale della Rete Mondiale di Preghiera per il Papa, e gli aveva chiesto di diffondere in tutto il mondo questo suo appello a tutti i fedeli, invitandoli a concludere la recita del Rosario con l’antica invocazione Sub tuum praesidium e con la preghiera a san Michele Arcangelo per proteggere e aiutare nella lotta contro il male.

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Questa voce è stata pubblicata il 01/10/2018 da in Attualità ecclesiale, ITALIANO, Vergine Maria con tag , .

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