COMBONIANUM – Formazione e Missione

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Sulle tracce di Maria (2) Ghiaie di Bonate

Trascrizione della trasmissione radiofonica “Sulle tracce di Maria”, condotta da Diego Manetti (Radio Maria) 


Ghiaie di Bonate1


Ben ritrovati a un nuovo appuntamento con “Sulle tracce di Maria”. Per quanti si fossero persi la precedente puntata, vorrei ricordare in breve le ragioni di un tale titolo. Le “tracce di Maria” sono i santuari mariani che la pietà e la devozione popolari hanno edificato nei diversi luoghi del mondo in risposta a segni, messaggi, apparizioni che la Vergine Maria ha donato all’umanità in un tempo e in un sito preciso. Segni che, beninteso, indirizzati a una comunità o parrocchia particolari, hanno però mostrato di possedere una valenza universale, come nel caso – il più noto forse – delle apparizioni di Lourdes, del 1858, nel corso delle quali l’Immacolata rivolse tramite Bernadette l’invito alla preghiera e alla penitenza non solo ai fedeli di quella sperduta località dei Pirenei, ma a tutti i fedeli che ancora oggi, a milioni, si recano in pellegrinaggio a Lourdes.

Partire da un santuario significa dunque esaminare la risposta che l’umanità ha dato a una iniziativa mariana. Dopo che Maria ha affidato un certo messaggio a un veggente che si è scelto – per lo più tra i piccoli e gli umili, come dimostrano i casi di Bernadette o dei pastorelli di Fatima – ecco infatti che i fedeli decidono di edificare un santuario per consacrare quel luogo in modo particolare alla Madonna, celebrandone le virtù con titoli specifici, legati al messaggio o a quanto la Vergine Stessa ha rivelato. Pensiamo in questo caso ancora a Lourdes, dove è Maria stessa che si presenta come “Immacolata Concezione”, confermando il relativo dogma promulgato da Pio IX appena quattro anni prima delle apparizioni della Vergine a Bernadette, nel 1854. Ecco, la Madonna prende spesso l’iniziativa di rivelare il nome o la virtù verso cui intende indirizzare la devozione dei fedeli. E per la stessa materna attenzione nei confronti di tutti noi Suoi figli è spesso proprio Lei a chiedere che si edifichi una cappella o una chiesa sul luogo delle apparizioni, affinché la si possa pregare e onorare come a Lei conviene e come necessita per l’edificazione e la salvezza degli uomini…

Insomma, è la Madonna che prende l’iniziativa, offrendo segni, messaggi e apparizioni che tracciano come un cammino tra gli uomini, nel mondo. Andando a esaminare alcuni di questi santuari potremo ripercorrere insieme il cammino di Maria, rivisitandone quelle “tracce” visibili che sono proprio i luoghi di devozione mariana. E faremo questo con una particolare attenzione al messaggio e alla spiritualità che promana da tali realtà, convinti che le parole di Maria pronunciate a Laus a fine Seicento oppure i messaggi consegnati a Bernadette a metà Ottocento – solo per fare due tra i molti esempi che si potrebbero qui ricordare – hanno ancora (forse soprattutto) oggi per noi un valore e una importanza straordinari. Sono parole che attraversano il tempo, che percorrono le strade del mondo, per raggiungere sempre e ovunque i fedeli che siano disposti a mettersi alla scuola di Maria per andare, per mezzo di Lei, a Gesù…

Ghiaie di Bonate

Ghiaie di Bonate:
“Regina della Famiglia”

UN CASO ANCORA APERTO

La scelta di questa puntata cade su Ghiaie di Bonate, dove la Madonna si è presentata nel 1944 come “Regina della Famiglia”…

Relativamente a Ghiaie di Bonate devo subito precisare che le presunte apparizioni della Vergine non sono state ancora riconosciute ufficialmente dalla Chiesa. La Commissione di indagine diocesana di Bergamo alla fine del processo concluso con il decreto del 30 aprile 1948 ha infatti pronunciato il “Non consta che”, vale a dire che, all’esame dei fatti, all’epoca non vi era materia sufficiente per potersi pronunciare sulla soprannaturalità degli eventi di Ghiaie. Cosa ben diversa dall’espressione “Consta che non”, con la quale si asserisce invece di aver materia sufficiente per giudicare non soprannaturali certi avvenimenti. Nel caso di Ghiaie, dunque, si tratta di un caso ancora aperto. Questo ci spinge dunque alla massima prudenza nel trattare dell’argomento, presentandolo al momento come pura testimonianza umana, in spirito di piena obbedienza alla Chiesa, concentrandoci sulla spiritualità e il significato profondo del messaggio della Regina della Famiglia.

L’ATTUALITA’ DEL MESSAGGIO

Perché Ghiaie di Bonate, dunque? Perché in quel borgo del bergamasco, nel 1944, la Vergine appare a una bambina di sette anni, Adelaide Roncalli, presentandosi come “Regina della Famiglia”. Nel momento in cui ancora infuria la guerra, che insanguina l’Europa ormai da quasi cinque anni, dalla fine di luglio del 1939, ecco che la Vergine non si presenta come “Regina della Pace” – anche se il tema della pace non sarà assente né secondario nei messaggi di Ghiaie – bensì come Regina della Famiglia, puntando su un tema che forse poteva non apparire particolarmente urgente all’epoca, ma che allo stato attuale della famiglia – in Italia e nel mondo – rivela invece una grandissima attualità, facendo emergere la grande valenza profetica delle parole di Maria alla piccola Adelaide in quel lontano 1944. (…) Maria non viene a parlare di “altro”, trascurando il problema, allora quanto mai urgente, della pace: la Madonna a Ghiaie di Bonate parla proprio della pace nel mondo ma lo fa andando direttamente a quella che è la sua condizione indispensabile, ovvero la pace e l’armonia nelle famiglie.

L’INIZIO DELLE APPARIZIONI

Ghiaie di Bonate è un piccolo paese situato a una decina di chilometri da Bergamo. Come indica il nome, è una frazione di Bonate Sopra… Il nome del luogo deriva da “ghiaia”, poiché quel pugno di case è sparso sul greto di un lago ormai prosciugato. La Chiesa parrocchiale – risalente al 1899 e già punto di riferimento della piccola comunità all’epoca delle apparizioni – è dedicata alla Sacra Famiglia, con quella che pare esser stata una felice e profetica intuizione dei fatti che avrebbero portato nella piccola frazione di Ghiaie milioni di pellegrini.

Nella contrada del Torchio – cosiddetta per la presenza del torchio per la spremitura dei cereali – nasce il 23 aprile 1937 Adelaide Roncalli, quinta di otto figli di Annetta ed Enrico. All’epoca delle apparizioni la piccola ha dunque sette anni. Siamo nel maggio del 1944, e l’Italia è ormai prostrata per il perdurare del secondo conflitto mondiale, scoppiato, come previsto a Fatima, “sotto il pontificato di Pio XI”.

In quel 1944, nel pomeriggio del 13 maggio, Adelaide si reca nei campi a raccoglier fiori per ornare l’altarino domestico dedicato alla Immacolata di Lourdes. Mentre sta ammirando un bellissimo fiore di sambuco, troppo in alto perché lei lo possa cogliere, ecco che scorge un punto luminoso che, disceso dal cielo, le si avvicina, ingrandendosi, fino a rivelare l’immagine della Sacra Famiglia circondata da tre cerchi di luce così abbaglianti da farle arrossare gli occhi. Spaventata per quella visione, Adelaide vorrebbe scappare – reazione simile troviamo nei molti casi in cui la Vergine appare ai piccoli veggenti – ma ecco che è la Madonna stessa a dirle: “Non scappare, ché io sono la Madonna”. E’ l’invito da cui hanno inizio i colloqui tra Maria e la piccola Adelaide, in un totale di 13 apparizioni che avranno luogo tra il 13 maggio (anniversario delle apparizioni di Fatima) e  il 31 maggio 1944.

LA SACRA FAMIGLIA

Quale messaggio è venuta a dare la Madonna? Lo rivela subito Ella stessa, apparendo non da sola ma nel contesto della Sacra Famiglia, accanto cioè a San Giuseppe e con in braccio Gesù Bambino. La Vergine indossa un abito bianco e un velo azzurro, come quando si presentò nell’ultima apparizione proprio a Fatima, secondo quanto disse Lucia. Al braccio destro, la Vergine porta una corona del Rosario con grani bianchi, mentre due rose bianche sono poggiate sui piedi nudi. Sono tutti elementi che paiono mettere in continuità questa apparizione con le precedenti, soprattutto con Fatima, come se la Madonna volesse proseguire a Ghiaie il discorso là cominciato.

1a apparizione, sabato 13 maggio

“Devi essere buona, ubbidiente, rispettosa col prossimo e sincera. Prega bene, e ritorna in questo posto per nove volte, sempre alla stessa ora”.

Come a Lourdes e a Fatima, la Madonna invita la piccola Adelaide a tornare sul luogo delle apparizioni, per svelarle poco alla volta, secondo una sapiente pedagogia rivolta ai piccoli che si è scelta, il Suo messaggio per essi e per il mondo. (…)

Ripresasi dall’estasi, Adelaide confida alle sue amiche di aver visto la Madonna, invitandole a serbare il segreto. Si sa come sono i bambini… in breve la mamma viene a saperlo e, pensando che si sia inventata tutto, la manda a letto senza cena.

2a apparizione, domenica 14 maggio

In breve la voce della presunta apparizione si diffonde nella contrada del Torchio. Nel pomeriggio, mentre Adelaide si trova presso l’oratorio delle Suore Sacramentine, ecco che sente una forte spinta interiore a raggiungere il luogo delle apparizioni. Giunta sul luogo delle apparizioni, cade in estasi dinnanzi alla visione della Sacra Famiglia. La Madonna le dice: “Devi esser buona, ubbidiente, sincera e pregare bene, rispettosa verso il prossimo. Tra il 14° e il 15° anno ti farai suora sacramentina. Soffrirai tanto e poi tanto, ma non piangere perché dopo verrai con me in Paradiso”.

Proseguendo nella sua dolce pedagogia, la Madonna, apparsale con la Sacra Famiglia, ripete ad Adelaide le esortazioni del giorno prima, affinché penetrino meglio nel cuore e nella mente della Sua piccola “allieva”. Poi ci sono le parole profetiche sulla vocazione religiosa di Adelaide (desiderio per altro già espresso in precedenza dalla piccola), che effettivamente si realizzeranno, come pure la seconda parte di tale profezia, relativa alla sofferenza che Adelaide avrebbe incontrato nel cammino religioso. Tutto questo dolore futuro è però nulla rispetto alla promessa del Paradiso che la Madonna stessa le fa, regalandole quella splendida certezza che risuonò anche alle orecchie e nel cuore a Bernadette quando l’Immacolata le disse: “Non prometto di farti felice in questo mondo, ma nell’altro”.

Terminata l’estasi, la piccola si avvia all’oratorio, con le amiche che la accompagnavano. Per strada incontrano Candido Maffeis, di 14 anni, che insiste affinché Adelaide torni sul luogo delle apparizioni per chiedere alla Madonna se potrà essere sacerdote consacrandosi alla Madonna. Adelaide, spinta da generosa disponibilità, acconsentì a tale richiesta e tornò con Candido sul luogo delle apparizioni. Dopo pochi minuti, ecco che la piccola cadde nuovamente in estasi: la Madonna, colpita dalla tenera fiducia manifestata da Adelaide, era pronta a tornare sui Suoi passi per continuare il dialogo con lei. Candido raccontò anni dopo l’accaduto: “Osservai Adelaide che aveva lo sguardo sempre fisso a una certa altezza, corrispondente al centro del ramo fiorito, non muoveva mai gli occhi, muoveva le labbra, si vedeva che parlava, ma io non sentivo nulla. Ho notato che c’era una domanda e una risposta dal movimento delle labbra, poiché ho notato delle pause. (…) Ho pensato che si dicessero le loro cose e si sarebbero dimenticate di me. Allora la richiamavo e le dicevo “diglielo” e Adelaide, senza mai spostare lo sguardo, mi faceva cenno con la testa di sì. “La Madonna è qui e ti sorride”, queste sono le uniche parole che mi disse, poi non capii più nulla.” Che cosa aveva detto la Madonna ad Adelaide? “Sì, egli si farà sacerdote missionario secondo il mio Sacro Cuore quando la guerra sarà terminata”. Appena seppe la cosa, il giovane ebbe il cuore ricolmo di gioia. Prima di andarsene, la Madonna invita Adelaide a tornare altre “sette sere” (che, sommate alle due apparizioni della domenica, portano a 9 volte il ritorno della bimba dopo la prima volta, come chiesto da Maria). Frattanto la notizia degli avvenimenti di Ghiaie comincia a diffondersi.

3a apparizione,  lunedì 15 maggio

I presenti sul luogo delle apparizioni sono ormai un centinaio e molti di loro invitano la piccola ad affidare alla Vergine i bambini ammalati e a chiedere quando finirà la guerra. La visione della Sacra Famiglia è caratterizzata da una luce ancora più intensa della prima volta. La Madonna risponde alle richieste di Adelaide: “Di’ loro che se vogliono i loro figli guariti devono fare penitenza, pregare molto ed evitare certi peccati. Se gli uomini faranno penitenza la guerra finirà in due mesi, altrimenti in poco meno di due anni”. Dopo questo, la Vergine prega con Adelaide una decina del Rosario. Sono parole in apparenza dure; che però svelano quanto stia a cuore a Maria che la famiglia allontani da sé tutti quelle situazioni di peccato che possono minarne la stabilità e l’armonia interna. (…)

Altro argomento urgente toccato da Maria è la guerra: sarebbe finita entro due mesi se gli uomini avessero fatto penitenza. L’occasione in effetti ci fu perché dopo due mesi (20 luglio 1944) vi fu il fallito attentato a Hitler. Si avverò la seconda ipotesi (la guerra sarebbe finita nel settembre 1945, meno di due anni dopo le apparizioni) perché forse non si prese abbastanza sul serio il monito di Maria, come pure accadde a Fatima, dove la Vergine predisse a Lucia una seconda guerra “peggiore della prima” sotto il pontificato di Pio IX.

4a apparizione, martedì 16 maggio

“Tante mamme hanno i bimbi disgraziati per i loro peccati gravi; non facciano più peccati, e i bimbi guariranno”: le parole della Madonna riecheggiano quelle del giorno precedente, segno che il messaggio è davvero importante. Questa volta sul luogo delle apparizioni ci sono circa 150 persone. La visione della Sacra Famiglia è preceduta dal volo di due candide colombe, forse figura della purezza del vincolo matrimoniale. Le parole della Madonna sono accompagnate dal volto “addolorato”, come dirà Adelaide, segno della gravità del messaggio e della preoccupazione di Maria per i Suoi figli…

Adelaide porta poi alla Vergine il messaggio della gente che chiede un segno e la Madonna risponde: “Verrà anche quello, a suo tempo”. Non può in merito non venire alla mente il “fenomeno del sole”, il prodigioso segno del cielo che si ripeté per ben 6 volte in quei giorni e fu visibile non solo a Ghiaie ma anche nei dintorni, avendo molteplici testimoni… Un fenomeno che fu anzitutto segno della pazienza di Maria, della sua disponibilità a venire incontro alla richiesta tutta umana di una conferma visibile delle apparizioni. Cosa per nulla scontata, visto che a Banneux la “Vergine dei Poveri” alla richiesta di un segno da parte del cappellano, non lo concederà e risponderà invece, con tristezza, “Credete in me, io crederò in voi”.

Aldilà dei segni visibili nel cielo, quelli più significativi riguardano le numerosissime confessioni  e conversioni accadute in quel tempo. Tanto che il parroco di Ghiaie, don Cesare Vitali, inizialmente scettico, dirà: “Bisognava essere nei confessionali per capire se in tutto quel movimento c’era o non c’era il dito di Dio”…

Prima di lasciare la piccola Adelaide, la Madonna le raccomanda: “prega per i poveri peccatori che hanno bisogno della preghiera dei bimbi”. Come a Fatima, come a Lourdes, è ai bambini, ai piccoli e ai puri di cuore, che la Madonna si rivolge invitandoli a pregare per i peccatori…

5a apparizione, mercoledì 17 maggio

La folla arriva ormai a circa tremila persone, in una escalation che arriverà a contare tra le 350.000 e le 500.000 persone nel corso dell’ultima apparizione, il 31 maggio. Circa un milione e mezzo di pellegrini si riversarono su Ghiaie di Bonate nel mese di Maggio: un’enormità, se si considera che furono poco più di 100.000 a Lourdes durante le apparizioni, dall’11 febbraio al 16 luglio 1858, e circa 125.000 a Fatima dal 13 maggio al 13 ottobre 1917. Consideriamo poi che si era nel pieno della guerra, situazione che rendeva ancora più difficile e drammatico il viaggiare e il trasferirsi per la povera gente.

La visione di Maria è particolare: vestita di rosso, con il velo verde lungo fino ai piedi, e il rosario dai grani bianchi al braccio destro. Varie sono le interpretazioni dei colori: chi dice rappresentino la bandiera italiana – nel mese di maggio il nostro Paese visse le vicende decisive per avviare quel processo di liberazione che portò alla riconquista alleata di Roma proprio a inizio giugno 1944 -, altri dicono rappresentino le tre virtù teologali: il rosso della carità, il verde delle speranza, il bianco della fede. Sono i colori rappresentati nella immagine ormai divenuta icona “ufficiale” della Regina della Pace, cioè del quadro realizzato dal pittore Galizzi.

La Madonna confida un segreto ad Adelaide: “Di’ al vescovo e al Papa il segreto che ti confido. Ti raccomando di eseguire quanto ti dico. Ma non dirlo a nessun altro”. Il segreto verrà rivelato al vescovo di Bergamo, mons. Adriano Bernareggi, il 20 maggio 1944, mentre al Papa Pio XII solo nel 1949. Questa distanza temporale fa supporre che si tratti di due segreti diversi. Una nota. Il Vescovo tornerà a metà giugno 1944 dalla piccola per farsi ripetere il segreto, segno che di qualcosa di importante doveva trattarsi. Il Papa, dal canto suo, riceverà la piccola nel 1949, dopo la pubblicazione dell’atto vescovile del 30 aprile 1948 che diceva che “non constava” la soprannaturalità degli eventi delle Ghiaie. Se l’incontro avviene dopo tale decreto, questo può esser segno che Pio XII riteneva credibili tali apparizioni, sulla scorta forse di quanto Lucia di Fatima gli avrebbe rivelato nel febbraio 1944, dicendo che in visione la Madonna le aveva predetto che sarebbe apparsa a una povera bambina di sette anni in Italia per proteggere il Papa e aiutare il mondo. Cosa che non poteva non aver colpito il Santo Padre all’epoca dei fatti di Ghiaie…

6a apparizione, giovedì 18 maggio

E’ la festa dell’Ascensione. La folla, ancor più numerosa del giorno prima, consegna ad Adelaide un sacco di biglietti di supplica e richieste di grazie.

La Madonna appare ancora con il vestito rosso e il manto verde e dice: “Preghiera e penitenza! Preghiera e penitenza! Preghiera e penitenza! Prega per i peccatori più ostinati che stanno morendo in questo momento e che trafiggono il mio Cuore. La preghiera a me più gradita è l’Ave Maria”.

Il triplice invito alla preghiera e alla penitenza – simile a quello risuonato a Lourdes e a Fatima, ma anche a Laus (1664), a La Salette (1846), a Beauraing (1932) e a Banneux (1933) – fa capire come la Madonna non si stanchi mai di richiamare ciò che considera essenziale per i Suoi figli…

Torna poi il tema della preghiera (dei piccoli) rivolta in particolare ai peccatori, coloro che non stanno solo offendendo il Cuore di Maria ma addirittura lo trafiggono con i loro peccati. Risuona quel grande invito alla preghiera di intercessione che spalanca il mistero della Divina Misericordia, secondo lo splendido messaggio rivelato da Gesù a Suor Faustina Kowalska alcuni anni prima, in Polonia.

Infine, Adelaide chiede alla Madonna – come molti le hanno raccomandato di fare – quale sia la preghiera preferita. Ed Ella risponde: è l’Ave Maria! La preghiera più semplice, quella che raccoglie le parole dell’annuncio dell’Angelo e l’esultanza di Santa Elisabetta, unitamente alla richiesta di intercessione a Maria, per ogni peccatore, in punto di morte.

7a apparizione, venerdì 19 maggio

Sul luogo delle apparizioni, gremito ormai di nutrita folla di fedeli, viene posta una grande pietra di arenaria (tutt’oggi conservata sotto vetro dietro la cappellina che ricorda gli eventi di Ghiaie di quel maggio 1944 e che fu costruita pochi mesi dopo quei fatti) affinché Adelaide possa essere meglio visibile. In questo giorno giungono sul luogo delle apparizioni anche la dottoressa Eliana Maggi, che condurrà analisi e prove mediche su Adelaide con grande serietà professionale e apertura di cuore, e il professore bergamasco di filosofia, don Luigi Cortesi, che scriverà tre libri sui fatti di Ghiaie e sarà protagonista indiscusso della vita della piccola Adelaide fino al settembre 1945. Spendiamo qui alcune parole per parlare di quanto più non diremo, ovvero della questione della autenticità delle apparizioni.

Sarà infatti questo professor Cortesi a fare pressioni sulla piccola Adelaide affinché ella neghi di aver avuto le apparizioni. Dapprima la sottrarrà alla famiglia, isolandola in diverse case religiose per oltre un anno e mezzo, fino a condurla a scrivere sotto dettatura – così dirà la stessa Adelaide ormai adulta  – il biglietto del 15 settembre 1945 nel quale la piccola dirà di essersi inventata tutto. Salvo poi firmare una dichiarazione di senso opposto il 12 luglio 1946. Guadagnata la fiducia della bambina, don Cortesi ne sarà l’unico punto di riferimento nel periodo decisivo per allestire il processo diocesano sugli avvenimenti di Ghiaie e pare difficile negare che il suo atteggiamento sospettoso e indagatore non abbia influito negativamente sulla serenità e sulla testimonianza resa dalla piccola Adelaide, indotta da quello a ritenere che l’affermare di aver visto la Madonna – quantunque corrispondesse al vero  – costituisse di per sé un peccato. A don Cortesi, causa di un lungo periodo di sofferenza psicologica della piccola, Adelaide, ormai adulta, non negò il perdono, pregando anzi a suffragio della sua anima.

Torniamo dunque all’apparizione del 19 maggio. Questa volta è Adelaide, intraprendente e generosa, a prendere la parola; chiedendo alla Madonna, per conto dei pellegrini, se è necessario che portino là i malati per ottenere la guarigione. La Madonna risponde: “No, non è necessario che vengano proprio tutti qui. Quelli che possono vengano ché, secondo i loro sacrifici, saranno guariti o resteranno ammalati; però non si facciano più peccati gravi!”.

Colpisce la confidenza di Adelaide, che osa prender la parola per prima; e colpisce la dolcezza di Maria, che prontamente le risponde. Dicendole una cosa di fondamentale importanza: non conta tanto la presenza fisica, quanto piuttosto lo spirito di sacrificio che accompagna la richiesta di guarigione…

Alla richiesta di segni, Maria risponde: “Verranno anche quelli, molti si convertiranno ed io sarò riconosciuta dalla Chiesa. Medita queste parole ogni giorno della tua vita, fatti coraggio in tutte le pene. Mi rivedrai ancora nell’ora della tua morte. Ti terrò sotto il mio manto e ti porterò in Cielo”. E’ la Madonna stessa che precisa come i segni più importanti saranno proprio le molte conversioni che là avverranno. Per spingersi poi a profetizzare il riconoscimento delle apparizioni da parte della Chiesa…

Terminata l’apparizione, a tarda sera don Vitali fa sapere che la piccola è attesa per l’indomani dal Vescovo di Bergamo, mons. Bernareggi.

8a apparizione, sabato 20 maggio

La folla dei pellegrini ammonta ormai a 30.000 persone, radunatesi dalle prime ore del mattino. Anche per Adelaide la giornata si preannuncia lunga e faticosa, poiché all’alba è in partenza per Bergamo, per andare in vescovado a incontrare mons. Bernareggi. Il vescovo rimane colpito dalla spontaneità della piccola – “non c’è una cucina qui? Andiamo là, noi due, ché ti rivelo il segreto” – e ne accoglie il segreto rivelatole dalla Vergine.

Rientrata a Ghiaie, poco dopo le 18.00 si reca sul luogo delle apparizioni dove, cominciata la recita del Rosario, cade in estasi. La visione è accompagnata da segni esterni visibili ai presenti: un raggio di sole illumina la piccola e poco dopo una croce luminosa appare al centro del sole, fattosi bianco come una grande Ostia. La folla vide il sole muoversi e il fenomeno si ripeté anche il giorno successivo (due volte), poi il 28 e il 31 maggio (ancora due volte). Questo segno celeste, di cui già abbiamo detto, ha accompagnato anche l’anniversario delle apparizioni del 13 maggio 1959.

Torniamo alla apparizione del 20 maggio. La Madonna dice ad Adelaide: “Domani sarà l’ultima volta che ti parlo, poi per sette giorni ti lascio pensare bene quanto ti ho detto. Cerca di capirlo bene, perché fatta più grandicella ti servirà molto se vorrai essere tutta mia. Dopo questi sette giorni ritornerò altre quattro volte.”

Ecco che Maria chiede alla piccola di prepararsi al commiato, invitandola – come il giorno precedente – a meditare bene tutte le parole dettele, per comprendere quanto rivelato dalla Madonna rispetto alla sua vita, cioè le prove e le sofferenze che avrebbe dovuto affrontare, unitamente alla promessa del paradiso. Dopo questo, l’invito a “essere tutta” di Maria. E’ l’invito che la Madonna rivolge ad Adelaide, e in lei lo estende a tutti noi, secondo quanto già scrisse san Luigi Grignon de Montfort: essere tutti di Maria è la vera devozione alla Vergine, e consiste nel fare tutto in Maria, con Maria, per Maria. Riecheggia qui il motto che Giovanni Paolo II ha reso famoso: “Totus tuus”, tutto tuo, come suprema forma di consacrazione a Gesù tramite affidamento totale a Maria…

9a apparizione, 21 maggio 1944

E’ una sera speciale, questa. I pellegrini sanno che le apparizioni stanno per concludersi (“torna qui altre nove volte” aveva detto Maria alla piccola Adelaide il 13 maggio) e sono in attesa del segno promesso dalla Vergine. Non stupisce dunque che nella piccola frazione di Ghiaie si riversino oltre 200.000 pellegrini. Alle 18.00 si ripete il fenomeno del sole che gira (accadrà ancora verso le 20.00). La ressa della folla è impressionante, al punto che la piccola Adelaide è spaventata da tanto clamore e inizia a piangere. Ritrovata la calma, entra in estasi verso le 18.40 per quella che sarà l’apparizione più lunga, durata circa 20 minuti.

L’apparizione di questa sera è particolare: non vi sono parole, ma solo una visione. Leggiamo direttamente dal diario della piccola Adelaide: “Anche questa apparizione fu preceduta dai colombi e nel punto luminoso si manifestò la Sacra Famiglia vestita come ieri in una chiesa. Verso la porta principale c’era: un asino color grigiastro, una pecora bianca, un cane dal pelo bianco con macchie marroni, un cavallo del solito color marrone. Tutte le quattro bestie erano inginocchiate e muovevano la bocca come se pregassero. Ad un tratto il cavallo si alzò e, passando vicino alle spalle della Madonna, uscì dalla porta aperta e s’incamminò nell’unica strada che conduceva ad un campo di gigli, ma non fece in tempo a calpestarne quanti voleva perché San Giuseppe lo seguì e lo riprese. Il cavallo, appena vide San Giuseppe, cercò di nascondersi vicino a un muricciolo che serviva da cinta al campo di gigli. Qui si lasciò prendere con docilità e, accompagnato da San Giuseppe, ritornò in chiesa, ove si inginocchiò e riprese la preghiera”.

Ammiriamo anzitutto la sapiente pedagogia di Maria che ricorre alle immagini per meglio imprimere nella mente e nel cuore della piccola Adelaide il suo insegnamento. E’ un messaggio “non parlato” ma di grandissima importanza, poiché in esso si svelano – come ebbe a scrivere la stessa Adelaide nel suo diario – le virtù necessarie per una santa famiglia: la pazienza (l’asino), la fedeltà (il cane), la mitezza (la pecora), il silenzio (il cavallo). La famiglia che voglia essere stabile, unita, santa deve ispirarsi al modello supremo, quella Sacra Famiglia che Adelaide ha visto più volte nel corso delle apparizioni, e irrobustire il proprio cammino con le virtù esemplificate dai quattro animali. Non è un obbligo, ma un dolce invito che Maria rivolge a tutte le famiglie la cui libertà resta intatta (la porta della chiesa è infatti aperta).

Il cavallo in particolare rappresenta il capo-famiglia, la cui forza ed esuberanza diviene ribellione e disordine quando si distacca dalla preghiera. E’ molto bello notare che durante la fuga del cavallo – che con malizia tenta di nascondersi da San Giuseppe – gli altri animali non smettono di pregare: quante problematiche familiari troverebbero soluzione se invece di opporsi gli uni agli altri e sfinirsi in estenuanti discussioni si affidasse tutto alla preghiera, chiedendo l’aiuto del Cielo per i nostri cari che soffrono e si dibattono nel dubbio o nell’errore! Il cavallo ribelle è esattamente speculare a San Giuseppe, sposo giusto, l’uomo del silenzio e dell’obbedienza. A lui si oppone il cavallo che cerca di nascondersi, in un silenzio che diventa inganno diabolico. E a questo si oppone ancora il “santo silenzio” di San Giuseppe che, guardano il cavallo con aria di dolce rimprovero, lo riconduce nella casa di preghiera. Ecco: la preghiera silenziosa è lo strumento più forte per ottenere la conversione e la guarigione del cuore di quanti ci stanno accanto, e questo messaggio si rivela quanto mai decisivo per affrontare l’attuale crisi della famiglia. (…)

Terminata l’apparizione, la piccola Adelaide torna a casa. Il timore dei genitori rispetto alla grandezza degli eventi che hanno fatto riversare una fiumana su Ghiaie li porta a decidere di affidare la figlia alle suore Sacramentine dell’asilo di Ghiaie. Immediatamente si farà carico di occuparsi della bambina don Cortesi, il professore giunto da Bergamo, che disporrà il trasferimento della piccola in diverse case religiose per circa due anni, al fine di sottrarla al clamore della folla e per risolvere i problemi di “ordine pubblico” causati dalle grandi masse di pellegrini accorsi a Ghiaie. Di fatto, sarà una separazione dalla famiglia che sia la piccola sia i genitori si troveranno a dover subire.

10a apparizione, domenica 28 maggio.

E’ un giorno di grande festa: è la Pentecoste, e inoltre Adelaide fa la sua prima Comunione. Sparsasi la voce di ulteriori apparizioni dopo la settimana di “silenzio” dal 21 al 27 maggio, ecco che migliaia di pellegrini sono accorsi nuovamente a Ghiaie. Dopo la funzione della Prima Comunione, la piccola è condotta in convento dalle Orsoline. Ma a metà pomeriggio torna, fortissimo, il richiamo a tornare al luogo delle apparizioni. Fattasi portare là, verso le sei di sera, ecco che alle 18.50 cade in estasi. Nuovamente il fenomeno del sole che si muove in cielo accompagna la visione.

La Madonna le dice: “Prega per i peccatori più ostinati che fanno soffrire il mio Cuore perché non pensano alla morte. Prega pure per il Santo Padre che passa momenti brutti: da tutti è maltrattato e molti attentano alla sua vita. Io lo proteggerò ed egli non uscirà dal Vaticano. La pace non tarderà, ma al mio Cuore preme quella pace mondiale nella quale tutti si amino come fratelli. Solo così il papa avrà meno da soffrire”.

Questo messaggio è molto significativo poiché la Vergine si presenta con due colombi scuri tra le mani, con le teste rivolte in opposte direzioni, simbolo di quella divisione tra gli sposi cui solo la Madonna sa porre rimedio, accogliendo tra le Sue mani la famiglia stessa per ridonarle amore e unità. E’ da questa immagine che trasse l’ispirazione il pittore Galizzi per realizzare il quadro della Regina della Famiglia che oggi è l’icona per antonomasia della Madonna delle Ghiaie, con il caratteristico abito rosso e manto verde.

Ma torniamo al messaggio. Maria invita Adelaide, come già fatto in precedenza, a pregare per i peccatori. Ma soprattutto per il Papa, alla cui vita molti attentano. Questo risponde a verità storica: in quei giorni avrebbe dovuto essere attuato il piano – ordito da Hitler – di sequestrare e deportare in Germania Pio XII e il collegio cardinalizio… Comunque, il progetto non andò in porto poiché il generale Wolff, incaricato del sequestro, svelò i piani allo stesso Pio XII, esortandolo a stare riparato in Vaticano. E sappiamo come proprio nel maggio 1944 si compirono le vicende che furono decisive per la liberazione di Roma, all’inizio del mese successivo.

Ancora in guerra, la Madonna chiarisce subito come l’obiettivo del suo Cuore non sia una tregua provvisoria, ma la vera pace, quella che dura perché fondata sull’armonia degli uomini con Dio e tra di loro.

11a apparizione, lunedì 29 maggio

“Gli ammalati che vogliono guarire debbono avere maggior fiducia e santificare la loro sofferenza se vogliono guadagnare il Paradiso. Se non faranno questo, non avranno premio e saranno severamente castigati. Spero che tutti quelli che conosceranno la mia parola faranno ogni sforzo per meritarsi il Paradiso. Quelli che soffriranno senza lamento otterranno da me e dal Figlio mio qualunque cosa chiederanno. Prega molto per coloro che hanno l’anima ammalata: il mio Figlio Gesù è morto sulla croce per salvarli. Molti non capiscono queste mie parole e per questo io soffro”.

Il messaggio del 29 maggio è una vera e propria catechesi sulla sofferenza. Ogni dolore ha senso solo se offerto a Gesù, cioè santificato, elevato come offerta e preghiera al Cielo. (…)

12a apparizione, martedì 30 maggio

“Cara bambina, sei tutta mia; ma, pur essendo cara al mio Cuore, domani ti lascerò in questa valle di pianto e di dolore. Mi rivedrai nell’ora della tua morte e, avvolta nel mio manto, ti porterò in Cielo. Con te prenderò pure quelli che ti comprendono e soffrono”.

Con questo messaggio Maria prepara Adelaide al momento del saluto, della separazione, fino a quando si rivedranno in Cielo. E’ un giorno particolare, questo: a don Cortesi, che nel pomeriggio la interrogava dicendo: “Che c’entri tu? La Madonna poteva anche comparire ad un altro. Ci sono tante bambine anche più buone di te…”, Adelaide ha replicato: “La Madonna è apparsa a me perché sono povera.”…

13a e ultima apparizione, giovedì 31 maggio

“Cara figliolina, mi spiace doverti lasciare, ma la mia ora è passata. Non sgomentarti se per un po’ non mi vedrai. Pensa a quello che ti ho detto: nell’ora della tua morte verrò ancora. In questa valle di dolori sarai una piccola martire. Non scoraggiarti: desidero presto il mio trionfo. Prega per il Papa e digli che faccia presto, perché voglio essere premurosa per tutti in questo luogo. Qualunque cosa mi si chiederà la intercederò presso mio Figlio. Sarò la tua ricompensa e il tuo martirio sarà degno. Queste mie parole ti saranno di conforto nella prova. Sopporta tutto con pazienza, ché verrai con me in Paradiso. Quelli che volontariamente ti faranno soffrire non verranno in Paradiso se prima non avranno riparato e si saranno pentiti profondamente. Sta’ allegra, ché ci vedremo ancora, piccola martire.”

E’ la sera dell’ultimo incontro terreno tra Maria e Adelaide. Il messaggio è di una ricchezza straordinaria. Ricordata ad Adelaide, la “piccola martire”, la vita di sofferenza che la attende, le rinnova la promessa del Paradiso. E le ricorda la potenza della preghiera di intercessione per i peccatori, ribadendo la grandezza della Divina Misericordia che è pronta a spalancare le porte del Regno per quanti invochino Gesù Misericordioso anche in punto di morte.

All’apparizione hanno presenziato da 350.000 a 500.000 persone, accorse in quella piccola frazione per sentire, tramite Adelaide, la parola della Madonna. Terminata l’estasi, è diffusa la consapevolezza che il termine delle visioni coincida con l’inizio di una grande avventura spirituale, legata al rinnovamento del cuore e alla guarigione dell’anima di quanti, da quel giorno in poi, cercheranno di vivere i messaggi della Regina della Famiglia.

GHIAIE, UN MESSAGGIO PER L’OGGI

Come proseguirono le vicende legate al riconoscimento delle apparizioni? Dopo il biglietto del 15 settembre 1945, sconfessato da un altro del 12 luglio 1946, nel maggio 1947 Adelaide negherà le apparizioni nel corso della audizione di fronte alla commissione diocesana, probabilmente per l’eccessiva pressione da parte di quanti non volevano dare credito ai suo racconti. Si giunse così al decreto del 30 aprile 1948 che lascia però il caso aperto. E’ infatti mons. Bernareggi a indicare la formula “Non consta che…” invece di “Costa che non…”, aggiungendo poi: “Con questo non intendiamo escludere che la Madonna, fiduciosamente invocata da quanti in buona fede la ritenevano apparsa a Ghiaie, possa aver concesso grazie speciali e non ordinarie guarigioni, premiando in tal modo la loro devozione verso di lei”. La fiducia che mons. Bernareggi nutrì nei confronti di Adelaide si ricava dal fatto che fu lui a permetterle di vestire l’abito delle religiose Sacramentine. E fu pure lui, nel proprio testamento spirituale, a lasciar scritto di volere che il suo decreto fosse “sottoposto al giudizio del Santo Padre”, cosa che però non accadrà.

A tutto questo si aggiunge una dichiarazione notarile resa spontaneamente da Adelaide Roncalli il 20 febbraio 1989 nella quale la donna – ormai sposata e madre di due figlie – si dichiara “assolutamente convinta di avere avuto le apparizioni della Madonna a Ghiaie di Bonate dal 13 maggio 1944 al 31 maggio 1944”.  Aggiungendo: “Le vicende da me dolorosamente vissute da allora le offro a Dio e alla legittima Autorità della Chiesa, alla quale sola appartiene di riconoscere o no quanto in tranquilla coscienza e in sicuro possesso delle mie facoltà mentali ritengo essere verità.”

di Diego Manetti
7.7.2013
http://www.lanuovabq.it

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Questa voce è stata pubblicata il 13/10/2018 da in ITALIANO, Sulle tracce di Maria, Vergine Maria con tag .

San Daniele Comboni (1831-1881)

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