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Sinodo Giovani (3) Il Sinodo alla stretta finale, un confronto tra culture

La bozza del documento in aula, sabato il voto. Tagle: un riferimento alla questione omosessualità ci sarà. La battuta dei segretari speciali: un salesiano e un gesuita possono andare d’accordo.

sinodo giovani

IACOPO SCARAMUZZI
CITTÀ DEL VATICANO
21.10.2018

Vaticaninsider

Il Sinodo sui giovani (3-28 ottobre), giunto alla «stretta finale», come ha detto il portavoce vaticano Greg Burke, si caratterizza sempre più come un confronto tra le diverse culture di provenienza di padri sinodali, esperti e delegati fraterni, giovani uditori.

«Non abbiamo le stesse esperienze e le stesse preoccupazioni, ma abbiamo molte questioni in comune», ha detto al briefing quotidiano monsignor Bienvenu Manamika Bafouakouahou, vescovo di Dolisie nella Repubblica Democratica del Congo. Il tema della migrazione, ad esempio, spesso viene affrontato mettendo l’accento sul fatto che chi emigra dall’Africa cerca un futuro migliore altrove, «e non è falso, ma io ho insistito sul fatto che la causa è anche uno sconvolgimento dell’ecosistema provocato dalle industrie estrattive, i giovani sono espulsi dalle loro terre, con la complicità delle multinazionali, i giovani sono asfissiati e cercano aria pura altrove», ha spiegato il presule africano.

Più in generale, al Sinodo «c’è stata universalità dei temi, non si può dire che ci siano temi eurocentrici: certo, alcuni aspetti importanti che per me che vengo dall’Africa non attirano la giusta attenzione, mentre ad esempio la questione Lgbt è un tipo di argomento che in Africa esiste ma non con la stessa ampiezza, non è una vera preoccupazione, si può parlare di una preoccupazione piuttosto europea: ecco, ci sono dettagli così che possono essere eurocentrici, ma in generale l’Africa si ritrova nei temi universali trattati».

Per il gesuita Antonio Spadaro, direttore de La Civiltà Cattolica, «nelle nostre discussioni snodali emerge una grande complessità e diversità: la Chiesa è sempre più immersa nel contesto in cui vive, le diversità aumentano, la discussione è più ricca e più complessa, anche a livello linguistico. Questo è già emerso nei Sinodi precedenti e sempre più emergerà. È una grande sfida positiva per la Chiesa, chiamata ad essere sempre più plurale, capace di ascoltare le diverse culture e capace di immergersi. In questo senso si può parlare del Sinodo come di un evento quasi miracoloso, il fatto di condividere la stessa fede pur incarnata in contesti culturali così diversi».

Il prefetto del dicastero per la Comunicazione Paolo Ruffini ha rivendicato il fatto che ai briefing quotidiani, nel corso delle tre settimane di assemblea, sono stati esposti temi diversi e sono intervenuti padri ed uditori dei Paesi più diversi con una «rappresentazione della Chiesa e delle tematiche di cui si discuteva, non eurocentriche». Anche il cardinale Louis Antonio Tagle, arcivescovo di Manila,ha sottolineato che, sin dai passi preparatori del Sinodo, c’è stata «attenzione alla diversità e alla complessità dei contesti», e anche nel gruppo linguistico di cui egli ha fatto parte, formalmente in inglese, «wow! – ha esclamato il porporato filippino – usavano otto o nove diversi tipi di inglese! Essere nel gruppo inglese non significa che intendiamo la stessa cosa quando diciamo la stessa parola: questa è una sfida per la Chiesa, trovare un terreno comune in mezzo alle diversità».

In aula, questa mattina, è stata «brevemente illustrata» una bozza del documento finale del Sinodo, al quale domani i padri sinodali potranno proporre emendamenti, ha riferito Ruffini, sottolineando che un caloroso applauso ha accolto il testo, che attualmente è più breve del documento di lavoro (Instrumentum laboris). Sabato il documento sarà votato punto per punto con una maggioranza dei due terzi.

Nel testo, ha spiegato il cardinal Tagle in risposta ad una domanda sul fatto che nei documenti preparatori al Sinodo compariva l’acronimo “Lgbt”, vi sarà un riferimento alla questione omosessualità e alla necessità di un approccio accogliente da parte della Chiesa. «Negli interventi in aula e nei gruppi linguistici la questione, l’approccio della Chiesa alla comunità dei cosiddetti Lgbt, è stata presente, è stata sollevata molte volte», ha detto il porporato filippino. «L’appello alla Chiesa di essere acogliente, una Chiesa che guarda all’umanità di tutti, è sempre presente, non solo su un singolo tema, ma come spirito di fondo. Abbiamo avuto la bozza solo questa mattina, ed è spessa, passeremo il pomeriggio e la sera a leggerlo ma devo dire che penso che il tema nel documento sarà presente, in che forma e con quale approccio non so, ma sono fiducioso che sarà parte del documento».

Quanto allo specifico tema della ammissione di persone omosessuali in seminario, «è molto chiaro – ha detto Tagle – che mentre abbiamo un costante rispetto per la dignità umana, ci sono anche alcuni requisiti ai quali dobbiamo guardare per l’esercizio proprio di un ministero: speriamo che una posizione umana non sia vista come contraddittoria con i requisiti per uno specifico lavoro».

Nel corso del briefing il cardinale Charles Maung Bo, arcivescovo di Yangon in Myanmar, ha citato tra l’altro il dramma delle giovani donne vittime di tratta in Cina, a causa della politica del figlio unico che vigeva nel Paese, per sottolineare l’impegno della Chiesa nella prevenzione e nel contrasto del traffico di esseri umani, così come in ambito educativo e di contrasto alla povertà e alla tossicodipendenza. Monsignor Bienvenu Manamika Bafouakouahou ha messo in luce la «presenza quasi permanente del Papa» ai lavori sinodali, impegnato «soprattutto nell’ascolto, intervenuto ogni tanto: di solito quando c’è il capo c’è un po’ di “omertà”, lui al contrario ha incoraggiato la discussione», ha detto il presule congolese.

La riunione di questa mattina, ha notato Ruffini, si è conclusa con una battuta dei due segretari speciali dell’assemblea, il gesuita Giacomo Costa e il salesiano Rossano Sala, che hanno notato come il primo “miracolo” del Sinodo sia stata la concordia tra un gesuita e un salesiano.

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Questa voce è stata pubblicata il 23/10/2018 da in Attualità ecclesiale, ITALIANO con tag , .

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