COMBONIANUM – Formazione e Missione

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Promuovere la civiltà con parole e fatti

Oggi assistiamo a duri conflitti su temi politici ed economici, che trasbordano nelle problematiche sociali e penetrano nei rapporti personali e di gruppo. Siamo tutti consapevoli che in tutto ciò c’è qualcosa di gravemente sbagliato. Come ricondurre ad una corretta postura il confronto pubblico e personale?

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Abbiamo bisogno di riconquistare la sacralità del linguaggio. È attraverso le parole che esprimiamo la vita, che esprimiamo tutto ciò che amiamo. “Il principio di cui partire è che ogni essere umano ha una dignità ricevuta da Dio ed è perciò degno di rispetto”, scrive il vescovo David A. Zubik in America Magazine. Notando che la mancanza di civiltà è attualmente pervasiva, egli definisce la civiltà una virtù che deve essere praticata ogni giorno. Dice: “La civiltà presuppone che i legami che ci legano sono molto più importanti delle differenze che abbiamo su questioni sociali e politiche siano esse importanti “.

La torre di Babele del Genesi, mostra come “l’arroganza dell’umanità ha distrutto l’unità dell’umanità”, facendo del linguaggio “una fonte di conflitto, di guerra e di odio”. Il paradigma della Pentecoste, può aiutarci invece, poiché “il linguaggio a Pentecoste è stato redento” quando gli apostoli hanno parlato in lingue diverse e sono stati capiti da tutti: “Ecco a cosa deve servire il linguaggio: a capire e a parlare di fede, speranza e amore”. Facciamo qui un riassunto delle “Nove Regole per la civiltà e l’integrità delle comunità di fede e per tutti quanti”.

1-. In un dialogo sano e civile, ci ascoltiamo l’un l’altro. Ascoltare è più che sentire. Richiede tempo ed energia per apprezzare da dove viene una persona o un gruppo, cosa crede e perché lo crede.

2-. Una conversazione civile suppone che tutti lavoriamo per il bene comune. Ci saranno quasi sempre aree di accordo e disaccordo. Invece di concentrarci su punti di divergenza, però, dovremmo innanzitutto riconoscere quelli di convergenza.

3-. Qualsiasi civile discussione pubblica riconosce come positiva la presenza nella società di gruppi con finalità contrastanti. Non tutte le cause, evidentemente, meritano di essere promosse, non lo meritano ad esempio la supremazia bianca, il nazismo, l’antisemitismo e l’islamofobia. Abbiamo constatato l’importanza di chiamarle con il loro nome. Permettere l’espressione di queste idee odiose, non impedisce di condannarle. Tuttavia, pur denunciando il loro male, non si dovrebbe mai denigrare la persona.

4-. La civiltà mostra rispetto per le persone dalle quali ci differenziamo e le riconosce per lo sforzo con cui cercano di costruire una società migliore.

5-. La civiltà lavora per l’inclusione di tutti i membri della società ed è particolarmente sensibile alle minoranze e alle persone emarginate.

6-. La civiltà distingue tra fatti e opinioni, lascia che i fatti parlino da soli, laddove possibile, e non cerca di distorcerli o distorcere le opinioni altrui per dar maggior forza alle proprie.

7-. Essere in disaccordo sui valori crea sempre difficoltà e non possiamo e non dobbiamo evitare discussioni appassionate. La civiltà, tuttavia, sa come criticare un’idea senza provocare la persona, come contestare i valori anche della maggioranza, rispettando sempre il risultato di votazioni democratiche.

8-. Non dovremmo presupporre o contestare le motivazioni. Non conosciamo mai tutta la realtà dei fatti. Quindi perché dovremmo giudicare? La civiltà determina i valori degni di essere vissuti, mai i motivi per cui qualcuno li vive.

9-. La civiltà è disposta a essere autocritica e a vedere la debolezza e la limitatezza della sua postura.

La civiltà è una virtù, un’abitudine di scelte e di coscienza, che plasma il modo in cui incontriamo gli altri. Come ogni virtù, dobbiamo lavorarci giorno per giorno, se vogliamo difendere e rafforzare la dignità umana, i diritti umani, la vita umana. Certamente regole come queste, i valori religiosi e i principi morali non risolvono da soli i complessi problemi pubblici, ma fanno parte della soluzione. I principi ispirati alla fede, quando espressi con civiltà e convinzione, sono più importanti che mai. Questioni come l’economia, la politica estera, la bioetica, i cambiamenti climatici, l’assistenza sanitaria e la guerra hanno bisogno di parole religiose calme, riflessive ed empatiche.

Source. David A. Zubik9 rules to promote civility from the Catholic traditionAmerica Magazine

Newark 10.09.2018
Jpic-jp.org
Tradotto da: Jpic-jp.org

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Questa voce è stata pubblicata il 24/10/2018 da in Cultura, ITALIANO con tag .

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