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Tutto quanto ti hanno detto sulla plastica è sbagliato

La risposta non è il riciclaggio. Il riciclaggio è un facile sbocco per governi e grandi società, ma la verità è che dobbiamo agire in modo molto diverso se vogliamo fermare l’inquinamento irreversibile del pianeta


plastico


Vai in cucina, apri il frigo e gli armadietti e tira fuori tutto ciò che è fatto di plastica: buste di pasta e riso (o quinua, se questa è quanto ti piace); bottiglie di olio d’oliva o di soia; cartoni per il formaggio, il latte e i succhi di frutta; imballaggio per carne e pesce; sacchetti di spinaci e di avocado; confezioni per pomodori ciliegini, erbe e spezie; bottiglie di liquido per lavare e imballaggio per le spugne (e, spesso, la spugna stessa). La lista può continuare, e questa è solo una sezione del plastificato.

D’accordo, però, che c’è di male? Se io riciclo! Questo è la storia a cui siamo stati indotti con il lavaggio del cervello: se tutti prendiamo i soli contenitori e li separiamo dai nostri rifiuti, ci saranno persone simpatiche che li prenderanno e magicamente li faranno sparire senza conseguenze negative. Il riciclaggio è la versione adulta di chiudere gli occhi, mettere le dita nelle orecchie e cantare “lalalalalala!”. Nel frattempo la vita dei nostri mari si sta rapidamente estinguendo, la nostra aria è talmente inquinata che i limiti e i parametri di riferimento diventano ridicoli, i disastri naturali sono più devastanti che mai e, naturalmente, il pianeta si sta facendo sempre più vicino ai “disastrosi” livelli di riscaldamento globale.

Oggi, però, alcuni di noi si sono svegliati con una notizia. La notizia che il governo sta considerando di cambiare il modo in cui la plastica viene riciclata in Inghilterra ha suscitato domande su com’è esattamente questo riciclaggio; la risposta? Non è del tutto efficace. Di tutta quella plastica che hai trovato nella tua cucina, due terzi non possono essere riciclati (se controlli attentamente la confezione, vedrai che su una gran parte di essa si dice in caratteri microscopici “attualmente non riciclabile”). Anche la carta termica con la quale le ricevute di acquisto vengono solitamente stampate contiene BPA che non può essere riciclata.

Dobbiamo aprire gli occhi sulla realtà di quanta plastica finisce nelle discariche, ma forse ancora più importante, dobbiamo rinnovare l’idea del riciclaggio. Quando si tratta di plastica, non è una soluzione: è l’ultima risorsa.

Il riciclaggio non è qualcosa che i governi o le organizzazioni di beneficenza fanno per la bontà del loro cuore: è un settore che vale centinaia di miliardi di dollari a livello mondiale. Un calo dei prezzi del petrolio o uno spostamento della politica ambientale in Cina ha il potere di rendere il riciclaggio della plastica molto meno redditizio per le aziende che lo fanno, e spesso non ne vale la pena. Di conseguenza, il 70% della plastica potenzialmente riciclabile in Europa non lo è e finisce nelle discariche, negli oceani o incenerito, portando al rilascio di tossine dannose per l’ambiente.

Ecco come affrontare il problema della nostra plastica

La plastica – a differenza del vetro o del metallo – non può essere riciclata all’infinito, e dopo una manciata di volte verrà buttata e ci vorranno secoli perché si degradi. Una bottiglia d’acqua di plastica rimane sul pianeta per un minimo di 450 anni. Anche se la plastica fosse facilmente e infinitamente riciclabile, è prodotta da petrolio grezzo spesso ottenuto con metodi come il fracking, uno dei processi esistenti più dannosi per l’ambiente, che produce emissioni di carbonio e contamina le aree circostanti, mettendo la salute delle persone a rischio immediato.

È chiaro che qualcosa deve cambiare, e non si tratta di riciclaggio. Se vogliamo affrontare veramente l’impatto devastante della plastica monouso, la risposta è semplice: i governi devono vedere come arrestarne completamente la produzione. Le materie plastiche monouso dovrebbero essere immediatamente bandite o per lo meno tassate pesantemente. Questo non è radicalismo: il governo britannico ha sempre legiferato contro il pericolo dell’autodistruzione. La continua illegalità della cannabis si basa sulla probabilità che una percentuale ridotta di persone possa sviluppare problemi di salute a seguito dell’uso, mentre il tabacco, l’alcol e lo zucchero sono soggetti a tassazione punitiva basata sull’idea che non sono molto salubri e che quindi chi li usa deve pagare il più possibile per il piacere di avvelenarsi.

Eppure la plastica sta avvelenando il pianeta e non mostra segni di fermarsi. L’impatto dei cambiamenti climatici è in gran parte irreversibile, ma non inarrestabile: basta una scelta per mettere il futuro della razza umana un po’ più al sicuro. Sacchetti di plastica, cannucce e tazze di caffè usa e getta sono un inizio, ma fino a quando la produzione di plastica monouso non sarà veramente penalizzata, non saremo in grado di porre fine alla sua onnipresenza.

Come l’amata zucca al latte sta rovinando il pianeta

C’è un piccolo numero di casi in cui la plastica monouso è inevitabile, ma la stragrande maggioranza è fatta senza pensarci ed inutile. Se i profitti delle imprese si incrementassero utilizzando altri tipi d’imballaggio, o addirittura nessuno, vedremmo un reale cambiamento dell’impatto ambientale dei nostri rifiuti. I consumatori possono già scegliere di rinunciare alla plastica, ma non è facile. Scegliere cose come cibo, articoli da toeletta, prodotti per la casa ed elettronici senza imballaggi in plastica richiede molto tempo e può essere costoso. Vivere una vita sostenibile non dovrebbe essere una scelta ideologica di un gruppo; dovrebbe essere la norma per tutti noi. L’onere dei leader politici è rendere impossibile trarre profitto dalla produzione di materie plastiche monouso. Il riciclaggio non è una soluzione al problema della plastica: per governi paurosi, corporazioni avide e consumatori pigri è solo una facile uscita per camuffarsi. Dobbiamo riconoscere la vera portata di questo disastro in cui siamo finiti se vogliamo vedere i cambiamenti ambientali e dobbiamo farlo prima che sia troppo tardi.

Fonte: Everything you’ve been told about plastic is wrong – the answer isn’t recycling
Indipendent 21.09.2018
Sirena Bergman
Tradotto da: Jpic-jp.org

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Questa voce è stata pubblicata il 15/12/2018 da in Ecologia, ITALIANO con tag , .
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