COMBONIANUM – Formazione e Missione

— Sito di FORMAZIONE PERMANENTE MISSIONARIA — Uno sguardo missionario sulla Vita, il Mondo e la Chiesa — Blog of MISSIONARY ONGOING FORMATION — A missionary look on the life of the world and the church

Gli auguri di una suora postina


Suor Emanuela

Da Cuba, gli auguri di Suor Emanuela, piccola sorella di Gesù, che da superiora della comunità di Tre Fontane (a Roma) si trova da due anni a L’Avana, dove lavora adesso come postina del quartiere, un modo semplice  quanto singolare di portare ai poveri la buona novella di Gesù.

La Habana, 31 – 12- 2018

Carissime sorelle, carissimi tutte e tutti,
Con gioia vengo a farvi gli auguri in questo tempo di Natale e nell’ultimo giorno dell’anno, aspettando il nuovo. Il Bimbo appena nato è il Principe della Pace… Lui ce la porta, come un piccolo seme che crescerà se ci prendiamo cura di lui finchè possa dare il suo frutto: “Quelli che lavorano per la Pace, seminano Pace e raccolgono Giustizia”, dice S.Giacomo nella sua lettera. Non c’è pace possibile senza giustizia… e di questo danno testimonianza ogni giorno i nostri popoli che soffrono tanto. ¡Gesù Bambino, aiutaci ad essere artigiane ed artigiani di Pace!

Continuo a camminare ogni giorno per le strade del quartiere che mi corrisponde con la mia carriola piena di giornali, di lettere, di fatture del telefono. Dicembre è stato particolarmente duro perchè il giornale arriva molto tardi e molte volte dobbiamo uscire nel pomeriggio con il giornale del giorno prima… fino al momento in cui, come sabato scorso, possiamo cominciare a distribuire il mattino 2 giornali insieme, sabato abbiamo dato quello del venerdì e quello del sabato. Tutti noi postini eravamo molto contenti, bisogna vedere come si anima il centro di lavoro quando il giornale arriva al mattino: la nostra attesa non è stata vana! In questo tempo di Avvento, tutte le ore di attesa “obbligata” vissuti nel lavoro e la gioia che provoca l’arrivo del giornale mi hanno fatto sentire “concretamente” a quale attesa ci invita la Chiesa, e quanta è la gioia del suo compiersi. Il 24 alle 6 del pomeriggio abbiamo partecipato alla Messa in una cappella della nostra Parrocchia – io ho lavorato il 25. Eravamo una quarantina di persone, con un coro improvvisato, avevamo freddo perchè se si spegnevano i ventilatori saremmo anche rimasti senza luce… però ho sentito una grande gioia perchè siamo riusciti a vivere una Messa comunitaria e festiva nella semplicità e nella accettazione e superamento dei vari contrattempi… Natale cubano.

Cammino con il mio carretto e incontro tante altre persone con le loro carrette: quelli che vendono legumi, quelli che comprano il gas per altre persone, quelli che vogliono comprare qualcosa, quelli che trasportano i materiali più svariati…  molti li vedo tutti i giorni e ci salutiamo augurandoci una buona giornata. Vado di casa in casa dando il buongiorno o la buona sera, e cerco di essere un sorriso per ogni persona. Ne sono riconoscenti, e io ringrazio di tutto cuore la accoglienza che mi fanno. La gente mi vede di età avanzata e povera, mi riconosce come una di loro. Credo che sia la prima volta che mi sento trattata come una “vera” povera: un uomo che vende legumi per lo stato, mi ha detto: “ Quando finisci il tuo giro, passa di qui che ti dò dei pomodori e un po’ di insalata”. E al mio ritorno, mi ha dato quello che mi aveva promesso… il macellaio al quale dò tutti i giorni il giornale lo ha preso e mi ha dato un pezzetto di pollo dicendo: “Lei lavora molto e se lo merita”. Una coppia anziana che ha i tre figli all’estero mi offre una merenda quasi tutti i giorni… Siccome sono sempre per strada, mi riconoscono. Dovevo portare una lettera a una persona in un “corridoio” – vicoletto tra le case – però la porta della casa dava sopra un altro corridoio e la gente da fuori ha detto alla signora: “Esci, c’è la postina, la conosci, è piccola, ha un cappello e un carretto…”

Improvvisamente, sono una persona “pubblica” – e il corpo non sa dire bugie. “Sei stanca oggi, si vede dalla tua faccia”… “Ti si vede contenta, c’è una ragione particolare?” “Come cammini in fretta! Volevo raggiungerti ma non ci sono riuscita…”

Mi sento in qualche modo “esposta” ma non mi pesa, le persone mi fanno fiducia ed io a loro, in qualche modo formo parte della loro vita e loro della mia e della mia preghiera. Cerco di camminare con il mio Signore – Lui che ha camminato tanto! Cammino anche in solidarietà con tanti e tante che pellegrinano cercando una casa o un lavoro, fuggendo dalla fame e dalla guerra…

In questi primi giorni dell’anno camminerò con i Magi, seguendo la stella… la mia è molto piccola ed umile, si ferma spesso sopra una casa e allora dico: “Buon giorno, il giornale…”

“VEDENDO LA STELLA, SI RIEMPIRONO DI UNA IMMENSA GIOIA” (Mt., 2)

Con un abbraccio grande per il nuovo Anno che desidero sia per ciascuno e ciascuna pieno di Bene e di Bontà,

vostra piccola sorella Emanuela 

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Questa voce è stata pubblicata il 01/01/2019 da in ITALIANO, Vocazione e Missione con tag .
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