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Commento al Vangelo delle Ferie dopo l’ottava di Natale (dal 1 Gennaio al Battesimo di Gesù)

Dal 1 Gennaio all’Epifania 
Commento di Paolo Curtaz


tempo natale

2 Gennaio > 
(Feria – Bianco)
Feria propria del 2 Gennaio
1Gv 3,22-4,6   Sal 2   Mt 4,12-17.23-25: Il regno dei cieli è vicino.
3 Gennaio > 
(Feria – Bianco)
Feria propria dell’3 Gennaio
1Gv 4,7-10   Sal 71   Mc 6,34-44: Moltiplicando i pani, Gesù si manifesta profeta.
4 Gennaio > 
(Feria – Bianco)
Feria propria del 4 Gennaio
1Gv 4,11-18   Sal 71   Mc 6,45-52: Videro Gesù camminare sul mare.
5 Gennaio > 
(Feria – Bianco)
Feria propria del 5 Gennaio
1Gv 3,11-21   Sal 99   Gv 1,43-51: Tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele.
6 Gennaio > 
(SOLENNITÀ – Bianco)
EPIFANIA DEL SIGNORE
Is 60,1-6 Sal 71 Ef 3,2-3.5-6 Mt 2,1-12: Siamo venuti dall’oriente per adorare il re

Feria propria del 2 Gennaio
Mt 4,12-17.23-25: Il regno dei cieli è vicino.

Chi siamo? Cosa ci stiamo a fare su questa terra? All’inizio dell’anno la Parola ci scuote, ci interroga, ci provoca. Dio non vuole cristiani a rimorchio, da salotto, da chiacchiera, ma persone motivate che vogliono vivere con verità il mistero del Verbo incarnato. Giovanni di insegna ad interrogarci: non si prende per Dio, cosa che noi, invece, facciamo spesso!, né per il Messia, anche se potrebbe visto che tutti lo pensano. È un uomo libero che non deve dimostrare più nulla a nessuno, che ha vissuto con intensità e coerenza, perché dovrebbe cercare l’applauso delle folle? Riflette su se stesso, cerca di fare una sintesi della propria esperienza. E risponde: sono voce. Voce imprestata ad una Parola, voce che amplifica il Verbo. Che meraviglia! E noi? Chi siamo? Siamo solo in riferimento a Dio e ciò che siamo è per la costruzione del nuovo mondo. Siamo quando lasciamo che sia la Parola a condurci e diventiamo trasparenza di Dio, creta nelle sua mani. Così, certo, è proprio bello iniziare un nuovo anno con la consapevolezza di valere e di essere agli occhi di Dio!

Feria propria dell’3 Gennaio
Mc 6,34-44: Moltiplicando i pani, Gesù si manifesta profeta.

Giovanni ha battezzato Gesù. È rimasto scosso dal vederlo, penitente, avanzare fra i peccatori. Giovanni è spiazzato, non così si immaginava la venuta del Messia, lui che aveva predicato con veemenza invitando tutti alla conversione per sfuggire all’ira imminente di Dio. Nessuna vendetta, invece, solo il lento incedere di un Dio che si fa solidale, camminando con chi desidera il cambiamento. Giovanni, con immensa onestà, ammette l’errore. Per due volte afferma che, fino ad allora, ancora non aveva conosciuto Dio. Lui! Dio ci sorprende sempre, se manteniamo un cuore sgombro e capace di accogliere la sua forza e la sua presenza. Dio ci spinge continuamente sulla strada del cambiamento, se abbiamo il coraggio di non irrigidirci nei nostri schemi mentali e spirituali. E non è mai come ce lo aspettiamo, anche se abbiamo alle spalle anni di fede e di preghiera, di meditazione e di silenzio. Giovanni, il grandissimo, ci insegna a stare sempre all’erta, a non pensare che il nostro cammino di fede sia finito, morto e sepolto, ad avere il coraggio di cambiare sempre, di non sentirci mai arrivati…

Feria propria del 4 Gennaio
Mc 6,45-52: Videro Gesù camminare sul mare.

Ecco l’agnello di Dio che porta il dolore del mondo. Giovanni lo indica ai suoi discepoli. Immenso Giovanni! Non tiene per sé i discepoli, non coltiva la propria immagine, non vuole fare il guru. Non si specchia nella propria santa immagine ma gli sta a cuore il destino dei suoi amici. Sa che ormai non ha più nulla da dar loro e li manda dal Maestro, li spinge ad andarsene. E l’incontro dei due, probabilmente Andrea e Giovanni di Gerusalemme, è straordinario. Gesù non li accoglie tutto entusiasta ma li invita a riflettere sul loro gesto. Chi cercate? Chi o cosa cerchiamo quando ci mettiamo alla sequela del Signore? Cosa vogliamo? Sicurezza, garanzie, protezione? Cosa vogliamo da Dio? I due, come noi, sono spiazzati, chiedono tempo. Ma il Signore li invita ad andare oltre, a osare, ad andare a vedere. La fede cristiana non è sapere delle cose ma incontrare qualcuno. E questo anno che iniziamo nella gioia della presenza di Dio che si fa uomo ci è donato perché, ancora e ancora, possiamo andare a vedere dove abita l’Agnello, come ama gli uomini, come ci chiede di essere suoi discepoli…

Feria propria del 5 Gennaio
Gv 1,43-51: Tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele.

L’incontro col Messia è contagioso: l’evangelista Giovanni parla della chiamata dei discepoli come di un dialogo fra amici, fra conoscenti. Chi fa esperienza di Cristo non può tacere, non può più farne a meno, sente dentro di sé il desiderio impellente di raccontare, di dire, di dare. Anche Natanaele/Bartolomeo viene coinvolto. Conosce la Scrittura, Bartolomeo, lo troviamo seduto sotto un fico, l’albero alla cui ombra riflettevano i rabbini, conosce bene la Parola: Nazareth non viene mai citata nella migliaia di pagine che descrivono tutti gli angoli più remoti della terra di Israele. È un conoscitore della Bibbia ma la sua lingua è tagliente e il suo giudizio impietoso. Ma non è feroce come appare: è amico di Filippo, il cui nome evoca un’origine meticcia, non deve essere un esaltato tradizionalista come i farisei. Bartolomeo ha un cattivo carattere, si sente. Ma appena Gesù, di quel suo carattere irruento, sottolinea il positivo: che almeno si sa sempre cosa pensa… egli si scioglie! È stupito, Bartolomeo: mai nessuno gli aveva fatto un complimento del genere! E professa, esagerando, la sua fede. Ricordiamoci sempre che l’annuncio passa attraverso la relazione positiva fra le persone.

Dall’Epifania al Battesimo di Gesù 
Commento di Paolo Curtaz

Lunedì 7 Gennaio > 
(Feria – Bianco)
Feria propria del 7 Gennaio
1Gv 3,22-4,6   Sal 2   Mt 4,12-17.23-25: Il regno dei cieli è vicino.
Martedì 8 Gennaio > 
(Feria – Bianco)
Feria propria dell’8 Gennaio
1Gv 4,7-10   Sal 71   Mc 6,34-44: Moltiplicando i pani, Gesù si manifesta profeta.
Mercoledì 9 Gennaio > 
(Feria – Bianco)
Feria propria del 9 Gennaio
1Gv 4,11-18   Sal 71   Mc 6,45-52: Videro Gesù camminare sul mare.
Giovedì 10 Gennaio > 
(Feria – Bianco)
Feria propria del 10 Gennaio
1Gv 4,19-5,4   Sal 71   Lc 4,14-22: Oggi si è adempiuta questa Scrittura.
Venerdì 11 Gennaio > 
(Feria – Bianco)
Feria propria dell’11 Gennaio
1Gv 5,5-13   Sal 147   Lc 5,12-16: Immediatamente la lebbra scomparve da lui.
Sabato 12 Gennaio > 
(Feria – Bianco)
Feria propria del 12 Gennaio
1Gv 5,14-21   Sal 149   Gv 3,22-30: L’amico dello sposo esulta di gioia alla voce dello sposo.
Domenica 13 Gennaio > 
(FESTA – Bianco)
BATTESIMO DEL SIGNORE (ANNO C)
Is 40,1-5.9-11   Sal 103   Tt 2,11-14;3,4-7   Lc 3,15-16.21-22: Mentre Gesù, ricevuto il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì.

Lunedì 7 Gennaio >
(Feria – Bianco) Feria propria del 7 Gennaio
Mt 4,12-17.23-25: Il regno dei cieli è vicino.

Fugge, il Signore. Hanno arrestato il Battista, Erode non sopporta più di essere sbeffeggiato dal profeta di fuoco. Meglio cambiare aria, tornare al Nord. Ma, invece di nascondersi, Gesù inizia la sua predicazione. Non sempre un evento nefasto ha conseguenze negative. Così come la persecuzione della prima comunità a Gerusalemme avrà, come inattesa conseguenza, l’annuncio del Vangelo ai pagani. E il ministero pubblico di Gesù inizia dall’estremo nord, dalle terre che per prime, caddero sotto la dominazione assira, settecento anni prima. Terre perdute, per i puri di Gerusalemme, terre pagane e immonde, fatte di meticci e di promiscuità. L’annuncio del Vangelo inizia nelle piazze, non nelle chiese. Dalle periferie della storia, non dai convegni che radunano i fervidi discepoli. Così, la Chiesa, se vuole restare fedele al mandato del suo Maestro, deve osare. Gesù si sporca le mani, si mischia alla folla considerata perduta dai religiosi della capitale. E il suo annuncio è semplice: Dio ti si è fatto vicino, accorgetene e cambia vita. Fossimo capaci di tornare a tanta disarmante semplicità! A dire le parole di Dio senza elucubrazioni teologiche e ansie moralistiche! Iniziamo la settimana, e l’anno, col desiderio, in questo anno della fede, di tornare a dire l’essenziale…

Martedì 8 Gennaio >
(Feria – Bianco) Feria propria dell’8 Gennaio
Mc 6,34-44: Moltiplicando i pani, Gesù si manifesta profeta.

Gli apostoli sono appena tornati dalla loro prima missione pieni di entusiasmo. Il Signore ha gioito della loro gioia e ha deciso di portarli con sé a riposare da qualche parte. Ma la folla li ha preceduti e attesi e quando il Maestro li vede, invece di irritarsi per le vacanze saltate, si mette ad insegnare loro le cose del Regno perché sono smarriti. Le ore passano, la fame di cibo cresce anche se quella di senso è ampiamente soddisfatta. Davanti a tanta richiesta gli apostoli che soluzione hanno? Che se ne tornino tutti a casa! La soluzione è: cacciarli! Non farà così, il Signore. Provvederà a sfamare tutti e si renderà conto quanta strada ancora devono fare i suoi apostoli. Hanno annunciato il Regno ma ancora non hanno imparato la compassione. Da qui in avanti, in Marco, Gesù costringerà letteralmente i suoi a seguirlo in terra pagana dove, infine, impareranno in che modo prendersi cura del proprio gregge. Davanti alla fame della folla, di senso, di giustizia, di amore, non arrendiamoci, come fanno tutti, ma mettiamo in gioco quello che abbiamo, quello che siamo. Al resto penserà Dio…

Mercoledì 9 Gennaio >
(Feria – Bianco) Feria propria del 9 Gennaio
Mc 6,45-52: Videro Gesù camminare sul mare.

È rimasto profondamente deluso, il Maestro Gesù, dal comportamento dei suoi discepoli. Davanti alla folla smarrita e affamata non hanno saputo far di meglio che rimandarli a casa. Quanto ancora devono imparare per diventare dei veri discepoli! Allora li costringe ad andare all’altra riva, la parte pagana del lago, da soli. Forse lì impareranno qualcosa. Ed egli si ritira sulla montagna a pregare. Avrà fatto bene a scegliere quei dodici? Cosa deve aspettarsi? Si alza il vento e il lago si fa mosso e pericoloso ma Gesù lascia tribolare i suoi. Solo sul fare del mattino decide di andar loro incontro. La tempesta si placa e e finalmente raggiungono la riva: Gennesaret!, il luogo da cui sono partiti. No, non sono pronti nemmeno per andare all’altra sponda, devono ancora capire molte cose. Anche noi, a volte, pensiamo di avere capito tutto, di essere dei cristiani migliori di tanti altri o, almeno, non peggiori. Salvo poi restare spiazzati e paralizzati davanti ai problemi reali della gente. A volte il Signore ci lascia soli in mezzo alla tempesta, a remare inutilmente, per misurare quanto, senza di lui, non possiamo fare niente…

Giovedì 10 Gennaio >
(Feria – Bianco) Feria propria del 10 Gennaio
Lc 4,14-22: Oggi si è adempiuta questa Scrittura.

Quanti messaggi ci giungono da questa pagina! Il primo, banale, è lo stupore per il fatto che il Signore partecipa alla liturgia del sabato della sua piccola Nazareth, senza snobbare, senza sentirsi superiore… Gesù vuol far parte di una comunità, ci tiene, gli sta a cuore. Sa che attraverso quel modo povero e semplice di essere credenti si realizza il Regno. Inoltre legge la Parola e la commenta, la conosce, la prega, la scruta. Imparassimo a fare come lui mettendo al centro della nostra giornata la Parola di Dio! E quella Parola la attualizza, la rende presente, la interpreta a partire dalla propria vita: davvero la sua presenza realizza la profezia di Isaia… Anche noi, oggi, realizziamo la Parola che ascoltiamo affinché chi ci vede possa meravigliarsi e rendere testimonianza a Dio. Se viviamo con semplicità e forza la Parola che proclamiamo, come Cristo, possiamo rendere visibile, concreta, tangibile, la Parola del Signore. In questa giornata con la nostra disponibilità, col nostro sorriso, con il nostro ottimismo, renderemo credibile la parola messianica del profeta.

Venerdì 11 Gennaio >
(Feria – Bianco) Feria propria dell’11 Gennaio
Lc 5,12-16: Immediatamente la lebbra scomparve da lui.

Il lebbroso è coperto di lebbra. La lebbra, ormai, ha invaso la sua vita, facendolo diventare un morto che cammina, isolato da tutti. La legge era molto severa rispetto alle malattie contagiose: nessun ammalato poteva entrare in città. La lebbra, allora, era una malattia della solitudine e del senso di colpa. Tutti pensavano che la malattia fosse la punizione divina di qualche peccato; il malato, perciò, non suscitava compassione ma disprezzo. E, spesso, il lebbrosi erano intimamente convinti di essere dei maledetti, di essere disprezzati da Dio. Da tutto questo il lebbroso chiede di essere purificato. Dalla malattia, dalla solitudine, dal senso di colpa, da una vita sbagliata. E il Signore lo guarisce. Meglio: lo vuole. Dio vuole che siamo in comunione, in armonia, in salute. Dio non ci manda gli accidenti, né tantomeno ci punisce. Ma desidera nel profondo la nostra salvezza. Convertiamo il nostro cuore a questa immagine di Dio, a questa rivelazione, senza lasciarci offuscare da idee demoniache di Dio che spesso portiamo nel cuore e che sono la proiezione dei nostri incubi profondi!

Sabato 12 Gennaio >
(Feria – Bianco) Feria propria del 12 Gennaio
Gv 3,22-30: L’amico dello sposo esulta di gioia alla voce dello sposo.

La curiosa annotazione di Giovanni, che ci prepara alla grande festa del Battesimo di domani, ci informa di due interessanti elementi: anzitutto che, con ogni probabilità, l’evangelista era discepolo del Battista, poiché ci dà su di lui, molte più informazioni degli altri; e poi che, all’inizio della Chiesa, ci furono delle tensioni fra i discepoli del Battista e quelli di Gesù. L’interpretazione fornita da Giovanni ci aiuta a capire la questione: il Battista, pur essendo inizialmente più conosciuto di Gesù, era solo un precursore inviato da Dio a preparare la strada al Nazareno. Detto questo, impressiona vedere l’umiltà di Giovanni che gioisce per lo sposo. Abituati come siamo, anche nella Chiesa, a vedere quante gelosie e sottili invidie nascono fra i credenti. Invidie fra preti, fra laici impegnati, sante dispute fra movimenti, tutti umilmente convinti di essere i migliori, tensioni fra catechisti… Giovanni, invece, ci insegna a gioire per la realizzazione degli altri. Imparassimo da lui a vedere la realizzazione di chi ci sta accanto come una cosa positiva! E a credere che, nella Chiesa, ciò che fa crescere una parte delle membra contribuisce alla crescita di tutto il corpo! Smettiamola di ragionare per segmenti, di fare i partigiani e diventiamo, finalmente, la Chiesa di Cristo!

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Questa voce è stata pubblicata il 07/01/2019 da in ITALIANO, Liturgia, Settimana - commento.
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