COMBONIANUM – Formazione e Missione

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Battesimo del Signore (C) Lectio

Parola della Domenica
Battesimo del Signore – anno C
Luca 3,15-16.21-22

In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: “Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco”. Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: “Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento”.

il battesimo di gesù

Il battesimo di Gesù

Con la festa di oggi, si conclude il tempo liturgico del Natale ed ha inizio il tempo ordinario, inoltre questo evento segna l’inizio della vita pubblica di Gesù. Lo abbiamo lasciato dodicenne al tempio ed ora lo troviamo trent’enne, uomo maturo, che dalla Galilea scende “al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui” (Mt 3.13).

Del Battesimo di Gesù ne parlano tutti gli Evangelisti. Nei Sinottici viene narrato in modo esplicito. L’evangelista Giovanni, come del resto fa per l’istituzione dell’Eucarestia che dell’ultima cena narra la lavanda dei piedi, non racconta l’evento ma lo suppone attraverso la testimonianza di Giovanni Battista che dichiara di aver visto “lo Spirito scendere come una colomba dal cielo e posarsi su di lui” (cf Gv 1,32). L’episodio infatti si colloca nell’ambito dell’attività di Giovanni Battista che battezza il popolo nelle acque del Giordano.

Proprio Giovanni aveva annunciato che veniva uno più forte di lui di cui lui non era degno di sciogliere il legaccio dei sandali e che avrebbe battezzato non nelle acque del Giordano ma in Spirito Santo e fuoco. Tuttavia questo Annunciato non si conosce, sta in mezzo al popolo ma non si vede ancora. Luca sottolinea che Gesù va a farsi battezzare insieme a “tutto il popolo”, si mescola tra i peccatori, Lui che “è senza peccato” (cfr 2 Cor 5,21; 1Gv 3,5), si sottopone allo stesso rito di penitenza e di purificazione. Gesù, che può battezzare “in Spirito Santo e fuoco” non si sottrae al battesimo di acqua di Giovanni ed è proprio mentre è in preghiera in mezzo al suo popolo che vede il cielo aprirsi e scendere lo Spirito su di lui e ascolta la voce del Padre che gli rivela la sua identità: “Tu sei il mio Figlio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento” (v. 22).
Nel racconto del Battesimo di Gesù troviamo una particolarità specifica di Luca ossia Gesù si trovava in preghiera: “ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea” (Lc 3.21-22). Questa è una caratteristica di Gesù che troviamo in tutto il Vangelo di Luca: ogni volta che Egli deve compiere un atto di particolare importanza, come ad esempio la scelta degli Apostoli, si ritira in preghiera. Lo vediamo poi pregare dopo aver compiuto miracoli e guarigioni: “si ritirava in luoghi deserti e pregava” (Lc 5,16; cf. Mc 1,35; Lc 6,12; 9,18; 11,2); Lo ritroviamo in preghiera nel momento della tentazione e della prova: «in preda all’angoscia Gesù pregava più intensamente» (Lc 22,44); egli si affida al padre appena prima di esalare l’ultimo respiro (Lc 23,46).

Per Gesù la preghiera è aprirsi al compimento della volontà di Dio nella sua vita e, quando Gesù prega si rivolge a Dio chiamandolo “Padre” come esplicitamente ha insegnato ai sui discepoli quando gli avevano chiesto di insegnare loro a pregare: Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome e non il mio. Sia fatta la tua volontà e non la mia. Venga il tuo Regno e non il mio. Quando Gesù è in preghiera il Padre si dona facendo scendere su di Lui lo Spirito Santo, scambio d’amore tra il Padre e il Figlio. E’ con questo dono che il Padre riconosce in Gesù il Figlio e la risposta di Gesù alla sua identità di Figlio è appunto quella di Colui che tutto attende dal Padre, aperto al suo disegno di salvezza donando tutta la propria esistenza fino all’estremo. Quindi questo primo gesto di inizio del ministero pubblico di Gesù, è un gesto umano di umiltà, di sottomissione a Dio e di totale solidarietà con i peccatori, come avverrà nell’ora della sua morte, uomo come noi, sarà “annoverato” e crocifisso “tra due malfattori” (cf Lc 22,37; 23,33). Tutta la sua vita sarà preferire i peccatori ai giusti, i malati ai sani, l’abbiamo sentito più volte nei Vangeli affermare questa predilezione.

E’ in questo cammino di “discesa” che Gesù può veder il cielo aprirsi e ascoltare la voce del Padre perché come dirà più volte: “chi si umilia sarà esaltato, e chi si esalta sarà umiliato” (cf Lc 18,14); perché solo quando si raggiunge il punto più basso del cammino, quando si è gettati a terra a causa del peccato, è proprio lì che si incontra Dio, il Dio Pasquale che ti fa rialzare, risalire, risorgere e ti rimette in cammino donandoti una vita nuova.

Allora l’esperienza di Gesù nel suo Battesimo, questo suo cammino di sottomissione; di discesa che arriverà fino nel buio del Sepolcro, fino nel cuore della terra; di umiltà, descritta da S. Paolo nella lettera ai Filippesi, “Apparso in forma umana, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce”; chiama in causa anche noi perché in quanto battezzati siamo stati resi figli nel Figlio, perciò chiamati a vivere come Gesù un cammino di discesa, di umiltà e di obbedienza. La stessa colletta di oggi ci invita a chiedere al Padre di “vivere come fedeli imitatori del suo Figlio”, e Dio dona anche a noi il suo Spirito, che è lo Spirito del Figlio ed ogni volta che lo invochiamo ci sentiremo dire “Tu sei mio figlio”, “Tu sei l’oggetto del mio amore”.

Scarica la lectio completa in formato pdf, cliccando qui!

http://www.clarissesantagata.it

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Questa voce è stata pubblicata il 09/01/2019 da in Anno C, Domenica - lectio, Festività (C), ITALIANO, Liturgia, Natale (C), Tempo Ordinario (C).
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