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Pasqua dell’orrore in Sri Lanka, oltre 200 morti e centinaia di feriti

Strage di Pasqua in Sri Lanka, raffica di esplosioni in chiese e hotel


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Avvenire, domenica 21 aprile 2019

Sei bombe in diverse località, salgono a quasi 200 le vittime, decine di stranieri. Centinaia di feriti. Il dolore del cardinale di Colombo, sospese tutte le celebrazioni nel Paese. Il dolore del Papa

La domenica di Pasqua funestata da una delle stragi di cristiani (e non solo) più efferate mai accadute: decine e decine le vittime di esplosioni nelle chiese e negli hotel in diverse località dello Sri Lanka.

Almeno sei esplosioni simultanee alle 8.45 e altre due poco più tardi hanno colpito cinque chiese durante la messa e tre hotel di lusso, causando poco meno di 200 morti, fra cui decine di stranieri, e più di 500 feriti in tre città dell’isola. Il bilancio è provvisorio e tra le vittime ci sono americani, britannici e olandesi.

Papa Francesco al termine del messaggio e della benedizione Urbi et Orbi, ha rivolto i suoi pensieri allo Sri Lanka: “Cari fratelli e sorelle, ho appreso con tristezza la notizia dei gravi attentati che, proprio oggi, giorno di Pasqua, hanno portato lutto e dolore in alcune chiese e altri luoghi di ritrovo dello Sri Lanka. Desidero manifestare la mia affettuosa vicinanza alla comunità cristiana, colpita mentre era raccolta in preghiera, e a tutte le vittime di così crudele violenza. Affido al Signore quanti sono tragicamente scomparsi e prego per i feriti e tutti coloro che soffrono a causa di questo drammatico evento”.

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Tutte le celebrazioni pasquali nel Paese sono state annullate. A Colombo è stato colpito il santuario di Sant’Antonio e gli hotel di lusso Shangri-La, Kingsbury e Cinnamon Grand Colombo. A Negombo, a nord della capitale, è stata colpita una chiesa dove sono morte almeno 67 persone; altre 25 sono morte in una chiesa a Batticaloa, nell’est del Paese, nella parte opposta dell’isola.

Una strage in qualche modo annunciata, si è appreso subito dopo la carneficina: il capo della polizia del Paese aveva emanato un’allerta a livello nazionale l’11 aprile, segnalando il rischio di attentati kamikaze contro “chiese importanti”. L’ufficiale, Pujuth Jayasundara, era stato allertato da un servizio di intelligence straniero, secondo il quale il gruppo radicale islamico National Thowheeth Jamàath (Ntj) stava pianificando di compiere attacchi suicidi “contro chiese importanti e contro la rappresentanza diplomatica indiana a Colombo”. Il gruppo radicale islamico Ntj è noto dall’anno scorso, quando era stato collegato ad una serie di atti vandalici contro simboli buddisti.

Il cardinale Albert Malcolm Ranjith Patabendige Don, arcivescovo di Colombo, ha condannato gli attacchi e ha anche lanciato un invito per dare sangue negli ospedali, dove si trovano ricoverate decine di persone.

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“Per favore restate in casa. Ci sono molte vittime, inclusi stranieri”, ha scritto su Twitter il ministro per le Riforme economiche, Harsha de Silva, che ha visitato alcuni dei luoghi attaccati. “Scene orribili, ho visto arti amputati sparsi dappertutto, le squadre di emergenza sono state inviate in tutti i luoghi. Abbiamo portato molte vittime in ospedale, speriamo di aver salvato molte vite”, ha aggiunto.

Il governo dello Sri Lanka ha dichiarato lo stato d’emergenza e ha convocato il consiglio di sicurezza, presieduto dal premier, Ranil Wickremesing. Il presidente, Maithripala Sirisena, ha chiesto alla popolazione di restare calma e di collaborare con le autorità. Nel Paese i cristiani sono il 7,4% della popolazione.

Lo Sri Lanka è stato in guerra con i separatisti Tamil fino al 2009. Nell’ultimo anno, riferisce la Reuters, si sono verificati 86 episodi di discriminazione, minacce e violenze contro i cristiani, secondo la National Christian Evangelical Alliance (Nceasl), 26 nel 2019, tali incidenti, tra cui un tentativo di monaci buddisti di interrompere una funzione domenicale. Il 70% dei 22 milioni di abitanti è buddista, il 12,6% indù, il 9,7% musulmana.

LA CHIESA CATTOLICA NELLO SRI LANKA: DECINE DI ATTACCHI NEL 2018

In Sri Lanka la Chiesa cattolica è presente con una sede metropolitana e undici diocesi.
Scoperto nel 1505 da esploratori portoghesi, il territorio dell’attuale Sri Lanka, paese insulare dell’Oceano Indiano, fu amministarto dagli olandesi, quindi passò all’amministrazione britannica e nel 1848 divenne indipendente con il nome di Ceylon. Il nome Sri Lanka è stato assunto nel 1972. Fra il 1983 e il 2009 la minoranza Tamil ha condotto un lotta per la difesa dei propri diritti. La guerra civile ha provocato circa 80.000 morti. Lo Sri Lanka ha oltre 21milioni di abitanti e le religioni più praticate sono il buddhismo, l’ induismo, l’ Islam e il cristianesimo. I cristiani sono circa il 9 per cento della popolazione.

Alla fine del 2018 la National Christian Evangelical Alliance of Sri Lanka aveva denunciato un aumento degli attacchi contro la comunità cristiana. Fra il gennaio e il settembre del 2018 gli attacchi erano stati 67.

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Questa voce è stata pubblicata il 21/04/2019 da in Cristiani perseguitati, ITALIANO con tag .

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Sono un comboniano affetto da Sla. Ho aperto e continuo a curare questo blog (tramite il puntatore oculare), animato dal desiderio di rimanere in contatto con la vita del mondo e della Chiesa, e di proseguire così il mio piccolo servizio alla missione.
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