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Meditazioni Pasquali (11) Una ininterrotta celebrazione della Pasqua

UNA ININTERROTTA CELEBRAZIONE DELLA PASQUA
Louis Bouyer


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Padre Louis Bouyer (1913-2004), ex-pastore luterano, fattosi sacerdote dell’Oratorio, non ha cessato d’operare al servizio della Chiesa di Cristo, sia in qualità di teologo che in quella di storico. Estendendo il suo interesse a tutti i settori della ricerca cristiana, egli ha pubblicato un vasto numero di opere di grande consistenza, parecchie delle quali stimolarono l’aggiornamento liturgico e l’attività ecumenica fin dal periodo precedente il Concilio. La sua qualità più evidente è di aver cercato di mettere in luce la novità radicale dell’Evangelo, del mistero e del culto cristiani, ed al tempo stesso il loro legame intimo e profondo con la Rivelazione vetero-testamentaria. Sia nel suo insegnamento, come nei suoi scritti, Padre Bouyer si ripropone di scoprire, fra le tendenze contemporanee, quelle che corrispondono maggiormente all’essenza di un cristianesimo assai esigente, di cui mette volentieri in risalto il carattere trascendente ed escatologico.


Non è sufficiente dire che le festività pasquali costituiscono il centro dell’anno ecclesiastico; esse rappresentano al tempo stesso il punto focale cui tutto converge ed il punto di origine da cui tutto deriva.

Nella sua complessità, il culto cristiano non è niente altro che una ininterrotta celebrazione della Pasqua: il sole che non smette di levarsi sulla terra, trascinando dietro di sé una scia di eucaristie che non si interrompe mai; ed ogni celebrazione della Messa non fa che prolungare la Pasqua. Ogni giorno dell’anno liturgico e, in ciascun giorno, ciascun istante della vita della Chiesa che non conosce il sonno ed il riposo, continua e rinnova questa Pasqua che il Signore aveva desiderato di consumare con i suoi, in attesa di quella che mangerà nel suo regno con loro e che si prolungherà per l’eternità. La Pasqua annuale che non smettiamo né di ricordare né di attendere, ci fa provare senza un attimo di sosta il sentimento tipico dei primi cristiani, quando esclamavano, rivolti al passato: Il Signore è veramente risorto! (Le. 24, 34), e rivolti al futuro: Vieni! Signore Gesù! vieni presto! (Apoc. 22, 20).

In ultima analisi, la religione cristiana non è per nulla una semplice dottrina; essa è un fatto, un’azione, e non un’azione del passato, ma del presente verso cui si orienta il passato ed a cui si avvicina il futuro. In questo consiste il suo mistero, un mistero di fede, in quanto viene affermato che oggi diventa nostra l’azione che un Altro compì un tempo, ed i cui frutti in noi non vedremo se non più tardi…

Poiché Cristo è morto per noi, non tanto per dispensarci dal morire, quanto piuttosto per renderci capaci di morire efficacemente: di morire, cioè, alla vita dell’uomo vecchio per rivivere a quella dell’uomo nuovo che non perirà più.

Ecco il senso vero della Pasqua: essa ci insegna che il cristiano nella Chiesa deve morire con il Cristo per resuscitare con lui. E non solo lo insegna – come si mostrerebbe a dito qualcosa che non si tiene in proprio possesso (era ciò che faceva la Pasqua del Vecchio Testamento) – essa lo mette in pratica. La Pasqua è il Cristo che un tempo è morto e risuscitato, facendoci morire della sua morte e resuscitandoci alla sua vita. Così la Pasqua non è una semplice commemorazione; essa è la Croce ed il Sepolcro vuoto resi presenti. Ma ora non è più il Capo che deve adagiarsi sulla croce per rialzarsi dalla tomba; è il suo corpo, la Chiesa, con tutte le sue membra rappresentate da ciascuno di noi. Tutto il mistero che, come dice San Paolo, Dio aveva riservato per gli ultimi tempi, i nostri, consiste esattamente in questa morte con il Cristo ed in questa resurrezione con lui; morte e resurrezione che ci offrono la vita nascosta con Cristo in Dio, quella stessa vita che si manifesterà allorquando Cristo in persona apparirà. E’ stato spesso sottolineata la straordinaria abbondanza di combinazioni con le quali San Paolo, nei suoi scritti, sfrutta la preposizione con; ed è anche stato giustamente messo in evidenza che è un aspetto caratteristico di tutta la sua concezione della vita cristiana. In effetti, per lui. vita cristiana, vita della Chiesa o vita di ciascun cristiano, è una vita con Cristo.

  * Le mystère pascal, Le Cerf, Parigi 1947 – pp. 9-11.

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Questa voce è stata pubblicata il 01/05/2019 da in ITALIANO con tag , .

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