COMBONIANUM – Spiritualità e Missione

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Meditazioni pasquali (13) I quaranta giorni gloriosi

I QUARANTA GIORNI GLORIOSI
Roger Poelman

Sacerdote belga, l’Abate Poelman, nato nel 1911, è stato un esegeta di fama, uomo di fede legato intimamente alla Parola di Dio. Segni o volti biblici, avvenimenti o gesti salvifici, tutto è da lui inquadrato di nuovo nell’insieme della Storia Sacra, cioè della Storia del Santo «venuto» per la salvezza degli uomini.


El Greco- La Resurrección


L’inizio della vita pubblica di Cristo è stato contrassegnato da quaranta giorni nel deserto, con cui Gesù, una volta ricevuto il battesimo, riprendeva e continuava l’Esodo del suo Popolo.
Alla fine della sua missione terrena, il periodo che Gesù trascorre tra la liberazione dai lacci della morte (cf. At. 2, 24) e la sua entrata definitiva nella vera terra promessa, è ancora una volta di quaranta giorni.

Nell’esaminare questi due periodi di quaranta giorni, ci colpisce soprattutto il contrasto esistente fra il periodo trascorso nel deserto e quello dopo la risurrezione.
Nel deserto, Gesù è apparso come il fratello nostro, immerso in un mondo di peccati, tentato dal demonio.

Durante i quaranta giorni gloriosi, noi veniamo educati ad un altro tipo di presenza, quella del Cristo risorto. Egli appare sotto un altro aspetto (Mc. 16, 12). Si comincia sempre col non riconoscerlo: Maddalena lo prende per un ortolano; gli apostoli esitano, nella loro gioia, e si domandano: “Sarà veramente lui?»; i discepoli di Emmaus lo prendono per un viandante; Pietro, Giovanni e gli apostoli, al lago, per uno sconosciuto che si trova lì per caso.

Una particolare pedagogia viene così a formarsi: i sensi non sono più sufficienti per raggiungere Cristo.
Necessita la fede: fino a che rimangono nel dubbio, gli apostoli non hanno un contatto reale con il Risorto.
Necessita la speranza: i discepoli di Emmaus sono disposti a riconoscere il segno della frazione del pane, soltanto quando la speranza si rifà strada nei loro cuori.
Necessita sapere di essere amati: quando Gesù la chiama dolcemente con il suo vero nome, Maria, è solo allora e all’improvviso che Maddalena «riconosce» la sua voce e si getta ai suoi piedi. Ed è colui che Gesù amava che per primo scopre la «sua» presenza sulla sponda del lago: «Pietro! è il Signore!»

Ma s’impone un’altra osservazione. Appena viene riconosciuto, egli scompare. Non bisogna cercare di trattenerlo. Risuscitare, non significa «riprendere» la vita del passato allo stesso modo in cui si rimette l’abito deposto. «Figliolini, io me ne vado», diceva Gesù nell’ultima Cena. C’è qualcosa che definitivamente si conclude con la sua morte e la sua resurrezione. Figliolini, sono con voi ancora per un poco. Mi cercherete, ma, come dissi ai Giudei: Dove vado io, voi non potete venire, ora lo dico anche a voi. Simon Pietro interviene ed insiste: Signore, dove vai? Gesù gli rispose: Ove vado io, non puoi seguirmi, per ora, ma più tardi mi seguirai (Gv. 13, 33-36).
Il giorno di Pasqua, Gesù disse alla Maddalena: Non continuare ad abbracciarmi i piedi così – ella infatti s’era gettata ai suoi piedi – ma ora va’ dai miei discepoli e di’ loro: Ascendo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro (Gv. 20, 17).

Ecco ciò che la Pasqua inaugura. Ecco ciò che il sacrificio di Gesù ha ottenuto: la sua resurrezione segna l’avvio di un mondo nuovo.
Durante questi quaranta giorni, egli annuncia dunque ai suoi la sua incessante presenza. Li manda in Galilea, e là, alla svolta di un sentiero, sul lago o nella casa, mentre essi pensano a lui, parlano di fui, si ripetono il Vangelo e lo scoprono in un modo tutto nuovo, o perfino quando sono distratti od occupati in altre faccende, possono vederlo all’improvviso o riconoscerlo, poiché è sempre presente, anche prima che l’abbiano scoperto.

Questi quaranta giorni raccolgono in sé tutta una pedagogia che educa alla nuova presenza del Risorto. E al termine di essi,egli potrà appunto dire: lo sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo (At. 28, 20)…

 * Le signe biblique des 40 jours, Éditions universitaires, Parigi 1961 – pp. 143-145.

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Questa voce è stata pubblicata il 03/05/2019 da in ITALIANO con tag , .

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Combonianum è stata una pubblicazione interna nata tra gli studenti comboniani nel 1935. Ho voluto far rivivere questo titolo, ricco di storia e di patrimonio carismatico.
Sono un comboniano affetto da Sla. Ho aperto e continuo a curare questo blog (tramite il puntatore oculare), animato dal desiderio di rimanere in contatto con la vita del mondo e della Chiesa, e di proseguire così il mio piccolo servizio alla missione.
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