COMBONIANUM – Spiritualità e Missione

–– Sito di FORMAZIONE PERMANENTE MISSIONARIA –– Uno sguardo missionario sulla Vita, il Mondo e la Chiesa A missionary look on the life of the world and the church –– VIDA y MISIÓN – VIE et MISSION – VIDA e MISSÃO ––

Il Papa in Bulgaria (2) Migranti, croce dell’umanità


Bulgaria e Macedonia del Nord

Lunedì, 6 maggio 2019

SOFIA-RAKOVSKY-SOFIA

  • 8:30 Visita in privato ad un campo profughi
    9:30 Partenza in aereo per Rakovsky
  • 11:15 Santa Messa nella Chiesa del Sacro Cuore di Rakovsky
    13:00 Pranzo con i Vescovi della Bulgaria nel Convento delle Suore Francescane
    15:30 Incontro con la Comunità Cattolica nella Chiesa di San Michele Arcangelo
  • 17:15 Partenza in aereo per Sofia
    18:15 Incontro per la Pace presieduto dal Santo Padre alla presenza degli esponenti delle varie confessioni religiose in Bulgaria in Piazza Nezavisimost a Sofia

Ilaria Solaini e Gianni Cardinale, inviato in Bulgaria
Avvenire, lunedì 6 maggio 2019


Papa in B

Visita in privato ad un campo profughi

Una volta lasciata la Nunziatura Apostolica di Sofia, papa Francesco si è trasferito in auto al centro profughi “Vrazhdebna” nella periferia della capitale bulgara. Al suo arrivo, alle ore 8.25 (7.25 ora di Roma), il Papa è stato accolto dal direttore del Centro e dal direttore della Caritas all’ingresso principale della struttura, un ex edificio scolastico adibito a centro di accoglienza profughi. Quindi si era è nel refettorio dove si trovavano riunite circa 50 persone tra genitori e bambini. I bambini presenti nel Centro provengono da Siria e Iraq.
Dopo il breve saluto di una volontaria, il canto eseguito dai bambini e il dono dei disegni dei piccoli al Papa, il Pontefice ha salutato le famiglie accolte nel Centro e rivolto loro alcune parole: “Oggi il mondo dei migranti e dei rifugiati è un po’ una croce, una croce dell’umanità, e la croce è tanta gente che soffre“. (IL TESTO)

Santa Messa nella Chiesa del Sacro Cuore di Rakovsky

Dopo la visita al centro profughi “Vrazhdebna” e il viaggio in aereo per Rakovsky, il Papa ha celebrato la Messa con le Prime Comunioni a 245 bambini provenienti da tutte le parrocchie del Paese.

La cerimonia è suggestiva. Nell’edificio ci sono 245 bambini e bambine in tunica bianca con i loro familiari. Le bimbe hanno anche una coroncina di fiori bianchi. Tutti emozionatissimi. Fuori i fedeli sono oltre 10mila.
“Voi, cari bambini, care bambine, siete venuti qui da ogni angolo di questa ’Terra delle rose’ per partecipare a una festa meravigliosa, – dice il Pontefice nell’omelia – che sono sicuro non dimenticherete mai: il vostro primo incontro con Gesù nel sacramento dell’Eucaristia”. “Ora – prosegue – Gesù è vivo, è qui con noi, perciò oggi lo possiamo incontrare nell’Eucaristia. Non lo vediamo con questi occhi, ma lo vediamo con gli occhi della fede”. Papa Francesco ricorda che “la nostra carta di identità e questa: Dio è nostro Padre, Gesù è nostro Fratello, la Chiesa è la nostra famiglia, noi siamo fratelli, la nostra legge è l’amore”.  E incoraggia i comunicandi “a pregare sempre con quell’entusiasmo e quella gioia che avete oggi”. “E ricordate – conclude -che questo è il sacramento della Prima Comunione ma non dell’ultima comunione, oggi ricordatevi che Gesù vi aspetta sempre” (IL TESTO)

Al termine dell’omelia il Papa a braccio tiene una breve catechesi a domanda e risposta. E poi è lui stesso a dare la prima comunione a ciascuno dei bimbi.
È la prima volta che lo fa durante un viaggio apostolico. Prima di distribuirla, sempre a braccio, li invita al silenzio a pensare ai genitori e ai nonni, ai catechisti e ai sacerdoti, e a perdonare le persone con cui hanno eventualmente litigato.

Papa in Bulgaria 1

Al termine della messa, che si conclude tra gli applausi dei bimbi con una cascata di petali di rose dal cielo della chiesa, il Papa si ferma a pranzo nel Convento delle suore francescane.

Incontro con la Comunità Cattolica

Subito dopo è previsto l’incontro con la comunità cattolica sempre nella chiesa di San Michele.

Papa in Bulgaria 2

“Impariamo ad essere una Chiesa-famiglia-comunità che accoglie, ascolta, accompagna, si preoccupa degli altri rivelando il suo vero volto, che è volto di madre. La Chiesa è madre. Chiesa-madre che vive e fa suoi i problemi dei figli, non offrendo risposte confezionate, una madre non dà risposte preconfezionate. Questa Chiesa cerca insieme strade di vita, di riconciliazione; cercando di rendere presente il Regno di Dio. Chiesa-famiglia-comunità che prende in mano i nodi della vita, che spesso sono grossi gomitoli, e prima di districarli li fa suoi, li accoglie tra le mani e li ama. Così fa una mamma, così è la nostra madre-Chiesa”.
È la raccomandazione rivolta da papa Francesco durante l’incontro con la piccola ma entusiasta rappresentanza della comunità cattolica bulgara nella chiesa di san Michele Arcangelo di Rakovsky. “Una famiglia tra le famiglie, questa è la Chiesa, aperta a testimoniare – ha detto – al mondo odierno la fede, la speranza e l’amore verso il Signore e verso coloro che Egli ama con predilezione. Una casa con le porte aperte. La Chiesa è una casa con le porte aperte. Perché è madre”. (IL TESTO)

Incontro per la Pace con esponenti di varie confessioni religiose

Poi il rientro a Sofia dove partecipa all’incontro per la pace con esponenti di varie confessioni religiose in piazza Nezavisimost, ex piazza Lenin, oggi piazza Indipendenza, nel cuore di Sofia, dove si affacciano la chiesa ortodossa di Nedelia, la chiesa cattolica di San Giuseppe e la sinagoga. Lì ha presieduto l’Incontro per la pace, alla presenza degli esponenti delle varie confessioni religiose del Paese: cristiani cattolici e ortodossi, musulmani, ebrei. Fedi rappresentate da altrettante lanterne accese attorno a un cero e tenute in mano da bambini, dopo la lettura del Cantico delle Creature composto da San Francesco d’Assisi.

Pioveva, ma questo non ha fermato il coro di bambini che hanno cantato “We are the World”. “Ciascuno di noi, sulle orme di San Francesco, è chiamato a diventare un costruttore, un ‘artigiano’ di pace – esorta il Pontefice -. Pace che dobbiamo implorare e per la quale dobbiamo lavorare, dono e compito, regalo e sforzo costante e quotidiano per costruire una cultura in cui anche la pace sia un diritto fondamentale. Pace attiva e fortificata contro tutte le forme di egoismo e di indifferenza che ci fanno anteporre gli interessi meschini di alcuni alla dignità inviolabile di ogni persona”. (IL TESTO)

Papa in Bulgaria 4

Il Papa sottolinea che “la pace esige e chiede che facciamo del dialogo una via, della collaborazione comune la nostra condotta, della conoscenza reciproca il metodo e il criterio, per incontrarci in ciò che ci unisce, rispettarci in ciò che ci separa e incoraggiarci a guardare il futuro come spazio di opportunità e di dignità, specialmente per le generazioni che verranno”.

Indicando le fiaccole accese all’interno delle lanterne, in rappresentanza di tutte le fedi religiose presenti in Bulgaria, papa Francesco sottolinea che “esse simboleggiano il fuoco dell’amore che è acceso in noi e che deve diventare un faro di misericordia, di amore e di pace negli ambienti in cui viviamo. Un faro che vorremmo illuminasse il mondo intero: con il fuoco dell’amore noi vogliamo sciogliere il gelo delle guerre”.

Il Pontefice osserva che “stiamo vivendo questo evento per la pace sulle rovine dell’antica Serdika a Sofia cuore della Bulgaria. Noi possiamo vedere da qui i luoghi di culto di diverse Chiese e confessioni religiose: Santa Nedelia dei nostri fratelli ortodossi, San Giuseppe di noi cattolici, la Sinagoga dei nostri fratelli maggiori ebrei, la Moschea dei nostri fratelli musulmani e vicino la Chiesa degli armeni. Possa questo luogo simbolico rappresentare una testimonianza di pace”.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 07/05/2019 da in Attualità ecclesiale, ITALIANO con tag , .

  • 312.330 visite
Follow COMBONIANUM – Spiritualità e Missione on WordPress.com

Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi via e-mail.

Segui assieme ad altri 709 follower

San Daniele Comboni (1831-1881)

COMBONIANUM

Combonianum è stata una pubblicazione interna nata tra gli studenti comboniani nel 1935. Ho voluto far rivivere questo titolo, ricco di storia e di patrimonio carismatico.
Sono un comboniano affetto da Sla. Ho aperto e continuo a curare questo blog (tramite il puntatore oculare), animato dal desiderio di rimanere in contatto con la vita del mondo e della Chiesa, e di proseguire così il mio piccolo servizio alla missione.
Pereira Manuel João (MJ)
combonianum@gmail.com

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica. Immagini, foto e testi sono spesso scaricati da Internet, pertanto chi si ritenesse leso nel diritto d’autore potrà contattare il curatore del blog, che provvederà all’immediata rimozione del materiale oggetto di controversia. Grazie.

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: