COMBONIANUM – Spiritualità e Missione

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Meditazioni pasquali (26) Risvegliati, tu che dormi!


Descent of Christ to Limbo, 1365-68, Capp


Un amico l’altro giorno mi faceva notare che “la primavera sprigiona la vita”. Infatti, con la primavera la natura si risveglia dopo l’inverno, sugli alberi spuntano le foglie, i prati si rivestono di verde, i fiori sbocciano e perfino gli animali escono dalle loro tane d’ibernazione!

Io credo che la primavera sia non solo particolarmente bella ma anche misteriosamente messaggera della vita. Non per niente anticipa la Pasqua, come se invitasse anche noi a risorgere. Durante la “Primavera pasquale” di cinquanta giorni, da Pasqua a Pentecoste, ogni foglia rigogliosa, ogni fiore, ogni frutto in crescita è un discreto invito a rinascere, a rifiorire e a dare frutto nella nostra vita!

Ma sembra che le creature siano più “docili” di noi umani. D’altronde lo conferma la Scrittura: “Dio quando manda la luce, la luce va; quando la richiama, ubbidisce tremante. Le stelle brillano nella notte ed esprimono la loro gioia. Dio le chiama ed esse rispondono: ‘Eccoci!’; brillano con gioia per il loro Creatore” (Baruc 3,33-35). Chi di noi è cosi pronto a rispondere come loro: “Eccomi!”? Noi preferiamo rimanere nascosti nella comodità della nostra “TANA” di letargo. Ma una tana è comunque una prigione e nessuno vorrebbe vivere in una prigione, fosse anche dorata.

Se rimaniamo nella tana, ci potrebbe capitare qualcosa di molto rischioso: scivolare, senza accorgerci, dal letargo nel “sonno della morte”, e la tana diventerebbe la nostra TOMBA (come sembra essere successo ad una delle tartarughe del nostro giardino)! Allora sì che sarebbe un bel guaio! Ma non disperiamoci! Proprio qui ci raggiunge il LIETO ANNUNCIO: Gesù “morì, fu sepolto e discese agli inferi” prima di resuscitare il terzo giorno. È il mistero del Sabato Santo. Nell’Eucaristia celebriamo non solo la morte e la risurrezione di Gesù, ma anche il suo seppellimento e la “discesa agli inferi”. Sepolto nell’umiltà del Pane e del Vino, scende nelle profondità del nostro cuore. Ecco perché alcuni Padri della Chiesa non esitano a sostenere che Cristo dimora ancora negli inferi, in modo che nessuno si giudichi fuori dalla Sua portata.

Quindi, se senti la Voce che grida: “Risvegliati, tu che dormi, vieni fuori!”, non pensare di sognare ma è Cristo che è sceso nei tuoi inferi per chiamarti alla vita! Perché – come dice Papa Francesco – “Cristo non si rassegna ai sepolcri che ci siamo costruiti con le nostre scelte di male e di morte, con i nostri sbagli, con i nostri peccati. Lui non si rassegna a questo! Lui ci invita, quasi ci ordina, di uscire dalla tomba in cui i nostri peccati ci hanno sprofondato. Ci chiama insistentemente ad uscire dal buio della prigione in cui ci siamo rinchiusi, accontentandoci di una vita falsa, egoistica, mediocre. «Vieni fuori!», ci dice, «Vieni fuori!» (Angelus, 6 aprile 2014).

Manuel João Pereira mccj (MJ)
Pasqua 2018

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Questa voce è stata pubblicata il 16/05/2019 da in ITALIANO con tag , .

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San Daniele Comboni (1831-1881)

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Combonianum è stata una pubblicazione interna nata tra gli studenti comboniani nel 1935. Ho voluto far rivivere questo titolo, ricco di storia e di patrimonio carismatico.
Sono un comboniano affetto da Sla. Ho aperto e continuo a curare questo blog (tramite il puntatore oculare), animato dal desiderio di rimanere in contatto con la vita del mondo e della Chiesa, e di proseguire così il mio piccolo servizio alla missione.
Pereira Manuel João (MJ)
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