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Basilica di Sant’Antonio a Padova, Santuario con 6 milioni di fedeli ogni anno

Il viaggio “Raccontando le Basiliche d’Italia” inizia a Padova con la Basilica di Sant’Antonio che accoglie le spoglie del “Santo”. Una devozione che coinvolge tutto il mondo.


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Basilica di Sant’Antonio da Padova
Foto: Sant’Antonio.org

Ogni anno milioni di pellegrini si recano a Padova, a salutare l’amatissimo Sant’Antonio da Padova. Una devozione che parte da tutto il mondo, Sant’Antonio è considerato il “Santo dei miracoli” e per questo nella Basilica si contano circa 6,5 milioni di fedeli ogni anno.

La Pontificia Basilica di Sant’Antonio è riconosciuta dalla Santa Sede come Santuario internazionale. L’architetto è sconosciuto; probabilmente fu un francescano di genio e di vasta cultura figurativa. Il tempio fu iniziato nel 1232 a onore di s. Antonio di Padova.

La facciata è alta 28 m circa ed è larga 37 m circa; sono presenti cinque arcate rientranti, quella centrale è sormontata da una nicchia contenente la statua del santo e sotto si apre la porta maggiore. Nella lunetta del portale maggiore è presente una copia di Nicola Lochoff dell’affresco di Andrea Mantegna con raffigurazione di Sant’Antonio e san Bernardino che adorano il monogramma di Cristo. L’affresco originale, staccato, si conserva nel vicino convento. Nella nicchia si può vedere la Statua in pietra di sant’Antonio, copia fatta nel 1940 da Napoleone Martinuzzi per sostituire l’originale trecentesco di Rinaldino di Francia, molto deturpato dagli anni e dalle intemperie ed ora conservato nel Museo Antoniano.

“Se nell’insieme il maestoso edificio palesa un forte influsso della Basilica di S. Marco in Venezia – riporta il sito ufficiale della Basilica – nelle strutture massicce e imponenti è schiettamente romanico, mentre l’intera parte absidale slanciata e con le nove cappelle a raggiera appartiene al più puro gotico. Queste diverse e contrastanti caratteristiche sono fuse in un insieme del tutto originale”.

“Signore, per intercessione di Sant’Antonio, illumina il mio cuore; dammi fede e coraggio nelle prove; benedici il mio cammino cristiano. Concedimi la grazia per cui ti prego…”. E’ questa la preghiera che i frati chiedono di pregare davanti alla tomba del Santo, nel cuore della Basilica.

La “cappella del Tesoro” contiene il fulcro principale della basilica, composto da numerose reliquie, tra cui sono degni di nota, per la devozione di cui sono oggetto e per la bellezza dei reliquiari, la reliquia del mento di sant’Antonio, e la reliquia della lingua incorrotta del Santo (così viene chiamato a Padova).

A tutelare la Basilica di Sant’Antonio e tutti i tesori spirituali, storici, artistici che racchiude c’è la Veneranda Arca del Santo, antica istituzione nata nel 1396 la cui presidenza conta 7 membri in carica per 5 anni di cui 5 nominati dal Comune in aggiunta al rettore della Basilica e ad un rappresentante della Santa Sede.

Sant’Antonio è considerato protettore delle promesse di matrimonio, delle case e delle donne incinte, dei viaggiatori e degli animali.
Tale è la devozione cittadina, da essere da sempre considerato giorno di festa anche civile, a cui ci si prepara con una tredicina (tredici giorni al posto dei soliti nove della novena), che i fedeli sfruttano per esprimere voti, accendere ceri, pregare d’innanzi alla tomba del Santo e partecipare alle celebrazioni in onore del patrono. Cadendo la sua festa il 13, questo numero è considerato fortunato dai padovani.

Una delle usanze più comuni legate a Sant’Antonio da Padova è la benedizione di piccoli pani semplici (chiamati apposta il Pane di San’Antonio), che avviene in chiese a lui legate o d’ordine francescano, che vengono poi distribuiti tra i fedeli.

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Questa voce è stata pubblicata il 18/08/2019 da in Arte e fede, ITALIANO con tag .

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Sono un comboniano affetto da Sla. Ho aperto e continuo a curare questo blog (tramite il puntatore oculare), animato dal desiderio di rimanere in contatto con la vita del mondo e della Chiesa, e di proseguire così il mio piccolo servizio alla missione.
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