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La Basilica di San Francesco ad Assisi, cuore del messaggio francescano


Continua il viaggio tra le Basiliche d’Italia, raccontandone curiosità e tradizioni. Siamo giunti ad Assisi, nella Basilica dedicata al poverello della cittadina medievale, San Francesco.


Basilica di San Francesco Assisi

Basilica di San Francesco Assisi
Foto: theitaliantouch.org

Di Veronica Giacometti
ASSISI , 14 agosto, 2019 / 2:00 PM (ACI Stampa)

La Basilica di San Francesco è il cuore della città di Assisi e centro nevralgico di tutte le attività legate al Santo più amato in Italia. Nella Basilica sono conservate e custodite le spoglie del celebre poverello di Assisi. La Basilica di San Francesco dal 2000 è stata inserita nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO.

“Quanto vi è di affascinante e di straordinario per le strade, le case e le chiese di Assisi sembra risolversi, attraverso il gioco delle vie tortuose e delle lunghe scale con grazia toccante, verso le viscere della roccia viva ove, ragione di ogni altra meraviglia, in questa cripta severa e disadorna, riposa colui che fu tutto serafico ardore. Tuttavia san Francesco è qui più vivo che mai, poiché a lui salgono da ogni angolo della terra milioni di pellegrini di ogni razza e continente”. Così i frati di Assisi, nel sito ufficiale della Basilica, presentano questo luogo sacro, ricco di storia,arte, fede e spiritualità.

Secondo la tradizione fu lo stesso Francesco ad indicare il luogo in cui desiderava essere sepolto. Si tratta della collina inferiore della città dove, abitualmente, venivano sepolti i “senza legge”, i condannati dalla giustizia (forse anche per questo era chiamata Collis inferni. Nel sarcofago di sasso, contenuto nel pilastro eretto al centro del vano a crociera, è il “Sacro Corpo del Poverello”. In quel punto lo nascose, integro, frate Elia, nel 1230, rendendolo inaccessibile a qualunque possibile violazione. Nel 1818, dopo 52 notti di lavoro, i frati del Sacro Convento, autorizzati da Pio VII, giungevano col piccone a rimettere in luce il prezioso Tesoro che fu racchiuso in un’urna di bronzo sigillata della Santa Sede.

Nel 1820 fu aperta la vasta cripta, scavata nella viva pietra; nel 1932, su disegno dell’Arch. Ugo Tarchi, venne realizzata l’attuale sistemazione, in luogo di quella neoclassica dell’800. Nelle nicchie – agli angoli del vano – sono state sistemate le tombe di quattro discepoli del Santo: Leone, Masseo, Rufino e Angelo. Il luogo invita alla preghiera, ma soprattutto alla pace, tanto cara e desiderata da Frate Francesco.

La costruzione della basilica venne avviata nel 1228 da Gregorio IX e fu consacrata il 25 maggio 1253 da papa Innocenzo IV. Non si conoscono i nomi degli architetti, indicati ipoteticamente nelle figure dello stesso frate Elia, di Lapo o Jacopo Tedesco (quest’ultimo citato da Vasari), di fra Giovanni della Penna o di fra Filippo da Campello. La basilica inferiore doveva essere già completa nel 1230, quando vi venne solennemente trasferita la salma di san Francesco.

Se la basilica inferiore, oscura, invita alla penitenza e al silenzio, la basilica superiore è slanciata verso il cielo, ariosa e luminosa. La basilica superiore è famosa in tutto il mondo per gli affreschi di Giotto e della sua Scuola che, in 28 riquadri dallo straordinario fondo azzurro intenso, dipinsero dal 1296 al 1300 episodi della vita di San Francesco.

Il Santuario di Assisi è una delle più antiche chiese gotiche esistenti in Italia.Il luogo rappresenta una meta obbligata per quanti, credenti e non, sentono tuttora attuale il messaggio francescano.

 

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Questa voce è stata pubblicata il 22/08/2019 da in Arte e fede, ITALIANO con tag .

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