COMBONIANUM – Spiritualità e Missione

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Il Papa in Mozambico


Papa in Mozambico 1

Trentunesimo viaggio del pontificato, destinazione Mozambico Madagascar e Isole Mauritius,  all’insegna di pace, riconciliazione, salvaguardia del creato e cura dei malati. Prima tappa: Mozambico (4-6 settembre)

Mercoledì, 4 settembre 2019
ROMA – MAPUTO

8:00 Partenza in aereo dall’Aeroporto di Roma/Fiumicino per Maputo
Incontro del Santo Padre con i giornalisti durante il volo diretto a Maputo
18:30 Cerimonia di benvenuto all’Aeroporto di Maputo

In aereo, durante il volo durato 10 ore, interessante scambio di battute con i giornalisti. Innanzitutto Francesco si è augurato che «questo viaggio un po’ lungo dia dei frutti». Quindi, notando l’assenza della decana dei viaggi papali (oltre 150 all’attivo), Valentina Alazraki di Televisa (Messico), ne ha però lodato l’ultima fatica letteraria. Un volume sulle donne maltrattate, che il Papa definisce «un gioiello per far capire il dolore e lo sfruttamento delle donne al giorno d’oggi». «Ringrazio Valentina per questo lavoro che ha fatto. Un bel libro», commenta.

Anche di un altro libro si è parlato. Quello fresco di stampa (esce oggi in Francia) che gli ha regalato l’inviato de La Croix, Nicolas Séneze, durante l’ormai consueto giro di saluti individuali. Nel testo che si intitola Come l’America vuole cambiare Papa l’autore sostiene che le accuse dell’ex nunzio Carlo Maria Viganò erano in realtà un tentativo della destra conservatrice americana di costringere il Pontefice alle dimissioni. Fallito il quale, ora gli sforzi sarebbero concentrati sul conclave (quando sarà), affinché non passi un altro candidato della linea cosiddetta “bergogliana”. Francesco ha ascoltato incuriosito il riassunto che Séneze gli ha fatto del libro (di cui, ha ammesso, aveva già sentito parlare da alcune anticipazioni di stampa) e alla fine ha commentato con ironia: «È un onore per me essere attaccato dagli americani». Poi volgendosi verso i collaboratori per consegnar loro il libro, ha aggiunto: «Questa è una bomba».

In pochi minuti l’episodio ha fatto il giro dell’aereo, suscitando come è comprensibile notevole interesse specie tra i giornalisti statunitensi. Ma a strettissimo giro il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, è ritornato nella zona riservata ai giornalisti, rilasciando una dichiarazione che chiude sul nascere ogni possibile speculazione. «In un contesto informale – ha chiarito il portavoce – il Papa ha voluto dire che considera sempre un onore le critiche, particolarmente quando vengono da pensatori autorevoli, e in questo caso di una nazione importante».

Nel dialogo con i giornalisti c’è stato anche spazio per un pensiero alla Cina («mi piacerebbe visitarla», la conferma del Pontefice), per un invito a pregare per le vittime dell’uragano che ha colpito le Bahamas e infine per gli auguri all’agenzia spagnola di stampa Efe, che compie 80 anni. All’inviata, Cristina Cabrejas, il Papa promette: «Nella conferenza stampa del ritorno potrai farmi due domande». Applausi, sorrisi e un nuovo «buon viaggio» hanno concluso l’incontro.

Alle 18.10 papa Francesco è atterrato a Maputo, capitale del Mozambico. Molto festosa l’accoglienza, con danze e canti tipici, ma senza discorsi ufficiali. Ai piedi dell’airbus Alitalia, il Pontefice ha trovato ad attenderlo il capo dello Stato, Felipe Nyusi, e i vescovi locali, con i quali si è intrattenuto per diversi minuti in una atmosfera cordiale e gioiosa, prima di prendere l’auto con cui raggiungerà la nunziatura di Maputo, sua residenza in questi giorni. In particolare il Pontefice si è fermato quasi un quarto d’ora a osservare con molto interesse le danze tribali eseguite in suo onore da un gruppo locale in vesti tradizionali.

Giovedì, 5 settembre 2019
MAPUTO

9:45 Visita di cortesia al Presidente nel Palazzo Ponta Vermelha
10:15 Incontro con le Autorità, la Società civile e il Corpo Diplomatico nel Palazzo Ponta Vermelha

Il Papa con il presidente del Mozambico

Il Papa con il presidente del Mozambico

Alle autorità: abbiate il coraggio della pace

La pace «torni ad essere la norma e la riconciliazione la via migliore per affrontare le sfide». Non siano «l’odio e la violenza ad avere l’ultima parola». È questo l’incoraggiamento e il saluto che papa Francesco ha rivolto alla nazione  nel discorso indirizzato al presidente della Repubblica del Mozambico, Felipe Nyusi, alle autorità locali e al corpo diplomatico nel Palazzo Ponta Vermelha.

Non smettete di impegnarvi finché ci saranno bambini e adolescenti senza istruzione, famiglie senza casa, lavoratori senza occupazione, contadini senza terra. Queste sono le basi di un futuro di speranza, perché futuro di dignità. Queste sono le armi della speranza”.

La visita entra così nel vivo e subito il Pontefice va al cuore delle questioni, toccando i nervi scoperti della società mozambicana, ricordando le vittime dei cicloni Idai e Kenneth, chiedendo per loro la ricostruzione e facendo anche un corposo riferimento alla questione ambientale. «La difesa della terra è anche la difesa della vita, che richiede speciale attenzione quando si constata una tendenza a saccheggiare e depredare». Un incontro che si è svolto in un clima di cordialità e amicizia, presenti anche i leader dell’opposizione.

Vedi discorso del Papa con le Autorità, la Società civile e il Corpo Diplomatico

Lasciato quindi il palazzo presidenziale Francesco si è recato in papamobile all’incontro interreligioso con i giovani. Per le strade di Maputo un autentico trionfo con centinaia di migliaia di persone che ne hanno acclamato il passaggio.

11:00 Incontro interreligioso con i Giovani

Mozambico giovani

Canti e balli hanno preceduto il discorso del Papa ai giovani (pool Aigav)

Ai giovani: «Sognate insieme, mai contro gli altri»

Grande è l’entusiasmo anche nel Pavilion Maxaquene, dove ad attendere Francesco c’erano 15mila giovani (altri 4mila all’esterno) non solo cattolici. Era un incontro interreligioso e lo si è visto anche dai canti e dalle bellissime coreografie cui hanno preso parte musulmani, indù e fedeli di altre religioni.

Tutti però avevano un filo comune: inneggiare alla pace, ripudiare la guerra, mostrandone gli effetti distruttivi, come nella rappresentazione molto effficace in cui un gruppo di guerriglieri armati di fucili di legno ha fatto “irruzione” “uccidendo” alcuni figuranti che cadendo a terra srotolavano sul pavimento dei nastri rossi come il sangue. Pace e custodia della casa comune sono anche le prospettive che il Papa ha indicato ai ragazzi del Mozambico, di cui ha mostrato di gradire molto – e lo ha detto apertamente – l’accoglienza e le scenografiche coreografie.

Nel discorso (che il Pontefice ha cambiato con aggiunte a braccio) ha citato anche due grandi personaggi dello sport mozambicano, il calciatore Eusebio da Silva, “la pantera nera” (il suo nome ha suscitato un’ovazione) e la mezzofondista Maria Mutola, medaglia d’oro a Sidney negli 800 metri, alla sua quarta Olimpiade. Sono due esempi, ricorda il Papa, di giovani che hanno realizzato i propri sogni, respingendo ciò che li uccide: la rassegnazione e l’ansia.

«Sognate insieme, sognate con gli altri, mai contro gli altri», ha raccomandato Francesco. E non abbiate paura di sbagliare. Possiamo sbagliare mille volte, ma non cadiamo nell’errore di fermarci». Di qui l’appello che sempre il Papa ripete quando incontra i giovani: «Voi siete importanti. Perché non siete solo il futuro del Mozambico o della Chiesa o dell’umanità. Voi siete il presente: con tutto ciò che siete e fate, state già contribuendo al presente». Quindi il compito dei giovani è mettere fine all’inimicizia che crea la guerra e «scrivere una pagina nuova di storia». Gettare ponti per «una pagina piena di speranza di pace e di riconciliazione». Così come va coltivato l’impegno «per proteggere la nostra casa comune, una casa che è di tutti e per tutti». Infine il Papa ha concluso ricordando che «Dio vi ama» e questa è una certezza che accomuna tutte le religioni.

Discorso del Papa ai Giovani

16:15 Incontro con i Vescovi, Sacerdoti, Religiosi/e, Consacrati e Seminaristi, Catechisti e Animatori nella Cattedrale dell’Immacolata Concezione

L'incontro in cattedrale con i vescovi, il clero, i religiosi e le religiose (pool Aigav)

L’incontro in cattedrale con i vescovi, il clero, i religiosi e le religiose (pool Aigav)

Ai pastori: niente vantaggi personali, vicini a chi soffre

Nel pomeriggio, nella Cattedrale gremita da 2000 tra sacerdoti, religiosi e religiose, il discorso è ripreso in pratica da questa stessa affermazione. L’amore di Dio deve spingere alla missione. “Non possiamo correre dietro a ciò che si traduce in benefici personali; le nostre stanchezze devono invece essere piuttosto legate alla nostra capacità di compassione”. Papa Francesco ha raccomandato vicinanza e compassione. “Ci rallegriamo con i fidanzati che si sposano, ridiamo con il bimbo che portano a battezzare; accompagniamo i giovani che si preparano al matrimonio e alla famiglia; ci addoloriamo con chi riceve l’unzione nel letto d’ospedale; piangiamo con quelli che seppelliscono una persona cara”. “Dedichiamo ore e giorni ad accompagnare quella madre con l’Aids – ha proseguito -, quel bambino rimasto orfano, quella nonna che si fa carico di tanti nipotini o quel giovane che è venuto in città ed è disperato perché non riesce a trovare lavoro”. “Per noi sacerdoti le storie della nostra gente non sono un notiziario: noi conosciamo la nostra gente”, ha sottolineato Francesco. Quindi il Papa ha concluso: “La Chiesa del Mozambico è invitata a essere la Chiesa della visitazione; non può far parte del problema delle competenze, del disprezzo e delle divisioni gli uni contro gli altri, ma porta di soluzione, spazio in cui siano possibili il rispetto, l’interscambio e il dialogo”.

Discorso del Papa ai Vescovi, i Sacerdoti, Religiosi/e, Consacrati e Seminaristi, Catechisti e Animatori

17:25 Visita privata alla Casa “Matteo 25”

disegno

Francesco in visita privata alla Casa Matteo 25

L’ultimo impegno di questa giornata è la visita a Casa Matteo 25, iniziativa della nunziatura di Maputo in collaborazione con la Chiesa locale e circa 20 congregazioni religiose per assistere con pasti, servizi igienici e sanitari i giovani e i bambini di strada, che ogni sera vengono raggiunti nei luoghi in cui vivono dai volontari dell’associazione.

Il Papa è arrivato nella struttura poco dopo le 17,30, accolto da un coro di bambini. Ha salutato i responsabili e si è fermato a pregare nella cappella. Quindi dopo aver ascoltato alcuni canti e ricevuto due regali (un disegno che lo raffigura, eseguito dagli stessi bimbi e una croce) ed essersi intrattenuto con alcuni di loro come un nonno, ha salutato tutti ed è tornato in nunziatura.

Venerdì, 6 settembre 2019
MAPUTO-ANTANANARIVO

8:45 Visita all’Ospedale di Zimpeto

L’ultima mattinata della tappa mozambicana del viaggio di papa Francesco si aperta con la vita al centro per i malati di Aids di Zimpeto, un quartiere povero alla periferia di Maputo

10:00 Santa Messa nello Stadio di Zimpeto

Nell’omelia della Messa il Papa ha rivolto un appello al Mozambico. Metti da parte la legge del taglione e segui decisamente l’amore di Cristo. “Nessuna famiglia, nessun gruppo di vicini, nessuna etnia e tanto meno un Paese ha futuro – ha ammonito -, se il motore che li unisce, li raduna e copre le differenze è la vendetta e l’odio.Non possiamo metterci d’accordo e unirci per vendicarci, per fare a chi è stato violento la stessa cosa che lui ha fatto a noi, per pianificare occasioni di ritorsione sotto forme apparentemente legali. Le armi e la repressione violenta, invece di apportare soluzioni, creano nuovi e peggiori conflitti.

L’“equità” della violenza è sempre una spirale senza uscita; e il suo costo, molto elevato. C’è un’altra strada possibile, perché è fondamentale non dimenticare che i nostri popoli hanno diritto alla pace. Voi avete diritto alla pace”. Una raccomandazione specie per i cristiani. Amare i propri nemici, sull’esempio di Gesù. “Con tale invito – ha spiegato Francesco – Egli, lungi dall’essere un ostinato masochista, vuole chiudere per sempre la pratica tanto comune – ieri come oggi –di essere cristiani e vivere secondo la legge del taglione. Non si può pensare il futuro, costruire una nazione, una società basata sull’“equità” della violenza.Non posso seguire Gesù se l’ordine che promuovo e vivo è questo: “occhio per occhio, dente per dente”. E questo amore di Gesù, ha aggiunto il Papa, è anche “il miglior termometro per scoprire le ideologie di ogni genere che cercano di manipolare i poveri e le situazioni di ingiustizia al servizio di interessi politici o personali”.

12:25 Cerimonia di congedo all’Aeroporto di Maputo
12:40 Partenza dell’Aereo Papale per Antananarivo
16:30 Cerimonia di benvenuto nell’Aeroporto di Antananarivo

Estratti dal giornale Avvenire
Mimmo Muolo, inviato a Maputo

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Questa voce è stata pubblicata il 07/09/2019 da in ITALIANO.

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Combonianum è stata una pubblicazione interna nata tra gli studenti comboniani nel 1935. Ho voluto far rivivere questo titolo, ricco di storia e di patrimonio carismatico.
Sono un comboniano affetto da Sla. Ho aperto e continuo a curare questo blog (tramite il puntatore oculare), animato dal desiderio di rimanere in contatto con la vita del mondo e della Chiesa, e di proseguire così il mio piccolo servizio alla missione.
Pereira Manuel João (MJ)
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