COMBONIANUM – Spiritualità e Missione

–– Sito di FORMAZIONE PERMANENTE MISSIONARIA –– Uno sguardo missionario sulla Vita, il Mondo e la Chiesa A missionary look on the life of the world and the church –– VIDA y MISIÓN – VIE et MISSION – VIDA e MISSÃO ––

Il Papa in Madagascar

Viaggio-Papa-Francesco-Africa-2019

Venerdì, 6 settembre 2019
MAPUTO-ANTANANARIVO

16:30 Cerimonia di benvenuto nell’Aeroporto di Antananarivo

Lasciata Maputo, in Mozambico, l’aereo con a bordo Papa Francesco e il suo seguito è atterrato ad Antananarivo, in Madagascar, per la seconda tappa del suo viaggio in Africa. È stato ricevuto con una cerimonia molto sobria, senza discorsi ufficiali, ma con un caloroso saluto da parte dei fedeli presenti, che hanno intonato canti al ritmo di danza.
In serata Francesco è arrivato alla Nunziatura Apostolica in Madagascar, dove è stato accolto da un coro di giovani malgasci, che ha intonato due inni locali in onore del pontefice.

Sabato, 7 settembre 2019
ANTANANARIVO

9:30 Visita di cortesia al Presidente

Al termine dell’incontro privato con il presidente del Madagascar, papa Francesco ha scritto in francese nel libro degli ospiti: «Sono venuto come seminatore di pace e di speranza: possano i semi gettati in terra portare frutti abbondanti per il popolo malgascio». Uscendo poi dal padiglione dove ha tenuto il discorso il Papa e il presidente hanno piantato un alberello di baobab, gettando ciascuno alcune palate di terra nell’aiuola dove era stato sistemato.

Madagascar 2

10:15 Incontro con le Autorità, la Società civile e il Corpo Diplomatico

Alle autorità: lottare contro corruzione e deforestazione

Corruzione e deforestazione minacciano il futuro non solo del Madagascar, ma anche dell’Africa intera e in definitiva del mondo. Per questo nel suo primo discorso in terra malgascia, Francesco chiede alla comunità internazionale di lottare con tutte le forze contro questi due mali, fa accenno anche agli incendi delle foreste (pur senza esplicitamente nominare l’Amazzonia), chiede di preservare la biodiversità e avverte: “La globalizzazione economica, i cui limiti sono sempre più evidenti, non dovrebbe portare ad una omogeneizzazione culturale. Il rischio è che diventi una presunta “cultura universale” che disprezza, seppellisce e sopprime il patrimonio culturale di ogni popolo”.

Contro la corruzione
La prima sottolineatura di Francesco è l’incoraggiamento “a lottare con forza e determinazione contro tutte le forme endemiche di corruzione e di speculazione che accrescono la disparità sociale e ad affrontare le situazioni di grande precarietà e di esclusione che generano sempre condizioni di povertà disumana. Da qui – aggiunge – la necessità di introdurre tutte le mediazioni strutturali che possano assicurare una migliore distribuzione del reddito e una promozione integrale di tutti gli abitanti, in particolare dei più poveri”.

Per la cura della casa comune
Quindi l’affondo sulla salvaguardia del creato. “Abbiamo imparato – afferma Bergoglio – che non possiamo parlare di sviluppo integrale senza prestare attenzione alla nostra casa comune e prendercene cura. La vostra bella isola del Madagascar – fa quindi notare – è ricca di biodiversità vegetale e animale, e questa ricchezza è particolarmente minacciata dalla deforestazione eccessiva a vantaggio di pochi; il suo degrado compromette il futuro del Paese e della nostra casa comune. Come sapete, le foreste rimaste sono minacciate dagli incendi, dal bracconaggio, dal taglio incontrollato di legname prezioso. La biodiversità vegetale e animale è a rischio a causa del contrabbando e delle esportazioni illegali. È vero che, per le popolazioni interessate, molte di queste attività che danneggiano l’ambiente sono quelle che assicurano per il momento la loro sopravvivenza. È dunque importante creare occupazioni e attività generatrici di reddito che siano rispettose dell’ambiente e aiutino le persone ad uscire dalla povertà. In altri termini, non può esserci un vero approccio ecologico né una concreta azione di tutela dell’ambiente senza una giustizia sociale che garantisca il diritto alla destinazione comune dei beni della terra alle generazioni attuali, ma anche a quelle future”.

Attenti alla globalizzazione
Il discorso del Papa prosegue mettendo in guardia da una globalizzazione che diventi imperante e a senso unico. Occorre, invece “un processo in cui rispettiamo le priorità e gli stili di vita originari e in cui le aspettative dei cittadini sono onorate”. Così “faremo in modo che l’aiuto fornito dalla comunità internazionale non sia l’unica garanzia dello sviluppo del Paese; sarà il popolo stesso che progressivamente si farà carico di sé, diventando l’artefice del proprio destino”. “Vi invito – conclude Francesco – a immaginare un percorso in cui nessuno sia messo da parte”.

Vedi discorso del Papa

11:15 Ora Media nel Monastero delle Carmelitane Scalze

Madagascar 3

Alle Carmelitane: attenti ai diavoli educati !

Nel monastero delle Carmelitane Scalze dove sono riunite 130 religiose contemplative provenienti da diversi monasteri del Paese (oltre a 70 novizie che sono all’esterno) – Papa Francesco recita l’ora media. Al momento dell’omelia lascia da parte il discorso scritto e a braccio, in italiano (con traduzione successiva) racconta la vita di Santa Teresina di Lisieux, di cui è devotissimo. “Un’amica fedele”, sottolinea…
“La via della perfezione – fa notare – si trova nei piccoli passi verso l’obbedienza. Piccoli passi che sembrano niente, ma che imprigionano Dio con le corde dell’amore, con piccoli fatti di carità”. “Vi incoraggio – aggiunge il Pontefice – a fare i piccoli passi, a credere che nella mia piccolezza Dio è felice e fa la salvezza del mondo”…
Il Papa mette in guardi anche dalle forme di mondanità: “Che non entrino in clausura… Per entrare in convento, avete dovuto vincere molte cose, anche il diavolo. E quando siete entrate il diavolo ne è andato rattristato, ma forse è andato a cercare un diavolo più furbo di lui, che poi si presenta non come un ladro facendo rumore, ma educatamente. Il tentatore non vuole essere scoperto, viene travestito da persona nobile educata, tante volte è anche un padre spirituale”…
“Ci difendiamo bene dalla mondanità spirituale con la doppia grata della preghiera e dell’obbedienza”…

16:00 Incontro con i Vescovi del Madagascar

Madagascar 4

Ai Vescovi: i poveri sono i destinatari privilegiati del Vangelo

I poveri sono i destinatari privilegiati del Vangelo. È questa una delle raccomandazioni del Papa, consegnate ai vescovi del Madagascar durante l’incontro nella Cattedrale di Andohalo ad Antananarivo.

“Dobbiamo essere i primi nella scelta di proclamare il Vangelo ai poveri: ‘Non devono restare dubbi né sussistono spiegazioni che indeboliscano questo messaggio tanto chiaro. Oggi e sempre, i poveri sono i destinatari privilegiati del Vangelo, e l’evangelizzazione rivolta gratuitamente ad essi è segno del Regno che Gesù è venuto a portare. Occorre affermare senza giri di parole che esiste un vincolo inseparabile tra la nostra fede e i poveri. Non lasciamoli mai soli. In altre parole, abbiamo un dovere particolare di vicinanza e di protezione verso i poveri, gli emarginati e i piccoli, verso i bambini e le persone più vulnerabili, vittime di sfruttamento e di abusi”.
A braccio il Papa ha poi aggiunto: “Sono vittime della cultura dello scarto che oggi è entrata nei programmi della società. Scarto della vita nascente e della vita morente, di cui si affretta la dipartita”.

Ai suoi confratelli vescovi, il Papa ha poi raccomandato tre vicinanze: “A Dio nella preghiera, ai sacerdoti che devono sapere di avere nel vescovo un padre e al popolo. Un pastore che perde la vicinanza del popolo diventa un funzionario di corte, magari corte papale, ma inutile”. E infine ha raccomandato discernimento nelle vocazioni, per garantirne l’autenticità.
Facendo un paragone con la crisi vocazionale dell’Europa, ha consigliato i vescovi di non prendere i “cacciati da altri seminari o dalla vita consacrata”.
E quanto ai laici ha ricordato che non bisogna clericalizzarli. “Che facciano i laici… Non fateli diventare diaconi permanenti. E se ci sono i diaconi permanenti, che siano particolarmente impegnati nel servizio della carità. Per favore che non siano preti o vescovi mancati, allontanateli dall’altare e mandateli in missione nella società”.

17:10 Visita alla tomba della Beata Victoire Rasoamanarivo

Al termine dell’Incontro con i Vescovi del Madagascar, alle ore 17.10 locali (16.10 ora di Roma) il Papa si è recato nella Cappella di fronte alla Cattedrale di Andohalo per visitare la tomba della Beata Victoire Rasoamanarivo, dove si è soffermato in preghiera silenziosa. Quindi si è trasferito al Campo diocesano di Soamandrakizay dove ha avuto luogo la Veglia con i Giovani.

18:00 Veglia con i Giovani

Madagascar 5

Ai giovani: non arrendetevi, costruite il futuro !

Centomila giovani per il Papa. E le loro danze, i canti, le testimonianze illuminano la precoce serata di Antananarivo. Il sole è calato, fa anche abbastanza freddo, ma l’entusiamo nel campo diocesano di Soamandrakizay è inversamente proporzionale alla temperatura esterna. Alla fine anche Francesco si lascia coinvolgere dall’entusiasmo di alcuni ragazzi che lo circondano e saltano al ritmo, ripetendo: “Siamo la gioventù del Papa! Una piccola “Gmg” che il Madagascar ha organizzato per l’arrivo di Francesco … dove la  popolazione è composta al 60 per cento da giovani.

“Attraverso di voi il futuro entra nel Madagascar e nella Chiesa?”. La realtà, anche la più difficile, può essere cambiata. “È vero – sottolinea – che c’è il rischio per voi di pensare: ‘E’ così, niente può cambiare e nessuno ci può far nulla’. Soprattutto quando non si dispone del minimo necessario per combattere giorno per giorno; quando le effettive opportunità di studiare non sono sufficienti; o per coloro che si rendono conto che il loro futuro è bloccato a causa della mancanza di lavoro, della precarietà, delle ingiustizie sociali e che quindi sono tentati di arrendersi”.

Ma non è così. Il Papa ricorda che il Signore chiama ognuno per nome “non per farci correre dietro a delle illusioni, ma per trasformare ognuno di noi in discepoli-missionari qui e ora”. Egli “ci chiede di non avere paura di sporcarsi le mani”.
Non ci manda da soli, in prima linea, però. “Siamo invitati a scoprire il volto di Gesù nei volti degli altri. Mai isolarsi”. E così il Papa chiede a ognuno dei giovani presenti: “Il Signore può contare su di te? La Chiesa può contare su di te? Il Madagascar può contare su di te?”.

Infine il Papa affida i giovani a Maria. “Siamo una grande famiglia. abbiamo una madre”. “Quella ragazza che ha detto sì senza giri di parole – ricorda il Papa – oggi è la madre che veglia sui suoi figli che camminano nella vita spesso stanchi, bisognosi, ma che desiderano che la luce della speranza non si spenga”. “Questo vogliamo per il Madagascar: per ciascuno di voi e per i vostri amici: che la luce della speranza non si spenga”, conclude il Pontefice.

Discorso del Papa

Domenica, 8 settembre 2019
ANTANANARIVO

10:00 Santa Messa

Madagascar messa

Un milione alla Messa: Mai a mani conserte verso i poveri !

Nuovo appello del Papa a combattere la corruzione e a non restare “a braccia conserte” davanti alla povertà. Ad Antananarivo, capitale di un povero Madagascar, di fronte a 800mila, ma qualcuno calcola persino un milione, di persone radunate per la grande Messa nel campo diocesano di Soamandrakizay, Franceso denuncia: “Guardiamoci intorno: quanti uomini e donne, giovani, bambini soffrono e sono totalmente privi di tutto. Questo non fa parte del piano di Dio”. Perciò è urgente, ha detto nell’omelia, “l’invito di Gesù a morire alle nostre chiusure, ai nostri orgogliosi individualismi per lasciare che lo spirito di fraternità – che promana dal costato aperto di Cristo, da dove nasciamo come famiglia di Dio – trionfi, e ciascuno possa sentirsi amato, perché compreso, accettato e apprezzato nella sua dignità”.

Il Pontefice ha anche ricordato che “davanti alla dignità umana calpestata spesso si rimane a braccia conserte oppure si aprono le braccia, impotenti di fronte all’oscura forza del male. Ma il cristiano non può stare a braccia conserte, indifferente, o a braccia aperte, fatalista, no. Il credente tende la mano, come fa Gesù con lui”.

In un altro passaggio dell’omelia Francesco ha preso di mira la piaga endemica della corruzione… “Quando la parentela diventa la chiave decisiva e determinante di tutto ciò che è giusto e buono, si finisce per giustificare e persino consacrare alcuni comportamenti che portano alla cultura del privilegio e dell’esclusione, favoritismi, clientelismi e quindi corruzione”… “Chiunque non è in grado di vedere l’altro come fratello, di commuoversi per la sua vita e la sua situazione, al di là della provenienza familiare, culturale, sociale, non può essere discepolo di Gesù”…

Infine, bisogna “costruire la storia in fraternità e solidarietà, nel rispetto gratuito della terra e dei suoi doni contro qualsiasi forma di sfruttamento, con l’audacia di vivere il dialogo come via, la collaborazione comune come condotta, la conoscenza reciproca come metodo e criterio, non cedendo alla tentazione di certe dottrine incapaci di vedere crescere insieme grano e zizzania”.

Omelia del Papa

15:10 Visita alla Città dell’Amicizia

Madagascar 6

Papa Francesco alla Città dell’amicizia (ansa)

Ai ragazzi e ai lavoratori: la povertà non è una fatalità !

Francesco visita la “Città dell’amicizia” fondata da un argentino. “Qui il grido degli ultimo è diventato canto di speranza”. La realizzazione ha trasformato una discarica in un quartiere dignitoso.

“La povertà non è una fatalità”. Padre Pedro lo dice e il Papa lo ripete, facendo proprio il concetto. Sì, la povertà non è una fatalità e la “Città dell’amicizia” di Akamasoa, alla periferia di Antananarivo, ne è una dimostrazione concreta. Gli ottomila ragazzi che accolgono il Pontefice con grida di giubilo dall’altissimo livello di decibel, canti e balli bellissimi, ne sono una dimostrazione. I loro genitori che hanno tutti un lavoro ne sono una dimostrazione. E Francesco non può fare a meno di notare: “Il grido dei poveri si è trasformato in canti di speranza. Ogni angolo di questi quartieri, ogni scuola o dispensario è un canto di speranza, che smentisce e mette a tacere ogni fatalità”…

Il villaggio “Casa dell’amicizia” è stato fondato nel 1989 dal missionario argentino padre Pedro Opeka, ex allievo di Bergoglio a Buenos Aires (“ma non aveva voglia di studiare, solo di lavorare”, scherza il Papa nel saluto iniziale), trasferitosi in Madagascar nel 1970. E’ lui il fondatore di questa incredibile realizzazione, che oggi dà da vivere a circa 25mila persone dei villaggi circostanti. Inoltre 30mila poveri arrivano ad Akamasoa ogni anno per ricevere aiuti specifici e 14 mila bambini accedono ad un percorso scolastico regolare.

Un miracolo? Il Papa, apparso visibilmente felice del clima e dell’accoglienza, dà atto al missionario che si tratta di una realizzazione straordinaria. “Alla base – ricorda – troviamo una fede viva che si è tradotta in azioni concrete capaci di spostare le montagne. Una fede che ha permesso di vedere possibilità là dove si vedeva solo precarietà, di vedere speranza dove si vedeva solo fatalità, di vedere vita dove tanti annunciavano morte e distruzione”. E così ai giovani della “Città dell’amicizia” Francesco ascia un messaggio molto chiaro. “Non arrendetevi mai davanti agli effetti nefasti della povertà, non cedete mai alle tentazioni della vita facile o del ripiegarvi su voi stessi”. “Akamasoa – aggiunge – è l’espressione della presenza di Dio in mezzo al suo popolo povero. Non una presenza sporadica occasionale: è la presenza di Dio che ha deciso di vivere e rimanere sempre e mezzo al suo popolo”.

16:00 Preghiera per i Lavoratori nel Cantiere di Mahatzana

Subito dopo Papa Bergoglio si reca nella cava di granito che sorge a poca distanza e che è stata la leva del riscatto usata da padre Pedro per iniziare la sua trasformazione. Egli infatti propone un piccolo salario e quindi la possibilità di vivere una vita più dignitosa a chiunque voglia lavorare nella cava.
Lì il Pontefice prega insieme con i lavoratori. “Dio di giustizia – invoca tra l’altro Francesco – tocca il cuore di imprenditori e dirigenti: provvedano a tutto ciò che è necessario per assicurare a quanti lavorano un salario dignitoso e condizioni rispettose della loro dignità di persone umane”. E ancora: “Prenditi cura con la tua paterna misericordia di coloro che sono senza lavoro, e fa’ che la disoccupazione – causa di tante miserie – sparisca dalle nostre società. Ognuno conosca la gioia e la dignità di guadagnarsi il pane per portarlo a casa e mantenere i suoi cari”.
La preghiera si conclude poi con l’affidamento dei lavoratori a San Giuseppe.

Preghiera del Papa

17:10 Incontro con i Sacerdoti, Religiosi/e, Consacrati e Seminaristi

Lasciato il Cantiere di Mahatazana, il Santo Padre si è trasferito al Collège de Saint Michel per l’Incontro con i Sacerdoti, i Religiosi, le Religiose, i Consacrati e i Seminaristi.
Dopo l’indirizzo di saluto di Suor Suzanne Marianne Raharisoa, Presidente della Conferenza delle Religiose, il Santo Padre ha pronunciato il Suo discorso.

Madagascar 7

Ai sacerdoti e consacrati:
non staccarsi dal popolo, sempre camminare con il popolo di Dio!

Nel concludere la mia visita in Madagascar qui con voi, vedendo la vostra gioia, ma anche ripensando a tutto ciò che ho vissuto in questo breve tempo nella vostra Isola, mi salgono al cuore quelle parole di Gesù nel Vangelo di Luca quando, commosso per la gioia, disse: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli» (10,21); e questa gioia è confermata dalle vostre  testimonianze, perché, anche quelli che manifestate come problemi, sono segni di una Chiesa viva, una Chiesa impegnata, che cerca ogni giorno di essere presenza del Signore. Una Chiesa, come ha detto suor Suzanne, che cerca ogni giorno di essere più vicina al popolo: non staccarsi dal popolo, sempre camminare con il popolo di Dio!

Questa realtà è un invito a fare memoria riconoscente di tutti coloro che non hanno avuto paura e hanno saputo scommettere su Gesù Cristo e il suo Regno; e voi oggi partecipate alla loro eredità. Prima di voi, ci sono le radici: le radici dell’evangelizzazione, qui. Voi siete l’eredità. E anche voi lascerete un’eredità agli altri…

La frase del Vangelo alla quale ho fatto riferimento fa parte della preghiera di lode elevata dal Signore quando accolse i settantadue discepoli che ritornavano dalla missione. Essi, come voi, hanno accettato la sfida di essere una chiesa “in uscita” e portano le sacche piene per condividere tutto ciò che hanno visto e udito. Voi avete osato uscire e avete accettato la sfida di portare la luce del Vangelo in ogni angolo di questa Isola…

Vedi discorso del Papa

Estratti da articoli di Mimmo Muolo, inviato di Avvenire 
e da http://w2.vatican.va

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 09/09/2019 da in Attualità ecclesiale, ITALIANO con tag , , .

  • 350.924 visite
Follow COMBONIANUM – Spiritualità e Missione on WordPress.com

Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi via e-mail.

Segui assieme ad altri 760 follower

San Daniele Comboni (1831-1881)

COMBONIANUM

Combonianum è stata una pubblicazione interna nata tra gli studenti comboniani nel 1935. Ho voluto far rivivere questo titolo, ricco di storia e di patrimonio carismatico.
Sono un comboniano affetto da Sla. Ho aperto e continuo a curare questo blog (tramite il puntatore oculare), animato dal desiderio di rimanere in contatto con la vita del mondo e della Chiesa, e di proseguire così il mio piccolo servizio alla missione.
Pereira Manuel João (MJ)
combonianum@gmail.com

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica. Immagini, foto e testi sono spesso scaricati da Internet, pertanto chi si ritenesse leso nel diritto d’autore potrà contattare il curatore del blog, che provvederà all’immediata rimozione del materiale oggetto di controversia. Grazie.

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: