COMBONIANUM – Spiritualità e Missione

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Rosanna Virgili – Lectio (4) “Il volto del Dio del tempio”


Gesù caccia via i venditori dal tempio (Giotto)

Contemplare il volto di Dio

Movimento Rinascita Cristiana
Uscire dal tempio e abitare la città

Meditare la parola di Dio non è mai un rifugio per anime belle; piuttosto è una piattaforma da cui tuffarci nell’oceano misterioso e potente del Dio della vita e della verità.
Contemplare il volto di Dio ci aiuta a capire come noi, suoi figli, possiamo e dobbiamo muoverci per riempire di bene e rinnovare i luoghi della convivenza.
La parola di Dio si rivolge direttamente a noi oggi, in questi nostri giorni, con la sua forza dirompente e gravida di speranza come quel giorno, di cui ci parla l’evangelista Luca (Lc 4,16-30), nella sinagoga di Cafarnao. Meditare la parola di Dio significa acquisire conoscenza – con la mente, con i sentimenti, con la volontà – che il nostro oggi è anche l’oggi di Dio.
Con questo spirito Rosanna Virgili ci offre dieci schede per la meditazione di questo piano di lavoro: invitandoci a contemplare il volto di Dio ci aiuta a riflettere sul modo in viviamo questo nostro tempo.

Dieci testi per la meditazione personale e di gruppo.

Contemplare il volto di Dio è il tema unificante delle varie proposte. Dio si rivela al suo popolo Israele dando una legge, stringendo un’alleanza, abitando e camminando con Lui.
Si rivela a noi oggi nella bellezza del creato, nella sua misericordia soprattutto verso i poveri e i piccoli e infine in Cristo nella sua incarnazione, morte e resurrezione.
Approfondire questa storia di amore, misericordia e redenzione ci renderà certamente cristiani più autentici e più solidali con le vicende degli uomini del nostro tempo.

4. Il volto del Dio del tempio
Ezechiele 19, 4-18
Un tempio profanato

PRESENTAZIONE

Ezechiele è profeta dell’esilio. Il suo libro contiene – in una prima parte – le ragioni per cui Gerusalemme fu assediata e distrutta, per giungere – nella sua parte finale – a visionare una piena e stupenda ricostruzione, restaurazione, rinascita della stessa. L’esilio è un fatto che segna profondamente la narrazione storico/teologica biblica ed è interpretato dai profeti più come una punizione divina per Giuda che non come l’effetto di un’inevitabile vittoria del potente esercito nemico. Ma quali sono i motivi per cui il Dio dell’Alleanza cede ad un’ira tanto furiosa da consegnare il suo eletto agli orrori della deportazione?

PER LEGGERE E COMPRENDERE: il tempio e l’esodo di Dio

“Ed ecco, là era la gloria del Dio di Israele, simile a quella che avevo visto nella valle. Mi disse: “Figlio dell’uomo, alza gli occhi verso settentrione”. Ed ecco a settentrione (…) l’idolo della gelosia, proprio all’ingresso” (vv.4-5).
Nel gioco profetico della visione, Dio conduce Ezechiele dal paese di esilio, alle porte del Tempio di Gerusalemme, in Sion. Nella sua casa, a Babilonia, siedono alcuni anziani di Giuda che in diretta vedono quanto il profeta vede. Come se coloro che si trovano fisicamente sul posto non fossero in grado di vedere cosa sia davvero diventato il Tempio, il Signore dona al profeta una chiarezza e una lucidità che viene dallo Spirito. Presso la porta dell’atrio interno, dalla parte nord, è collocata la statua di un idolo, probabilmente quello di una divinità femminile cananaica relativa ai culti di fertilità. Evidentemente nessuno più vi faceva caso, nessuno sentiva la gravità di un fatto che la legge mosaica condannava aspramente: “Non seguirete altri dèi, divinità dei popoli che vi staranno attorno, perché il Signore tuo Dio che sta accanto a te è un Dio geloso. L’ira del Signore tuo Dio si accenderebbe (…) e ti distruggerebbe” (Dt 6,14-15). A questo primo delitto ne seguono altri ancor più gravi, man mano che si penetra nelle stanze più intime del Tempio.

“Mi condusse, allora, all’ingresso del cortile e vidi un foro nella parete. Mi disse: “Figlio dell’uomo sfonda la parete”. Io entrai e vidi ogni sorta di rettili (…) e tutti gli idoli del popolo di Israele (…) e settanta anziani della casa di Israele davanti ad essi con il turibolo in mano, mentre il profumo saliva in nubi d’incenso”(vv.7-11).
Dentro il Tempio del Signore, l’ipocrisia degli anziani di Israele era giunta ad una tale perversione che essi dissimulavano la verità delle loro azioni di culto. Solo il coraggio del profeta che sfonda la parete riesce a rivelare ciò che davvero si copre col manto del culto ortodosso: ogni sorta di riti idolatrici! Terribile è la mistificazione.
“Hai visto, figlio dell’uomo?” (…) ed ecco all’ingresso del tempio tra il vestibolo e l’altare venticinque uomini che prostrati adoravano il sole” (vv.15-16).
Proprio nelle aree più intime e sacre si realizza il tradimento del cuore e gli uomini sfrattano Dio dalla Sua casa. Fuori tutto sembra scorrere normalmente e a chi guarda in superficie sembra che Dio sia ancora dentro alle sue sacre stanze, ma non è così: i pii israeliti l’hanno sostituito con il dio Sole. E come se non bastasse, come se fosse nulla tradire il Luogo dove Dio aveva la sua Santa Dimora, come se non fosse il colmo soffocare lo Splendore della Sua Presenza con la propria ignobile miseria, quelle stesse ipocrite persone che si son fatte capi in Gerusalemme, hanno “riempito il paese di violenza” consegnandolo alla catastrofe (v.17). Questi sono i motivi per cui il tempio verrà distrutto, Gerusalemme espugnata e i suoi figli massacrati o dispersi.

PER MEDITARE E ATTUALIZZARE

1. I profeti sono molto critici nei confronti del culto “ortodosso”, perché spesso ne vedono l’ipocrisia. Pensi che anche oggi sia necessaria un riflessione su questo tema? Quali sono le forme attuali della perversione del culto?
2. Abbiamo visto come non basti la devozione religiosa che si esprime nel Tempio, se poi, fuori da esso, cresce la violenza ed ogni tipo di ingiustizia. Perché è oggi così necessario uscire idealmente dal tempio per fare davvero qualcosa di gradito a Dio?

PER PREGARE

Signore custodisci la trasparenza della tua Chiesa.
I suoi muri siano vetrate di lealtà verso di Te
E braccia di misericordia verso i peccatori.
Signore dilata la misura del cuore di ognuno di noi
Così che in esso possa abitare la tua Gloria
Possa rivelarsi il tuo Amore
E possa farsi carne il tuo Spirito.

Ripreso da https://alzogliocchiversoilcielo.blogspot.com

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Questa voce è stata pubblicata il 13/10/2019 da in ITALIANO, Lectio Divina.

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San Daniele Comboni (1831-1881)

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Combonianum è stata una pubblicazione interna nata tra gli studenti comboniani nel 1935. Ho voluto far rivivere questo titolo, ricco di storia e di patrimonio carismatico.
Sono un comboniano affetto da Sla. Ho aperto e continuo a curare questo blog (tramite il puntatore oculare), animato dal desiderio di rimanere in contatto con la vita del mondo e della Chiesa, e di proseguire così il mio piccolo servizio alla missione.
Pereira Manuel João (MJ)
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