COMBONIANUM – Spiritualità e Missione

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Rosanna Virgili – Lectio (10) “Il volto del Risorto”


Gesù Risorto- Chiesa di S.Agata Lauzacco 1976-2018

Contemplare il volto di Dio

Movimento Rinascita Cristiana
Uscire dal tempio e abitare la città

Meditare la parola di Dio non è mai un rifugio per anime belle; piuttosto è una piattaforma da cui tuffarci nell’oceano misterioso e potente del Dio della vita e della verità.
Contemplare il volto di Dio ci aiuta a capire come noi, suoi figli, possiamo e dobbiamo muoverci per riempire di bene e rinnovare i luoghi della convivenza.
La parola di Dio si rivolge direttamente a noi oggi, in questi nostri giorni, con la sua forza dirompente e gravida di speranza come quel giorno, di cui ci parla l’evangelista Luca (Lc 4,16-30), nella sinagoga di Cafarnao. Meditare la parola di Dio significa acquisire conoscenza – con la mente, con i sentimenti, con la volontà – che il nostro oggi è anche l’oggi di Dio.
Con questo spirito Rosanna Virgili ci offre dieci schede per la meditazione di questo piano di lavoro: invitandoci a contemplare il volto di Dio ci aiuta a riflettere sul modo in viviamo questo nostro tempo.

Dieci testi per la meditazione personale e di gruppo.

Contemplare il volto di Dio è il tema unificante delle varie proposte. Dio si rivela al suo popolo Israele dando una legge, stringendo un’alleanza, abitando e camminando con Lui.
Si rivela a noi oggi nella bellezza del creato, nella sua misericordia soprattutto verso i poveri e i piccoli e infine in Cristo nella sua incarnazione, morte e resurrezione.
Approfondire questa storia di amore, misericordia e redenzione ci renderà certamente cristiani più autentici e più solidali con le vicende degli uomini del nostro tempo.

10. Il volto del Risorto
Giovanni 20, 11-18
Il volto dell’amato

PRESENTAZIONE

Come sarà apparso il Volto del Signore Risorto alle persone che lo avevano conosciuto finché era uomo sulla terra? Il volto del Risorto era ancora quello di Gesù di Nazareth, del figlio del carpentiere, del Maestro che era stato con loro per tanto tempo, compiendo prodigi di amore e di bontà in tutta la regione, a cominciare dalla Galilea? Se il suo volto era proprio lo stesso, come mai i discepoli di Emmaus non lo avevano riconosciuto? E perché quando apparve agli Undici in Galilea, il Vangelo di Matteo dice: “quando lo videro gli si prostrarono dinanzi, alcuni, però, dubitarono”? (Mt 28,17). Che volto ha il Dio della Resurrezione e come è possibile “riconoscerlo”?

PER LEGGERE E COMPRENDERE: “Ho visto il Signore”

“Maria, invece, era rimasta al sepolcro, fuori, a piangere (v.11).
Il Vangelo di Giovanni regala un quadro originale e speciale del giorno in cui Gesù risorge. In esso prima attrice è Maria di Magdala. Come tutte le altre donne che erano state al seguito di Gesù, neppure lei doveva godere della condizione degli apostoli, non avendo ricevuto dal Maestro nessuna vocazione, alcuna chiamata alla sequela.
Nessun compito o missione speciale, pertanto, aveva questa Maria. Eppure è lei che appare “presso” la croce, nell’ultima ora di Gesù (cf Gv 19,25) ed è ancora lei che apre il racconto del mattino del “giorno dopo il sabato”, vale a dire del giorno di Pasqua (cf Gv 20,1). Accorsa all’alba alla tomba l’ha trovata vuota. E adesso piange e non si sposta dal sepolcro facendo delle sue lacrime un fiume testardo di fiducia.
“Mentre piangeva si chinò a guardare nel sepolcro e scorse due angeli in bianche vesti, seduti uno dal lato della testa e l’altro dal lato dei piedi del luogo dove stava deposto il corpo di Gesù. Quelli le dissero: «donna, perché piangi?». Ella disse loro: «hanno tolto il mio Signore e non so dove l’hanno posto»”.(vv.12-13).
Mentre piangeva, Maria guardava nell’ombra della cavità del sepolcro. Non si rassegnava ad accettare che in quel vuoto fosse il segno dell’assenza, della beffa, della delusione. Le lacrime pretendevano di scavare dentro quella cavità di abbandono per trovare il ritorno, per rivedere il Volto di colui che ivi era stato deposto, come su un giaciglio di attesa. L’amore che legava Maria di Magdala a Gesù era una cosa sola con la sua anima, il suo corpo, la sua speranza. Era come se quella tomba fosse il suo grembo stesso, dove, con la carezza di sposa e di madre, ella aveva messo a custodire le membra e la Vita di Gesù.

Gesù le disse: «donna, perché piangi? Chi cerchi? (…) «signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io lo andrò a prendere». Gesù le disse: «Maria!».
Lei, voltatasi, gli disse in ebraico: «rabbouni (cioè maestro)»! Le disse Gesù: «non continuare a tenermi, non sono ancora salito al Padre!”(vv. 15-17).
Quando Gesù appare a Maria, lei non lo riconosce con il senso della vista e neppure dal timbro della voce. Vuol dire che Lui non avesse più le sembianze di quel Gesù che era passato nella sua esistenza come un volo di gioia, di riscatto e di liberazione, come un Sogno troppo bello perfino per essere sognato. Maria non riconosce Gesù dalle sue forme esteriori, oppure Egli non appare proprio in forme umane, ma come una visione interiore, come una suggestione dell’anima che cristallizzava il ricordo di Lui nel corpo di un giardiniere. Ma quando quella figura fisica o spirituale la chiama per nome, allora Maria vede e sente che Lui è il Maestro, il suo maestro, con cui parlava la lingua dell’infanzia. Nella corrispondenza del cuore, Maria ritrova il suo Amato e vede per la prima volta il Signore Risorto. La dolcezza di quella sua voce non è altra da quella che aveva prima. Cosa è cambiato? Il modo di amarsi. Prima aveva bisogno di toccarlo, abbracciarlo, tenerlo con sé per saperlo presente. Adesso non c’è più ragione di “tenere” o “trattenere”: Lui abita in quel corpo rinnovato e risorto che vive già nel corpo e nel cuore di Lei.

PER MEDITARE E ATTUALIZZARE

1. Dove cercare il Volto del Signore Risorto? Spesso cediamo alla tentazione di “vederlo” in maniera miracolistica. Quali sono le vie che si debbono percorrere per giungere a Lui?
2. Dopo l’incontro col Signore, Maria di Magdala ne sarà la prima testimone.
Un esempio che dice a tutti noi che il Risorto non è qualcosa che si possa definire, ma soltanto sperimentare prima di poterlo “annunciare”. Che rapporto viviamo tra la nostra vita e l’annuncio del Vangelo?

PER PREGARE

La notte dopo la tua partenza
Sarà lunga come il tempo di un Sabato
Inabissato, immortale, incalcolabile.
Il mio cuore veglierà chiedendo e lamentando fino al mattino
All’alba mi metterò in cammino per rapire all’orizzonte il tuo ritorno
E i minuti saranno eternità di lacrime di attesa
Finché su questo mare apparirai
Come Fiore di sole e di voce
che cancella
l’abisso dell’Assenza.

Ripreso da https://alzogliocchiversoilcielo.blogspot.com

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Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 24/11/2019 da in ITALIANO, Lectio Divina.

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Combonianum è stata una pubblicazione interna nata tra gli studenti comboniani nel 1935. Ho voluto far rivivere questo titolo, ricco di storia e di patrimonio carismatico.
Sono un comboniano affetto da Sla. Ho aperto e continuo a curare questo blog (tramite il puntatore oculare), animato dal desiderio di rimanere in contatto con la vita del mondo e della Chiesa, e di proseguire così il mio piccolo servizio alla missione.
Pereira Manuel João (MJ)
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