COMBONIANUM – Spiritualità e Missione

–– Sito di FORMAZIONE PERMANENTE MISSIONARIA –– Uno sguardo missionario sulla Vita, il Mondo e la Chiesa A missionary look on the life of the world and the church –– VIDA y MISIÓN – VIE et MISSION – VIDA e MISSÃO ––

Battesimo del Signore (A) Lectio

Battesimo del Signore
Matteo 3,13-17


Perugino, Battesimo del Signore, Cappella Sistina, Città del Vaticano.jpg

Appena battezzato, Gesù vide lo Spirito di Dio venire su di lui (Mt 3,13-17) 

Come abbiamo già notato nel corso delle domeniche precedenti, anche oggi Matteo sigla gli eventi della vita di Gesù con le profezie del Primo Testamento. In questo testo infatti si incontrano molti motivi e allusioni veterotestamentarie.  Oggi si è fatta storia la profezia di Is 42,1: “Questi è il mio figlio diletto, nel quale mi sono compiaciuto”.

La prima riflessione allora è spinta sulla particolare concezione biblica della storia e sul suo rapporto strutturale con la Parola; tanto che si può affermare non solo che non c’è Parola profetica senza realizzazione, ma che non c’è evento storico senza una parola che l’abbia stabilito e, quasi, “generato”, che gli abbia dato un nome.

Ci sembra che il legame Parola (Scrittura) – Evento sia fortemente avvertito in Matteo ed inviti il lettore a porsi nella stessa ottica e a fare altrettanto, allo scopo di poter “rivelare”, nell’apparire dei fatti, la “verità profetica” di un disegno di salvezza.

L’evangelo è un racconto biografico segnato da alcune emergenze escatologiche (di rivelazione); il battesimo nel Giordano è la prima di queste: seguiranno la trasfigurazione, la morte in croce e la risurrezione.

Il breve racconto del battesimo, di due soli versetti, si compone di quattro elementi fondamentali: la salita dall’acqua; l’apertura dei cieli; la discesa dello Spirito; la voce celeste.

Gesù fa la sua prima comparsa in pubblico recandosi da Giovanni il Battista per farsi battezzare da lui. Così il nostro evangelista trasforma l’incontro di Gesù col Battista in una scena di riconoscimento, nella quale questi riconosce in Gesù colui che egli aveva annunciato.


v.13: Gesù, dunque, “sale dalla Galilea fino al Giordano” ed è un momento decisivo della sua vita, perché è il distacco dalla sua famiglia, dalla sua patria e da Nazareth. L’orientamento di questo cammino è preciso: il Giordano e il battesimo di Giovanni il Battista. Giovanni Battista predica un battesimo di conversione, dà il segno del perdono del Signore a quelli che si sottomettono a questa conversione, e Gesù si muove, vuole andare, verso questo traguardo.

È significativo, e il Vangelo lo sottolinea: c’è qualche cosa di strano nel fatto che Gesù si metta in fila con tutti gli uomini per andare a ricevere il battesimo di Giovanni. Perché il battesimo di Giovanni è di conversione, per il perdono dei peccati, e mettersi in fila con i peccatori sembra in qualche modo supporre che anche in Gesù ci sia il bisogno di convertirsi.

In realtà, di questa situazione paradossale, il Vangelo di Matteo è consapevole; tanto che mette in bocca al Battista quelle parole che abbiamo ascoltato: “Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?”; quindi, nel Vangelo secondo Matteo, il Battista in prima battuta si è rifiutato di battezzare Gesù.

Gesù si sottomette all’azione di battesimo di Giovanni. Ma Gesù non è il più grande? Perché si sottomette al battesimo di Giovanni? L’atteggiamento di Gesù è così sorprendete che Giovanni ne è intimidito. E la risposta di Gesù la dobbiamo mettere nel cuore e ricordare bene, perché “[15] Gesù gli disse: Lascia fare per ora, poiché conviene – è necessario – che noi così adempiamo ogni giustizia” (Mt 3, 15). “Ogni giustizia” è un’espressione forse un po’ strana ma si potrebbe tradurre con “tutta la volontà di Dio”: Dio ha la volontà sul mondo e sull’uomo – Dio chiede a ciascun uomo di diventare suo collaboratore nella realizzazione di questa volontà; Gesù si sottomette al disegno e al volere di Dio – si sottomette al battesimo di Giovanni per sottomettersi alla volontà di Dio; volontà di Dio che poi diventerà evidentemente quella che lo guiderà per tutta la sua esistenza, perché non è un atto di umiltà isolato quello che Gesù sta facendo, ma sta scegliendo un atteggiamento che diventerà in lui permanente.


v.15: È giusto che ci sottomettiamo al disegno di Dio, al quale siamo chiamati e per il quale siamo venuti. Il disegno di Dio sembra essere proprio questo: che Gesù si mescoli con la condizione dell’uomo e prenda sopra di se la realtà di peccato che è propria dell’uomo.

Gesù è senza peccato, però ricordiamo la seconda Lettera ai Corinzi: “21 Colui che era senza peccato, Dio lo ha fatto peccato a nostro favore, perché noi potessimo diventare per mezzo di lui giustizia di Dio” (2 Cor 5, 21). Vuole dire: Gesù si è accostato pienamente a noi perché noi potessimo accostarci pienamente a lui; la sua innocenza e santità si è accostata al nostro peccato perché noi nel peccato potessimo accostarci alla sua innocenza e santità.

Allora, questo cammino di Gesù, che va verso il Giordano in mezzo alla folla dei penitenti, esprime una decisione di solidarietà, di condivisione; esprime quell’itinerario di Dio che ha deciso non di salvare da lontano, ma di accompagnarsi alla condizione dell’uomo, di assumerne tutta la debolezza e la fatica, e attraverso questo cammino di condivisione e di solidarietà offrire all’uomo il perdono e la salvezza.


v.16: Davanti alla scena del Giordano, di Giovanni e del mondo, Gesù viene proclamato nella sua divinità. È però da notare: nel momento dell’abbassamento. Nell’inno della Lettera ai Filippesi si dice che Gesù si è fatto “obbediente fino alla morte e alla morte di croce. 9Allora Dio l’ha sovra esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome” (Fil 2, 8-9).

In questo paradosso, di abbassamento e di innalzamento, sta una logica fondamentale nel Nuovo Testamento, del Vangelo, e sta una legge essenziale per comprendere il mistero di Gesù. Il battesimo è questo essere immersi dentro all’acqua per riemergere secondo un rito che, per alcuni aspetti, richiama il cammino d’Israele nell’uscita dall’Egitto. Perché com’è avvenuta la liberazione d’Israele?

Attraverso il suo scendere nel Mare dei giunchi e il suo risalire dall’altra parte; in qualche modo è sceso negli abissi del Mare, che sono abissi di morte, ma da questo abisso di mare e di morte Israele è risalito per la potenza di Dio, perché Dio gli ha aperto una strada in mezzo alle acque della morte.

Quindi in Gesù – che scende e risale percorrendo il cammino della morte e della nascita, nell’affidamento pieno alla potenza di Dio – c’è il compimento e il mistero d’Israele. Israele era proprio nato così: come popolo di Dio nel momento in cui era sceso nelle acque del Mare fidandosi di Dio, della sua potenza e della sua protezione, e da quelle acque era uscito come popolo libero, come il figlio che Dio si era procurato e aveva liberato dalla condizione di servitù.

Cos’è che riesce a “spalancare i cieli”? Che cos’è che riesce a ottenere che la ricchezza di vita – che è la vita di Dio, che è la santità di Dio – siano trasmesse e comunicate al mondo, scendano da Dio, “attraversino i cieli”, per arrivare fino a noi? Come facciamo a “spalancare i cieli” perché Dio ci si avvicini? C’è un modo per “spalancare i cieli”, ed è questo: “Conviene che così adempiamo tutta la volontà di Dio”; è il sottomettersi alla volontà di Dio.

Così ha fatto Gesù, diventando in qualche modo trasparente e così trasparente che attraverso Gesù passano le parole e le opere di Dio. L’aprirsi dei cieli significa che il rapporto tra Dio e l’uomo è ristabilito. Quel “firmamento”, che simbolicamente separa il mondo di Dio dal mondo dell’uomo – per cui non c’è comunicazione, per cui l’uomo non può comprendere Dio né può essere accolto nella gioia e nella pienezza di vita di Dio –, è squarciato e il passaggio è riaperto tra il mistero di Dio e la vita dell’uomo. In qualche modo è la ricostruzione della comunione, dell’alleanza, della comunicazione, della rivelazione, della familiarità e dell’amicizia tra Dio e l’uomo.

http://www.figliedellachiesa.org


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 06/01/2020 da in Anno A, Festività (A), ITALIANO, Natale (A).

  • 364.862 visite
Follow COMBONIANUM – Spiritualità e Missione on WordPress.com

Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi via e-mail.

Segui assieme ad altri 779 follower

San Daniele Comboni (1831-1881)

COMBONIANUM

Combonianum è stata una pubblicazione interna nata tra gli studenti comboniani nel 1935. Ho voluto far rivivere questo titolo, ricco di storia e di patrimonio carismatico.
Sono un comboniano affetto da Sla. Ho aperto e continuo a curare questo blog (tramite il puntatore oculare), animato dal desiderio di rimanere in contatto con la vita del mondo e della Chiesa, e di proseguire così il mio piccolo servizio alla missione.
Pereira Manuel João (MJ)
combonianum@gmail.com

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica. Immagini, foto e testi sono spesso scaricati da Internet, pertanto chi si ritenesse leso nel diritto d’autore potrà contattare il curatore del blog, che provvederà all’immediata rimozione del materiale oggetto di controversia. Grazie.

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: