COMBONIANUM – Spiritualità e Missione

Blog di FORMAZIONE PERMANENTE MISSIONARIA – Uno sguardo missionario sulla Vita, il Mondo e la Chiesa MISSIONARY ONGOING FORMATION – A missionary look on the life of the world and the church

Ratzinger e il celibato


ratzingher-sarah

Ratzinger. Non cedere alle mode, il celibato non può essere abolito

di Franca Giansoldati
Il Messaggero 13 gennaio 2020 – 

«Non posso tacere». Forse sarà l’ultima grande battaglia del grande Teologo per impedire che nella Chiesa faccia breccia la possibilità di ordinare preti sposati. Joseph Ratzinger è tornato in campo, rompendo ancora una volta il silenzio, per pronunciarsi con fermezza contro quel vasto movimento trasversale che potrebbe portare all’abolizione del celibato sacerdotale. Una questione dibattuta e lacerante sulla quale si stanno misurando proprio in questo periodo – anche i vescovi tedeschi attraverso delle consultazioni sinodali che per un biennio riguarderanno possibili riforme su temi come il celibato e il sacerdozio femminile.

A raccontare per filo e per segno questa ultima incursione pubblica da parte del Pontefice emerito è il quotidiano Le Figaro che ha anticipato un libro scritto a quattro mani con il cardinale conservatore Robert Sarah. Il volume pubblicato da Fayard, è intitolato Dal profondo dei nostri cuori (Des profondeurs de nos coeurs) e si tratta di una articolata riflessione su vari aspetti della vita della Chiesa, in merito alla fede e al cammino teologico che è in corso.

Il nodo del celibato è affiorato con prepotenza al sinodo sull’Amazzonia. In questa regione vasta quasi quanto l’Europa, la scarsità delle vocazioni ha portato alcuni vescovi e cardinali a perorare la causa dell’abolizione del celibato. Lo stesso Papa Francesco in alcune occasioni, parlando loro, si  sarebbe mostrato disposto ad ascoltare le richieste di quella regione, magari attraverso una deroga speciale con la possibilità di prevedere l’ordinazione per i diaconi permanenti. Una ipotesi che adesso dovrà essere vagliata attentamente visto che nei prossimi giorni il Papa dovrà pubblicare la esortazione post-sinodale dedicata all’Amazzonia. Tra quelle pagine potrebbe esserci qualche apertura, cosa che sta già allarmando ampi settori della Chiesa di stampo più tradizionalista, i quali, anche durante il sinodo, hanno fatto presente che sarebbe un grave rischio perché aprirebbe inevitabilmente un processo di revisione difficile da fermare.

LEGAME SPECIALE

È questa la terza volta che Benedetto XVI interviene con tutta la sua autorevolezza: la prima fu nel 2017 sulla questione della liturgia e poi nel 2019 sulla pedofilia. Ratzinger e Sarah chiedono alla «Chiesa intera di non lasciarsi impressionare dal cattivo patrocinio, dalle messe in scena teatrali, dalle menzogne diaboliche, dagli errori della moda che vorrebbero svalutare il celibato sacerdotale». Dal punto di vista teologico spiegano che il celibato sacerdotale ha un «legame speciale, ontologico con il sacramento del sacerdozio. Tutti i tentativi di sminuire questo legame costituiranno una sconfessione del Magistero del concilio e dei Papi». Per questo «chiediamo umilmente a Papa Francesco di proteggerlo definitivamente da una eventualità del genere mettendo il veto a tutto ciò che porterebbe ad un indebolimento della legge celibataria sacerdotale, anche in una sola regione geografica». A questa frase se ne aggiunge un’altra ancora più pesante. Sarebbe «una catastrofe pastorale, e causerebbe una confusione ecclesiale enorme».

Papa Francesco tornando dal Panama, due anni fa, ai giornalisti in volo aveva detto che «il celibato è un dono per la chiesa e non ci sarà un cambiamento per rendere il celibato dei sacerdoti una opzione, come già avviene nella Chiesa cattolica di rito orientale. Io non lo farò, e questo rimane chiaro». Tuttavia i dubbi restano, anche perché qualche tempo fa il Segretario di Stato, Pietro Parolin si era detto convinto che il Magistero non può essere considerato un monolite immutabile e che potrebbe essere utile confrontarsi «L’insegnamento circa il celibato ecclesiastico, che risale alla tradizione apostolica, ha trovato nel corso della storia differenti modalità espressive nella maggioranza delle Chiese orientali, dove gran parte dei preti sono già legittimamente sposati». E poi, in fondo, anche San Pietro era sposato visto che nei Vangeli si parla della guarigione di sua suocera.

Ma ostacolare o correggere il Papa regnante è irrealistico

intervista a Michele Pennisi, a cura di Giacomo Galeazzi
La Stampa 13 gennaio 2020

«Il celibato sacerdotale non è un dogma teologico, è una tradizione con un’utilità pastorale e spirituale. Al Sinodo sull’Amazzonia è stata aperta una discussione, spetta a papa Francesco l’ultima parola, alla quale tutti dovremo attenerci». L’arcivescovo di Monreale Michele Pennisi, vicepresidente della Conferenza episcopale siciliana ed ex rettore del Collegio Capranica di Roma, osserva che «hanno mantenuto la propria condizione i pastori anglicani sposati tornati nella Chiesa cattolica durante il precedente pontificato».

Il Papa emerito “frena” le aperture di Bergoglio?

«Benedetto XVI ha legittimamente espresso la sua convinzione. Tocca a Francesco tenere presente l’universalità della Chiesa e prendere una decisione, tenendo conto di una tradizione testimoniata dai tempi della lettera di San Paolo ai Corinzi».

Qual è la sua esperienza?

«All’interno del territorio della mia arcidiocesi, si trova l’enclave cattolica di rito bizantino di Piana degli Albanesi dove convivono preti sposati e celibi. E non si può certo dire che nel clero uxorato la dedizione a Dio e alla Chiesa sia inferiore».

Cosa giustifica allora il no all’abolizione del celibato?

«Una convenienza, un’utilità dal punto di vista spirituale ed ecclesiale, nel senso che si ritiene tradizionalmente che il celibato metta in condizione di donarsi in maniera integrale alla propria missione. Ma non significa che ciò non accada anche per il clero uxorato. Nelle Chiese ortodosse a non sposarsi sono i vescovi e i monaci. Nella Chiesa latina i presbiteri sono celibi, i diaconi permanenti no».

È una questione aperta?

«È dal Concilio Vaticano II che si discute di “viri probati”, cioè dell’ordinazione di uomini sposati di una certa età e di provata fede che possano celebrare Messa in quelle comunità che hanno scarsità di sacerdoti e dove è difficile che un prete possa recarsi regolarmente. Nel 1971 la proposta fu sottoposta ai vescovi e ottenne scarse adesioni. Ma la mancanza di preti non richiede necessariamente l’ordinazione. Si può ovviare estendendo i ministeri».

Quale decisione si aspetta da Francesco sul celibato?

«Il Sinodo ha riproposto la questione e occorre aspettare. Si possono esprimere convinzioni, ma poi vale la decisione del Papa. È irrealistico un quadro in cui il Pontefice regnante venga corretto o ostacolato da posizioni contrarie. È il Papa a fare la sintesi e dare l’indicazione per il bene della Chiesa. Bisognerà vedere quali condizioni verranno trattate. Potrebbe essere una decisione che non riguardi tutto il clero ma solo determinate situazioni o la possibilità di ordinare uomini sposati.».

Mogavero. La tempistica non è delle migliori.
Invece il momento è
maturo per una riforma

intervista a Domenico Mogavero a cura di Paolo Rodari
La Repubblica 13 gennaio 2020

«A Benedetto XVI riconosciamo grande passione ecclesiale. Anche se, in mancanza ancora di un pronunciamento di Francesco dopo i lavori del Sinodo, l’uscita di questo libro mi sembra un mettere le mani avanti eccessivo, come a dire che si vuole mettere in guardia dall’andare oltre ciò che si ritiene non modificabile». Domenico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo, parla con Repubblica del libro in cui Joseph Ratzinger e il cardinale Robert Sarah difendono il celibato ecclesiastico dicendo di «non poter tacere».

Perché a suo avviso questa uscita?

«Essendo un libro credo sia maturato nel corso di qualche mese, credo proprio durante i lavori sinodali. Mi sembra, ripeto, un intervento dagli intenti terapeutici, che vuole bloccare possibili sviluppi sul celibato».

Ma i suggerimenti consegnati al Papa dai padri sinodali parlano di diaconi sposati, non di preti…

«In effetti, i padri sinodali hanno ribadito l’importanza dei diaconi sposati, un ministero antico e da tempo accettato dalla Chiesa latina. Quindi il libro mi pare soltanto, in una forma solenne e ragionata, il tentativo di mettere comunque al riparo da sviluppi futuri che ovviamente ci potranno comunque essere».

Cosa pensa dei preti sposati?

«Ritengo che i tempi siano maturi per un’apertura che a mio avviso non è scandalosa. L’eventuale introduzione dei preti sposati non metterebbe in dubbio il valore del celibato, solo risponderebbe a esigenze oggi nuove. Nel Sud Italia, fra l’altro, abbiamo le diocesi di rito greco albanese, in Calabria, Basilicata e Sicilia, nelle quali ci sono sacerdoti sposati. Difatti la Chiesa latina contempla questa possibilità, quindi non vedo quali problemi dovrebbero sorgere».

Il cardinale Sarah sul celibato si è espresso più volte chiudendo.

«Il cardinale ha posizioni non aperte su diverse questioni, e le ha da tempo. È legittimo che sia così anche se, ripeto, forse la tempistica dell’uscita del libro non è delle migliori».

Un commento su “Ratzinger e il celibato

  1. Angelo Piraneo
    14/01/2020

    Non mi stupisce l’atteggiamento di Ratzinger a proposito del celibato dei preti, che, quale difensore dell’ortodossia cattolica, dice no ad ogni timido tentativo di rinnovamento della tradizione della Chiesa.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 13/01/2020 da in ITALIANO, Vocazione e Missione con tag , .

  • 456.063 visite
Follow COMBONIANUM – Spiritualità e Missione on WordPress.com

Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi via e-mail.

Unisciti ad altri 873 follower

San Daniele Comboni (1831-1881)

COMBONIANUM

Combonianum è stata una pubblicazione interna nata tra gli studenti comboniani nel 1935. Ho voluto far rivivere questo titolo, ricco di storia e di patrimonio carismatico.
Sono un comboniano affetto da Sla. Ho aperto e continuo a curare questo blog (tramite il puntatore oculare), animato dal desiderio di rimanere in contatto con la vita del mondo e della Chiesa, e di proseguire così il mio piccolo servizio alla missione.
Pereira Manuel João (MJ)
combonianum@gmail.com

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica. Immagini, foto e testi sono spesso scaricati da Internet, pertanto chi si ritenesse leso nel diritto d’autore potrà contattare il curatore del blog, che provvederà all’immediata rimozione del materiale oggetto di controversia. Grazie.

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: