COMBONIANUM – Spiritualità e Missione

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La crisi globale della disuguaglianza


favela


La disuguaglianza economica è un fenomeno ormai fuori controllo. Nel 2019 i miliardari della Lista Forbes (solo 2.153 individui) possedevano più ricchezza di 4,6 miliardi di persone. Questo grande divario è il risultato di un sistema economico iniquo che valorizza la ricchezza di pochi privilegiati – soprattutto uomini – più dei miliardi di ore del lavoro più essenziale, ossia il lavoro di cura non retribuito e sottopagato che in tutto il mondo è svolto principalmente da donne e ragazze. Prendersi cura degli altri, cucinare, pulire e andare a prendere acqua e legna da ardere sono compiti quotidiani essenziali per il benessere delle società, delle comunità e per il funzionamento dell’economia. La pesante responsabilità del lavoro di assistenza e la sua iniqua ripartizione perpetuano le disuguaglianze di genere e quelle economiche.

Questo stato di cose deve cambiare. I governi di tutto il mondo devono agire subito per costruire un’economia umana che riconosca il ruolo delle donne e valorizzi ciò che conta veramente per la società, anziché alimentare l’eterno perseguimento di profitto e di ricchezza. I primi e cruciali provvedimenti da adottare consistono in investimenti nei sistemi nazionali di assistenza per far fronte alla disproporzione di responsabilità che grava su donne e ragazze, nel rafforzamento della progressività dei sistemi fiscali estesa alla tassazione della ricchezza e dei redditi che ne derivano e in norme legislative a favore di chi presta lavoro di cura.

Oxfam International – Gennaio 2020

La gente a volte mi definisce un multimilionario “che si è fatto da sé”. Niente potrebbe essere più lontano dalla realtà (…) Se vogliamo società più giuste, più eque e più felici, i più ricchi devono pagare la loro giusta quota di tasse. Quando un miliardario usufruisce di un’aliquota fiscale inferiore a quella della sua segretaria, significa che nella società c’è qualcosa di profondamente sbagliato.
Secondo me non dobbiamo sorprenderci se alcuni chiedono l’abolizione dei miliardari: vedono che queste persone super-ricche pensano che ci siano delle regole su misura per loro, e altre per la gente comune.
Dobbiamo tassare la ricchezza in modo adeguato. I ricchi devono pagare la loro giusta quota. Con un’imposta di solo l’1% sui patrimoni miliardari, per esempio, si potrebbero raccogliere miliardi per combattere la povertà globale e ridurre la disuguaglianza.
Siamo pronti a costruire una società equa in cui la ricchezza e il potere, anche il potere politico, siano distribuiti più equamente? Siamo pronti a respingere il mito secondo cui la povertà è un fenomeno naturale, qualcosa che esisterà sempre, a prescindere da ciò che facciamo?
Djaffar Shalchi, fondatore e Presidente della Human Act Foundation

I DUE ESTREMI DELL’ECONOMIA

La disuguaglianza economica è un fenomeno ormai fuori controllo. Nel 2019 i 2.153 miliardari della Lista Forbes possedevano più ricchezza di 4,6 miliardi di persone1. I 22 uomini più ricchi del mondo avevano più ricchezza di tutte le donne africane2. Tali esorbitanti patrimoni coesistono con la più grande povertà: le nuove stime della Banca Mondiale rivelano che quasi la metà della popolazione mondiale vive con meno di 5,50 dollari al giorno e che dal 2013 ad oggi il tasso di riduzione della povertà si è dimezzato3.
Questo grande divario è il risultato di un sistema economico iniquo.

Al vertice dell’economia globale si attesta una piccola élite di individui ricchi in maniera inimmaginabile, la cui ricchezza cresce in modo esponenziale nel tempo, con poco sforzo e indipendentemente dal fatto che essi apportino valore alla società o no.
Nel frattempo, ai “piani bassi” dell’economia, donne e ragazze (soprattutto donne e ragazze che vivono in povertà e appartengono a gruppi emarginati) dedicano quotidianamente 12,5 miliardi di ore al lavoro di cura non retribuito4, e innumerevoli altre a un lavoro retribuito con salari di sussistenza. Il loro lavoro è essenziale per le nostre comunità: è alla base di famiglie fiorenti e di una forza lavoro sana e produttiva. Oxfam ha calcolato che questo lavoro aggiunge valore all’economia per almeno 10.800 miliardi di dollari5. Questa cifra, anche se enorme, è stimata per difetto e l’ammontare esatto è verosimilmente molto più alto. Nonostante ciò la fetta maggiore dei benefici finanziari va ai più ricchi, la maggior parte dei quali sono uomini. Questo sistema ingiusto sfrutta ed emargina le donne e le ragazze più povere mentre alimenta la ricchezza e il potere di una facoltosa élite.

Senza un’azione decisa la situazione peggiorerà molto. L’invecchiamento della popolazione, i tagli alla spesa pubblica e i cambiamenti climatici minacciano di esacerbare ulteriormente le disuguaglianze di genere e le disuguaglianze economiche, alimentando una crisi progressiva nel campo dell’assistenza e ai danni di chi lavora nel settore. Mentre le élites ricche e potenti possono avere la possibilità di comprarsi una via d’uscita dalla peggiore di queste crisi, i poveri e i deboli non saranno in grado di fare altrettanto.
I governi devono intraprendere azioni decise e coraggiose per costruire una nuova economia umana che vada a vantaggio di tutti, non solo di pochi ricchi, e che valorizzi il lavoro di cura e il benessere ponendoli al di sopra del profitto e della ricchezza.

L’ATTUALE ENTITÀ DEL DIVARIO TRA RICCHI E POVERI

Il divario tra i super-ricchi e il resto della società rimane enorme, e lo è in misura inimmaginabile.

  • Nel 2019 i 2.153 miliardari della Lista Forbes possedevano più ricchezza di 4,6 miliardi di persone.
  • I 22 uomini più ricchi avevano più ricchezza di tutte le donne africane.
  • L’1% più ricco del mondo deteneva più del doppio della ricchezza di 6,9 miliardi di persone.
  • Se avessi risparmiato 10.000 dollari al giorno a partire dalla costruzione delle piramidi egiziane, oggi avresti un quinto del patrimonio medio dei 5 miliardari più ricchi.
  • Se tutti si sedessero sulla propria ricchezza sotto forma di una pila di banconote da 100 dollari, la maggior parte dell’umanità sarebbe seduta al suolo. Una persona della classe media di un Paese ricco si siederebbe all’altezza di una sedia. I due uomini più ricchi del mondo sarebbero seduti nello spazio.
  • Il valore monetario del lavoro di cura non retribuito svolto in tutto il mondo dalle donne dai 15 anni in su è di almeno 10.800 miliardi di dollari all’anno, pari al triplo di quello del mercato globale dei beni e servizi tecnologici.
  • Gli introiti decennali di un’imposta addizionale dello 0,5% sul patrimonio dell’1% più ricco a livello globale corrispondono alle risorse necessarie per creare 117 milioni di nuovi posti di lavoro nei settori di cura per bambini e anziani, istruzione e sanità e colmare i deficit assistenziali.

I leader non agiscono, la gente scende in strada

Nonostante la retorica sulla spirale della disuguaglianza e le prove dei suoi effetti corrosivi, la maggior parte dei leader mondiali continua a perseguire programmi politici che ampliano ancora di più il divario tra chi ha e chi non ha. Le politiche di uomini “forti” come il presidente Trump negli Stati Uniti e il presidente Bolsonaro in Brasile sono esemplificative di questa tendenza: tagli fiscali a favore dei miliardari, ostacoli alle misure finalizzate ad affrontare l’emergenza climatica, fomento del razzismo, del sessismo e dell’odio per le minoranze.
Di fronte a leader come questi, ovunque le persone si mobilitano per dire che quando è troppo è troppo. Dal Cile alla Germania, le proteste contro la disuguaglianza e il caos climatico radunano folle enormi. Milioni di persone scendono in strada e rischiano la vita per chiedere la fine delle disuguaglianze estreme e un mondo più giusto e più verde.

AL VERTICE DELLA PIRAMIDE: SOLO DENARO E NIENTE LAVORO

Al vertice della piramide economica, migliaia di miliardi di dollari si concentrano nelle mani di un piccolissimo gruppo di persone, prevalentemente uomini. La loro ricchezza è già estrema e il nostro iniquo sistema economico permette di ammassare sempre più risorse in quelle poche mani.

Recentemente alcuni commentatori hanno chiesto se sarebbe meglio per il mondo “abolire i miliardari”, suggerendo che essi siano il sintomo di un’economia malata. Si stima che un terzo della ricchezza dei miliardari sia frutto di eredità, e tale processo ereditario ha creato una nuova aristocrazia che mina le fondamenta democratiche delle nostre società.
Una volta consolidate, le fortune dei super-ricchi si moltiplicano da sole: i loro titolari non devono far altro che mettersi comodi e guardare la propria ricchezza crescere, con l’aiuto di contabili altamente pagati che negli ultimi dieci anni hanno fornito loro un rendimento medio annuo del 7,4%. Nonostante l’ammirevole impegno a devolvere il proprio denaro, Bill Gates vale ancora quasi 100 miliardi di dollari, cioè il doppio di quanto possedeva quando si è dimesso da capo della Microsoft.

Una delle ragioni di questi rendimenti fuori misura è il crollo dell’imposizione fiscale sulla ricchezza e sugli utili d’impresa, derivante dalla riduzione delle aliquote impositive e da deliberati abusi fiscali. È inoltre opportuno ricordare che solo il 4% del gettito fiscale globale deriva dalle imposte sul patrimonio, e numerosi studi dimostrano che i super-ricchi eludono fino al 30% delle imposte a proprio carico. Le imposte sui redditi societari estremamente basse li aiutano a far lievitare i profitti delle aziende di cui sono i principali azionisti: tra il 2011 e il 2017, mentre i salari medi nei paesi del G7 aumentavano del 3%, i dividendi dei facoltosi azionisti sono cresciuti del 31%20.

Il tempo rubato in India: “Non ho tempo neanche per morire”
Buchhu Devi si alza alle 3 del mattino per cucinare, pulire e preparare la colazione e il pranzo per la sua famiglia. C’è un pozzo nelle vicinanze, ma in quanto paria della casta più bassa non può usarlo; deve invece percorrere tre chilometri per procurarsi l’acqua, e questo per tre volte al giorno. Racconta di lavorare in un cantiere stradale dalle 8 alle 17, dopodiché deve svolgere i suoi compiti domestici serali: andare a prendere acqua e legna da ardere, lavare, cucinare, pulire la casa e aiutare i figli a studiare. La sua giornata termina a mezzanotte. Se non va a prendere la legna, la famiglia non può mangiare, e spesso viene picchiata per questo da suo marito. “Non ho mai tempo, nemmeno il tempo di morire perché tutti mi insulteranno… Chi si prenderà cura della mia famiglia e porterà a casa i soldi quando non ci sarò più?”

Dalla sintesi del Rapporto della OXFAM

http://www.oxfamitalia.org

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Questa voce è stata pubblicata il 22/01/2020 da in Attualità sociale, ITALIANO con tag , .

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Combonianum è stata una pubblicazione interna nata tra gli studenti comboniani nel 1935. Ho voluto far rivivere questo titolo, ricco di storia e di patrimonio carismatico.
Sono un comboniano affetto da Sla. Ho aperto e continuo a curare questo blog (tramite il puntatore oculare), animato dal desiderio di rimanere in contatto con la vita del mondo e della Chiesa, e di proseguire così il mio piccolo servizio alla missione.
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