COMBONIANUM – Spiritualità e Missione

Blog di FORMAZIONE PERMANENTE MISSIONARIA – Uno sguardo missionario sulla Vita, il Mondo e la Chiesa MISSIONARY ONGOING FORMATION – A missionary look on the life of the world and the church

Sanremo, il grido di Rula Jebreal contro la violenza sulle donne: “Troppe volte il carnefice ha le chiavi di casa”

La giornalista commuove l’Ariston con il suo monologo: “Troppe volte il carnefice ha le chiavi di casa”


Rula Jebreal sul palco dell'Ariston

Rula Jebreal sul palco dell’Ariston

5 febbraio 2020
http://www.interris.it

“Noi donne non siamo mai innocenti. ‘Se non vogliono essere stuprate devono smetterla di vestirsi da poco di buono’: questa ed altre frasi si sentono rivolgere le vittime di stupro quando denunciano”. E’ un monologo duro e toccante quello di Rula Jebreal, che mette un punto a qualsiasi polemica – o anche solo all’ombra di essa – che ne hanno preceduto la partecipazione alla kermesse di Sanremo fermando l’orologio dell’Ariston poco prima della mezzanotte, richiamando l’attenzione sul tema della violenza, morale, fisica e psicologica, di cui troppe volte le donne sono vittime: “Negli ultimi due anni in media 88 donne al giorno hanno subito violenza, una ogni 15 minuti. Nell′80% dei casi il carnefice non deve bussare alla porta perché ha le chiavi di casa”.

Le chiavi di casa

Commuove e si commuove Rula Jebreal, perché quelle storie che denuncia riguardano anche lei e la sua infanzia, segnata in modo indelebile da eventi che vanno al di là della comprensione di una bambina: “Sono cresciuta in un orfanotrofio, insieme a centinaia di bambine: la sera ci raccontavamo le nostre storie tristi, che toglievano il sonno. Erano le storie delle nostre mamme: stuprate, uccise… Mia madre ha perso il suo ultimo treno quando io avevo 5 anni: si è suicidata, dandosi fuoco. Il suo corpo era qualcosa di cui voleva liberarsi, era stato il luogo della sua tortura. Brutalizzata e stuprata due volte a 13 anni da un uomo e poi da un sistema che non le ha consentito di denunciare. L’uomo che l’ha violentata, per anni aveva le chiavi di casa”.

Essere musica

Stuprata due volte, dice Rula, e non solo fisicamente. Perché “le ferite sanguinano molto di più quando nessuno ti crede… Questo è il momento che le parole diventino realtà. Per farlo dobbiamo lottare e urlare da ogni palco, anche quando ci diranno che non è opportuno. Io sono diventata la donna che sono grazie a mia madre e a mia figlia, che è seduta lì tra di voi. Io amo le parole, ho imparato, venendo da un luogo di guerra, a credere alle parole per rendere il mondo un posto migliore”. Un messaggio che scuote le coscienze e scivola oltre le porte dell’Ariston: “Domani chiedetevi come erano vestite le conduttrici di Sanremo. Ma non chiedetevi mai più com’era vestita una donna vittima di stupro. Nessuno ci tolga più il diritto di addormentarci con una favola. Noi donne non dobbiamo più avere paura, noi donne vogliamo essere libere nello spazio e nel tempo, essere silenzio e rumore e musica”. Si chiude con una standing ovation ma, soprattutto, con una lezione di cui far tesoro.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 05/02/2020 da in Donna, ITALIANO con tag , .

  • 458.703 visite
Follow COMBONIANUM – Spiritualità e Missione on WordPress.com

Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi via e-mail.

Unisciti ad altri 875 follower

San Daniele Comboni (1831-1881)

COMBONIANUM

Combonianum è stata una pubblicazione interna nata tra gli studenti comboniani nel 1935. Ho voluto far rivivere questo titolo, ricco di storia e di patrimonio carismatico.
Sono un comboniano affetto da Sla. Ho aperto e continuo a curare questo blog (tramite il puntatore oculare), animato dal desiderio di rimanere in contatto con la vita del mondo e della Chiesa, e di proseguire così il mio piccolo servizio alla missione.
Pereira Manuel João (MJ)
combonianum@gmail.com

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica. Immagini, foto e testi sono spesso scaricati da Internet, pertanto chi si ritenesse leso nel diritto d’autore potrà contattare il curatore del blog, che provvederà all’immediata rimozione del materiale oggetto di controversia. Grazie.

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: