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ITALIA – In un mese muoiono 14 Missionari Saveriani

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Casa madre dei Missionari Saveriani a Parma


Parma (Agenzia Fides) – Hanno speso lunghi anni della loro vita in terra di missione, annunciando il Vangelo di Gesù Cristo in quattro continenti, gli 11 sacerdoti e i 3 religiosi dei Missionari Saveriani che sono morti in meno di un mese. Dodici di loro vivevano nella casa madre, a Parma, per cure mediche o solamente per il riposo obbligatorio, considerata l’età e la vita trascorsa per gran parte tra le privazioni e le difficoltà delle missioni.
Parma si trova nella zona dell’Italia settentrionale dove il coronavirus è dilagato. La diocesi ha perso 6 sacerdoti. Anche se mancano riscontri certi che i Saveriani morti avessero contratto il coronavirus, padre Rosario Giannattasio, superiore dei Saveriani dell’Italia, ha sottolineato che si tratta certo di una mortalità molto più alta (rispetto ai quattro o cinque missionari che muoiono solitamente in casa madre nel corso di un anno), è quindi inevitabile pensare ad un collegamento con il coronavirus, anche perchè un dipendente della residenza è stata trovata positiva al Covid-19.

Nei diversi campi dell’apostolato missionario, i Saveriani morti in queste settimane non si sono risparmiati, come si vede scorrendo le loro scarne note biografiche. Dall’insegnamento e dalla formazione dei giovani alla gestione dell’economia, dal ministero parrocchiale all’assistenza dei migranti, dalla progettazione delle costruzioni alla sartoria e alla cucina, passando per mille altri incarichi e mansioni che fanno parte della vita quotidiana di una comunità, piccola o grande che sia. Una volta rientrati in Italia, spesso svuotati delle forze fisiche e provati dalle malattie, hanno continuato a dare la loro appassionata testimonianza nell’animazione missionaria, nel ministero sacerdotale e nell’accoglienza. Qualcuno di loro ha persino ripreso, anche in età avanzata, la strada della missione. Senza dubbio incarnavano il desiderio del loro fondatore, San Guido Maria Conforti, che così scriveva: “Il Missionario è la personificazione più bella e sublime della vita ideale. Egli ha contemplato in spirito Gesù Cristo che addita agli Apostoli il mondo da conquistare al Vangelo, non già colla forza delle armi, ma colla persuasione e coll’amore e ne è rimasto rapito”. Li ricordiamo citando il loro periodo di servizio missionario.

  • Padre Piergiorgio Bettati, 83 anni, dal 1973 al 1983 è stato missionario in Congo. Morto in casa madre il 23 marzo.
  • Padre Gerardo Caglioni, 73 anni, è stato missionario in Messico (1980-1983) e in Sierra Leone (dal 1984 al 1993 e dal 2002 al 2006). Morto in casa madre il 22 marzo.
  • Padre Stefano Coronose, 88 anni, dalla fine degli anni 60 a metà degli anni 80 è stato missionario in Indonesia. Morto in casa madre il 21 marzo.
  • Padre Pilade Giuseppe Rossini, 84 anni, missionario in Sierra Leone dagli anni sessanta al 1998, con tre intervalli in Italia. Morto all’ospedale di Seriate il 19 marzo.
  • Fratel Giuseppe Scintu, 85 anni, missionario in Congo dal 1968 al 1975. Morto in casa madre il 19 marzo.
  • Fratel Luigi Isaia Masseroni, 90 anni, missionario in Brasile dal 1956 al 1967. Morto in casa madre il 18 marzo.
  • Fratel Guglielmo Saderi, 88 anni, missionario in Congo dal 1961 al 2010, alternando periodi di servizio in Italia. Morto in casa madre il 18 marzo.
  • Padre Giuseppe Rizzi, 77 anni, missionario in Burundi e in Congo dal 1977 al 2010. Morto in casa madre il 15 marzo.
  • Padre Piermario Tassi, 90 anni, missionario in Congo dal 1962 al 1996. Morto il 15 marzo in casa madre.
  • Padre Vittorio Ferrari, 88 anni, missionario in Giappone dal 1961 al 1974, Morto in casa madre il 14 marzo.
  • Padre Nicola Adriano Masi, 92 anni, missionario in Brasile dal 1976 al 2010. Morto il 12 marzo in casa madre.
  • Padre Enrico di Nicolò, 80 anni, ha dedicato la vita all’insegnamento e al ministero presbiterale. Morto l’11 marzo mentre si trovava in visita dai suoi familiari.
  • Padre Corrado Stradiotto, 86 anni, missionario in Indonesia dal 1967 al 1975. Morto il 7 marzo in casa madre.
  • Padre Pietro Zoni, 85 anni, dal 1970 al 2013 è stato missionario in Burundi, Stati Uniti e Camerun. Morto il 29 febbraio in casa madre.

I Missionari Saveriani, nati con l’unico scopo di annunciare il Vangelo a chi ancora non lo conosce, sono 819 (dati 2015) presenti in oltre 150 comunità di Europa, Africa, Asia ed America. Il loro fondatore, San Guido Maria Conforti (1865-1931), nato a Ravadese (Parma – Italia), a 11 anni entrò in seminario, ma una malattia fece ritardare l’ordinazione sacerdotale fino al 1888. Giovanissimo sacerdote, gli venne conferito l’incarico di “Direttore della Pia Opera della Propagazione della Fede”. Non avendo potuto seguire, per ragioni di salute, la vocazione missionaria alla quale si sentiva chiamato, nel 1895 fondò la Pia Società di S. Francesco Saverio per le Missioni Estere (Missionari Saveriani) con lo scopo unico ed esclusivo della evangelizzazione dei non cristiani. Nel 1899 inviò i primi due missionari in Cina, seguiti negli anni da tanti altri.

Nel 1902, a 37 anni, viene chiamato da Papa Leone XIII a reggere l’Arcidiocesi di Ravenna. Dopo due anni in cui spende tutte le sue energie per il bene della diocesi, è costretto però a dimettersi per motivi di salute. Torna quindi al suo Istituto dove si dedica alla formazione dei suoi allievi missionari. Ristabilitosi in salute, Papa Pio X gli affida la Diocesi di Parma. Per oltre 24 anni egli è il suo instancabile buon pastore, prodigandosi anche per l’annuncio del Vangelo ai non cristiani. Nel 1916 collabora alla fondazione dell’Unione Missionaria del Clero, attuale Pontificia Unione Missionaria, di cui è il primo presidente per dieci anni. Nel 1928 si reca in Cina, in visita alle comunità cristiane ed ai territori affidati alla sua famiglia missionaria. Il 5 novembre 1931 muore a Parma. Viene beatificato da Papa Giovanni Paolo II il 17 marzo 1996 e canonizzato da Papa Benedetto XVI il 23 ottobre 2011. (S.L.)

(Agenzia Fides 26/3/2020)

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Questa voce è stata pubblicata il 26/03/2020 da in ITALIANO, Vocazione e Missione con tag , .

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Sono un comboniano affetto da Sla. Ho aperto e continuo a curare questo blog (tramite il puntatore oculare), animato dal desiderio di rimanere in contatto con la vita del mondo e della Chiesa, e di proseguire così il mio piccolo servizio alla missione.
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