COMBONIANUM – Spiritualità e Missione

Blog di FORMAZIONE PERMANENTE MISSIONARIA – Uno sguardo missionario sulla Vita, il Mondo e la Chiesa MISSIONARY ONGOING FORMATION – A missionary look on the life of the world and the church

Il Cristo giallo di Paul Gauguin

Il Cristo giallo di Paul Gauguin fu dipinto in Bretagna durante una prima fuga dell’artista dalla civiltà. Pare che il soggetto sia stato ispirato da un crocifisso di devozione popolare esposto in un villaggio di pescatori bretoni a Trémalo.

Paul_Gauguin_Cristo_giallo

Paul Gauguin, Il Cristo giallo (Le Christ jaune), 1889, olio su tela, 92.07 x 73.34 cm. Buffalo, Albright-Knox Art Gallery

Descrizione

Un crocifisso con la figura di Cristo si staglia in primo piano contro il paesaggio della campagna bretone. La croce è costruita con semplici assi squadrate. La figura di Cristo è essenziale, legnosa e realizzata con forme semplici e un po incerte. I suoi piedi sono sovrapposti e posano su di una piccola mensola fermati da un grosso chiodo metallico. Ai piedi della croce vi sono alcune contadine bretoni in abito tipico, con cuffia bianca, ampio abito scuro e grembiule. Le donne pregano il crocifisso con il capo chino durante l’Angelus, recitato ogni giorno alle 6, alle 12 e alle 18. Un prato in discesa viene interrotto da un muretto a secco scavalcato da un uomo. Alcuni alberi punteggiano i confini dei campi e in lontananza si alzano le colline dai profili ondulati. Tra gli alberi si intravedono alcune abitazioni sparse sul declivio. Il cielo azzurro è sgombro di nubi.

Interpretazioni e simbologia

Paul Gauguin nei dipinti realizzati a Pont-Aven rappresentò la semplice religiosità della tradizione contadina delle genti bretone, a nord di Parigi. L’artista in fuga dalla civiltà e dalle difficoltà esistenziali si rifugiò nella società arcaica e semplice della campagna come farà in seguito presso le isole della Polinesia francese. Con il giallo che colora il corpo di Cristo, Paul Gauguin volle, forse, simboleggiare il dolore umano. Sicuramente l’artista utilizzò più volte la figura di Cristo con il quale si immedesimava per esprimere la propria sofferenza esistenziale. Inoltre il giallo è lo stesso colore utilizzato per descrivere i campi di grano che possedeva un profondo significato religioso. Il ciclo di crescita del grano, fonte di vita, era paragonato al ciclo religioso della vita di un cristiano. Cristo partecipa quindi tramite questo riferimento cromatico alla vita quotidiana dei contadini.

La storia dell’opera

Il Cristo Giallo di Paul Gauguin fu ispirato da un crocifisso in legno di devozione popolare che l’artista aveva visto nel villaggio di Trémalo abitato da pescatori bretoni.

Lo stile del dipinto Il Cristo giallo di Paul Gauguin

Paul Gauguin per la sua ricerca formale rivolta al recupero della figura è considerato un artista post impressionista insieme a Seurat, Cézanne e van Gogh. Inoltre considerando la componente spirituale e simbolica di molti suoi dipinti è indicato come pittore simbolista. Comunque la sua personalità artistica e il carattere inquieto lo spinsero a compiere esperienze creative che difficilmente permettono di indicare la sua appartenenza ad un movimento. Nel Cristo Giallo le forme sono semplificate e costruite mediante campiture monocromatiche o debolmente chiaroscurate. Una spessa linea di contorno permette poi di distinguere chiaramente le figure dallo sfondo. Gauguin si ispirò alla tecnica utilizzata nelle vetrate medievali detta cloisonnisme. Il chiaroscuro sopravvive con alcune tracce di ombra di colore verde e molto chiare sul corpo di Cristo e sui volti delle contadine.

Il colore e l’illuminazione

I colori utilizzati da Paul Gauguin per Il Cristo giallo hanno un debole riferimento con la realtà. Sono infatti colori simbolici utilizzati per rappresentare lo stato d’animo dell’artista più che per descrivere obiettivamente la realtà. Lo stesso colore del Cristo è quanto di più lontano ad un corpo crocifisso. Il giallo acceso infatti è distribuito su tutta la pelle e si estende abbondantemente nel paesaggio sui campi e sulle colline. Le chiome degli alberi sono color arancione e solo qualche porzione di collina è colorata di verde.

Le donne indossano il costume tradizionale, nero, bianco e dai grembiuli colorati. Gauguin non costruisce la scena utilizzando il chiaroscuro e quindi un’illuminazione realistica. Le figure e le varie parti del paesaggio sono rivelate attraverso contrasti di colore e linee di contorno. Sui corpi delle donne, soprattutto in primo piano, rimane qualche accenno a zone di ombra e di luce che sembra provenire da destra.

Le figure delle tre contadine creano la dimensione dello spazio nel primo piano grazie alla prospettiva di grandezza. Inoltre la sensazione di profondità è sottolineata dalla sovrapposizione dei loro corpi che rinforza la comprensione delle dimensioni spaziali. Il resto del paesaggio contribuisce a descrivere lo spazio in lontananza anche grazie alla progressiva riduzione delle dimensioni degli alberi. Paul Gauguin in questo dipinto come nella sua produzione più matura rifiutò l’uso della prospettiva geometrica. Si tratta infatti di uno strumento lontano dalle esigenze dell’artista di creare arte primitiva, utile a descrivere le tradizioni popolari.

La Composizione e l’inquadratura

Il crocifisso occupa quasi interamente il formato verticale dell’opera. Risulta però leggermente spostato verso sinistra e quindi non  rigidamente posto sulla verticale centrale. La composizione è ordinata sulla diagonale obliqua che sale da sinistra. In prossimità di questo angolo infatti è dipinto il gruppo di donne. Lo sguardo tende così a risalire lungo il corpo di Cristo e da qui a spostarsi verso il braccio sinistro posto a destra del dipinto. La disposizione delle donne in basso crea una curva ricorsiva mentre gli alberi in secondo piano scandiscono ordinatamente lo spazio traversando in obliquo e in profondità il dipinto. Il paesaggio, infine, è scandito in profondità con fasce cromatiche a partire dal prato in primo piano. Dopo il muretto che traversa il piano pittorico si susseguono il prato giallo, le colline e il cielo.

Analisi dell’opera

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 10/04/2020 da in Arte e fede, ITALIANO, Settimana Santa.

  • 487.656 visite
Follow COMBONIANUM – Spiritualità e Missione on WordPress.com

Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi via e-mail.

Unisciti ad altri 896 follower

San Daniele Comboni (1831-1881)

COMBONIANUM

Combonianum è stata una pubblicazione interna nata tra gli studenti comboniani nel 1935. Ho voluto far rivivere questo titolo, ricco di storia e di patrimonio carismatico.
Sono un comboniano affetto da Sla. Ho aperto e continuo a curare questo blog (tramite il puntatore oculare), animato dal desiderio di rimanere in contatto con la vita del mondo e della Chiesa, e di proseguire così il mio piccolo servizio alla missione.
Pereira Manuel João (MJ)
combonianum@gmail.com

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica. Immagini, foto e testi sono spesso scaricati da Internet, pertanto chi si ritenesse leso nel diritto d’autore potrà contattare il curatore del blog, che provvederà all’immediata rimozione del materiale oggetto di controversia. Grazie.

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: