COMBONIANUM – Spiritualità e Missione

Blog di FORMAZIONE PERMANENTE MISSIONARIA – Uno sguardo missionario sulla Vita, il Mondo e la Chiesa MISSIONARY ONGOING FORMATION – A missionary look on the life of the world and the church

Gesù, pietra scelta, pietra scartata, pietra viva


Condividiamo con voi il testo del ritiro della nostra comunità di Castel d’Azzano (Verona), orientato da P. Renzo Piazza, superiore della comunità.

Gesù, pietra scelta, pietra scartata, pietra viva

Gesù, pietra scelta, pietra scartata, pietra viva 

  1. Gesù, pietra scelta da Dio
  2. Gesù, pietra scartata dagli uomini
  3. Stringersi a Gesù risorto, pietra viva
  4. La cultura dello scarto

1. Gesù, pietra scelta da Dio

Sono vari i passi della Scrittura che ci presentano l’iniziativa del Padre che, in un gesto d’amore, manda il Figlio nel mondo e lo consacra con lo Spirito Santo:

  •  “Questi è il mio Figlio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto” (Mt 3, 17).
  • Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!». (Gv. 12, 27-29).
  • “Voi conoscete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, incominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nazaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui” (Atti 10, 37-38).

Gesù stesso aveva coscienza di appartenere totalmente per amore  al Padre e di essere da lui inviato:  

  • “Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio …” (Lc 4, 18).
  • “A colui che il Padre ha consacratomandato nel mondo voi dite: «Tu bestemmi», perché ho detto: «Sono Figlio di Dio»? (Gv 10,36)

Aveva consapevolezza che la comunione profonda tra lui e il Padre garantiva l’esaudimento di ogni sua preghiera.  

  • Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». (Gv 11, 41-43).

2. Gesù, pietra scartata dagli uomini 

Ma il Figlio amato dal Padre è oggetto di rifiuto da parte dei suoi contemporanei e perfino dai suoi fratelli:

    • “Da Nazaret può mai venire qualcosa di buono?” (Gv 1, 46).
    • Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria?”(Mc 5,3)
    • “E’ fuori di sé”  (Mc 3, 21).
    • Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù (Lc 4, 29).
    • Gli risposero i Giudei: «Non diciamo con ragione noi che sei un Samaritano e hai un demonio?»  (Gv 8, 48).

Questo rifiuto arriva fino a chiedere la sua morte:

    • “Ma essi si misero a gridare tutti insieme: «A morte costui! Dacci libero Barabba!» (Lc 23, 18-19).

Gesù, pietra d’angolo

Dopo pochi giorni, Pietro, colmato di Spirito Santo, proclama ai capi del popolo:
«Capi del popolo e anziani, visto che oggi veniamo interrogati sul beneficio recato a un uomo infermo, e cioè per mezzo di chi egli sia stato salvato, sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d’Israele: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innanzi risanato. Questo Gesù è la pietra, che è stata scartata da voi, costruttori, e che è diventata la pietra d’angolo. In nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti, sotto il cielo, altro nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che noi siamo salvati» (At 4, 8-12).

Con questo brano degli  Atti degli Apostoli, Luca ci mostra l’inizio della persecuzione contro i cristiani. Per quale motivo gli apostoli sono perseguitati? Perché hanno fatto del bene. 

Se avessero fatto il bene senza dire niente, tutto sarebbe filato liscio. Il guaio viene dal fatto  che ne spiegano il motivo: lo storpio è stato guarito grazie a Colui che è stato ucciso e ha dato la vita per i fratelli. 

La persecuzione non è un incidente di percorso, ma è il segno fondamentale del bene compiuto. Annunciando l’amore, ci si scontra con l’odio e l’egoismo. L’unica vittoria sul male è vincerlo con il bene. 

C’è  un detto che recita così: “Nessun bene compiuto resta impunito”.

Gli apostoli spiegano perché avevano raddrizzato quell’uomo: gli avevano cambiato vita facendo a lui gli ciò che Gesù aveva fatto a loro.

Parlano del male che hanno fatto gli uomini: crocifiggere Gesù; e del bene che ha fatto Dio: risuscitare il Crocifisso, perché ha saputo donare la vita e vincere il male. 

E’ lui la pietra scartata divenuta  testata d’angolo.

Dopo aver nominato Gesù Nazareno, il crocifisso risorto dai morti, che ha fatto salvo quell’uomo, Pietro spiega chi è Gesù. È la pietra “nientificata” da voi, dice il testo greco, cioè “annientato, fatto niente”. 

Colui che voi avete nientificato, quella pietra che non vale niente, è la testata d’angolo del nuovo tempio. Il nuovo tempio è Gesù, è l’uomo Gesù in cui abita la pienezza della divinità.

La pietra scartata è il Figlio, è Dio crocifisso, risuscitato dal Padre, colui che vince ogni male e porta su di sè un amore infinito, più forte della morte. E’ lui l’unica salvezza per tutti, perché l’uomo è salvo solamente se sa vivere da figlio, se è amato e sa amare e vivere da fratello.

3. Stringersi a Gesù, pietra viva

Nella sua prima lettera Pietro ci suggerisce quale atteggiamento avere di fronte alla “Pietra scartata”:

“Stringendovi a lui, pietra viva, rigettata dagli uomini, ma scelta e preziosa davanti a Dio, anche voi venite impiegati come pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale, per un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, per mezzo di Gesù Cristo. Si legge infatti nella Scrittura: Ecco io pongo in Sion  una pietra angolare, scelta, preziosa e chi crede in essa non resterà confuso” (1 Pt 2, 4-9). 

Pietro ci invita a fare ciò che Gesù ha impedito a Maria di Magdala: stringerci a lui, morto e risorto, pietra rigettata dagli uomini, ma resa viva dalla potenza del Padre.

Ci invita ad abbracciare il Signore risorto, il vivente, che porta nel suo corpo i segni della passione e vive per sempre, l’albero della vita, le cui foglie guariscono le nazioni, la pietra d’angolo che Dio ha posto come fondamento della Chiesa. 

Stringersi a qualcuno rivela il desiderio di fare una cosa sola con lui. Colui che stringiamo è colui che ci ha amati per primo, donando se stesso per noi. Colui che il Padre ha fatto risorgere dai morti perché viviamo con lui e per lui in pienezza di vita.

E’ l’autore della vita, prezioso agli occhi del Padre, che la morte non ha potuto tenere in suo potere.

Stretti a lui possiamo esercitare il ministero sacerdotale e offrire sacrifici a Dio graditi. Questo ministero è possibile anche a chi ha molti anni di vita e poche forze a disposizione, perché è un atteggiamento del cuore che ama.  Si tratta di rimettere costantemente la nostra vita tra le mani del Padre, affidandoci a lui.

Ci possiamo ispirare a  Maria

Maria è maestra di vita spirituale per i singoli cristiani. Ben presto i fedeli cominciarono a guardare a Maria per fare, come lei, della propria vita un culto a Dio e del loro culto un impegno di vita. 

Maria, però, è soprattutto modello di quel culto che consiste nel fare della propria vita un’offerta a Dio: dottrina antica, perenne, che ognuno può riascoltare, ponendo mente all’insegnamento della Chiesa, ma anche porgendo l’orecchio alla voce stessa della Vergine, allorché essa, anticipando in sé la stupenda domanda della preghiera del Signore: Sia fatta la tua volontà (Mt 6,10), rispose al messaggero di Dio: Ecco la serva del Signore: sia fatto di me secondo la tua parola (Lc 1,38). E il «sì» di Maria è per tutti i cristiani lezione ed esempio per fare dell’obbedienza alla volontà del Padre la via e il mezzo della propria santificazione (Paolo VI, Marialis cultus, n. 21).

4. La cultura dello scarto 

Dall’Esortazione apostolica Evangelii gaudium

Alcune sfide del mondo attuale

  1. (…) Non possiamo tuttavia dimenticare che la maggior parte degli uomini e delle donne del nostro tempo vivono una quotidiana precarietà, con conseguenze funeste. (…) La gioia di vivere frequentemente si spegne, crescono la mancanza di rispetto e la violenza, l’inequità diventa sempre più evidente. Bisogna lottare per vivere e, spesso, per vivere con poca dignità. 

No a un’economia dell’esclusione

  1. Oggi dobbiamo dire “no a un’economia dell’esclusione e della inequità”. Questa economia uccide. Non è possibile che non faccia notizia il fatto che muoia assiderato un anziano ridotto a vivere per strada, mentre lo sia il ribasso di due punti in borsa. Questo è esclusione. Non si può più tollerare il fatto che si getti il cibo, quando c’è gente che soffre la fame. Questo è inequità. Oggi tutto entra nel gioco della competitività e della legge del più forte, dove il potente mangia il più debole. 

Come conseguenza di questa situazione, grandi masse di popolazione si vedono escluse ed emarginate: senza lavoro, senza prospettive, senza vie di uscita. Si considera l’essere umano in se stesso come un bene di consumo, che si può usare e poi gettare. Abbiamo dato inizio alla cultura dello “scarto” che, addirittura, viene promossa. Non si tratta più semplicemente del fenomeno dello sfruttamento e dell’oppressione, ma  di qualcosa di nuovo: con l’esclusione resta colpita, nella sua stessa radice, l’appartenenza alla società in cui si vive, dal momento che in essa non si sta nei bassifondi, nella periferia, o senza potere, bensì si sta fuori. Gli esclusi non sono “sfruttati” ma rifiuti, “avanzi”.

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 18/04/2020 da in Fede e Spiritualità, ITALIANO con tag .

  • 467.886 visite
Follow COMBONIANUM – Spiritualità e Missione on WordPress.com

Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi via e-mail.

Unisciti ad altri 879 follower

San Daniele Comboni (1831-1881)

COMBONIANUM

Combonianum è stata una pubblicazione interna nata tra gli studenti comboniani nel 1935. Ho voluto far rivivere questo titolo, ricco di storia e di patrimonio carismatico.
Sono un comboniano affetto da Sla. Ho aperto e continuo a curare questo blog (tramite il puntatore oculare), animato dal desiderio di rimanere in contatto con la vita del mondo e della Chiesa, e di proseguire così il mio piccolo servizio alla missione.
Pereira Manuel João (MJ)
combonianum@gmail.com

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica. Immagini, foto e testi sono spesso scaricati da Internet, pertanto chi si ritenesse leso nel diritto d’autore potrà contattare il curatore del blog, che provvederà all’immediata rimozione del materiale oggetto di controversia. Grazie.

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: