COMBONIANUM – Spiritualità e Missione

Blog di FORMAZIONE PERMANENTE MISSIONARIA – Uno sguardo missionario sulla Vita, il Mondo e la Chiesa MISSIONARY ONGOING FORMATION – A missionary look on the life of the world and the church

Vivere il momento presente senza le solite tecniche


Se vuoi vivere il momento presente potresti fare quel che ti consigliano in tanti: esercizi e tecniche.

Molti dicono di scrivere quel che vedi, meditare, fare esercizi di respirazione o altro. Io dico che non funzionerà molto.

Il problema è che nella vita non basta fare le cose, bisogna viverle.

Tutte le tecniche che ti avvicinano a questo momento presente sono utili, ma finiscono qualche metro prima del tuo obiettivo.

Lì ci arrivi solo se ti fermi…

Per vivere il momento presente devi solo fermarti

Vivere-il-momento-presente

Ti fermi mai ad ascoltare, osservare, annusare e vivere veramente un momento della tua vita?

Una mattina stavo sistemando dei fagioli e a un certo punto mi sono fermato a osservare gli alberi intorno a me, guardare le lucertole, assorbire il profumo dei fiori d’arancio e notare il sole tra le foglie.

Sono cresciuto in un paese di campagna e qui tanti lavorano la terra, ma quanti si fermano a osservare?

Ti fermi mai ad assaporare il cibo che mangi o pensi solo a mangiare, magari distraendoti mentre guardi la televisione, ascolti la radio, leggi le ultime notifiche su Facebook?

Ti fermi mai a notare il colore degli occhi di chi ti parla, il suo tono di voce, i peli della barba di un tuo amico, i bottoni sulla camicia di uno sconosciuto, ascoltare i rumori della città attorno a te?

Ti fermi mai ad annusare i profumi dei fiori d’arancio, o delle calle, a sentire il cinguettio degli uccelli o notare che forma strana hanno le nuvole sopra la nostra testa, a sentire il vento sul viso?

Ti fermi mai, o sei sempre di corsa, hai sempre troppi impegni, troppo da fare per dare retta a queste “sciocchezze banali e retoriche”, mentre sono ben altri i problemi che vanno affrontati?

Secondo me è importante per tanti motivi:

  1. La serenità con cui sai fermarti sul colore di un fiore, un sorriso o un profumo, è la stessa a cui farai appello nei grandi problemi: se non ti fermi mai, ne avrai poca nel momento del bisogno.
  2. Per fermarti davvero devi avere una consapevolezza di quanto siano in realtà preziose queste “piccole cose” e senza questa consapevolezza ogni problema sembrerà enorme e le soluzioni difficili da realizzare.
  3. Se non ti fermi mai, non impari a farlo e trascorri la vita correndo in attesa di qualcosa che non arriverà mai, perché quello che stai cercando lo hai sotto il naso ogni giorno, ma non ti fermi mai per godertelo.
  4. Se non ti fermi mai è perché non “vedi” qualcosa per cui valga la pensa di fermarsi, e significa che sei con la mente concentrata solo sul traguardo finale, perdendo il gusto del viaggio che stai facendo.
  5. Io penso che il 99.9% di chi si offre di aiutare gli altri a migliorare la propria vita, ti spinga a seguire tecniche ed esercizi che non servono a molto

Lucertola-nella-natura

Io posso dirti di sederti, fermarti e guardare i fiori.
Tu ti siedi e li guardi meccanicamente, con disinteresse e noia, aspettando di poterti alzare e ricominciare a correre.

Per questo non esiste una sola tecnica o un solo esercizio che ti renderà mai forte più di qualsiasi problema, o felice malgrado le difficoltà.

Le cose meccaniche fatte per seguire un allenamento non funzionano.

Quando ti dico di fermarti, non significa che devi “bloccarti e perdere tempo”, ma che devi aprire gli occhi, le orecchie e il naso e assaporare davvero la vita, renderti conto che c’è qualcosa per cui vale la pena di fermarsi.

Nel mio libro, Indipendenza Emotiva, faccio un esempio.
Se cammini (parafraso) lungo una strada e ti trovi davanti a una buca enorme, ti fermi.

Un uomo seduto accanto alla buca ti invita a proseguire, perché ti spiega che hanno posto una lastra di vetro, completamente trasparente ma tanto robusta, e quindi puoi passare.

Passi?

Magari ti avvicini, e provi col piede a sentire se la lastra esiste davvero. C’è!

A quel punto, magari con prudenza, attraversi la buca e arrivi dalla parte opposta.

Ora “vedi” che la lastra esiste, l’hai provata, sperimentata, ne sei consapevole.

Questa è la differenza tra la consapevolezza per cui ti fermi, e le tecniche per cui ti blocchi.

Con una tecnica rispondi meccanicamente a un invito, a un esercizio. Ma non vedi nulla.

Con la consapevolezza vedi, e cambi perché hai visto e provato, non ti serve altro.

Qui-e-ora

Ti fermi mai abbastanza in ascolto da poter scoprire che c’è tantissimo per cui vale la pena fermarsi?

Oggi prova, fermati e ascolta.

Non devi cercare qualcosa.
Non devi “fare” qualcosa.

Il segreto è che non devi “aggiungere” nuove tecniche o processi mentali, devi invece lasciare che tutto scorra e che tu sia nel momento presente.

Non è cosa fai, è come lo fai. Non è cosa guardi, è come lo guardi. Non è cosa senti, è come lo senti.

E ovviamente si inizia sentendo, guardando, ascoltando, e imparando a lasciarti rapire dalla realtà, dalla vita, dal presente.

Per riuscirci, devi provarci.
E quando dico “provare” intendo che ti fermi spesso, per qualche mese, ogni giorno.

Altrimenti non ci arrivi e pensi che non ci sia niente da ascoltare o vedere.

Perché per scoprire che vale la pena fermarsi…
…bisogna fermarsi prima di avere la certezza che ne valesse la pena 😉

P.S.
Che voto daresti oggi alla tua vita, da 0 a 10?
Rispondi alle 10 domande del Test della Scuola e lo scoprirai subito.
Scegli la frase in cui ti rivedi di più, anche se non alla perfezione.

Chi ha scritto questa pagina:
Giacomo Papasidero
Mental Coach dal 2010,
Scuola di Indipendenza Emotiva

https://diventarefelici.it/vivere-il-momento-presente/

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Questa voce è stata pubblicata il 03/05/2020 da in ITALIANO con tag .

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San Daniele Comboni (1831-1881)

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Combonianum è stata una pubblicazione interna nata tra gli studenti comboniani nel 1935. Ho voluto far rivivere questo titolo, ricco di storia e di patrimonio carismatico.
Sono un comboniano affetto da Sla. Ho aperto e continuo a curare questo blog (tramite il puntatore oculare), animato dal desiderio di rimanere in contatto con la vita del mondo e della Chiesa, e di proseguire così il mio piccolo servizio alla missione.
Pereira Manuel João (MJ)
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