COMBONIANUM – Spiritualità e Missione

Blog di FORMAZIONE PERMANENTE MISSIONARIA – Uno sguardo missionario sulla Vita, il Mondo e la Chiesa MISSIONARY ONGOING FORMATION – A missionary look on the life of the world and the church

Globalizzazione sotto il segno del ladro e del brigante o sotto il segno della fraternità?


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Commento al Vangelo del giorno
Giovanni 10,11-18
Silvano Fausti

Io-Sono il Pastore bello, il Pastore bello espone la sua vita a favore delle pecore. 12 Il mercenario e chi non è pastore, al quale le pecore non appartengono vede venire il lupo e abbandona le pecore e fugge. 

Pensate a tutte le nostre relazioni di che tipo sono? Se sono da mercenario o da Pastore bello, perché è facile vederlo in grande – si spera – ma vederlo in concreto, nella nostra vita concreta, quando il nostro rapporto è più da mercenario: finché c’è il mio interesse ci sto, poi non ci sto più al gioco. Così fan tutti! Per questo ci si uccide gli uni gli altri per interesse, nessuno sa rischiare per l’altro, esporsi per l’altro.
Interesse vuol dire “essere dentro”, cosa ho dentro nel cuore? Ho dentro davvero l’altro e gli voglio bene, quindi è lui la mia vita, oppure ho nel cuore semplicemente il mio io, il mio egoismo e l’altro è funzionale ai miei interessi e, quindi, in qualche misura sono io il lupo che sbrana e distrugge? Tante volte i lupi possono avere nome, ma è come se non l’avessero, perché il lupo è uno che rapisce e disperde. Tutto ciò che ci toglie la nostra identità di fratelli, che ci divide gli uni dagli altri, è azione del lupo, cioè del male. E questi sono anche semplicemente dei modi di vivere, ci son dei lupi molto rapaci. (…)

16 Anche altre pecore ho che non sono di questo recinto. Anche quelle bisogna che io conduca. E ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo Pastore.
Questo testo è molto noto e anche molto bello e anche molto ambiguo.
Innanzi tutto ci sono anche altre pecore che non sono di questo recinto. Sta parlando al popolo di Israele, ci sono molti altri recinti di tutti i tipi, in tutte le parti del mondo, tante forme di schiavitù ideologica e religiosa. Gesù è venuto a tirar fuori ogni uomo da ogni recinto, ad abolire tutti gli steccati e fare di tutta l’umanità un popolo di persone libere che sono figli tutti diversi e tutti fratelli nella diversità.
Questo recinto è duro a resistere; perché tutti i recinti vengano abbattuti bisogna che “io le conduca” e come le conduce? Lo dirà dopo: deponendo la vita, cioè dà la vita per tutti gli uomini, anche per quelli che noi consideriamo nemici e lontani; proprio così abbatte ogni steccato e ci fa vedere che Dio non ha nemici, non fa guerra a nessuno – né santa, né giusta – ha solo dei figli da amare ai quali dona la sua stessa vita e il suo stesso amore.

Ho altre pecore che non sono di questo recinto.
Tutta l’umanità è fatta di figli di Dio e deve diventare un’umanità di fratelli. Si può far la globalizzazione sotto il segno del ladro e del brigante, la conosciamo bene, o sotto il segno della fraternità che è esattamente il contrario.
Anche quelle bisogna che io conduca fuori dal recinto e oggi vediamo che il recinto è una recinzione unica intorno al mondo; ma anche questo recinto va rotto per ascoltare la sua voce che è la voce del Figlio che ci fa conoscere l’amore del Padre, che ci fa amare i fratelli e allora ci sarà un solo gregge e un solo Pastore.
Ricordate questa espressione che è molto usuale, la preghiamo tante volte, anche nelle preghiere liturgiche: che ci sia un solo ovile e un solo Pastore. È molto grave questa affermazione perché Gesù è venuto a tirar fuori dagli ovili, da tutti gli ovili. Nell’ovile le pecore sono sfruttate, muoiono e languiscono di fame, per vivere devono uscire per trovare pascolo e acqua. Così Gesù è venuto non a fare un solo ovile, una globalizzazione: tutti gli uomini sotto il mio dominio così li sfrutto tutti. No, fuori tutti da ogni ovile: un solo gregge e il gregge è fuori dall’ovile e pascola nella libertà. Questa proposta è molto usata nell’ecumenismo, ci sono molte forme di ecumenismo: fare un solo ovile, no guai! Un solo ovile, quello cattolico, una sola gabbia più grande che ingabbia tutti, questo è uccidere Cristo. Ma neanche tanti ovili; sono sempre ovili dove ognuno litiga con l’altro; sarebbero vari ovili di vari lupetti che si divorano.

 

Da http://www.gesuiti-villapizzone.it/

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Questa voce è stata pubblicata il 04/05/2020 da in Commento al Vangelo del giorno, ITALIANO con tag .

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San Daniele Comboni (1831-1881)

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Combonianum è stata una pubblicazione interna nata tra gli studenti comboniani nel 1935. Ho voluto far rivivere questo titolo, ricco di storia e di patrimonio carismatico.
Sono un comboniano affetto da Sla. Ho aperto e continuo a curare questo blog (tramite il puntatore oculare), animato dal desiderio di rimanere in contatto con la vita del mondo e della Chiesa, e di proseguire così il mio piccolo servizio alla missione.
Pereira Manuel João (MJ)
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