COMBONIANUM – Spiritualità e Missione

Blog di FORMAZIONE PERMANENTE MISSIONARIA – Uno sguardo missionario sulla Vita, il Mondo e la Chiesa MISSIONARY ONGOING FORMATION – A missionary look on the life of the world and the church

Commento al Vangelo della XI Settimana del Tempo Ordinario

XI Settimana del Tempo Ordinario
Commento di Paolo Curtaz


 Mt 5,38-42 Io vi dico di non opporvi al malvagio.

Lunedì 15 Giugno >
(Feria – Verde)
Lunedì della XI settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)
1Re 21,1-16   Sal 5   Mt 5,38-42: Io vi dico di non opporvi al malvagio.
Martedì 16 Giugno >
(Feria – Verde)
Martedì della XI settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)
1Re 21,17-29   Sal 50   Mt 5,43-48: Amate i vostri nemici.
Mercoledì 17 Giugno >
(Feria – Verde)
Mercoledì della XI settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)
2Re 2,1.6-14   Sal 30   Mt 6,1-6.16-18: Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
Giovedì 18 Giugno >
(Feria – Verde)
Giovedì della XI settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)
Sir 48,1-14   Sal 96   Mt 6,7-15: Voi dunque pregate così.
Venerdì 19 Giugno >
(SOLENNITA’ – Bianco)
SACRATISSIMO CUORE DI GESU’ (ANNO A)
Dt 7,6-11   Sal 102   1Gv 4,7-16   Mt 11,25-30: Io sono mite e umile di cuore.
Sabato 20 Giugno >
(Memoria – Bianco)
Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria
Is 61,10-11   1Sam 2,1.4-8   Lc 2,41-51: Tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo.
Domenica 21 Giugno >
(DOMENICA – Verde)
XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)
Ger 20,10-13   Sal 68   Rm 5,12-15   Mt 10,26-33: Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo.

Lunedì della XI settimana del Tempo Ordinario
Mt 5,38-42: Io vi dico di non opporvi al malvagio.

Avete perfettamente ragione: la pagina che abbiamo appena letto è una delle più difficili da accettare. Eppure sono affermazioni come queste che danno sapore al sale e Gesù stesso ha dimostrato con la sua vita e con la sua morte che è possibile metterle in pratica. Superare la logica della legge del taglione, che poneva in qualche modo un freno alla violenza insensata, è qualcosa che ci rende simili a Dio. La logica della mitezza, la beatitudine della non violenza, l’uso del paradosso possono scardinare qualunque resistenza. Certo, agli occhi del mondo tale atteggiamento è inopportuno e lungo la storia la Chiesa stessa si è interrogata, davanti a casi concreti, su come applicarla. Pensiamo, ad esempio, alle terribili immagini della strage di migliaia di innocenti operata dal fondamentalismo islamico; in questo caso la dottrina cristiana parla di un dovere alla difesa. Nel nostro vivere quotidiano, però, ci troviamo davanti a situazioni decisamente meno drammatiche. Nel clima arroventato e populista che stiamo vivendo, osare il Vangelo può riservarci delle sorprese inattese.

Martedì della XI settimana del Tempo Ordinario
Mt 5,43-48: Amate i vostri nemici.

Gesù ha proprio ragione: se amiamo solo quelli che ci stanno simpatici e facciamo il bene a coloro da cui speriamo di ricevere qualcosa in contraccambio, cosa facciamo di così straordinario? Troppe volte la nostra fede si riduce a tiepido buon senso che chiunque potrebbe vivere. Talvolta il cristianesimo si è annacquato riducendosi ad un inoffensivo moralismo e a un buonismo generalizzato. Da questo punto di vista, essere cristiani non cambia nulla rispetto ad essere dei buoni cittadini. Se, invece, prendiamo sul serio queste parole, davvero è possibile amare i nostri nemici, cioè desiderare per essi la conversione e il cambiamento. Per chi, come noi, ha fatto esperienza della straordinaria misericordia di Dio, la vendetta e la violenza diventano inconcepibili. Davanti a chi ci ha fatto del male, e purtroppo esistono persone così!, siamo chiamati ad imitare il Padre celeste che fa piovere sui giusti e sui malvagi. Non è facile, certo, soprattutto quando le belle parole assumono i contorni di un viso reale… Eppure è quella la vetta della montagna: riuscire a vedere dietro l’apparenza il volto di un fratello che può cambiare.

Mercoledì della XI settimana del Tempo Ordinario
Mt 6,1-6.16-18: Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

Quanto è destabilizzante Gesù! Dopo essere volato alto con le beatitudini ed averle esemplificate correggendo alcune storture della Legge, entra nel dettaglio per criticare alcuni atteggiamenti caratteristici degli uomini religiosi di ieri e di oggi. L’elemosina non può essere ostentata o diventare motivo di orgoglio e di vana gloria, ma è l’atteggiamento di chi, mosso a compassione, condivide ciò che ha con i più poveri, nel nascondimento. Siamo calorosamente invitati da Gesù a fare l’elemosina con intelligenza, cioè senza farci ingannare, e con discrezione. Senza accampare scuse: se la fede non tocca anche il portafoglio non ha ancora cambiato la nostra vita. La preghiera ha una componente pubblica da vivere con modestia, senza inutili esteriorità ed è sempre strumento di un atteggiamento più profondo e privato che Dio solo conosce. Come in una relazione amorosa, l’intima unione fra due anime, l’intesa silenziosa ed intensa che le contraddistingue è l’origine dei segni di affetto esteriore, così la preghiera pubblica esplicita la nostra intima unione con Dio. Il digiuno, pratica ormai trascurata da noi cristiani, è lo strumento per dominare i nostri appetiti e per aprirci alla condivisione.

Giovedì della XI settimana del Tempo Ordinario
Mt 6,7-15: Voi dunque pregate così.

La preghiera può diventare un inutile spreco di parole quando cerchiamo di convincere Dio delle nostre buone ragioni. Come se Dio fosse un inarrivabile potente da blandire per ottenere qualche beneficio… Eppure, spesso, velatamente, è proprio questo l’atteggiamento che utilizziamo nei suoi confronti! Gesù ci insegna a pregare in altro modo, rivolgendoci ad un padre che conosce bene le nostre necessità, più di quanto noi stessi le conosciamo. L’unica preghiera che Gesù consegna a noi suoi discepoli ci insegna anzitutto a chiedere l’essenziale: sperimentare la santità di Dio, accorgerci della presenza del suo Regno in mezzo a noi, assecondare la sua volontà di bene nella nostra vita. Una preghiera con i piedi ben saldi sulla terra: al padre che ci ama chiediamo il pane giorno per giorno, il perdono delle nostre colpe, la capacità di perdonare e di superare le ombre e la parte oscura della nostra vita. Ricordiamoci sempre che questa è l’unica preghiera consegnataci direttamente dal Maestro: ripetiamola quotidianamente con stupore e rispetto, anteponendola ad ogni altra forma di preghiera, in modo da sperimentare, come Gesù la tenerezza del padre.

Venerdì 19 Giugno (SOLENNITÀ- Bianco) SACRATISSIMO CUORE DI GESÙ (A)
Mt 11,25-30: Io sono mite e umile di cuore.

Oggi la Chiesa celebra la Solennità del Sacro Cuore di Gesù, di origine devozionale, ma che ci richiama alla straordinaria riflessione sull’amore di Dio per noi.
È stata una santa francese dell’Ottocento, santa Maria Margherita, a diffondere la devozione al Sacro Cuore di Gesù. Una devozione che ci appare distante dalla nostra sensibilità e che, pure, ha sviluppato nel corso degli anni una sua profonda ragione di esistere. Come se, all’epoca delle apparizioni alla santa, Gesù si fosse amabilmente stufato di una predicazione eccessivamente incentrata sul senso della giustizia a scapito della misericordia. Sappiamo bene che la norma, il rispetto, la fedeltà sono la forma dell’amore, concretizzano un sentimento che rischia di diventare evanescente. Ma, bisogna pur dirlo, l’amore precede la norma, la rende comprensibile e attuabile. L’amore non può iniziare da uno sforzo, da un impegno, da un cambiamento ma da un’emozione che si radica nel tempo. Ricordare alla cristianità europea ottocentesca e a noi che al cuore del cristianesimo c’è… un cuore che ama, il cuore di Dio che muore per amore, ci aiuta a situarci nel modo giusto rispetto alla fede e alla vita. Festa benedetta, soprattutto con Papa Francesco, dono di Dio, che ricorda alla cristianità l’essenziale: la tenerezza di Dio.

Venerdì  della XI settimana del Tempo Ordinario
Mt 6,19-23: Dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore.

Quale tesoro stiamo accumulando nella nostra vita? In chi o in che cosa facciamo affidamento? La crisi ci spaventa e per molti la mancanza di un lavoro uccide la speranza per il futuro. Stiamo vivendo le estreme conseguenze di una visione della vita e del profitto che hanno sacrificato l’uomo al denaro. Dobbiamo combattere per superare questa visione e tornare a fare del lavoro ciò che era nel progetto di Dio: l’opportunità di concludere l’opera della creazione. Detto questo, chiediamoci quale tesoro stiamo accumulando. Dedichiamo molto tempo e molte energie, giustamente, a condurre una vita sana ed equilibrata, ad occuparci del nostro corpo. Quanto investiamo nella nostra anima? Quanto nella ricerca di senso assecondando il desiderio di felicità che Dio ha piantato nel nostro cuore? Ogni minuto che dedichiamo all’interiorità, al silenzio, alla meditazione, alla preghiera viene capitalizzato per la realizzazione di ciò che siamo. Con uno sguardo trasparente e intenso, che sia davvero autentica manifestazione dell’anima, leggiamo la nostra vita come la straordinaria opportunità di trovare un tesoro inestimabile…

Sabato 20 Giugno (Memoria – Bianco) Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria
Lc 2,41-51: Tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo.

Dopo la memoria dell’amore di Cristo, del suo cuore inteso come sorgente dei sentimenti e delle emozioni, la liturgia ci propone un’altra festa di origine devozionale, la festa del cuore di Maria. Come a dire: l’amore che Cristo ha imparato lo deve anche a sua madre. Come i genitori segnano in positivo e in negativo lo sviluppo della personalità dei propri figli, così possiamo affermare che parte del carattere umano di Gesù sia stato educato alla compassione e alla tenerezza dai suoi genitori. Ama, il Cristo, con forza e determinazione e questo amore ricade su di noi. Maria, madre dei discepoli, ci viene proposta non solo come modello per la fede, è la prima fra i credenti, ma anche come modello di amore. Un amore che educa, che si piega alla benevola volontà di Dio, che sa farsi da parte ed essere presente nel momento giusto, che attinge dalla riflessione personale la propria energia interiore. Un amore poco sdolcinato, il suo, ma concreto e fattivo, incarnato e sanguinante, come spesso diventa l’amore dei genitori per i propri figli che si cacciano nei guai. Chiediamo a Maria di insegnarci ad amare come ha insegnato a Gesù.

Sabato della XI settimana del Tempo Ordinario
Mt 6,24-34: Non preoccupatevi del domani.

A ciascun giorno basta la sua pena. Quanto è vero! Quante volte la nostra vita vive nei pentimenti del passato o nell’angoscia del futuro, senza veramente assaporare il tempo presente! Quante volte crediamo di avere in mano il nostro destino e ci affanniamo e ci preoccupiamo per assicurarci un futuro dignitoso! Facciamo bene, certo, ed è saggio e prudente vivere guardando all’indomani. Ma senza che questo diventi un’ossessione, senza dimenticarci la nostra natura profonda, senza tradire la nostra anima che è libera e in ricerca di libertà. Gesù ci invita con sano realismo ad avere una visione poetica della vita. Gli uccelli del cielo e i gigli del campo godono di ciò che sono, grati a Dio che si è occupato di loro. Nessuno di noi potrà mai vestire così bene, né librarsi nell’aria come essi fanno. Contemplando con stupore le meraviglie della natura, dice Gesù, comprendiamo la volontà di Dio che ci offre l’opportunità di realizzare noi stessi secondo la sua logica. Viviamo il presente, allora, e comportiamoci come il buon padre di famiglia che sa pensare ai tempi di carestia ma senza lasciarsi prendere dall’affanno. Davvero a ciascun giorno basta la sua pena…

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Questa voce è stata pubblicata il 14/06/2020 da in ITALIANO, Settimana - commento.

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San Daniele Comboni (1831-1881)

COMBONIANUM

Combonianum è stata una pubblicazione interna nata tra gli studenti comboniani nel 1935. Ho voluto far rivivere questo titolo, ricco di storia e di patrimonio carismatico.
Sono un comboniano affetto da Sla. Ho aperto e continuo a curare questo blog (tramite il puntatore oculare), animato dal desiderio di rimanere in contatto con la vita del mondo e della Chiesa, e di proseguire così il mio piccolo servizio alla missione.
Pereira Manuel João (MJ)
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