COMBONIANUM – Spiritualità e Missione

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Ci stiamo asfissiando, perché?

“Mentre assistiamo all’asfissia del nostro paese, molti di noi si domandano angosciati: perché? La risposta è cruciale perché sapremo allora per cosa pregare e come dobbiamo agire. La nostra società non farà progressi nell’affrontare il male del razzismo senza la volontà di lasciarsi alle spalle i fornitori della polarizzazione”


USA Razzismo


Newark 24.06.2020
Jpic-jp.org
Tradotto da: Jpic-jp.org

Gli Stati Uniti (USA) si stanno asfissiando, perché? Prendendo a prestito una metafora di Papa Francesco potremmo dire, perché il Paese sperimenta altri quattro virus oltre il Covid 19: razzismo, violenza, individualismo, potere.

La storia degli Stati Uniti è macchiata da ciò che molti chiamano un peccato originale, la schiavitù dei neri africani. Durante 400 anni è entrato a far parte del DNA dei nordamericani. Questo razzismo anti-nero è nato dalla violenza e dall’inganno che gli europei usarono per stabilirsi sulle terre degli indigeni. Le famose battaglie dei film Far West mostrano come il razzismo del DNA sia stato violento sin dal suo inizio. Qual’è il paese, tranne gli Stati Uniti, che corregge il “sacro principio costituzionale per cui tutte le persone nascono uguali in diritti e dignità” con il diritto costituzionale di portare armi per la difesa personale? Negli Stati Uniti, le armi sono oggi più degli abitanti e ogni cittadino che la polizia ferma su qualsiasi strada o cammino è un potenziale detentore di armi.

La violenza e il razzismo hanno generato un forte individualismo. La privacy è diventata tanto sacra o addirittura di più della persona stessa. Papa Francesco può ripetere fino alla noia che la gente vale più della proprietà! Quando l’individualismo diventa un modo di vivere, una cultura, qualsiasi individuo armato darà violenta priorità alla sua proprietà sul rispetto a qualsiasi persona.

Il problema qui è che qualsiasi virus è contagioso e questa tripla pandemia ha infettato tutta la vita sociale e il peccato originale inscritto nel DNA delle persone guida ogni aspetto della vita. Concentrarsi solo sulla brutalità della polizia, reale e da condannare, può impedire di trovare una risposta adeguata al problema.

Quindi, gli Stati Uniti si stanno asfissiando, d’accordo, ma perché? La risposta è cruciale perché sapremo allora per cosa pregare e come dobbiamo agire, è stato il primo commento del cardinale Tobin, arcivescovo di Newark, sull’omicidio di George Floyd.

In una discussione zoom sulla brutalità dei poliziotti, ho posto una domanda: se la radice del razzismo è l’esaltazione della supremazia bianca come leggere il razzismo tra Tutsi e Hutu in Ruanda e Burundi, la tragedia cambogiana di Pol Pot, le atrocità perpetrate dai soldati statunitensi neri e bianchi in Vietnam? Il silenzio seguì la domanda.

È senza dubbio sbagliato sia nascondere un problema specifico dietro una realtà più complessa sia eclissare la foresta concentrandosi su un albero.

E’ sufficiente  il razzismo per spiegare l’incendio che brucia le strade degli Stati Uniti? No, afferma Bret Stephens, nella sua rubrica del New York Times (5 giugno 2020). “Il razzismo della polizia e le rivolte di strada hanno dei precedenti”. Prima delle proteste di Minneapolis, ci sono state quelle di Detroit (1967), Los Angeles (1992) e Ferguson, Missouri (2014). Tutte motivate da problemi razziali che sono rimasti irrisolti. Naturalmente, la pandemia di Covid 19 ha causato stress e aggravato la violenza. Più di 100.000 morti sono una catastrofe nazionale; ma non è la prima nella storia degli Stati Uniti. Negli USA durante il solo mese di ottobre 1918, 195.000 persone morirono per l’influenza spagnola (Wikipedia elenca i disastri USA) e gli Stati Uniti, con 362 decessi su un milione di abitanti è ancora al 7° posto dietro Belgio, Regno Unito, Spagna, Italia, Svezia , Francia e appena prima dell’Olanda (353,8).

Ecco che fa capolino l’altro virus: il potere. Significativamente durante le prime esequie a George, la fotocamera focalizzò per un breve momento un cartello fatto a mano, “Riposa nel potere”, invece di “Riposa in pace”, spostandosi rapidamente da un’altra parte come se fosse stato un grosso errore.

Razzismo, violenza, individualismo, sete di potere sono presenti ovunque nel mondo, ecco perché le manifestazioni di strada dopo la morte dei Floyd si diffondono ovunque, provocate da coloro che sono realmente, o si sentono erroneamente, oppressi da quanti siedono nel potere. Anche la nozione di minoranza oppressa sta svanendo. Il potere in Ruanda, Siria, Arabia Saudita è nelle mani di una minoranza. E allora?

Le parole un po’ criptiche del cardinale Tobin possono aiutarci quando dice: “La nostra società non farà progressi nell’affrontare il male del razzismo senza la volontà di lasciarsi alle spalle i fornitori della polarizzazione”? Negli Stati Uniti, la polarizzazione è più forte che mai.

Una ragazza nera, ex candidata a un concorso di bellezza, ha affrontato i manifestanti bianchi di fronte alla Casa Bianca urlando loro: “Ipocriti, ipocriti. Sono nera, sono laureata e libera. La vita di ogni nero conta ovviamente , ma perché non venite a Chicago per proteggere le vite dei neri dagli aggressori neri?” Una donna bianca con voce intollerante le gridò contro: “Se sei nera e libera, il tuo posto non è qui, vai a casa tua”. Una polarizzazione diventata anch’essa contagiosa.

Avere solo due partiti forti – Democratici e Repubblicani – era considerato un regalo per la democrazia, perché facilitava l’alternanza al potere. In questo momento di scontro, rafforza invece la polarizzazione.

L’editorialista del New York Time fa un analisi corretta: “Trump non è più responsabile del modo di fare della polizia a Minneapolis di quanto lo fosse Barack Obama per la polizia a Ferguson. Dubito che la pandemia sarebbe stata gestita meglio dall’amministrazione Hillary Clinton, soprattutto considerando la catastrofica serie errori di persone come Bill de Blasio e Andrew Cuomo (Democratici, ndr)”.

Tuttavia, senza dubbio, Trump ha acutizzato la polarizzazione del Paese sostenendo non solo la supremazia bianca, ma anche i diritti religiosi, la salute pubblica e la protezione sociale – ciò che i suoi avversari pretendono di ignorare – e opponendosi all’aborto, all’omosessualità, alle politiche di genere, all’immigrazione, alle norme sugli affitti delle case. Un insieme di temi che gli hanno attirato la simpatia, ad esempio, della potente Chiesa evangelica nera.

“Donald Trump è la nostra catastrofe nazionale. Usa malizia verso tutti, carità per nessuno”, Bret Stephens intitola così la sua rubrica, mostrando non solo quanto sia forte la polarizzazione, ma anche perché a molti bianchi, pure del partito repubblicano, Trump non piaccia.Togliendo la maschera durante questa pandemia del Covid, sta mettendo in mostra il lato oscuro del sogno americano.

L’odio, il disprezzo e il vilipendio con cui il partito democratico lo ha fato segno sin dal primo giorno in cui Trump ha vinto le elezioni, hanno poco a poco spostato la problematica del diritto umano fondamentale -che tutte le persone “nascono uguali in diritti e dignità”-, all’arena politica il cui obiettivo è solo quello di vincere le elezioni di novembre.

Solo di recente alcuni leader neri stanno cercando di correggere la mira facendosi eco del sogno di Martin Luther King: l’America tornerà ad essere grande quando i neri, i bianchi, i latini e gli asiatici marceranno insieme, dandosi la mano, verso il futuro.

Forse prima, in un continente di 23 nazioni sovrane e nove territori dipendenti, i cittadini degli USA dovranno smettere di auto-chiamarsi “Gli americani”; forse prima il “sogno americano” dovrà epurarsi dalla pretesa di essere il Paese migliore, il più potente, il più ricco, il più “colonizzatore democratico”, e il popolo USA di essere il più autoreferenziale.

Cosa pregare e come agire per uscire da questo pantano del razzismo-peccato originale, qui negli Stati Uniti e in ogni parte del mondo, evitando la vendetta anche su statue silenziose e pacifiche?

Questa era la ovvia domanda posta ai partecipanti alla fine di un dialogo zoom sul razzismo, organizzato dalla Georgetown University. Una giovane donna nera, Gloria Purvis, membro della Commissione della leadership sulla giustizia sociale del Congresso Nazionale Nero Cattolico, rispose fermamente con un lieve sorriso: “È un peccato? Cominciamo quindi con pentirci”. Il razzismo, la violenza, l’individualismo, la politica sono virus? Iniziamo a cercare il vaccino giusto.

Non abbattere, non distruggere le statue. Sono lì per dire: “Perdona, ma ricorda. Non si può cambiare il passato, ma si può dare una possibilità al futuro”.

 

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Questa voce è stata pubblicata il 29/06/2020 da in Attualità sociale, ITALIANO con tag , , .

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San Daniele Comboni (1831-1881)

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Combonianum è stata una pubblicazione interna nata tra gli studenti comboniani nel 1935. Ho voluto far rivivere questo titolo, ricco di storia e di patrimonio carismatico.
Sono un comboniano affetto da Sla. Ho aperto e continuo a curare questo blog (tramite il puntatore oculare), animato dal desiderio di rimanere in contatto con la vita del mondo e della Chiesa, e di proseguire così il mio piccolo servizio alla missione.
Pereira Manuel João (MJ)
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