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Il virus della pedofilia

Il Rapporto Annuale 2019 della Meter Association sulla pedofilia e il materiale degli abusi sui minori è il bilancio di una criminalità mondiale che richiede di essere letto, approfondito, assimilato, compreso e da citare. I numeri riportati non sono solo risultati statistici, rappresentano un lavoro intenso e duro, un impegno costante nella lotta contro azioni criminali che schiavizzano i bambini, li torturano, trattandoli come oggetti erotici e sessuali.


Il virus della pedofilia


Newark 19.06.2020
Jpic-jp.org
Tradotto da: Jpic-jp.org

Questi numeri sono spietati: quasi 7 milioni e centomila foto segnalate lo scorso anno, quasi il doppio rispetto al 2018 quando il contatore si è fermato a 3.053.317 (erano circa 2 milioni nel 2017). I video sono rimasti più o meno gli stessi (992.300 contro 1.123.793 del 2018), le chat sono aumentate (323 contro 234) e le cartelle compresse 325.

I dati del periodo 2002-2019 riportati dall’Osservatorio mondiale contro la Pedofilia mostrano che l’abuso di minori è un crimine in espansione. I suoi dati sono verificati, controllati e comunicati alle forze di polizia competenti e ai fornitori di server. In 17 anni sono stati inviati 61.525 protocolli, con la segnalazione di 17.731 collegamenti.

Dal 2008 i social network hanno aumentato lo spazio disponibile per i pedofili: sono stati contate 8.397 segnalazioni durante 17 anni, mentre il Deep Web continua a crescere. Il Deep Web è il lato oscuro della rete, come quello della Luna che tutti sanno che c’è, ma nessuno l’ha mai visto.

In 7 anni, dal 2012 ci sono state 47.421 segnalazioni. È un numero impressionante e crescente, perché il Deep Web consente una mobilità non permessa alla Rete pubblica. È una giungla dove si può operare e agire in totale libertà, dove anche per la polizia è difficile intervenire. Gli interventi effettuati sono troppo spesso tardivi rispetto alla tecnologia utilizzata dai pedofili.

Un esempio, i collegamenti a tempo. Una raccolta di foto o video di abusi si trova ad un determinato indirizzo che però sarà attivo solo per 24 ore. È un tempo troppo breve per poter intervenire.

Dal 2014, anche le foto horror sono diventate più accurate. L’Osservatorio mondiale contro la Pedofilia ha constatato che sono state divulgate 16.003.014 foto, 3.469.196 video, 12.610 mega archivi e 1.022 chat pedofile.

Oltre alle cifre, altre scoperte rendono questo crimine orribile. Secondo il Rapporto 2018 i cyber-pedofili scelgono preferibilmente foto e video di bambini di età compresa tra 8 e 12 anni, perché sono naigori solitari e inesperti; seguiti da quelli tra 3 e 7 anni, ma non mancano purtroppo i piccoli da 0 a 2 anni.

Il problema, nascosto dietro le immagini, è che l’abuso sui minori coinvolti nei video è già avvenuto. Non sono adulti consenzienti, ma minori, pre-puberali, bambini e purtroppo anche neonati con qualche giorno di vita. Esiste ovviamente una differenza tra gli abusi perpetrati nei confronti di una bambina di 6-7 anni o una ragazza di 16-17 anni, sebbene si tratti sempre di violenza contro i minori e debbano quindi essere ambedue condannate.

Le piattaforme sociali utilizzate da bambini e minori per scambiare messaggi, foto, selfie e brevi video in cui cantano o ballano sono Instagram, Facebook, Twitter, Telegram e il nuovo Tik Tok. Durante la quarantena, i profili di gruppi o persone che attirano i minori sulle piattaforme sociali sono aumentati esponenzialmente, oltre il 40%. Sfortunatamente non esiste un tipo di pedofilo standard riconoscibile, è una figura trasversale.

In una società erotizzata la tendenza è quella di erotizzare anche i minori. Dietro la parvenza di una vita normale – famiglia, moglie, figli, sport, lavoro – chiunque può essere un predatore sessuale di bambini. Non c’è distinzione di età, livello culturale, ricchezza e nemmeno sesso, anche le donne abusano.

Il pedofilo è una persona che vuole creare una relazione perversa con un ragazzo o una ragazza e che crede che sia una cosa giusta, assolutamente naturale, mentre è sempre una forma di grave sottomissione del minore ai desideri perversi di un adulto. Non c’è libertà per i bambini irretiti e abusati. Ecco perché nella legge sulla pornografia infantile, la pedofilia è elencata tra le nuove forme di schiavitù. I bambini non acconsentono, non vogliono essere abusati. È importante ribadirlo, perché molte lobby di pedofili nel mondo cercano di minare questo aspetto, definendo la relazione sessuale tra un adulto e un bambino l’ultima frontiera del cosiddetto amore libero. Il tentativo di presentare la pedofilia come un’attrazione sessuale accettabile o di sfidare le nozioni di abuso sessuale ha messo le sue radici durante la rivoluzione sessuale, principalmente negli anni 1970-1980 e non è mai scomparso. L’anno scorso ad Amsterdam un gruppo di pedofili ha preteso una manifestazione autorizzata presentandosi come una minoranza oppressa a causa del loro orientamento sessuale (Vedi Le scuse della pedofilia in francese). Ma si tratta solo della libertà dell’adulto che è in realtà uno stupratore di bambini (Vedi di più in questo articolo in italiano).

Le ultime ricerche rivelano che anche le donne abusano sessualmente dei bambini in numero sempre maggiore. Nel 1998, uno studio per l’Home office nel Regno Unito ha indicato che meno del 5% dei reati sessuali su minori erano commessi da donne, anche se l’autore riconosceva che il numero poteva essere inferiore alla realtà. Tra il 2005 e il 2006, 2.142 bambini hanno riferito di essere stati vittime di violenza sessuale da una donna. Fece impressione il racconto di un certo Bill Jenkins, la cui infanzia fu distrutta dall’abuso sessuale e fisico subito dalla madre adottiva, ma la cui angoscia fu ignorata nonostante tutti i segnali evidenti. Nel 2009, la BBC riferiva che il numero di reclami per abusi sessuali da parte di donne aumentava. Uno studio del 2015 sugli abusi riferiti ai servizi di protezione dei minori negli Stati Uniti nel corso del 2010 ha concluso che oltre il 20% dei casi di abuso sessuale di minori esaminati riguardava un principale perpetratore femminile.

Nel 2012, i servizi dei Protezione dell’infanzia stimavano che 686.000 bambini erano stati vittime di abusi negli Stati Uniti e che oltre l’80% degli autori di questi crimini erano i genitori dei bambini. Di questo numero, l’88% era un genitore biologico, non adottato come molti preferiscono credere.

Inoltre, il 45% del numero totale di autori era rappresentato da uomini e il 54% da donne. Le donne che abusano sessualmente dei bambini sono criminali, non seducenti tentatrici.

Tutti siamo pronti a pensare che quando un uomo commette abusi sessuali contro un bambino o un adolescente, ha commesso un atto criminale. Non così con le donne. Spesso, le donne che commettono abusi sessuali contro ragazzi, in particolare adolescenti, sono viste come la signora Robinson (l’anziana ed esperta nobildonna che insegue un ragazzo più giovane nel film del 1967 The Graduate) o la mamma di Stifler che rivelano a questi fortunati ragazzi le loro corde sessuali aiutandoli a diventare maggiorenni e a liberarsi della loro inesperienza sessuale. Sfortunatamente, questa immagine della donna matura seduttrice è così radicata nella nostra cultura che solo di recente abbiamo iniziato a smantellarla (Vedi 5 Reasons Why Feminism Needs to Address Child Abuse).

Vedi anche Abuso sessuale femminile sui minori: Quando ad abusare è una donna e anche Donne che abusano dei minori: una panoramica del problema

 

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Questa voce è stata pubblicata il 03/07/2020 da in Attualità sociale, ITALIANO con tag .

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Combonianum è stata una pubblicazione interna nata tra gli studenti comboniani nel 1935. Ho voluto far rivivere questo titolo, ricco di storia e di patrimonio carismatico.
Sono un comboniano affetto da Sla. Ho aperto e continuo a curare questo blog (tramite il puntatore oculare), animato dal desiderio di rimanere in contatto con la vita del mondo e della Chiesa, e di proseguire così il mio piccolo servizio alla missione.
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