COMBONIANUM – Spiritualità e Missione

Blog di FORMAZIONE PERMANENTE MISSIONARIA – Uno sguardo missionario sulla Vita, il Mondo e la Chiesa MISSIONARY ONGOING FORMATION – A missionary look on the life of the world and the church

Ravasi – Sion, monte della pace per tutti i popoli


IL GRANDE LIBRO DEL CREATO
Gianfranco Ravasi
Cardinale arcivescovo e biblista
Ogni anno per Famiglia Cristiana scrive riflessioni e commenti sui passi della Scrittura. Il tema di quest’anno è “Il grande libro del Creato”
https://www.famigliacristiana.it


monte-sion


Iniziamo una salita ideale sui monti biblici, scoprendone il significato teologico. Partiamo da Sion, luogo per eccellenza della presenza divina a causa del tempio che vi erigerà Salomone

«Addio monti, sorgenti dall’acque, ed elevati al cielo; cime ineguali, note a chi è cresciuto tra voi e impresse nella sua mente, non meno che lo sia l’aspetto de’ suoi più familiari…». Chi non ricorda queste parole nostalgiche e malinconiche della Lucia dei Promessi sposi (cap. VIII)? La montagna non è solo una componente geografica di un paesaggio, è spesso in tutte le civiltà un simbolo soprattutto di trascendenza, tant’è vero che uno dei nomi del Dio biblico è ’El-Shad- daj, che ha alla base la parola accadica shadu, «montagna», da cui «Dio della montagna».

La vetta che perfora il cielo diventa una sorta di anticamera del paradiso: non per nulla spesso sulle cime dei monti sono stati eretti santuari o croci o statue sacre e, nel mondo babilonese, la ziqqurat era una piramide sacra a gradoni che imitava la struttura montuosa sul cui vertice c’era un tempietto. In questa linea si comprende perché la Bibbia sia popolata di monti dal valore non solo orografico, ma anche teologico. Anche noi ci metteremo in viaggio per ascendere idealmente e di queste sante montagne, tenendo tra le mani non una guida ma quel libretto dei pellegrini che sono i «canti delle ascensioni» (Salmi 120-134): «Alzo gli occhi verso i monti: da dove mi verrà l’aiuto?» (121,1-2).

Il primo monte è, perciò, Sion, la sede del tempio gerosolimitano che la tradizione ha voluto identificare con il Moria, il colle sul quale Abramo era salito con il dramma nel cuore, a causa di quell’ordine implacabile del suo Dio amato e crudele:«Prendi il tuo figlio, il tuo unigenito che ami, Isacco, va’ nel territorio di Moria e offrilo in olocausto su un monte che ti indicherò» (Genesi 22,2). Ma Sion è per eccellenza il luogo della presenza divina nello spazio, a causa del tempio che vi erigerà il re Salomone che lo dedicherà al Signore con una grandiosa cerimonia e una stupenda preghiera che invitiamo tutti a leggere nel capitolo 8 del Primo Libro dei Re.

È molto suggestiva la definizione del tempio di Sion: è ’ohel mo‘ed, la «tenda dell’incontro» tra Dio e Israele e degli israeliti tra loro, riuniti nell’assemblea liturgica. E sarà Isaia in una sua pagina memorabile (2,1-5) a descrivere la missione universalistica di questo monte che, ai suoi occhi, si leva più in alto di ogni altra montagna, non per ragioni topografiche, bensì per il suo valore simbolico. Avvolto di luce diventa un punto di riferimento per tutti i popoli della Terra. Da esso, infatti, esce personificata la Parola di Dio che li accoglie in quello spazio sacro. Ed ecco il prodigio: le nazioni lasciano cadere dalle mani le armi; le spade vengono trasformate in vomeri e le lance in falci; non impugneranno più le armi per ingaggiare guerre, dimenticheranno ogni arte militare. Sion è dunque il monte della pace. È contro il volere di Dio che le pietre del monte di Gerusalemme siano state e siano ancora striate di sangue. Anzi, come canta il Salmista, «si dirà di Sion: L’uno e l’altro [popolo] in essa sono nati… Il Signore li registrerà nel libro dei popoli: Là costui è nato. E danzando canteranno: Sono in te tutte le mie sorgenti» (Salmo 87,5-7). Gerusalemme è, quindi, la città sul monte verso cui tutti convergono e di cui tutti sono cittadini a pieno titolo.

23 luglio 2020

 

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Questa voce è stata pubblicata il 27/08/2020 da in Bibbia, ITALIANO con tag , .

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San Daniele Comboni (1831-1881)

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Combonianum è stato una pubblicazione interna di condivisione sul carisma di Comboni. Assegnando questo nome al blog, ho voluto far rivivere questo titolo, ricco di storia e patrimonio carismatico.
Il sottotitolo Spiritualità e Missione vuole precisare l’obiettivo del blog: promuovere una spiritualità missionaria.

Combonianum was an internal publication of sharing on Comboni’s charism. By assigning this name to the blog, I wanted to revive this title, rich in history and charismatic heritage.
The subtitle
Spirituality and Mission wants to specify the goal of the blog: to promote a missionary spirituality.

Sono un comboniano affetto da Sla. Ho aperto e continuo a curare questo blog (tramite il puntatore oculare), animato dal desiderio di rimanere in contatto con la vita del mondo e della Chiesa, e di proseguire così il mio piccolo servizio alla missione.
I miei interessi: tematiche missionarie, spiritualità (ho lavorato nella formazione) e temi biblici (ho fatto teologia biblica alla PUG di Roma)

I am a Comboni missionary with ALS. I opened and continue to curate this blog (through the eye pointer), animated by the desire to stay in touch with the life of the world and of the Church, and thus continue my small service to the mission.
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