COMBONIANUM – Spiritualità e Missione

Blog di FORMAZIONE PERMANENTE MISSIONARIA – Uno sguardo missionario sulla Vita, il Mondo e la Chiesa MISSIONARY ONGOING FORMATION – A missionary look on the life of the world and the church

19 Settembre – Gennaro


santo-del-giorno

Una rassegna di Santi, maestri e testimoni del Vangelo di tutti i tempi che come fari luminosi orientano il nostro cammino di cristiani e missionari.

 19 Settembre
San Gennaro.
Condannato per la sua fede esempio di amore fraterno 


Napoli ha in san Gennaro un esempio di amore fraterno che suona ancora oggi come una profezia: sapersi prendere cura degli altri è ciò che cambia il mondo ed è la vocazione di ogni battezzato. Gennaro era vescovo di Benevento e venne arrestato e condannato a morte a causa della sua fede nel 305 mentre si recava a confortare un amico in carcere. Il contesto era quello della persecuzione anticristiana di Diocleziano: tra coloro che finirono in carcere c’era il diacono Sosso (o Sossio), guida dei cristiani di Miseno e amico di Gennaro. Questo non ebbe esitazione, si recò in carcere e chiese la liberazione del diacono. Un gesto di amore e coraggio che però gli costò l’arresto assieme ad alcuni compagni. Tutti vennero condannati ad essere sbranati dalle fiere. Per evitare disordini, però, alla fine vennero decapitati. Il sangue di Gennaro venne raccolto in due ampolle da una donna, Eusebia.
Altri santi. Sant’Abbone di Metz, vescovo (VII sec.); santa Maria de Cervellon, monaca (1230-1290).

Matteo Liut
Avvenire


Dai «Discorsi» di sant’Agostino, vescovo
Per voi sono vescovo, con voi sono cristiano

Da quando mi é stato posto sulle spalle questo peso, di cui dovrò rendere un non facile conto a Dio, sempre sono tormentato dalla preoccupazione per la mia dignità. La cosa più temibile nell’esercizio di questo incarico é il pericolo di preferire l’onore proprio alla salvezza altrui. Però, se da una parte mi spaventa ciò che io sono per voi, dall’altra mi consola il fatto che sono con voi. Per voi infatti io sono vescovo, con voi sono cristiano. Quello é nome di un mandato che ho ricevuto, questo é nome di grazia. Quello di pericolo, questo di salvezza. Veramente ci sentiamo come in un mare immenso e come sbattuti dalle tempeste, proprio a causa dell’incombenza pastorale affidataci. CI ricordiamo però a prezzo di quale sangue siamo stati redenti e, consolati da questo pensiero, entriamo come in un porto sicuro. Mentre ci affatichiamo nel lavoro apostolico ci conforta la certezza del beneficio comune che ne risulta. Assai di più mi consola il pensiero di essere stato redento con voi, che non il fatto di essere stato preposto a voi. Seguendo perciò il comando del Signore, cercherò di essere ancor più pienamente al vostro servizio, per non essere ingrato a quel riscatto che mi ha reso vostro fratello. Debbo infatti amare il Redentore, e so quello che ha detto a Pietro: «Pietro, mi ami? Pasci le mie pecorelle» (Gv 21, 17).
Questo disse una prima, una seconda, una terza volta. Prima veniva richiesto l’amore e poi imposto l’onere, perché dove maggiore é l’amore, minore é il peso della fatica. «Che cosa renderò al Signore per quanto mi ha dato?» (Sal 115, 12). Se dico di offrire al Signore il ministero di pascere le sue pecorelle, dico la verità. Lo faccio, infatti, «non io, ma la grazia di Dio che é con me» (1 Cor 15, 10). E allora come posso credere di essere uno che dà il contraccambio, se in tutto sono prevenuto da lui? Se amiamo disinteressamente e pascoliamo il gregge gratuitamente come possiamo esigere la ricompensa? Non sembrano inconciliabili le due cose: amore disinteressato e servizio gratuito con lo stipendio?
E tuttavia si conciliano. Infatti non si potrebbe esigere la ricompensa da colui che viene amato disinteressatamente, se, chi é amato, non costituisse lui stesso la ricompensa dell’amore. Se, infatti, in cambio del dono di averci redenti, gli rendiamo il servizio di pascolare le sue pecorelle, qual contraccambio potremmo ancora offrirgli per il fatto che ci ha costituiti pastori? Effettivamente cattivi pastori, che Dio non voglia, lo siamo per nostra colpa, mentre buoni pastori, che Dio lo voglia, non possiamo esserlo se non per sua grazia. Perciò, miei fratelli: «Vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio» (2 Cor 6, 1). Rendete fruttuoso il nostro ministero. «Voi siete il campo di Dio» (1 Cor 3, 9). Dall’esterno ricevete chi pianta e chi irriga, dall’interno, invece, colui che fa crescere, Aiutateci con la vostra preghiera e la vostra obbedienza, perché troviamo la nostra gioia non tanto nell’essere vostri capi, quanto nell’esservi utili servitori.
(Disc. 340, 1; PL 38, 1483-1484).

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Questa voce è stata pubblicata il 19/09/2020 da in ITALIANO, Santo del giorno con tag .

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San Daniele Comboni (1831-1881)

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Combonianum è stata una pubblicazione interna nata tra gli studenti comboniani nel 1935. Ho voluto far rivivere questo titolo, ricco di storia e di patrimonio carismatico.
Sono un comboniano affetto da Sla. Ho aperto e continuo a curare questo blog (tramite il puntatore oculare), animato dal desiderio di rimanere in contatto con la vita del mondo e della Chiesa, e di proseguire così il mio piccolo servizio alla missione.
Pereira Manuel João (MJ)
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