COMBONIANUM – Spiritualità e Missione

Blog di FORMAZIONE PERMANENTE MISSIONARIA – Uno sguardo missionario sulla Vita, il Mondo e la Chiesa MISSIONARY ONGOING FORMATION – A missionary look on the life of the world and the church

XXVII Domenica del Tempo Ordinario (A) Lectio

Lectio della XXVII Domenica del Tempo Ordinario – Anno A
Matteo 21, 33-43

vignaioli_omicidi

Vers. 33-34 Trad. lett (Un’) altra parabola ascoltate: (Un) uomo c’era padrone di casa, che piantò (una) vigna e (una) siepe ad essa pose intorno e scavò in essa (un) torchio ed edificò (una) torre e consegnò essa ai vignaioli e partì. Quando poi si avvicinò il tempo dei frutti, inviò i servi di lui da i vignaioli a prendere i frutti di lui.
CEI «Ascoltate un’ altra parabola: c’era un uomo che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto.

Gesù non mostra alcuna soggezione verso le massime autorità religiose e si rivolge loro in maniera imperativa: “ascoltate”. Non è un invito ma un ordine. È la terza e ultima parabola avente per tema la vigna (Mt 20,1-16; 21,28-32) simbolo di Israele (“la vigna del Signore degli eserciti è la casa di Israele” Is 5,7 cfr. I lettura) e dell’amore di Dio per questo popolo. Per illustrare l’azione premurosa del proprietario della vigna e quella ostile dei contadini, l’evangelista prende come modello il canto della vigna del profeta Isaia: “Voglio cantare per il mio diletto il mio cantico d’amore per la sua vigna. Il mio diletto possedeva una vigna sopra un fertile colle. Egli l’aveva dissodata e sgombrata dai sassi e vi aveva piantato viti pregiate; in mezzo vi aveva costruito una torre e scavato anche un tino…” (Is 5,1-2). La somiglianza tra i due testi viene accentuata dall’impiego dello stesso numero di verbi (cinque) adoperati da Isaia e da Matteo per esprimere la premura del padrone della vigna.

Vers. 35 Trad. lett Ed avendo preso i vignaioli i servi di lui, uno (lo) bastonarono, un altro (lo) uccisero, un altro (lo) lapidarono.
CEI Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono.

Nel cantico di Isaia la premura del Signore nei confronti del suo popolo non viene ripagata con un buon frutto: “Egli aspettò che producesse uva; essa produsse, invece, acini acerbi…”(Is 5,2)…” Egli si aspettava giustizia ed ecco spargimento di sangue…” (Is 5,7). Come il fico non aveva prodotto frutti (Mt 21,18-19), così la vigna non ha fatto uva buona (Is 5,2); ugualmente in Matteo la cura di Dio per il suo popolo non ha dato il frutto di giustizia sperato. Da sempre Dio inviò al suo popolo i profeti e sempre essi furono inascoltati: “Da quando i vostri padri sono usciti dall’Egitto fino ad oggi, io vi ho inviato con assidua premura tutti i miei servi, i profeti; ma non mi hanno ascoltato né prestato orecchio, anzi hanno reso dura la loro cervice, divenendo peggiori dei loro padri.” (Ger 7,25-26; 2Cr 24,19). Nel libro di Neemia si denuncia che come risposta ai tanti benefici da parte di Dio il popolo ha sempre risposto con l’ingratitudine e la violenza: “Ma poi hanno disobbedito, si sono ribellati contro di te, si sono gettati la tua legge dietro le spalle, hanno ucciso i tuoi profeti, che li ammonivano per farli tornare a te, e ti hanno insultato gravemente.”(Ne 9,26). Gesù più avanti denuncerà apertamente le autorità religiose per le azioni che ora vengono riferite ai contadini assassini: “Perciò ecco, io mando a voi profeti, sapienti e scribi: di questi, alcuni li ucciderete e crocifiggerete, altri li flagellerete nelle vostre sinagoghe e li perseguiterete di città in città” (Mt 23,34) e la sorte riservata ai servi è quella che subirono i profeti: Uria venne ucciso di spada (Ger 26,20-23), Zaccaria venne lapidato nel “cortile del tempio” (2Cr 24,20-21) e lo stesso profeta Geremia “fu fustigato e messo in ceppi in prigione” (Ger 20,2).

Vers. 36 Trad. lett Ancora inviò altri servi di più dei primi, e fecero a loro allo stesso modo.
CEI Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo.

Anziché scoraggiarsi per il fallimento il padrone/signore invia ancora nuovi servi e più numerosi e senza alcun proposito di vendetta, ma la risposta sarà sempre violenta.

Vers. 37 Trad. lett In seguito poi inviò da loro il figlio di lui dicendo: Avranno riguardo per il figlio di me.
CEI Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”.

Nell’immagine del padrone/signore della vigna viene rappresentato l’atteggiamento paziente di Dio nei confronti di Israele. Ogni volta che invia un profeta questi viene sempre assassinato. L’ultimo tentativo è col proprio unico figlio, erede e rappresentante del signore stesso.

Vers. 38 Trad. lett Invece i vignaioli vedendo il figlio dissero fra sé: Questi è l’erede; su uccidiamo lui e abbiamo l’eredità di lui.
CEI Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”.

Il motivo che scatena l’odio mortale dei contadini è l’interesse egoistico. Nel vangelo di Matteo fin dall’inizio l’avidità di denaro appare in una luce sinistra e strumento di morte da parte del rivale di Dio, mammona (Mt 6,24). Col denaro i sommi sacerdoti si impadroniranno di Gesù tradito e venduto da Giuda (Mt 26,14-16) per trenta sicli d’argento, il prezzo di uno schiavo (Es 21,32). E con il denaro tenteranno di impedire l’annuncio della risurrezione (Mt 28,12-14). Lui, il Figlio unico ed erede del Padre, viene assassinato per interesse. Gesù non è morto perché questa era la volontà di Dio, ma per l’interesse del sommo sacerdote (“è conveniente per voi” Gv 11,50). La paura di perdere la propria posizione di prestigio scatenerà le autorità contro Gesù. Interesse e prestigio non sono legati unicamente ai sommi sacerdoti ma estesi a tutto il popolo di Israele pauroso di perdere lo status di popolo eletto e preoccupato che l’eredità di Dio venga estesa alle nazioni pagane.

Vers. 39 Trad. lett E avendo preso lui (lo) cacciarono fuori dalla vigna e (lo) uccisero.
CEI Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero.

Le modalità della morte sono quelle riguardanti la condanna riservata ai bestemmiatori secondo il libro del Levitico: “Conduci quel bestemmiatore fuori dell’accampamento… tutta la comunità lo lapiderà” (Lv 24,14). Con le immagini della parabola Matteo anticipa per il lettore le fasi della Passione di Gesù che, come nella parabola, verrà ucciso “nel luogo detto Golgota” (Mt 27,33), fuori le mura della città di Gerusalemme: “subì la passione fuori della porta della città” (Eb 13,12).

Vers. 40-41 Trad. lett Quando dunque verrà il signore della vigna, cosa farà ai vignaioli quelli? Dicono a lui: (I) malvagi crudelmente distruggerà loro e la vigna consegnerà ad altri vignaioli, che daranno a lui i frutti nei tempi di loro.
CEI Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?» Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».

I sommi sacerdoti e gli anziani chiamati dal Signore a giudicare i contadini in realtà giudicano se stessi: essi sono malvagi, come il servo malvagio che chiamato ad occuparsi degli altri servi spadroneggia su di essi (Mt 24,48). La pena che i sommi sacerdoti sentenziano per i contadini e quindi per se stessi, è la distruzione, l’annientamento totale, la stessa che tocca agli adoratori di mammona, l’idolo che distrugge quanti gli rendono culto (“e non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo.” Mt 10,28). Per interesse i contadini/sommi sacerdoti hanno ucciso, e l’interesse li distrugge. Con questa sentenza i capi del popolo annunciano anche la fine di un rapporto privilegiato con il Signore (v. 40 trad. lett.). Rapporto che ora verrà esteso pure alle odiate nazioni pagane. Il comportamento dei contadini/sommi sacerdoti teso ad escludere i pagani dall’eredità fa sì che invece siano proprio loro a rimanere esclusi.

Vers. 42 Trad. lett Dice a loro Gesù: Non mai avete letto nelle Scritture: (La) pietra che respinsero i costruttori, questa è diventata testa d’angolo; da (il) Signore avvenne questo ed è (una) meraviglia in (gli) occhi di noi?
CEI E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture: La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi.

Per la seconda volta in questo episodio Gesù si rivolge alle massime autorità sottolineando la loro incomprensione della scrittura della quale fanno il loro vanto (“Non avete mai letto” v.16). Ed è proprio all’ignoranza delle autorità che va il richiamo di Gesù citando il salmo 118,22: “La pietra scartata dai costruttori è divenuta la pietra d’angolo” la più importante e fondamentale, quella che dava solidità e consistenza a tutto l’edificio e che ora diverrà la testata d’angolo per la nuova costruzione. Dio da sempre sceglie per le sue opere ciò che gli uomini escluderebbero. Chi sceglierebbe un assassino ricercato per omicidio e per di più balbuziente quale leader del popolo? Eppure tale era Mosè (Es 2,12; 4,19). Nella Scrittura emerge tutta una serie di liberatori o profeti che pensano di essere inadeguati all’incarico loro dato dal Signore: da Gedeone, il “più piccolo” della sua famiglia (Gdc 6,15) a Davide anche lui il piccolo della famiglia, unto re perché “non conta quel che vede l’uomo: infatti l’uomo vede l’apparenza, ma il Signore vede il cuore” (1Sam 16,7), alla chiamata di Geremia (“Ahimè, Signore Dio! Ecco, io non so parlare, perché sono giovane” Ger 1,6); ma il Signore “… quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti; quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti; quello che è ignobile e disprezzato per il mondo, quello che è nulla, Dio lo ha scelto per ridurre al nulla le cose che sono…” (1Cor 1,27-28).

Vers. 43 Trad. lett Per questo dico a voi che sarà tolto a voi il regno di Dio e sarà dato a un popolo facente i frutti di esso.
CEI Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti».

È la fine del sogno di supremazia da parte di Israele. I pagani non solo non verranno sottomessi e dominati ma saranno a pieno diritto i cittadini del Regno di Dio. Quelli che erano considerati assolutamente esclusi dalla salvezza saranno quelli che produrranno quei frutti assenti nel popolo eletto. L’evangelista che adopera preferibilmente la formula Regno dei Cieli, qui adopera Regno di Dio, in contrapposizione al Regno di Israele atteso dalle autorità.

Vers. 44 Trad. lett [E l’essente caduto su la pietra questa si sfracellerà; (quello) sul quale ma cadrà schiaccerà lui]
CEI Chi cadrà sopra questa pietra si sfracellerà; e colui sul quale essa cadrà, verrà stritolato».

Questo versetto manca in molti manoscritti e la sua provenienza è incerta. È comunque fuori posto perché eventualmente andrebbe posto dopo il v. 42.

Riflessioni…

  • Un uomo crea un archetipo, una vigna, e si fa ideatore ed artefice di un progetto di vita e d’amore, e si presenta come il diletto Amante: che dissoda, scava e pianta, sgombra e circonda, costruisce un habitat di vita: è la parabola del Dio creatore che, amante previdente, salva e rinnova.
  • Prepara il terreno, vive nella sua vigna costruita e fatta bella per accogliere e donare gioia, qui sperimenta ebbrezza di vita e d’amore entro anfratti, nella torre, tra tralci e grappoli di vite. E poi va, oltre la siepe. Tracciando itinerari di autentica vita.
  • I primi contadini affittuari godono di ogni sapore, progettando di adagiarsi e per sempre sistemarsi, disdegnando ogni precaria tenda di itineranti percorsi e senza mete sicure. Laddove forse vive l’uomo-amante-Signore.
  • Fuori, emergono slanci di giustizia, di fedeltà a patti sanciti; maturano soffi di parole coerenti e leali, intrise di umanità e cariche di universali aneliti di riscatti. Mentre ogni uomo spera e tende a comuni fruizioni di frutti di vita e di salvezza.
  • Da dentro, tra sicurezze presunte ed arroganti primogeniture, s’affastellano pretestuosi domini, gelosie, invidie, calunnie, vendette tradotte in progetti di morte.
  • Fino a rompere ogni indugio, anche dinanzi a volontà e proposte di giustizia e di amore: e il Figlio dell’uomo viene ucciso, fuori della vigna. Per non contaminare la vigna e preservarla da formale e rituale impurità.
  • Ma quelli di dentro si macchiano di grave colpa, segno di malvagità e di misero animo: ciechi perché non vedono oltre la siepe: gretti, con cuori offuscati e gonfi di perenni egoismi; aspiranti a privilegi presunti; gelosi per ogni sospiro divino verso terre ed approdi lontani; iniqui contestatori di salvifici progetti divini. E si accingono a costruzioni di sontuose vigne di poteri e domini, con nuovi progetti e nuove pietre edificatorie. Così, nel segno; allora; oggi…
  • Ma ogni progetto è ribaltato: distrutta la siepe, recuperata la solida pietra d’origine, si dilata la vigna, s’impreziosisce ogni grappolo, viene invitato ogni uomo, da fuori, per sperimentare vita, gratuità d’amore, generosità di doni. Nasce la Vigna del Figlio, la vigna di Tutti, ove ogni razza, cultura e pensiero trova spazi e gioia di vivere. Nello Spirito, con il Figlio e il Padre.

http://www.ilfilo.org

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Questa voce è stata pubblicata il 29/09/2020 da in Anno A, Domenica - lectio, ITALIANO, Tempo Ordinario (A).

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San Daniele Comboni (1831-1881)

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Combonianum è stata una pubblicazione interna nata tra gli studenti comboniani nel 1935. Ho voluto far rivivere questo titolo, ricco di storia e di patrimonio carismatico.
Sono un comboniano affetto da Sla. Ho aperto e continuo a curare questo blog (tramite il puntatore oculare), animato dal desiderio di rimanere in contatto con la vita del mondo e della Chiesa, e di proseguire così il mio piccolo servizio alla missione.
Pereira Manuel João (MJ)
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